Una domanda, un compito e un’esplorazione – #ltis13

Locandina del connectivist Massive Open Online Course: Laboratorio di Tecnologie Internet per la Scuola - #LTIS13

Entro domenica prossima proporrò il primo passo necessario per edificare il villaggio, e sarà diverso da quello che avevo predisposto fino ad ieri sera. Mi avete fatto cambiare idea voi con il vostro fiume di commenti. A beneficio di chi ha difficoltà a ricevere le notifiche email – pur doppie, controllate lo spam – sappiate che domenica sera pubblicherò comunque un post, nella peggiore delle ipotesi ci sarà scritto a quando lo rimanderò.

Prepariamoci con una domanda, un compito e un’esplorazione.

La domanda

In questo tipo di percorsi cerco sempre di dare risposte concrete ai problemi delle persone. Con questa quantità di partecipanti è un po’ una sfida, ma sarebbe davvero interessante riuscirci. Cercheremo di fare leva al massimo sul fatto che molte risposte ve le potete dare fra voi, è già successo nel fiume di commenti.

Un problema inevitabile in questo genere di situazioni è la varietà dei sistemi con i quali lavorano le persone. Assai più facile sarebbe se usassimo tutti lo stesso sistema, computer, sistema operativo ecc. Non è così. Per tentare di accontentare alla prima il maggior numero di persone, è utile avere un quadro generale dello strumentario, per chiunque azzardi una risposta.

Propongo quindi il seguente sondaggio. Se utilizzate un sistema che non appare fra quelli proposti, utilizzate l’opzione libera “Other”; per esempio uno che usa la distribuzione Debian di Linux dovrebbe specificare PC-Linux-Debian nell’ultima opzione.

Fatelo tutti.

Il compito

Iniziate un diario. Usatelo per tracciare cosa avete fatto, i problemi che avete incontrato, come li avete risolti, ma anche pensieri e sensazioni. Per ora scrivete il diario dove vi pare, in un Blocco note, Libreoffice, Word o quello che volete. Appena avrete messo su casa, ovvero avrete ciascuno il vostro blog, allora ci trasferirete ciò che avete scritto fino a quel momento. Da lì in poi utilizzerete il blog per continuare il diario – che potrà evolvere anche in qualcos’altro. Ma non aprite un blog ora, o se l’avete fatto aspettate a usarlo. C’è da fare dell’altro prima.

L’invito a svolgere questo compito, distribuito lungo tutto il percorso è rivolto a tutti ma va considerato obbligatorio per coloro che immaginano di richiedere i CFU alla fine. Il diario costituirà la traccia principale che utilizzerò per determinare l’esito del percorso.

L’esplorazione

Per fare ciò che suggerirò domenica è opportuno che abbiate una minima cognizione delle tipologie di software. Per alcuni di voi sono cose ovvie, per molti stanno nel dominio del sentito dire, altri non hanno idea. Per favore tenete conto che siete molti e molto diversi.

Affrontiamo quindi la questione del software, vale a dire di quella poliforme e impalpabile sostanza che da un lato è semplice testo e dall’altro magia, capace di trasformare un computer in qualsiasi altra cosa, laddove per computer si deve intendere tutto ciò che ben conoscete: computer veri e propri, telefoni, tablet e tutti gli ibridi che stanno di mezzo e anche tutta l’internet. È semplice testo per coloro che lo creano, scrivendo istruzioni in un editore di testo (vedremo meglio…). È magia per tutti gli altri.

La riflessione che proponiamo non concerne l’acquisizione di abilità di programmazione ma la consapevolezza della natura degli strumenti software che state usando, la consapevolezza che non siete obbligati ad usarne un certo tipo solamente perché l’avete trovato nel computer e infine, la consapevolezza che la scelta del software comporta ben precise implicazioni economiche e sociali.

Varietà di software

Con il software si può trasformare il computer in qualsiasi altra cosa: una macchina per scrivere, una macchina per fare musica, per dipingere, per fare disegno tecnico, per scambiarsi lettere, per cooperare e mille altre cose. Non solo, oggi con il software si può trasformare internet in qualsiasi cosa, perché tutto ciò che può fare un computer oggi lo può fare anche Internet, e molto di più. Tutto questo crea delle opportunità meravigliose ma, come è naturale, presenta anche tanti nuovi problemi. Nel corso verranno svolte delle considerazioni a riguardo. Qui mi limito a mostrare le varietà di software fondamentali nel modo più sintetico possibile. Prima il software propriamente detto, che deve essere installato sul proprio computer.

  • Software libero: software sviluppato da comunità di programmatori che credono in un’etica della condivisione. Sono i veri hacker. Il loro software è distribuito liberamente insieme al codice sorgente, ovvero alle istruzioni di programmazione che così ciascuno può leggere e, se è in grado, può modificare. Chi vuole può (non è un compito) anche dare un’occhiata alla definizione di software libero di Wikipedia, a un panegirico del sottoscritto sul tema dell’etica hacker e guardare il video della recente conferenza tenuta da Richard Stallman, il padre dell’idea di software libero: Una società digitale libera. Ecco un esempio di software libero: LibreOffice.
  • Software open source: software distribuito liberamente insieme al codice sorgente da programmatori oppure anche da aziende. Le aziende possono trovare convenienza nella libera distribuzione di certe versioni dei loro prodotti nell’ambito delle loro strategie di marketing. Ecco la definizione di software open source di Wikipedia. La differenza rispetto al mondo del software libero è che chi fa software open source non si pone alcun problema etico, mentre chi fa software libero individua un nesso diretto fra la scrittura e l’impiego del software e la libertà d’espressione degli individui. Esempio di software open source: OpenOffice.org.
  • Software proprietario: software che viene prodotto da un’azienda e venduto senza i codici sorgente in chiaro, ma solo nel formato cosiddetto eseguibile, cioè in grado di girare su un computer. Questo software deve essere acquistato o sotto forma di CD o DVD appositamente preconfezionati o scaricato direttamente dalla rete in seguito ad un pagamento con carta di credito. Contrariamente al caso del software libero o open source, utilizzare software proprietario che non sia stato regolarmente acquistato costituisce un illecito perseguibile a termine di legge. Esempio di software proprietario: Microsoft Office.

