Un’altra attività (facoltativa) in collaborazione – #edmu14

In questo post proponiamo un’attività alla quale può partecipare chiunque, non solo gli studenti di Editing Multimediale. Questi ultimi ovviamente possono contribuire se possono e vogliono.

Ma prima due parole per ricapitolare come funziona il percorso, anche se per la classe di Editing Multimediale di quest’anno dovrebbe essere già noto, avendo fatto insieme il Laboratorio Informatico due anni fa.

Come in tutti gli altri insegnamenti, alla fine ci sarà l’esame, ma il significato di questo è diverso dal solito. Qui il diritto a conseguire il voto si costruisce cammin facendo e non con una prova finale. L’esame finale servirà a svolgere una discussione, ma l’esito sarà già determinato, al massimo potrà essere ritoccata la valutazione, ma di poco.

Le attività proposte vanno quindi considerate obbligatorie per gli studenti di Editing Multimediale, a meno che non sia esplicitamente dichiarato il contrario, come in quella proposta di seguito. Chi ha dubbi chieda mediante un commento al post pertinente. La valutazione cresce con la qualità e la quantità delle attività. Chi non fa niente pensando di cavarsela rispondendo a delle domande all’esame, avrà certamente una valutazione molto bassa. In tal caso l’esame verterà sui motivi per cui le attività non sono state svolte. In particolare si cercherà di appurare se vi è stato uno sforzo o meno e verranno valutate eventuali difficoltà oggettive.

Veniamo alla seconda attività, che è emersa spontaneamente nel corso della prima. Claude, in un commento al post di introduzione, proponeva di tradurre in italiano il tutorial sull’impiego dell’editore di Amara, il cui originale si trova qui. Mi sembra un’ottima idea e quindi la propongo a tutto il laboratorio, non solo agli studenti di Editing Multimediale, per i quali, ripeto, è facoltativa.

Si tratta di una traduzione collaborativa, esattamente come quella che facemmo insieme dell’articolo Expanding the zone of reflective capacity: taking separate journeys together – Espandendo la zona di capacità riflessiva: unendo percorsi diversi.

Claude ha preparato una pagina apposita, come l’altra volta. Per chi vuole partecipare la pagina è questa (una parte l’ha già tradotta Claude).

Infine una domanda. Considerato che alcuni di voi stavano quasi per finire da soli il lavoro di sottotitolazione del podcast di introduzione, volete un video da sottotitolare?

Sondaggio hardware e software #edmu14

Aggiornato 20.11.2014

Il sondaggio seguente può risultare utile per calibrare alcuni aspetti degli interventi che effettueremo durante il corso. Il sondaggio tiene conto di un’esperienza analoga durante il MOOC #ltis13 dell’anno passato. In particolare era emerso come per molte persone fosse rilevante il fatto di utilizzare contemporaneamente più tipologie di sistemi. Ecco il motivo per cui vi chiediamo di indicare gli strumenti e i sistemi che usate fornendo una stima approssimativa del tempo di utilizzo.

Aggiustate le percentuali in maniera che il totale generale su tutti gli strumenti sia 100%. Chiedo scusa, mi ero dimenticato di specificarlo.

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Grazie per la risposta. ✨

Un podcast per iniziare Editing Multimediale – #edmu14

Editing in WordPress

Inizia qui un ciclo di post destinato agli studenti di Editing Multimediale del corso di laurea in Metodi e Tecniche delle Interazioni Educative della IUL.

Questi post sono designati dall’hashtag #edmu14 ma implicitamente anche da #loptis: #edmu14 è un sottoinsieme di #loptis.

Iniziamo a tratteggiare l’idea che ci saremmo fatti per questa edizione del corso, e lo facciamo con il seguente podcast:

Se preferite ascoltarlo con qualche altro mezzo lo potete scaricare qui (11 MB – per salvare cliccare con il testo e poi “Salva con nome…”).

