Metariflessione – #linf12

Ovvero, riflessione su come facciamo le cose qui.

Penso che la suddivisione fra teoria e pratica sia un grande problema della formazione, a tutti i livelli e in tutto il mondo. Dopo vari anni di ricerca e azione sul campo, mi sono ritrovato nel pensiero di autori come Edgar Morin, Richard Sennet, Chris Argyris [1], Kenneth Robinson. Lascio che sia quest’ultimo a chiarire il concetto, molto meglio di quanto potrei fare io:


Veniamo a noi. Questo insegnamento si chiama Laboratorio Informatico. Un titolo che determina allo stesso tempo il metodo e l’oggetto dell’insegnamento. Si tratta quindi di imparare a fare delle cose e non imparare delle teorie da esporre a richiesta. Certo, ci sono anche delle cose da leggere ma queste servono da supporto per le azioni e come spunti di riflessione per contestualizzare le medesime.

L’ambiente online e lo stato dell’arte delle tecnologie ci consentono di realizzare un fantastico laboratorio virtuale. In questo laboratorio tutti possono colloquiare e cooperare con tutti gli altri, docente compreso. Quest’ultimo cerca di facilitare l’apprendimento della comunità e vede tutto quello che gli studenti fanno.

Una situazione del genere, non solo ci consente di imparare ad usare nuovi metodi e nuovi strumenti ma ci induce anche ad esercitare l’attitudine alla cooperazione, all’apprendimento cooperativo. È un fatto importante perché tutti gli studi e le analisi recenti dei successi registrati nel campo della formazione da alcuni paesi (Finlandia e Corea del Sud) mostrano che, a prescindere dalla loro diversità, il fattore cruciale è la valorizzazione della professione dell’insegnante e l’attitudine alla condivisione di pratiche e esperienze.

Ma affinché il laboratorio funzioni bisogna agire, provare, e parlare, e scrivere, e domandare, domandare pubblicamente, sui blog, in modo che tutti, studenti e docenti vedano le domande. Qualcuno si starà ancora interrogando su come usare il blog che gli è stato richiesto di aprire. Benissimo: descrivendo ciò che fa. Descrivendo i problemi riscontrati, descrivendo i successi.

Ecco allora un primo compito: descrivete in un post tutto quello che avete fatto fino ad ora. Non abbiate paura di descrivere gli errori e gli insuccessi. Senza errori e insuccessi non si impara un bel nulla. Descrivete non con l’idea di scrivere il compito per il professore ma con l’idea di spiegare ai vostri compagni di corso cosa avete fatto o con l’idea di chiedere loro aiuto. Delle descrizioni accademiche non so che farmene. Io leggo tutto ma è ai vostri compagni di corso che dovete rivolgervi, non a me.

È inevitabile domandarsi come possa aver luogo la valutazione con un sistema del genere. Come sarà l’esame?

Io vedo ciò che fate, leggo ciò che scrivete e prendo nota di quanto cooperate. Quando ci troveremo all’esame, che verrà fissato come per tutti gli altri insegnamenti, faremo semplicemente una discussione sulle attività che avrete svolto ma io avrò già deciso la valutazione perché essa concerne le attività.

Per coloro che avranno svolto tutte le attività suggerite, la valutazione sarà piena: 30. Il mio obiettivo è che ci arriviate tutti. Se le attività saranno ridotte, all’esame cercheremo di capire insieme i motivi che vi hanno limitato nella partecipazione e la valutazione sarà ridotta, rispetto al risultato pieno. Con coloro che si presenteranno all’esame aspettandosi un esame tradizionale e quindi senza avere fatto alcuna attività, discuteremo le varie letture suggerite durante il percorso ma la valutazione sarà bassa.


[1]

  • Argyris, C., Putnam, R., McLain Smith, D. (1985) Action science: concepts, methods, and skills for research and intervention. San Francisco: Jossey-Bass.
  • Sennet, Richard (2008) L’uomo artigiano. Milano: Feltrinelli.
  • Morin, Edgar (2001) Il metodo. Milano: Raffaello Cortina.