E poi ci sono i web service, che svolgono le stesse funzioni di un software ma semplicemente accedendo ad appropriate pagine web mediante un browser internet, tipo Mozilla Firefox, Chromium, Internet Explorer, Safari o altri simili. In questo caso non c’è niente da installare sul proprio computer. Uno dei vantaggi principali dei web service è che molto spesso consentono alle persone di lavorare in collaborazione, ovunque esse si trovino. Nella maggior parte dei casi l’impiego di tali servizi è gratuito, basta registrarsi. In realtà gratuito in senso lato non è, perché si “paga” mettendo a disposizione parte della propria identità; ne parleremo.

Esempi di web service con account sono Drive e Zoho, che riproducono le funzionalità delle note suite tipo “Office”. Un esempio di servizio che invece non richiede account, può essere quello di Piratepad, una sorta di editore di testo semplice tipo Blocco note (se usate Windows, dove in inglese si chiama Notepad) o TextEdit (utenti Mac) o Gedit o Vi(utenti Linux). Uno dei significati della parola pad è taccuino. Quindi le versioni elettroniche, i cosiddetti editori di testo possono essere pensati come strumenti di scrittura semplificati, buoni per buttar giù degli appunti. In realtà le differenze fra questi e i cosiddetti word processor, tipo Word e derivati, sono più rilevanti, ma ci ritorneremo a suo tempo sulla differenza fra gli editori di testo e i word processor.

Piratepad è invece un editore di testo che si presenta sotto forma di servizio web, consentendo di elaborare testi in modo condiviso. Tali testi, elaborati in rete nella forma di appunti di lavoro condivisi, in gergo vengono chiamati tout court pad.

247 thoughts on “Una domanda, un compito e un’esplorazione – #ltis13

  1. Claude Almansi ha detto:

    @Maurizio #223 e @M. Antonietta #225: Guardate che nel frattempo Andreas ha pubblicato Apriamo il blog #ltis13 l’altro ieri. e nel commento #112 a quel post ha scritto:
    “Se volete utilizzare servizi di blogging diversi da WodPress.com, Blogger o Noblogs, lo potete fare ma sinceratevi che quel servizio produca i feed sia per i post che per i commenti. Se così non è, utilizzando quel servizio rimanete automaticamente fuori dalla rete del laboratorio, perché questa si basa sull’esistenza di feed per i post e per i commenti.”
    E i documenti Drive non hanno feed – i file TextEdit ancora meno.

    Ai ritrosi in generale: la ritrosia ad esporsi pubblicamente online, soprattutto in un blog proprio, è comprensibile e forse persino saggia. Però forse c’è un problema con la traduzione di blog – cioè weblog – come “diario web”. Un log è una cosa più neutra, un diario di bordo come quello che tengono i capitani di navi, o le scatole nere degli aerei da sole. Quindi un blog pubblico può limitarsi a questo tipo di resoconto. Non c’è mica obbligo di descrivere stati d’anima, come in un diario privato (che in inglese sarebbe “diary”), anche se si può pure.

  2. M. Antonietta ha detto:

    Ho iniziato un diario, cosa a me poco familiare perchè faccio sempre 15 cose contemporaneamente e ho poco tempo per fermarmi a descrivere il percorso, infatti ho difficoltà a postare interventi nei forum dei corsi on-line che ho seguito. Ho iniziato con un paio di note buttate giu su TextEdit (Mac) mentre leggevo (Skimming) gli interventi. Forse questo mi aiutera’ anche ad essere piu’ outspoken nel forum del corso che sto seguendo ora. Vorrei dire che ho incontrato suggerimenti interessanti nei vari interventi: grazie

  3. Maurizio ha detto:

    Parto subito con il diario e grazie con il suggerimento di muoversi con calma. Non sono esperto ma conosco diverse situazioni menzionate nel post e sono stato posrtato ad aprire subito un blog ma è giusto affrontare con criterio e ordine le informazioni che quotidianamente ci pervengono. Appronterò quindi un diario con Drive documents.

  4. larita ha detto:

    Inizio il diario oggi, sul mio blog di wordpress (per non aprirne un altro, dato che non è molto “sfruttato”), categorizzando sotto cMOOC. Ho pensato di realizzare inizialmente un unico post fin qui, successivamente step-by-step. Può andare?

  5. dallomo antonella ha detto:

    Bene, sono arrivata al mio turno: il diario lo inizio su word o su office, devo ancora decidere; il blog già lo scrivo e devo valutare se utilizzerò quello o ne farò uno apposito; mi piace stare qui dentro tra molte persone che cercano di imparare e nello stesso tempo insegnano; il video di Stallman mi ha molto fatto pensare, effettivamente la questione è seria, non è banalmente da sottovalutare…vedo che mi stavo perdendo davvero tanto (non ne avevo nessun dubbio), e spero di riuscire a mettermi in pari con i compiti retrodatati…ciao a tutti Antonella

  6. Moebius ha detto:

    Mi consola il fatto che avessi deciso di fare una cronostoria del lavoro dopo la lettura (e conseguente ansia) dal primo post che ho letto.
    Vuol dire che non sono proprio out, nonstante l’età.
    Mi piacerebbe imparare a realizzare un sondaggio simile a quello per testare l’uso del SO. (forse è presto).