Abbiamo affidato al podcast il compito di introdurre il percorso ma non ci basta, lo vogliamo sfruttare ancora di più. Ecco quindi l’idea di farci un esercizio, dal triplice valore:

  1. conoscere un modo semplice per sottotitolare un video in rete
  2. fare un lavoro in collaborazione
  3. lambire la questione dell’accessibilità

L’accessibilità è un attributo delle risorse Web del quale si parla troppo poco. Un video in flash è un buco nero per chi non vede o vede poco. Un file audio è un buco nero per chi non sente.

Questo non significa pretendere di creare materiali in grado di ovviare a tutti i problemi di accessibilità, cosa impossibile. Si tratta tuttavia di porsi il problema, in funzione della platea a cui ci si rivolge e del mezzo che si usa. Qui noi stiamo usando un podcast, può essere una buona idea corredarlo del testo. Non è solo per chi ha problemi di udito: anche coloro che non conoscono bene la lingua possono essere avvantaggiati dalla disponibilità del testo scritto – nelle classi di 300-400 studenti di medicina, si trovano sempre un certo numero di stranieri che sono alle prime armi con l’italiano. Stesso discorso per i video.

Passiamo quindi all’azione. Anche se il nostro scopo è semplicemente quello di trascrivere un podcast, per poterlo fare in maniera collaborativa utilizziamo un servizio web per la sottotitolazione collaborativa dei video. Sono molto interessanti questi servizi perché consentono di rendere accessibile un video in altre lingue, forniscono un testo che torna utile a chi ha problemi di vista – i sottotitoli possono essere esportati in file di testo e i testi posson essere letti dai ciechi con i sintetizzatori vocali – e a coloro che hanno problemi di udito. Abbiamo scelto di usare il servizio Amara.

Per mettere in piedi l’attività, abbiamo creato un video “finto”, nel quale di mobile c’è solo la traccia audio, e lo abbiamo messo in Youtube. Lo potete vedere qui di seguito anche se non è questo che dovremo usare:

Infatti, successivamente, in Amara abbiamo creato un link a questo video Youtube. Sì perché in Amara non si caricano direttamente i video, ma si producono i sottotitoli che vengono sovrapposti al video originale quando questo viene fatto girare attraverso il link creato in Amara.

L’audio dura 12’26”, ovvero 746″. Voi siete 20, un primo pezzetto l’ho trascritto io, per innescare il processo. Quindi ognuno dovrebbe trascrivere circa 30-40″.

Nel tutorial seguente mostriamo come si fa a svolgere il lavoro.

Qui abbiamo preparato anche una versione sottotitolata con Amara, appunto. Nei sottotitoli c’è qualche informazione in più, rispetto al parlato.

Ognuno di voi, una volta entrato nel link qui sotto e giunto all’editore dei sottotitoli, come spiegato nel tutorial precedente, dovrà far scorrere in baso i sottotitoli, individuando l’ultimo, posizionarvi il cursore, e poi far partire li video con il comando “tab”. Arrivato alla fine dell’ultimo sottotitolo già redatto, iniziare a scrivere i propri, come mostrato nel tutorial, per un periodo di circa 30-40 secondi. Non importa essere precisi. Aggiusteremo dopo.

Non rimane che buttarsi. Qui: link per sottotitolare il podcast.

La PirateBox in classe nella Buona Scuola – #loptis

Piace vedere se le cose funzionano. Provato a frugare nell’area de “La Buona Scuola” destinata alle proposte. Provato a scrivere: rispondono. Non so come facciano – 2000 proposte e 5000 commenti – ma lo fanno.

Perché non proporre il progetto “PirateBox in classe”? Ecco:

Un progetto di tecnologia leggera per la distribuzione di contenuti Internet in assenza Internet

Se clicchi sul link qui sopra vai alla proposta e lì, se ti piace puoi cliccare sul “Like” e, se ti pare, la puoi commentare.
Ho colto l’occasione per preparare una scheda riassuntiva dello stato dell’arte del progetto.

