Una domanda, un compito e un’esplorazione – #ltis13

Locandina del connectivist Massive Open Online Course: Laboratorio di Tecnologie Internet per la Scuola - #LTIS13

Entro domenica prossima proporrò il primo passo necessario per edificare il villaggio, e sarà diverso da quello che avevo predisposto fino ad ieri sera. Mi avete fatto cambiare idea voi con il vostro fiume di commenti. A beneficio di chi ha difficoltà a ricevere le notifiche email – pur doppie, controllate lo spam – sappiate che domenica sera pubblicherò comunque un post, nella peggiore delle ipotesi ci sarà scritto a quando lo rimanderò.

Prepariamoci con una domanda, un compito e un’esplorazione.

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Come seguire le fonti in internet II – #linf12

Simbolo feed
Simbolo feed

Per dare modo a tutti di mettersi in pari con le attività che vado proponendo, senza lasciare troppo inattivi coloro che le hanno già completate, intercalo il flusso delle proposte con degli articoli che svolgono il ruolo di approfondimenti degli argomenti precedenti oppure o al tempo stesso di preparazione dei prossimi.

In un post precedente vi ho chiesto di usare un aggregatore – RSSOwl o un’altra applicazione, Google Reader o un altro servizio web – per seguire facilmente gli aggiornamenti su questo e sui vostri blog, siano essi nuovi post o commenti fatti da chicchessia.

In questo post, che recupero e rinfresco da una versione precedente,  vi mostro invece come un aggregatore possa essere utilizzato per seguire fonti di ogni tipo, con particolare riferimento alla stampa quotidiana. Successivamente potremo scoprire altri impieghi, magari ne scoprirete alcuni voi.

Le immagini che trovate in questo post si riferiscono a edizioni dei giornali degli anni scorsi, le grafiche e i layout dei quali possono essere cambiate. Questo non inficia il senso del discorso e i riferimenti ai feed nelle varie fonti li potete trovare voi stessi.

La selezione e l’ordine di apparizione di alcune testate giornalistiche nel post non hanno a che vedere con le mie opinioni personali. Il criterio che avevo seguito e che seguo è quello di rappresentare una pluralità di casi. Anzi, i metodi web che stiamo proponendo possono avere proprio il valore di consentire un equilibrato approvvigionamento di fonti anche molto diverse, per ispirazione politica, per origine nazionale o cosmopolita, per maggiore o minore innovatività.

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Come seguire le fonti in internet – #linf12

Simbolo feed
Simbolo feed

Aggiornamento 20 dicembre 2012. Ho aggiunto un video che mostra come scaricare la versione in italiano dell’aggregatore RSSOwl.


È difficile che ad un vantaggio non corrisponda qualche svantaggio. Nel cyberspazio è incredibilmente facile accedere ad una miriade di fonti, il che è indubbiamente una cosa meravigliosa. Si pongono tuttavia alcuni nuovi problemi e uno di questi è come gestire tale abbondanza. Lo strumento fondamentale è quello dei feed RSS (versione in italiano) o più correttamente web feed, anche se la prima denominazione è quella che va per la maggiore.

Il vantaggio dei feed è presto detto…

Una piccola esplorazione su cosa è il software oggi – #linf12

Questa settimana è dedicata a due argomenti: le tipologie del software e il concetto di web feed. Chi di voi  non abbia idea di cosa siano i feed non si allarmi, ogni cosa a suo tempo: li introdurremo fra qualche giorno.

Affrontiamo ora la questione del software, vale a dire di quella poliforme e impalpabile sostanza che da un lato è semplice testo e dall’altro magia, capace di trasformare un computer in qualsiasi altra cosa, laddove per computer si deve intendere tutto ciò che ben conoscete: computer veri e propri, telefoni, tablet e tutti gli ibridi che stannno di mezzo e anche tutta l’internet. È semplice testo per coloro che lo creano,  scrivendo istruzioni in un editore di testo (vedremo meglio…). È magia per tutti gli altri.
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Ricostruzione della blogoclasse

Questa estate ho iniziato a sviluppare una serie di strumenti che vorrei sostituire ad alcuni servizi web, quali GoogleDocs o GoogleReader, nella gestione delle blogoclassi. È un lavoro che assorbe molto tempo ma mi piace molto e soprattutto risponde ad alcune necessità che sento sempre più impellenti. In questo post ricapitolo brevemente le motivazioni fondamentali del metodo della blogoclasse e illustro semplicemente il tipo di lavoro che mi sono accollato. Dal discorso emergono anche alcuni spunti di più ampio respiro che riprenderò in qualche post successivo.

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Oggi con poco si può fare molto

Sia ben chiaro, non c’è pressocché niente di strettamente tecnico in nessuno dei corsi di questo semestre, certamente non nel senso della programmazione.

Tuttavia, qui voglio utilizzare un piccolissimo pezzo di software nel quale ho appena rimesso le mani per fare qualche riflessione generale.

Due giorni fa ho reso disponibile il file OPML per i vostri corsi (l’ho rinfrescato oggi per la cronaca). Non penserete mica che lo compili e lo aggiorni a mano, vero? Certo che no, sarebbe un incubo per un disordinato cronico come il sottoscritto!

Per generare il file OPML mi servo di un pezzo di software che ho scritto in un linguaggio che si chiama Ruby. Potete anche vedere il pezzo che ho scritto e che ho copiato in questa pagina wiki.

Unicamente per la curiosità di qualche eventuale “smanettone”, preciso che il pezzo non vuole essere assolutamente un esempio di buona programmazione, anzi io so che non lo è perché l’ho scritto avendo pochissimo tempo a disposizione “just to get things done”.

In sostanza il software va a leggere gli indirizzi dei vostri blog nello spreadsheet Google Docs alimentato dai moduli di iscrizione che voi riempite e, tenendo conto del corso di laurea di appartenenza, genera il file OPML che rendo disponibile nelle pagine wiki e del quale vi fornisco il link con un post nel mio blog.

Allora, se la questione che voglio illustrare non è tecnica di che si tratta?

La questione è: oggi si possono organizzare attività complesse con quello che si trova in giro.

Per gestire tutto quello che riguarda la didattica in circa 25 corsi di laurea in tre facoltà per 700 studenti l’anno mi servo dei seguenti elementi:

  • un paio di blog in wordpress.com
  • un servizio wiki gestito in PBwiki.com
  • Google Docs per documenti, spreadsheet e moduli per la gestione delle iscrizioni ed altro
  • un interprete Ruby che si trova già disponibile in molti sistemi (nei Mac sì) e che comunque è scaricabile liberamente poiché è esso stesso software open source
  • qualche pezzo di software opensource scritto in Ruby disponibile in giro per il mondo; per esempio io qui ho usato un pacchetto per lavorare indifferentemente con spreadsheet Google Docs direttamente online oppure con file Excel o OpenOffice sul proprio hard disk.

Oggi vi è una grande abbondanza di strumenti disponibili liberamente che possono essere impiegati per risolvere una gran quantità di problemi.

Non è più vero che occorrono risorse ingenti per innovare. È vero esattamente il contrario.

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