  7. marisa ha detto:

    Ho svolto il mio compito… ho scritto un primo post da inserire nel blog che aprirò, sto cercando di recuperare il tempo perso inizialmente e non riesco a leggere tutti i post che avete inserito.
    Ma vorrei dirvi che sono felice di essere qui con voi a condividere questa esperienza.

  8. bilancina ha detto:

    Che bella sorpresa ritrovare in quedto non luogo nomi familiari: alcuni solo intuiti, altri certi! Della serie non mi smntisco mai, son la solita ritardataria ma ho, come sempre, delle scusanti, oltre che mammamogliafigliadonnadellepulizie sono anche maestrafunzionestrumentalefailitatoretutorresponsabilelab e anche altro. Per ora ho risposto al sondaggio, ho letto quasi tutti i post precedenti (ma quanti siamo!) ed ho resistito strenuamente alla tentazione di aprire un altro blog 😉 Trovo già molto stimolante questa nuova modalità di lavoro, diversa e originale, mi azspetto grandi cose. Chiudo e, visto il clamoroso successo tra gli abitanti del villaggio, vado a dare un’occhiata a PiratePad.

    Al fantastico prof – capovillaggio un piccolo appunto: è vero che nel sondaggio si chiedeva di indicare qual è il SO più utilizzato ma ormai, grazie o a causa, dei numerosi devices di cui disponiamo non è una limitazione poterne indicare solo uno?

    Lorena

  9. Luisella ha detto:

    @lisa #76 ciao, e grazie! ho letto qualche commento, nessun dubbio sul fatto che vi avrebbero potuto affidare qualche ministero, e lo potrebbero fare anche ora 😉

  10. Ugo ha detto:

    Diario aperto: “scarico” impressioni, traccio qualche appunto, …….controllo l’orario e il tempo scorre. Scappo verso l’esplorazione nella varietà di software.
    Ora “salvo”. Rimango in attesa di nuove tracce.
    Un saluto.

  11. steppi ha detto:

    Arrivo con un po’ di ritardo, ma con la curiosità di intraprendere un nuovo viaggio e poter costruire questo nuovo villaggio insieme a voi! Avevo tenuto un blog per un periodo, nel quale sentivo il bisogno di aprire una finestra sul mio mondo, adesso invece mi verrà un po’ più difficile scriverne uno, visto che è un compito..ma la voglia di mettersi in gioco e di capire dove arriveremo è tanta, per cui buon viaggio a tutti!
    Si parte!:)

  12. Acquemarine ha detto:

    @Andreas
    Salve… purtroppo, non ho la possibilità di svolgere i compiti assegnati in questi giorni. 😦 Potrò recuperare? Mi sembra di aver capito che non saranno più inviate notifiche via mail, ma… non voglio perdere l’opportunità di tornare pienamente attiva!!!
    Grazie per l’attenzione!

  13. Claudio ha detto:

    Ho aperto il diario su piratepad, l’ambiente è simpatico ma devo verificare qualche aspetto che mi sembra non funzionare bene ad esempio l’invio del link via mail. Qualcuno ha provato?

  14. Claude Almansi ha detto:

    Ciao Annarita,

    Come Andreas ha scritto nel commento #102 a questo post (rispondendo alla domanda fatta da Marina nel commento #100):

    “…Se aprite un documento in PiratePad, prendete nota (copia-incollate) il suo indirizzo URL, è con questo che poi lo ritroverete *là fuori*

    Potete anche crearlo “imponendo” un URL che vi piace, tipo http://pirate.pad/ e poi aggiungendo quello che volete, pippo, ilmiopad, ilpadpiuganzodelmondo ecc.”

    Ma vedi anche il commento #191, anche di Andreas, interamente dedicato a PiratePad:

    “… [PiratePad N]on va assolutamente bene per tenerci documenti, non c’è nessuna garanzia di persistenza, anche se fino ad ora non ho mai perso niente, quando mi è capitato di usarlo. Ma sarebbe sciocco pretenderlo. Quando si usa va sempre esportato il contenuto – ma questo è vero anche con tutto il cloud. …”

    Trucchetto: per vedere se c’è già una risposta a una domanda che ti fai in una sfilza sterminata di commenti come qua: fare una ricerca con CTRL F 😉

  15. Annarita Bergianti ha detto:

    Bene, ho provato ad aprire un diaro su piratepad, ma non ho capito come salvare e riaprire poi lo stesso pad..Visto che il corso è fatto per coloro che “oddio ed ora mi si cancella tutto”….chiedo se qualcuno è così gentile da spiegarmi come funziona! Grazie

    1. Andreas ha detto:

      @Annarita Bergianti #200 Come ho scritto altrove Piratepad NON è fra compiti che ho dato, l’avevo solo menzionato e la gente si è appassionata, benissimo. Ci arriveremo, un attimo di pazienza…

      Grazie @Claude 🙂

  16. fescarr ha detto:

    Il commento 44 di Laura Antichi mi ha ricordato qualcosa: devo tornare su piratepad con mio smartphone o altro device android… La prima volta mi ha dato dei problemi, ma chissà! Sul pc è stato, invece, amore a prima vista.
    Federica

  17. Antonella B. ha detto:

    Consigliami, come faccio a creare il mio blog è la prima volta che faccio una cosa del genere. Ho letto su internet che c’è la possibilità di averlo gratuito su altervista va bene.Balbi Antonella

  18. Francesca Berengo ha detto:

    In generale odio le agende, i diari e qualsiasi cosa ci assomigli: se sono cartacei li perdo, mi dimentico di guardali, non riesco neanche a essere in pari con i registri….. se sono digitali non mi ricordo dove li ho salvati, con che nome….. Il mio computer è un po’ come casa mia: un macello! Non sono riuscita nemmeno a fare il diario delle cefalee (sono un’emicranica), quindi non prometto niente, solo che proverò

  19. Elettra ha detto:

    Grandi bracciate tra le acque del mio diario di bordo,
    incontro correnti di umori e amori:
    nuotate che temprano, con l’aiuto di pinne marca Libreoffice!
    Nel mio oceano branchi di software colorati e
    compagni di mare capaci di passarmi ossigeno quando,in difficoltà, boccheggio!
    Grazie a tutti per ciò che donate di voi!

