Quando scopri che l’UFO sei tu…

Un giorno succede che ti beccano dei tipi che ti sembrano venuti dallo spazio per spiegarti che loro sono in realtà terrestri interessati agli UFO e quindi sarebbero interessati a intervistarti, ma non come esperto di UFO… e finisci nella rubrica “Extravaganti”…

28 gennaio 2025 ore 21 su Wideline Radio o venerdì successivo sul canale Telegram Wideline.

Ok…

Digital Minds 2024

Digital Minds 2024 presso Federica Weblearning – super occasione per giovani laureati!

Il caso nel computer?

Ho sviluppato una sorta di dipendenza dai lavori degli studenti. Un pensiero al giorno, anche più di uno, stento a tenere il passo. Oggi è la volta del caso:
— Come può essere che si possa generare il caso in una macchina che pare tutta perfettamente determinata?

La quasi totalità degli studenti rimangono perplessi quando affrontano il capitolo del laboratorio dove si programmano percorsi casuali. Svelando così una delle varie gravi lacune che affligge la scuola, incapace di fornire la benché minima idea del complesso intreccio fra certo e incerto che pervade il mondo in tutti i suoi aspetti.

Alcuni rimangono perplessi, altri fanno tempo a familiarizzare con tale stranezza nel pur breve tempo del laboratorio. Così Angela Meucci che se n’è servita per creare lo sbuffo della balena. Naturalmente viene diverso tutte le volte che si riproduce la figura…

Una rara ora astrale

Per il tran-tran quotidiano uso un orologio con le lancette di marca Chronos, che serve per arrivare puntuale agli appuntamenti. Ma per le cose importanti ne uso un altro, completamente diverso, di marca Kairos. Il primo si trova in tutti i negozi mentre il secondo è difficile da reperire e, soprattutto, ci vuole tempo per imparare ad usarlo. La migliore descrizione che ho trovato è quella di Mastro Hora:

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Incontro con studenti su Scuolina Poggio alla Croce e Don Milani

I granci della marana — Irene Bernasconi e la Casa dei Bambini di Palidoro

Irene Bernasconi, insegnante montessoriana nell’Agro Romano del 1915, Maria Montessori, l’Unione Femminile Nazionale, il Comitato per le Scuole dei Contadini, la Società Umanitaria di Milano, le Case dei Bambini, la diffusione delle Case dei Bambini nel mondo,

Ho letto un libro bellissimo. L’ho scoperto grazie a un servizio di Wikiradio, su Radio Rai 3. Lo consiglio a chiunque si occupi di scuola, specialmente agli studenti di Scienze della Formazione Primaria.

Irene Bernasconi, insegnante svizzera (Chiasso) di 29 anni, dopo avere ottenuto l’abilitazione al metodo montessoriano presso la Società Umanitaria di Milano, nel 1915 si reca a Palidoro, nell’Agro Romano. Scrive il 6 dicembre:

Avevo scelto di fare scuola in un posto dove non voleva andare nessuno, fra gente primitiva, bisognosa di affetto; fra bambini anche sporchi, scalzi, stracciati: Bambini vicini alla terra. In questo posto perduto nel fondo di qualche valle poco conosciuta o in un luogo abbandonato nelle desolate lande della Maremma… e Palidoro è, al dire dei ciociari, la ” Maremmaccia”. Era il posto che faceva per me , quello che andavo cercando … Mi dissi fortunata di averlo trovato e decisi di restare.

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Il popolo dei social c’è sempre stato

Raccolta di racconti di Lorenzo Viani, fra cui quello qui citato, a cura di Marcello Ciccuto, per i “Quaderni di “letteratura e arte”, Fabrizio Serra editore, 2021

Il popolo dei social, screanzato, lunatico, intemperante, feroce, sbruffone, superficiale, immemore, millantatore, codardo, sempre a caccia di capri espiatori, non è comparso con i social, è sempre esistito. Oggi si gonfia e sgonfia repentino in volumi mai visti prima ma basta, bastava, il minimo assembramento con qualche comunanza d’intenti per ravvisarne le fattezze sgradevoli. Questo m’è venuto in mente leggendo “Vita di spiaggia: sfollamenti. Addio mare, spiaggia serena. Riappariscono i navarchi” scritto da Lorenzo Viani ne “l’Italia marinara” nel 1932. Trascrivo l’inizio. Il corsivo in fondo è mio. (Grazie all’amico Francesco Tomei che me l’ha fatto leggere.)

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Discorso sulle tesi e molto altro

Salve professore vorrei ringraziarla per avermi permesso di scrivere la tesi su un argomento a me caro. Non le è interessata la mia media dei voti, non mi ha detto cosa era giusto e cosa era sbagliato. Mi ha semplicemente accompagnato in questo percorso, dandomi consigli preziosi. Il suo comportamento non è per niente scontato. Quindi la ringrazio doppiamente: è stato un relatore “top” e mi ha permesso di vedere l’università come dovrebbe essere, una comunità di persone  che sono entusiaste nel fare ricerca. E magari si divertono pure.

Dalla mia ultima laureanda

Giusto l’ultimo dei messaggi che molti studenti mi inviano dopo la laurea. Diversi dei quali arrivano alla meta non necessariamente con medie elevate, poi fanno ottime tesi. E molti si meravigliano: come è possibile… Invece eccome se è possibile. Ci sono molte cose da dire sull’istituto della tesi. Ma anche sui metodi di valutazione all’università, sui metodi di valutazione nella scuola, sui metodi di insegnamento tout court, alla luce di ciò che oggi sappiamo sul funzionamento del cervello. Anzi al buio, perché sembra che i due mondi, quello dell’istruzione e quello della ricerca neuroscientifica, siano completamente scollegati. Non è una sorpresa, la conoscenza dissociata, la ricerca del Lutto, la scuola del Lutto, secondo Morin, e altri.

Molte cose da raccontare e da approfondire. Quando avrò finito.

L’unione fa la forza: con Amara i sottotitoli completi del documentario “Ubuntu, io sono perché noi siamo” in italiano, spagnolo, francese e inglese.

Ripubblico qui questo post apparso sul blog del Laboratorio Aperto di Cittadinanza Attiva perché illustra un esempio interessante di applicazione del servizio collaborativo di sottotitolazione di video pubblici con Amara.org, di cui abbiamo scritto in altri post.

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La creazione di un indice per tag

Quella che rimandavo di continuo perché mi pareva un tormento, si è poi rivelata un’operazione interessante — ci volevano giusto le vacanze di Natale — ma piuttosto complicata.

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