Aiuto! L’ho fatto!

Aiuto aiuto … l’ho fatto … senza un motivo preciso … d’impulso … m’è improvvisamente sembrato meglio … avevo giusto un’ora di tempo imprevisto in più … è una malattia non ci posso fare niente …

Vengo da http://iamarf.blogspot.com

C’ero anche affezionato …

ma ora scriverò i post qui …

Opened – Week 13

Really enjoyed Wiley’s close:

… embrace the trib culture sooner than later. Higher education doesn’t have to remain stuck in its traditional R/O ways … I would beg those early pioneer to open their eyes to what was happening all around them (on YouTube, on Flickr, on Wikipedia, and the other pioneers of the trib’ing movement) and to evolve with the times rather than be left behind by them.

Just at the end of the first blogging experiment in the computer literacy course I told you in a previous post. Basically, students were told:

If you create a blog and play with it, as I’ll tell you during the course, by using Web 2.o tools, then you will build up your grade without doing the final test, or doing just a small part of it. If you need some basics, just browse the courseware available for you in the platform and use it as you need it. I’m here for questions but, please, post them always to the whole community.

At the end, when asked what they thought about this course, they were enthusiastic. Almost 70 comments have been written so far. A swedish student was allowed to write in english. The main message of her post I’m picking up here, is shared by the totality of the other ones:

Caro Prof,
How much more you learn and how much easier it is to learn through doing and not just trying to repeat endless definitions without the chance to reflect or think about their meaning. This course has not only allowed me to do, to think and to reflect but it has also allowed me to choose when to do it. Something that in many other courses is impossible and which make learning even more difficult especially when you try to combine studies with work. This course has really offered an unique way of learning. If a similar method could be applied to other courses it would be great. I am convinced that if not a whole course, certain parts of several of our courses could benefit. In some cases maybe not limiting the approach to the use of computers but by following your example introducing more student-based learning and active participation …

This girl was already quite familiar with computer technology. The leitmotiv of many with bad or no computer experience was of the kind

… previously, I hated the computer and I did not know what to do with it, now, when I’m back home I run to see if others have written something or a comment to may last post; now I understand how computers and Internet could by useful in my life and my future job.

And they have been introduced to very few things: open a blog, use it, manage RSS feeds, con(trib)ute things in a wiki page, manage social bookmarks. Nonetheless, they are all confident to be able to face new issues, just feeling familiar with this new device.

So, dear friends, going back to the last sentences that Wiley put in 2012, I would say that

students are ready to trib now whereas schools are light-years behind

Mi tuffo nel Web 2.0!

Rivitalizzato dalla partecipazione alla community LTEver, un posto dove si discute su questioni di insegnamento e tecnologie usando i blog, e da un corso sulla Open Education, ho portato in Moodle il mio corso di informatica spostando ulteriormente il baricentro dallo studiare al fare.

Spero che la rivitalizzazione non si riveli una sbronza …

Torno a scuola!

Ebbene sì, ho avuto un’opportunità di tornare a scuola e l’ho colta.

Si tratta di un corso online sulla Open Education. L’argomento del corso, Open Education, consiste in offerte formative di qualsiasi tipo o livello distribuite liberamente in rete. Il corso è accessibile per chiunque e viene gestito mediante blog e wiki.

Chi mi conosce o chi ha letto qualcosa delle mie pagine web o del mio blog probabilmente penserà che io stia andando incontro a seri problemi cognitivi, considerate le opinioni che ho sulla maggior parte delle scuole che conosco.

Certo, non si può escludere che stia rincretinendo, tuttavia posso addurre delle giustificazioni.

  1. È proprio la pessima opinione su tutte le scuole che ho frequentato a rendermi estremamente curioso su forme di insegnamento alternative. Umano sperare …
  2. Credo moltissimo nei valori della condivisione e della partecipazione e si legge molto delle virtù dei blog e dei wiki. È inevitabile essere incuriositi da un corso nel quale il blog rappresenta il veicolo di comunicazione primario.
  3. Credo moltissimo nei valori della condivisione e della partecipazione e il fenomeno del software open source ne costituisce un’espressione concreta entusiasmante. Con l’open source, chi produce software lo rende disponibile in rete perché altri lo possano utilizzare ed eventualmente anche modificare. Il corso in questione verte sulla “Open Education” con la quale si offre istruzione liberamente in rete: una forma di istruzione che rinforza il libero accesso alla conoscenza. La conoscenza non rientra forse fra le risorse fondamentali per la vita dell’uomo quali l’aria o l’acqua? Come si fa a non andare a vedere di che si tratta?
  4. Insegno informatica. Impossibile non tentare di aggiornarsi su ciò che offre la information technology.
  5. Avrò molto lavoro questo autunno e sarà quindi difficile che riesca ad essere un buon studente. Non lo sono stato quasi mai del resto. Bene. Un’ottima occasione per calarsi nei panni di uno studente in difficoltà, credo che possa fare molto bene ad un professore.

Arrancherò per via del poco tempo a disposizione, arrancherò perché so poco l’inglese, arrancherò perché a scuola ho sempre arrancato. Non importa. Anche se prenderò brutti voti, anche se boccerò, semmai in questo corso si può bocciare, avrò avuto la possibilità di mettere il naso in qualcosa che mi interessa e che potrebbe migliorare ciò che sto cercando di fare.

M’illumino d’immenso

È partito il blog del progetto M’illumino d’immenso. Due clown, Nuvola e Formaggino, accompagnano un gruppo di studenti di medicina in ospedale affinché possano imparare a diffondere il buon umore. Il blog è un vero e proprio diario degli interventi in ospedale e degli eventi che caratterizzano la vita del gruppo.

Inutile dire che sono felicissimo di quello che sta accadendo: studenti che, nel caso di medicina (ma l’opportunità è aperta anche ad altri), potranno vedere i primi pazienti non prima di tre o quattro anni, hanno la possibilità di vivere delle esperienze concrete in quello che sarà il loro ambiente naturale di lavoro. Un’esperienza basata su di un approccio empatico al paziente di cui potranno fare tesoro in futuro.

Sono felicissimo perché è un, pur piccolissimo, passo verso il fare e non solo lo studiare …

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