  20. Claude Almansi ha detto:

    @Andreas #191 Verissimo quello che dici di PiratePad – c’è un gruppo di insegnanti francesi di lingue antiche che lo usano a mo’ di wiki per i lavori di classe: vedi il loro Tutoriel : Traduction collaborative avec Piratepad, éditeur de texte collaboratif en ligne, molto utile come tutorial, però l’idea è rischiosa. Non solo per i motivi che dici tu, ma anche per i rischi di vandalismo (l’altra faccia del vantaggio dell’anonimato), anche se si può ripristinare la versione “prevandalizzata”..

  21. Claude Almansi ha detto:

    @Cristina #188 Per quanto riguarda l’inglese, è molto migliorato negli ultimi anni il traduttore automatico Google Translate: lo uso regolarmente perché ho un video completamente vuoto (1) di oltre un’ora e mezza che avevo messo su YouTube per sperimentare delle cose con un altro programma online. Purtroppo è stato carpito da un motore di ricerca russo, suscitando un numero spropositato di visite e parecchi commenti in russo, ukraino, bulgaro, parecchi dei quali assai volgari – allora siccome quelle lingue non le so per niente, li controllo con Google Translate,

    Poi se hai bisogno di una traduzione più esatta, c’è anche il Google Translator Toolkit che mette a sinistra il testo affettato, e in caselle corrispondenti a destra la traduzione automatica che si può correggere. E il bello è che è collaborativo, cioè puoi invitare altri a partecipare alla correzione della traduzione automatica.

    (1) salvo che ci ho appioppato sopra delle annotazioni per promuovere altri video che m’interessano, ma il video stesso è vuoto.

  22. Andreas ha detto:

    Piratepad

    È divertente vedere come si scateni la curiosità a partire da spunti minimi. Io per ora ho introdotto Piratepad in maniera del tutto sommessa come mero esempio di strumento di scrittura collaborativa e invece te lo vedo riaffiorare di qua e di là… 😀

    Due parole, per ora. Piratepad non va certo confuso con strumenti di word processing. Sono due cose diverse.

    Si tratta di uno strumento usato primariamente da comunità di hacker e gruppi di attivisti (Pirati appunto) perché l’hanno trovato congegnale allo sviluppo dei loro progetti, in forme collaborative leggere, dinamiche, online, e se lo sono forgiato così perchè fa comodo loro cosi. E fa comodo in tutti i casi analoghi, come per esempio quello del gruppo #linf12, l’ultimo laboratorio informatico frequentato dalle vostre colleghe di cui molte sono anche qui, in #ltis13.

    Non va assolutamente bene per tenerci documenti, non c’è nessuna garanzia di persistenza, anche se fino ad ora non ho mai perso niente, quando mi è capitato di usarlo. Ma sarebbe sciocco pretenderlo. Quando si usa va sempre esportato il contenuto – ma questo è vero anche con tutto il cloud.

    Non può nemmeno essere paragonato a un wiki, come questo per esempio – che ho usato molto in passato ma non in questo periodo. Strumenti adatti alla collaborazione di comunità che possono essere assai vaste, strutturabili come veri e propri siti articolati in gerarchie di pagine e ammennicoli vari.

    Va benissimo invece per buttarci dentro delle note su cui lavorare in piccoli gruppi.

    Penso che ne riparleremo.

  23. ankogi ha detto:

    Alla fine, con questo *piratepad* mi avete incuriosita ed eccomi che lo sto provando 🙂

    Devo dire che non si impegna molto per rendersi simpatico, alla quinta riga si è disconnesso ed ora sta facendo acrobazie per ristabilire la connessione 😉
    Nel frattempo dò un’occhiata agli strumenti che offre
    Vedo che è previsto un colore per ogni utente, ottimo per riconoscere a colpo d’occhio l’autore del contributo
    Non so di quanti colori si dispone (finchè non si ristabilisce la connessione non posso interagire)
    Con i doc di Google faccio inserire ad apertura di documento una legenda in cui ogni partecipante associa un colore del carattere al proprio nome.
    I gruppi di lavoro raggiungono al max 8 persone ed i colori leggibili sono sufficienti, nel caso fossero in numero superiore ricorro anche io al testo evidenziato con colori diversi
    La connessione non si ristabilisce, provo a copiare il link in un’altra scheda.
    La nuova pagina è interattiva, quindi non si rischia di perdere il lavoro, probabilmente il salvataggio è automatico come per i doc di Google
    Adesso posso verificare che si dispone di ben 32 colori, non male davvero
    Si può esportare in tre soli formati in modalità “modifica”, in modalità di sola lettura si esporta anche in word e PDF (Ok per il PDF ma perchè Microsoft?)
    Adesso devo capire come poter ritrovare il doc su cui sto lavorando, dai commenti leggo che qualcuno li perde
    Al momento non vedo altro modo che copiarmi l’indirizzo da qualche parte
    Continuo a curiosare ma smetto di registrare in questo commento le mie scoperte e considerazioni, non mi sembra il luogo adatto, potrebbe andare bene per un post del diario, consideratelo un momento di condivisione di una esplorazione: se dobbiamo costruire il nostro villaggio dovremo esaminare le risorse di cui disponiamo, non trovate?
    Un saluto 🙂
    Angela Iaciofano

  24. cristina ha detto:

