
Da un paio di giorni sto giocolando con il materiale che mi serve a scrivere la quinta puntata sulla letteratura scientifica che non riesco a concludere, perché proprio quando mi sembra di avere tutto ciò che mi serve, ecco che inciampo in qualcosa che mi sembra di non poter trascurare. La lotta con la complessità. Occorre sfrondare, potare. Meglio pensarci domattina.
Vedo che la pressione della complessità affligge molti di voi, a giudicare da vari post sulla letteratura scientifica e PubMed. È una reazione del tutto naturale che deriva, in parte, dall’illusione che la scuola dà di poter affrontare il mondo con il manuale in mano e con la certezza di essere un giorno adeguatamente esperti per poter affrontare i problemi posti dalla professione. È sempre stata una pia illusione – tutti gli uomini saggi del passato ne sono stati perfettamente coscienti – ma oggi la mole e la complessità dello scibile rendono tale illusione addirittura ridicola.
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