Riemergendo dalle nebbie dell’influenza, che mi ha obbligato al riposo per cui Lisia si preoccupava (..nel frattempo lei è andato avanti…ma non si riposa mai?) decido di leggere le vostre novità prima di riprendere il filo del discorso. Vengo tuttavia subito distratto dalla lettura di un bel brano di Octavio Paz proposto da Sandra nel suo post Uso e contemplazione.
All’interno delle attività relative agli aggregatori di feed, propongo un esercizio che può tornare utile in altre occasioni.
Supponiamo che uno studente abbia un problema e voglia condividerlo con la comunità, compagni di corso, docenti, tutor. Trattandosi di attività pratiche che si svolgono al computer, spesso è facile spiegarsi mostrando quello che è successo sullo schermo ed è molto più complicato descrivere verbalmente o per iscritto la situazione. In laboratorio lo studente direbbe – Guardate un po’ che succede qui…
Ebbene, noi possiamo fare qualcosa del genere utilizzando gli screenshot, ovvero delle istantanee dello schermo o di una parte di esso, che possono poi essere pubblicate nel proprio blog, in modo che tutti gli altri le possano vedere ed eventualmente dare consigli.
Quando giovanotto ebbi la fortuna d’essere condotto in quello che era l’Everest del mondo che esploravo, a Berkeley, la prima cosa cosa che mi colpì appena entrato nel più tecnologico laboratorio che avessi mai visto, fu un leggio di legno che troneggiava in mezzo a tutti quegli apparecchi, con sopra un quadernone aperto e tutto scritto con diverse calligrafie. Quello era il diario dove tutti i membri del gruppo di ricerca annotavano gli accadimenti quotidiani.
Ecco, la parola blog viene subito associata a quella di un diario intimo, forse a causa di tanta stampa che semplifica un po’ troppo, o segue un po’ troppo supinamente i gusti che rendono di più. Anche quello che trovai in quel laboratorio di Berkeley era un diario, ma serviva a tracciare il percorso del gruppo e contribuiva a rinforzare il senso di un’identità e di un obiettivo comune.
Orbene, anche questa comunità virtuale, per ora bisognosa di molte cure perché appena nata, si può giovare di un pratica così semplice. Rinnovo quindi l’invito a scrivere un post, ciascuno sul proprio blog, con una piccola cronaca degli sforzi fatti fino ad ora. Scriveteci esattamente le cose che vi sareste detti oggi pomeriggio se vi foste trovati tutti insieme a prendere un te insieme e l’argomento fosse caduto su questo nuovo (per)corso che avete iniziato insieme. Claude ci ha già dato l’esempio.
P.S. Ho aggiornato il file opml con il blog ultimo arrivato, di Rosaria.
Per dare una mano a chi si trova in difficoltà cercando di includere i feed relativi ai blog di tutti i partecipanti nel servizio Google Reader, aggiungo un video che mostra esattamente questa operazione. Continua a leggere…
Penso che la suddivisione fra teoria e pratica sia un grande problema della formazione, a tutti i livelli e in tutto il mondo. Dopo vari anni di ricerca e azione sul campo, mi sono ritrovato nel pensiero di autori come Edgar Morin, Richard Sennet, Chris Argyris [1], Ken Robinson. Lascio che sia quest’ultimo a chiarire il concetto, molto meglio di quanto potrei fare io: Continua a leggere…
Aggiornamento 20 dicembre 2012. Ho aggiunto un video che mostra come scaricare la versione in italiano dell’aggregatore RSSOwl.
È difficile che ad un vantaggio non corrisponda qualche svantaggio. Nel cyberspazio è incredibilmente facile accedere ad una miriade di fonti, il che è indubbiamente una cosa meravigliosa. Si pongono tuttavia alcuni nuovi problemi e uno di questi è come gestire tale abbondanza. Lo strumento fondamentale è quello dei feed RSS (versione in italiano) o più correttamente web feed, anche se la prima denominazione è quella che va per la maggiore.
Questa settimana è dedicata a due argomenti: le tipologie del software e il concetto di web feed. Chi di voi non abbia idea di cosa siano i feed non si allarmi, ogni cosa a suo tempo: li introdurremo fra qualche giorno.
Affrontiamo ora la questione del software, vale a dire di quella poliforme e impalpabile sostanza che da un lato è semplice testo e dall’altro magia, capace di trasformare un computer in qualsiasi altra cosa, laddove per computer si deve intendere tutto ciò che ben conoscete: computer veri e propri, telefoni, tablet e tutti gli ibridi che stannno di mezzo e anche tutta l’internet. È semplice testo per coloro che lo creano, scrivendo istruzioni in un editore di testo (vedremo meglio…). È magia per tutti gli altri. Continua a leggere…
Fate domande. Fatene di più. E fatele all’aperto, qui, piuttosto che al chiuso. Sono le vostre domande che nutrono la comunità. Raccontante ciò che avete fatto. Non abbiate paura di dire cose banali. Per gli altri partecipanti è terribilmente utile conoscere i vostri dubbi, le difficoltà che avete incontrato e le eventuali soluzioni che avete trovato. Ed è anche utile per voi vedere come reagiscono gli altri ai vostri racconti.
Prima rammento che l’obiettivo di questa settimana è che tutti abbiano creato un blog. La settimana prossima ci doteremo del meccanismo necessario affinché ciascuno abbia percezione dei blog degli altri (e non solo) come di un’unica entità.
Chi vuole può già iniziare ad agire in questa prima settimana. Anzi, se ci avvantaggiamo è meglio. Tuttavia occorre prima fare una riflessione. Per agire dovremo iscriverci ad alcuni servizi web. È un fatto inevitabile se vogliamo veramente capire cosa si può fare oggi con le tecnologie. Prima di affrontare questo insegnamento sono andato a studiarmi cosa avevano fatto i miei predecessori e, come mi immaginavo, anche loro avevano proposto l’impiego di una serie di servizi che richiedono un’iscrizione. Continua a leggere…
Lunedì prossimo prenderà le mosse il laboratorio informatico per gli studenti del primo anno del corso di laurea in “Metodi e Tecniche delle Interazioni Educative”, presso la Italian University Line.
Anche questo (per)corso sarà aperto a tutti i cittadini del cyberspazio che vi vogliano partecipare a qualsiasi titolo, da osservatore passivo o attivo, saltuario o assiduo. L’unico aspetto che differenzia eventuali cyberstudenti rispetto agli studenti iscritti presso la IUL, è che ai primi non dovrò dare voti, che è una gran bella cosa. Magari li daranno loro a me, che è anche una gran bella cosa.