    Ok! ci sono anch’io, problemi famigliari….. e mi sono messa solo ora a leggere, ma quanti post, non sono riuscita a leggerli tutti, ma cercherò di rimettermi in pari.
    per ora sono abbastanza spaventata, ma rimbocchiamo le maniche e olio di gomito o meglio di “topo”! Sono abbastanza vecchia da avere ahime dei problemi con l’inglese, ma bisogna adeguarsi, e mi adeguerò

  25. Antonella T ha detto:

    Ciao! Sono un po’ in ritardo rispetto a tanti di voi, ma anch’io sono (prendendo spunto dalla definizione di Marina al commento 30) un’insegnantemammamogliefigliadonnadellepulizie ed in questo periodo sono anche alle prese con quel mostro che è la burocrazia…spero che dal nostro villaggio questi “esseri”, figli dell’assurdo, possano essere banditi…almeno un po’…
    Comunque: ho iniziato il diario…ancora cartaceo, ho letto i post e mi sto attrezzando. Grazie a tutti per i vostri suggerimenti e commenti, aiutano molto a “ritrovarsi” se ci si perde o se ci si distrae un momento. Col tempo spero di poter essere utile anch’io a qualcuno dei tanti concittadini
    Un grazie sentito al prof per la sua chiarezza e la sua comprensione.
    Ho notato che siamo in molte a chiamarci Antonella: vi saluto tutte particolarmente.

  26. annalena ha detto:

    mentre leggo i post, ho osservato che volendo si può rispondere più volte al sondaggio sul sistema usato.
    ciao a.lena

  27. luigi57 ha detto:

    e partiamo … mi spaventa un po’ la nebbia che per ora vedo … nebbia che è più nebbiolina … ma mi spaventa ancora di più una dimensione che mi toglie il respiro: il tempo …
    ho fatto il sondaggio… mi terrò un diario di bordo, anche perchè non so nuotare ma mi consola il fatto che tanti altri lo sappiamo fare …
    luigi

  28. Maria Grazia ha detto:

    @emanuela penso di sì, dato che Andreas si è già cimentato in passato con la scrittura collaborativa con questo strumento. Io mi sono buttata a usarlo e basta (dato che non lo conoscevo) 😀

  29. Maria Teresa ha detto:

    Grazie per la classificazione e la definizione dei vari tipi di SSWW. Comincerò a scrivere il diario utilizzando Google doc. Conosco Libre Office che trovo veramente molto utile e funzionale

  30. Mara ha detto:

    Ok per il diario, anche se mi sento di chiamarlo blocco di appunti, nel senso che appunterò le cose che mi sembreranno interessanti sia dalle risorse che metterete a disposizione e soprattutto dal confronto con i miei “concittadini” 😉
    Mara

  31. @betnic10 ha detto:

    …Ubriacatura di post….danno dipendenza.diario in cottura. Esplorazione appena avviata.molte cose che leggo mi sfuggono e il bello .e’. Proprio qursto. Il controllo e’ un pensiero demente della contemporaneita’ (cito a memotia il prof(.

  32. Rita ha detto:

    Mi piace l’idea di darci una mano. Intanto dal materiale proposto ho imparato un sacco di cose. Inizio a scrivere il diario (non pensavo che lo avrei fatto ancora, dopo l’ormai lontana adolescenza!) ;- ))
    Potremo usare un blog già creato, quando sarà il momento, vero?
    Mi accingo a leggere il terzo post.

  33. Flavia ha detto:

    @Ange (commento 162: il diario al momento lo puoi scrivere dove vuoi, anche su un foglio di carta, oppure su word o su uno dei sistemi menzionati nei commenti, ad esempio piratepad o google drive, non è importante perchè per adesso è tuo, privato.
    @Maddalena (commento 151) : tranquilla nessuno nasce “imparato” siamo in molti e ci daremo una mano 🙂

  34. Raffaella ha detto:

    Mi aggiungo ai colleghi di corso dopo aver letto più o meno velocemente tutti i post scritti. E’ stata una bella esperienza poichè ogni post aggiunge qualcosa a quello che già conosco o non ho mai sentito fin qui nominare (vedi piratepad) grazie a tutti

  35. Oscar Wigder ha detto:

    Oscar Wigder
    Inviato il 6 Aprile, 2013 alle 23:

    Per quanto mi riguarda sono quasi completamente negato per tutto ciò che è pertinente alla tecnologia e il mondo informatico, comunque spero di apprendere il più possibile e apportare un piccolo contributo, per quanto mi sarà possibile, al bagaglio culturale e di informazioni che fluiranno dal corso verso ognuno di noi.
    L’idea del diario mi sembra veramente splendida, inizierò subito ad applicarla.

  36. giovanna ha detto:

    @andreas 102. Mi sono incapunita con quel cavolo di piratepad per capire come si faceva a salvare il lavoro e ritrovarlo, ma non avevo proprio pensato alla URL. Ma non ce lo potevi dire prima?
    Comunque ok adesso provo piratepad. Io invece ho imparato di recente a usare PBworks http://pbworks.com/ per la scrittura collaborativa. Mi sembra più articolato ma ci si deve registrare.
    A proposito, come faccio in un commento sul tuo blog ad inserire una parola “cliccabile”?

  37. Andreas ha detto:

    @Angela Iaciofano #127

    Ok per il sondaggio minimalista su Drive.

    Anche l’idea di un sondaggio sua altri strumenti è buona, ma preferirei farne uno finale dove si chiede il prima e il dopo, perché dire prima cosa si userà, come dire… mi pare perturbi il sistema, per come lo vedo, anzi, lo sento. E poi, mica sono del tutto sicuro di tutto, a volte mi capita di introdurre a metà strada qualcosa a cui prima non avevo minimamente pensato…

    Sono molto focalizzato su pochi obiettivi generali e molto poco sugli strumenti, tutti buoni in principio.