21 thoughts on “Metariflessione – #linf12

  1. Andreas says:

    @Lisa (commento #15)

    Mi pare che dei tuoi tre punti sia sopravvisuto il numero 2:

    non ho ben capito se la pagina di diario doveva essere postata sul proprio blog…e quale strumento doveva essere usato per la sua creazione…

    La pagina di diario deve essere postata sul proprio blog. Non deve essere usato nessun strumento in particolare, la puoi scrivere direttamente nel blog.

  2. Claude Almansi says:

    @Lisa Congratulazioni per la tua tenacia! Però goditi anche la vacanza.

    Anch’io riesco meglio a usare il wifi sul tablet che sul portatile. Ed è vero che i tablet non possono fare tutto quel che consentono i portatili. Forse potresti provare l’app di lettura di feed Pulse sull’iPad: è gratuita e mio fratello ci si trova bene sul suo iPad, ma non so se funziona con file OPML (io ho un tablet Android).

    Ma potresti anche aspettare di tornare a casa per avere una connessione normale, e nel frattempo usare la pagina linf12 aggregatore dove ho messo i feed dei blog dei partecipanti: devo ancora aggiungervi quelli dei blog di Luisa e Laura, che Andreas ha aggiunto ieri nel file OPML, ma faccio adesso.

    Buon anno!

    1. Lisa says:

      Grazie mille Claude per fortuna sono riuscita a collegarmi con il portatile e sto andando avanti con i lavori…prima o poi ci riuscirò. Aspetto indicazioni sulla pagina di diario, con calma non Vi voglio stressarVi il primo giorno dell’anno!!! Lisa

  3. Lisa says:

    Come potete vedere sto cercando di recuperare il tempo perso cogliendo l’occasione di una vacanza in Alta Badia mentre la mia allegra banda si avventura sulle piste innevate io mi avventura nel “cyberspazio” con molte più difficoltà di loro.
    1 non riesco a far funzionare wifi sul mio portatile (dice accesso limitato) mentre posso usare ipad con il quale non riesco però a caricare i feed su google reader nel modo in cui ci presenta il video; perciò ho inserito manualmente gli hptt dei blog che conoscevo. Va bene? Mi mancano ovviamente i feed di molti altri partecipanti…c’è un altro modo di procedere con ipad?
    2 non ho ben capito se la pagina di diario doveva essere postata sul proprio blog…e quale strumento doveva essere usato per la sua creazione…
    3 per seguirvi tutti sto andando avanti e indietro su queste benedette pagine passando dalle pagine dei vari blog alle mail del proff ecc ecc con una conseguente fatica immane come anticipato dall’insegnante. Avere tutti i feed aggregati se non ho capito male serve ad evitare tutto questo, perchè una volta reso operativo google reader o altro aggregatore dovrei avere tutto sotto controllo e muovermi da lì…giusto?
    Vi avevo anticipato che il mio senso dell’orientamento in questo mondo virtuale è assai inverto e ho bisogno di conferme prima di andare avanti perché sono come i bambini se non capisco cosa e perché lo sto facendo non riesco ad andare avanti….grazie a tutte/ i in anticipo…Lisa

  4. erricamar says:

    Ciao a tutti, sono Errica. Se qualcuno mi avesse detto che prima della fine dell’anno avrei aperto un blog mio e mi avesse parlato di un aggregatore , probabilmente avrei sorriso pensando di essere molto all’antica. In realtà creare un blog è stato divertente : scegliere il cosa dire, il come, lasciare un segno della propria personalità… L’ aggregatore poi, era proprio sconosciuto, ma devo dire che l ‘impegno è stato premiato: occorre solo seguire le spiegazioni e provare, provare, provare! Errica.