Ma ci sono anche altre proposte che invito a considerare e sostenere:

La proposta di Antonio Fini

Le proposte di Alberto Ardizzone, anima di Porte Aperte sul Web

La proposta di Matteo Ruffoni, gestore della lista Wii Libera La Lavagna

Le cinque proposte di La Libera Scuola, iniziativa sostenuta dalla Italian Linux Society e da Wikimedia Italia

Domani 25 ottobre dimostrazione PirateBox al Linux Day

Linux Day Firenze

25 ottobre

presso le Murate

Descrizione dell’iniziativa “PirateBox in classe”

10:00 – 10:25

Punto informazione

La Pirate Box in due varianti: una realizzata con router TP-Link MR3020 e distribuzione OpenWrt, l’altra con Raspberry PI e distribuzione ArchLinux

10:30 – 13:00

Copiare pagine Web nella PirateBox – #loptis

Clicca qui per scaricare la versione in PDF (238 KB – 6 pagine)


L’operazione sembrerebbe a prima vista semplice: prima salvo sul mio computer la pagina web che m’interessa e poi la carico sulla penna USB della PirateBox, nella cartella opportuna. Ma, “salvare una pagina web”, non è come salvare un documento tipo Office (LibreOffice, OpenOffice, Microsoft ecc.), a meno che non si tratti di semplici pagine HTML, cosa abbastanza rara oggi.
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Elaborazione dei feedback – #loptis

A chi mi chiede:

Ma dove pongo le mie domande sulla PirateBox?

Rispondo, in ordine di preferenza:

  1. Aggiungendo il tuo contributo sul wiki PirateBox in classe
  2. Se hai fretta, con un commento ad un qualsiasi post sulla PirateBox, questo per esempio
  3. Per email, se hai motivi privati, ma è sempre meglio scrivere dove leggono tutti

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L’importanza dei feedback – #loptis

Per dare un segno di vita e per ricordarsi il senso della cosa.

I partecipanti all’iniziativa “PirateBox in classe” rimborsano le spese dell’hardware – a proposito, grazie a tutti per la sollecitudine. Il mio lavoro è invece free, per dirla alla Stallman: free as in free speech, not free as free beer. Ovvero, il mio lavoro non è gratis: non chiedo denaro, ma chiedo feedback.
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An abstract in English of the “PirateBox in classroom” initiative – #loptis

Ieri ho scritto un tweet sulla presentazione dell’iniziativa “PirateBox in classe” che farò al prossimo Linux Day a Firenze. Yesterday I twitted about a presentation about the “PirateBox in classroom” intitiative we will give at the next Linux Day in florence: Continua… Go on…

Un wiki per condividere le esperienze sulla PirateBox in classe – #loptis

A questo punto sono state consegnate tutte le 34 PirateBox che avevamo previsto. Includendo coloro che se la sono procurata e montata da soli, in totale sono 37.

Questo non rappresenta tuttavia un limite. Se altri vogliono unirsi possono scrivere, qui o per email. Possiamo prepararne delle altre, basta non avere fretta.

Con la consegna delle prime scatoline sono arrivate le prime domande e i primi commenti. Abbiamo aperto un wiki al fine di agevolare lo scambio di idee e di soluzioni ai problemi. Per iscriversi al wiki è sufficiente seguire il link seguente:

https://wikispaces.com/join/9CRHNTK

Questo sistema semplificato di iscrizione scade il 4 ottobre. È un fatto automatico. Lo rinnoveremo. Questa scandenza non deve indurre alla fretta. Ognuno riporterà le proprie esperienza quando avrà senso farlo.

Va da se che l’iscrizione al wiki serve soprattutto per chi sperimenta la scatolina, mentre chiunque lo può consultare al link:

http://bibliobox.wikispaces.com/PirateBox+in+classe+-+loptis