    Grazie per i suggerimenti 🙂

  38. Monica Terenghi ha detto:

    Eccomi, ci sono anch’io 🙂 Ho iniziato a scrivere il diario, non sono certa che continuerò a farlo anche se so che potrebbe servirmi… l’ho fatto per provare a usare PiratePad che non conoscevo. Beh è davvero carino. Divertente la TimeSlider! Peccato non ci sia un equation editor. Buon viaggio villaggio!

  39. clelia ha detto:

    @ Angela Iaciofano
    Grazie, ho trovato! Ho un account google e usavo la funzione drive costruendo i miei documenti (ad es. con open office) e poi trascinandoli nella cartella Google drive che ho messo sul desktop. Adesso faccio un po’ di prove.

  40. Claude Almansi ha detto:

    Siamo in tanti ad aver scritto di o menzionato PiratePad in questi commenti:

    @Sabina Minuto#32, @Laura Antichi#44, @Manuela 57 @milena 63, @Lisia #64, @maestrafrancy56 #75 e #117, @Antonella Coppi #78, @me #87 e #90, @Monica Vialli #93 e #119, @marina #100, @Andreas 102, @Angela Iaciofano #105, @Tiziana A. #121, @Graziano #125, @Clelia #129, @Daniela #135

    spesso assieme ad altri strumenti di scrittura digitale, online e sul computer. Insomma si tratta di chi scrive cosa dove con quali strumenti, perché, come è quando? Cioè le sempiterne domande dell’indagine poliziesca, ma anche della grammatica e dell’arte di convincere. Allora in un laboratorio sulle tecnologie internet per la scuola, ovvio che focalizziamo sugli strumenti. Però con quali criteri scegliamo uno strumento piuttosto che un altro, questo dipende da chi siamo, cioè da chi ci hanno fatto le nostre esperienze, dalle circostanze del momento e del luogo, soprattutto dal perché scriviamo. E questi fattori variano per ciascun@ di noi, e producono criteri diversi.

    Ma è bello vedere cosa sta accadendo adesso che non siamo più soltanto “ciascun@ di noi”, ma a scrivere, per ora separatamente, però con lo scopo di produrre un insieme connesso di scritti sulla nostra esperienza,

    Però come tener traccia di tutto ciò? @matzlanz in #122 ha menzionato il suo tentativo con le note di https://drive.google.com/keep/ . Io stamane ci ho provato con un formulario Google Drive che inserirebbe una descrizione di ciascun commento in un foglio di lavoro pur esso Google Drive (sono troppo maldestra per scrivere direttamente nelle caselle di un foglio di lavoro): mi sono arenata all’ottavo commento del primo post 😀 Perché tutto sommato in un testo digitale puoi fare Ctrl F per cercare e seguire un tema, come ad es. quel tema di PiratePad sopra – più facile, no?

    Ultima cosa, @Tiziana Meli re il tuo commento 139: se so calcolare, dovremmo essere pressapoco coetanee(sono del 52): facciamo le co-nonne del cMOOC? La seconda volta che ho provato a usare l’internet era nell’aula d’informatica del liceo dove insegnavo (la prima era stata un disastro in un cybercafé lercio con antico Mac pure lercio). Ho sbirciato sul computer del ragazzo accanto a me: usava un programma con una specie di timone in cima. Ho trovato la stessa icona nel mio computer, ho visto che il programma si chiamava Netscape, l’ho aperto, son rimasta lì un po’, poi ho chiesto al ragazzo: “E adesso come faccio a cercare qualcosa?” allora mi ha inserito l’indirizzo di Altavista e mostrato come farne un segnalibro. E ho cominciato a cercare. Ehi, funzionava! Ho pensato: 30 anni di esperienza in biblioteche nella fogna – che bello!” Poi in realtà non era mica vero – i trucchi imparati in quei 30 anni si trasponevano egregiamente…

  41. iuli ha detto:

    Aiutooo mi ci vorrà la notte intera a leggervi tutti! Oltre che ale informazioni utilissime che sto apprendendo mi diverto nel scoprire la varietà di idee, commenti e perplessità! E’ come stare sulla scalinata di Piazza di Spagna e comunicare contemporaneament con tutta la gente accasciata a contemplare il paesaggio!

  42. Maddalena ha detto:

    Sono la più somara della comunita’? Io non so cos’è un blog e quindi nemmeno ne so aprire uno!!! Immaginate di avere acquisito un abitante del villaggio pieno di entusiasmo e di curiosità ma completamente ignorante in questo ambito. C’è posto anche per me?

  43. Emanuela ha detto:

    @
    Cara Tiziana Meli, non ti preoccupare, io ho anche più anni di insegnamento di te, ma sono qui desiderosa di imparare e sperimentare qualcosa di nuovo, perché mi piace mettermi in gioco e, forse, anche un po’ alla prova.
    Ok, vado a scrivere il diario 🙂

  44. marina.p ha detto:

    prima di tutto, grazie Prof per la risposta immediata!
    Nel frattempo, scartabellando in internet, ero riuscita a trovare una sua spiegazione su come funziona piratepad e dalla prossima volta starò più attenta!
    Visto che ci sono due “marina” e qualcuno ha richiesto, giustamente, di poter distinguere le persone, da adesso mi firmerò marina.p
    buon lavoro a tutti!