  5. rosaria alessandro says:

    Finalmente in vacanza e avendo più pempo a disposizione, ho recuperato… mi sa che ce l’ho fatta anch’io! un mio blog! ho aggregato tutti i feeds. Adesso devo capire bene come “organizzare” questo blog!
    Veramente esaudienti le spiegazioni “passo passo” del prof. grazie!
    Buone feste a tutti!!!

  6. Sabrina says:

    Buongiorno Professore, questa mattina ho dei problemi con la linea ADSL di casa, quindi le sto scrivendo dall’ipad. Credevo di essere riuscita ad inserire il feed con il suo blog, ma purtroppo non e’ cosi’. Provo a rivedere il video, appena mi e’ possibile e le faro’ sapere. Con l’occasione le rinnovo gli auguri di buone feste a lei, a tutti i colleghi della iul ed
    anche alla gent.ma Claude che mi supporta. Grazie

  7. Andreas says:

    @GranDiPepe Grazie!

    @Claude Almansi #2

    Sì, è una tecnica che può avere risultati strepitosi. Grazie per il link alla conferenza originale.

    Quando ho visto per la prima volta iuno di questi video mi sono gasato e sono andato di corsa a vedere come aveva fatto sir Robinson. Non è cosa per tutti: c’è dietro un’azienda che fa questo con un agguerrito staff di professionisti e artisti. Per fare un video del genere ci vogliono migliaia di euro. Tuttavia se ne può ricavare ispirazione. È da qui che l’anno scorso sono venuti fuori quelli che avevo chiamato bricovideo. Si può fare molto di meglio. Ci vuole comunque molto tempo ma in certe occasioni ne può valere la pena. La cosa potrebbe essere sviluppata un po’ in quello che qui alla IUL chiamano editing multimediale. Ora penso che non faremo in tempo. Occorre lavorare sui basics e soprattutto sull’autostima, almeno nei confronti dell’impiego delle tecnologie…

    @Flavia

    Sì, cambiare le cose in Italia è incredibilmente difficile, la patria del Rinascimento… sì direbbe che siamo un po’ peggiorati…

    Ma i cambiamenti veri vengono dalla base e noi abbiamo fortuna di essere la base. Niente di meglio che sperimentare le nuove possibilità in prima persona, poi chissà…

    @Sabrina

    Sì, se tu scrivi un post io lo vedo nell’aggregatore, RSSOwl, Google Reader o altro che sia. Ma lo stesso deve accadere a voi! Vale a dire che, quando uno di noi, studente IUL o il sottoscritto, scrive un post o un commento, nel tuo Aggregatore, Google Reader, credo di avere capito, deve comparire una nuova voce, evidenziata in grassetto e relativa al nuovo testo scritto.

    Ma tu hai importato il file opml in Google Reader, come ho mostrato nel video?

    @Claude Almansi #5

    Grazie per le precisazioni a Sabrina!

    @Roberta

    Anche tu, hai confrontato quello che ti succede con quello cha avevo mostrato nel video?

    Fatemi sapere se vi devo fare un altro video con l’importazione di un file opml nel Google Reader attuale. Lo potrei fare oggi stesso.

  8. Anonimo says:

    Buonasera prof,
    anch’io come Sabrina ho provato con Google reader…e sono messa come lei, ma ancora non ce l’ho fatta…non importa spero di riuscire al più presto!
    Roberta

  9. Claude Almansi says:

    Ciao Sabrina!

    Troverai la spiegazione nel video che mostra come importare i feed mediante un file opml in Google Reader.

    Però l’apparenza di Google reader è cambiata un pochino nel frattempo: cioè nel video, quando Andreas dice: “Allora voi, nel reader, dovete andare quassù, in alto a destra e cliccare su Settings.” (3:25 – 3:32), in alto a destra c’era la parola Settings. Adesso invece c’è una rotellina di ingranaggio. Quando la clicchi, si apre una lista a tendina dalla quale devi scegliere “Reader settings”. Altrimenti non mi pare che ci siano cambiamenti significativi per l’importazione nel resto dell’interfaccia (è solo un po’ più à la mode nei colori), da quando Andreas ha fatto questo video.

    In generale, Google continua a modificare l’apparenza dei menù delle sue piattaforme dove gli utenti possono pubblicare (il reader, ma anche blogspot o YouTube). Però fondamentalmente le varie funzioni rimangono più o meno nella stessa area.

  10. Anonimo says:

    Buonasera Professore,
    Le riporto quanto da me scritto sul mio blog.
    “oggi ho provato a seguire le direttive del Professore per la creazione dei feed. Ho provato sul Google Reader, avendo io l’account (almeno credo di averlo, se come account si intende l’indirizzo di posta elettronica, a dire il vero l’ho presa in prestito da mio marito). Per la verità il mio metodo di lavoro è piuttosto empirico, provo, provo, provo, poi o rinuncio oppure alla fine qualcosa esce. Poi se esca una cosa buona o meno questo è da vedere.
    Comunque io non so se sono riuscita nell’intento ho inserito nel mio elenco di lettura (sarebbero questi i feed?) del blog del Professore. Ma non sono riuscita ad ottenere l’icona del feed sulla home page come nel video di spiegazione.
    Caro Professore che devo fare? Mi aiuta Lei?
    Una cosa credo di averla capita, se io scrivo un post, lei tramite il feed lo vede in tempo reale! Giusto?
    Nel frattempo Le auguro buone feste.
    Auguri anche tutti quanti voi
    Sabrina”

  11. Flavia says:

    Avevo già visto il video in questione e l’avevo anche postato sulla mia pagina facebook.
    Relativamente alla scuola ritorna il discorso sulle classi aperte, non più stabilite per nascita, ma per abilità, interesse, ecc… che in parte condivido!
    Ritengo che non succederà mai, almeno in Italia e nella scuola pubblica, per motivazioni disparate, ma…. si potrebbe sorvolare il problema con l’insegnamento a distanza, la possibilità di iscriversi in una classe virtuale e seguire le lezioni indipendentemente dall’età anagrafica ma secondo le proprie attitudini, in uno scambio veramente producente.
    Questo si potrebbe fare come arricchimento dell’offerta formativa di una scuola.
    Ma anche in questo caso bisognerebbe sciogliere alcuni nodi: è un’offerta che si aggiunge al normale orario scolastico? Si integra, per cui una quota oraria si fa in classe e una quota in modalità e-learning? L’orario degli insegnanti dovrebbe a questo punto mutare…..
    In giro per il mondo esiste già qualcosa del genere, ma soprattutto per le classi secondarie superiori, mi piacerebbe anche per la primaria!

  12. Claude Almansi says:

    Impressionante l’animazione sulla conferenza Changing Paradigms di Kenneth Robinson: grazie alle immagini, riesce a riassumere in 11:40 una conferenza di 55:20 – però nel cui video si vede solo lui che parla e le sue slide (1). Forse questo tipo di transcodifica potrebbe essere un’attività da proporre agli allievi? E si potrebbe fare in collaborazione tra l’insegnamento specifico (lingua, storia, scienza….) e quello di visiva. OK, poi faccio il compito 😀

    (1) Vedi universalsubtitles.org/en/videos/jMYTtvTGIOTN/info/sir-ken-robinson-changing-paradigms per la versione completa con ST inglesi.

  13. GranDiPepe says:

    Aristotele semplicemente diceva che tutto ciò che c’è nella mente prima passa attraverso gli altri sensi. Certo “l’Università tradizionale” è fatta di libri e dispense, questo #linf12 è … sconvolgente. Per di più arrivare ad un esame senza aver imparato un testo? !! ? e allora… vorrei incoraggiare i “giovani e, forse, spaventati” corsisti: alla fine di questo (per)corso potrete scriverlo voi il testo, anzi, lo avrete già scritto usando il vostro blog e condividendo con i vostri compagni (che magari, e speriamo pure, scopiazzeranno qualche idea pure migliorandola…). Buon lavoro

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