  45. Angela Iaciofano ha detto:

    @matzlanz #122
    Utilizzo Drive proprio per la tua stessa necessità di lavorare su postazioni diverse e con strumenti diversi
    Ho provato ad usare le note ma non mi sono di molto aiuto

    @clelia #129
    Per usare i doc di Google è necessario avere un account
    Nella pagina di Google, in alto, sulla barra nera, trovi dei pulsanti.
    Uno di questi è Drive
    Basta cliccare ed entrare
    In alto a sinistra troverai il pulsante CREA ed un menù a cascata per la scelta del doc che vuoi creare (doc di testo, foglio elettronico, disegno, modulo, presentazione)
    E’ molto intuitivo, non dovresti incontrare difficoltà.
    Se provi fammi sapere come è andata

    @mario #140
    Allora i nostri punti di vista coincidono abbastanza
    Io sto parlando di un uso “disinvolto” di doc che non sono associati a particolari problematiche
    Voglio dire, per un’esercitazione in classe, per gli appunti per il futuro blog, ecc, posso usare tranquillamente Drive.
    Per doc che contengono dati sensibili o comunque di una certa elevatira professionale preferisco altre soluzioni, anche più drastiche rispetto a quelle di cui ho letto 😉
    Un doc di Google lo trovo sempre utilizzabile e, cosa importante, immediatamente modificabile.
    Sicuramente il Wiki è un’ottimo strumento.
    La strategia di Google è che, una volta loggati, hai a disposizione …. tutto
    Anzi, disponendo di più account, molti strumenti possono essere utilizzati simultaneamente con ognuno di essi

    In definitiva, a mio avviso, è importante avere familiarità con più strumenti possibili, poi, a seconda della corcostanza, si sceglie quello più adeguato

  46. antonella coppi (@fiora55) ha detto:

    Alla fine ho scritto la prima pagina del mio diario con Google drive, dopo aver provato con Pirate pad e Zoho…sarà che mi sento facente parte da anni del mondo google ,tramite il mio vecchio blog,ma mi sento più a mio agio!Buon sabato a tutti

  47. Daniela ha detto:

    Ok prof. allora continuerò ad usare open office. Io non ho ricevuto la mail che parla dell’aggregatore. Comunque sto notando che molti docenti usano molto la tecnologia nella didattica quotidiana. Io lavoro nella scuola primaria e ho usato la LIM mentre nell’aula di informatica quest’anno non ci sono mai andata più che altro per problemi logistici anche se sto cercando di organizzarmi con una collega in modo da poter dividere i bambini che sono ben 25 mentre i computers sono pochi dal momento che l’anno scorso ce li hanno rubati…

  48. clelia ha detto:

    A proposito di dati sensibili, mi sembra molto meno sicuro un registro cartaceo nel cassetto in sala insegnanti, e comunque non è che metta il mio computer in cassaforte quando non lo uso….certo non ho scritto le pw da nessuna parte. Avevo cominciato a usare dropbox, ma dopo l’installazione il mio vecchio pc (un notebook con Windows xp) ha smesso di funzionare; sono riuscita a disinstallarlo e adesso il pc sembra essersi ripreso. Sarà una coincidenza, ma non l’ho più tornato a installare.
    In generale penso che la tecnologia debba facilitare l’esistenza, non complicarla, sennò perde la sua ragione d’essere…
    Tiziana: 32 anni di anzianità anch’io, ma ci ferma?

  49. Lisia ha detto:

    Salve prof, ieri ho dimenticato di dirle che ho cominciato il diario, ho scelto di usare Word perchè anche se PIRATEPAD mi piace di più preferisco usarlo in condivisione con altre voci e poi mi fa sclerare la connessione, ogni tanto si blocca e mi appare lo schermo nero..
    Ieri ho risolto un problema con il mio pc utilizzando l’intuito come spesso ci ha consigliato lei, ma non le anticipo niente..lo scrivo nel diario. oggi ho ricevuto la mail che parla dell’aggregatore, è intenzionale? Se lo è capita ad hoc visto che ho cambiato pc e qui non lo avevo ancora installato. per il futuro blog…forse è meglio aspettare gli eventi, intanto mi trastullo con i miei co-villeggianti…la comunità sta prendendo forma, le voci aumentano, i consensi e i dissensi pure! Che vitalità!
    Ciao Prof

  50. Mario ha detto:

    @angoki alias Angela
    Non che google si appropi di dati nel senso “atomico” del termine (in fondo si tratta di bit e non di atomi); ma la semplice possibilità che possa guardarci dentro non mi va molto a genio. Ripeto, a volte i documenti sono parecchio sensibili, tipo progetti non miei con valore economico elevato, e allora uso particolare precauzione. Certo, si potrebbe prima criptare e poi mettere sulla nuvola, ma vorrei fare delle azioni quotidiane senza troppa paranoia, e dropbox fa al caso mio.
    Dal punto di vista didattico una parte del mio programma prevede “lavoro collaborativo in rete”. Molti colleghi usano googledocs per fare questa parte e lo trovano ottimo, io ho preferito insegnare la sintassi del wiki facendo creare delle pagine su un argomento a scelta, con altrettanta soddisfazione.

  51. Tiziana meli ha detto:

    Oddio, giá mi sento fuori luogo. Dopo 32 anni di insegnamento, mi pensavo giá pensionata e invece mi trovo “intruppata” con compagni che potrebbero essere miei figli. Confesso che non è la prima volta e con la solita incoscienza mi butto a scrivere un diario, non con il rassicurante word, ma proverò ad esplorare altri mondi.

  52. Mariarosaria ha detto:

    Ok Prof. comincio con il diario.👍 Preferisco però usare un google docs di cui ho avuto già modo di apprezzarne le potenzialità .

  53. federica sargolini ha detto:

    Bene, inizio anch’io, ed è bene che mi dia una mossa, perchè leggere tanti commenti di persone che hanno già fatto il loro “compito” mi fa pensare di essere un po’ in ritardo…… Io inizio con un semplice documento word.

  54. Daniela ha detto:

    ho provato a guardare google drive, piratepad e zoho… wow! Ma devo scrivere lì il mio diario? E poi gli altri come fanno a vederlo? Cioè come si fa a condividere?

  55. laura ha detto:

    Di solito in ritardo su tutto, non mi ero accorta di aver fatto il primo compito in anticipo :qui
    @Mario-derclown #112 sono sempre diffidente anch’io e normalmente mi comporto come te. Dropbox per alcuni documenti, G.Drive per scritture condivise, mai dati sensibili riguardanti gli alunni.
    @Claude ho appena risposto ad un test che ha sottoposto Fight for the Future sulla privacy in internet, riguardante la ricerca di dati sensibili contenuti nella posta Gmail e i sistemi di filtraggio consentiti e devo dire che lascia sorpresi.
    lp

  56. ankogi ha detto:

    ahahah Andreas, corriamo troppo???
    Divertente Scroogled
    Direi che, se vogliamo parlare delle azioni di controllo, temo che ormai sia una causa persa, dubito fortemente di poter sfuggire anche semplicemente passeggiando per strada
    Se invece si parla di situazioni paradossali dovute a problematiche legate al’uso dei tag stanno arrivando i soccorsi con il Semantic Web, c’è anche chi sostiene che sarà la svolta verso il Web 3.0

  57. Daniela ha detto:

    ok, ho iniziato a scrivere il diario: mi sembra di essere tornata adolescente, quando scrivevo un diario dopo l’altro… la molla che mi spinge ad andare avanti: la curiosità e poi il fatto di non sentirmi sola in questo villaggio A proposito io per il diario uso open office. Per il doc di google intendete quello che si trova nelle icone di google crome?

  58. Clelia ha detto:

    @Angela Iaciofano # 110
    Ho cominciato il diario usando notepad perché ho capito subito come funziona, mentre con piratepad non riuscivo a capire come riaprire quello che avevo già scritto. Come si deve fare per usare doc di google?

  59. Claude Almansi ha detto:

    @Angela Iaciofano #111 (re @Mario #109)

    Anch’io uso Drive però capisco le obiezioni di Mario alle sue condizioni di servizio (TOS): ce ne sono tante, ed alcune, pur non essendo più capestre di quelle di altri servizi online, sono rese preoccupanti dall’ingente quantità di dati che Google raduna e dalla tremenda efficacia dei suoi programmi di filtraggio che ne consente la gestione.

    Vedi il racconto “Scroogled” di Cory Doctorow (lista delle traduzioni tra le quali 2 in italiano). E quando l’ha scritto, non c’erano nemmeno gli “occhiali Google” : cfr. Google Glass for cops: How Taser plans to bring wearable, real-time tech to the police frontline.

  60. Angela Iaciofano ha detto:

    @Mario-derclown #112
    grazie del link, il discorso andrebbe approfondito, da alcuni cenni di Andreas ho avuto l’impressione che l’argomento farà parte del nostro percorso.
    Io uso molto Drive, per la didattica, non si tratta solo di un servizio di condivisione di documenti, il punto di forza è la possibilità di scrittura collaborativa e di monotoraggio delle attività
    Francamente mi sembra poco probabile che Google si appropri di documenti che per lo più sono privati e protetti
    Altra cosa è ciò che è pubblico, in questo caso può succedere
    Comunque di “terrorismo” ne viene fatto tanto, penso che sarebbe opportuno organizzare un gruppo di lavoro per esaminare in modo approfondito i TOS dei vari servizi

    @Andreas #116
    Sono minimalista ed una alternativa sì-no mi trova senz’altro d’accordo
    Magari in seguito, a seconda del risultato ottenuto, si potrebbe pensare ad un ulteriore sondaggio di approfondimento
    Nel frattempo però mi è venuta anche un’altra idea
    Sicuramente hai in mente strumenti che vorrai farc conoscere.
    Si potrebbe fare qualcosa del tipo “prima della cura” e “dopo la cura”, monitorare cioè gli strumenti che vengono usati ad inizio corso, con un primo sondaggio e verificare con un sondaggio successivo a fine corso se è cambiato qualcosa
    Non limitarci, quindi, a Google Drive

  61. annaquacq ha detto:

    Ho letto tutti i commenti …ho quasi l’affanno, come dopo una lunga corsa.
    Dite che parto con il piede sbagliato????
    Faccio fatica a lasciare la vecchia via per la nuova.. ma sono qui e, quindi, è un buon segno!
    Comincio il diario, ma per non smentirmi, lo scrivo in word….
    Lo auguro a tutti, ma principalmente a me:
    Buona esplorazione!

  62. Graziano ha detto:

    6 Aprile 2013, settimana X
    4° giorno di corso
    …e ci sono già una marea di cose da provare! Sono andato a testare piratepad, per ora non mi esalta particolarmente, almeno al primo utilizzo. Di Drive non ne condivido la policy ma fino a che il servizio serve me e non io al servizio, mi sta bene usarlo. Zoho mi sembra simile a Drive, mi dovrò leggere la policy ed andare a testare anche questo servizio! Nel frattempo il diario l’ho iniziato con libre office perché anche Office mi sta simpatico come Drive 😉
    Intanto fino a nuove istruzioni il diario non deve essere pubblicato.
    Una cosa che non ho ancora fatto è salutare tutti i compagni di corso (leggi anche compagne) o meglio di viaggio….quindi…
    Buon giorno a tutti e buon giorno a te Prof.
    Graziano

  63. Monica Viali ha detto:

    monicaviali

    sono assolutamente dell’idea di proseguire e che servirà a me come Monica ! Avevo solo il dubbio sui contenuti … di essere fuori logo, non so se riesco a spiegarmi.
    comunque ho già iniziato il diario, per ora word, ieri sera piratepad nn era al massimo !

  64. Andreas ha detto:

    @Angela Iaciofano #106

    Ok, ho in mente quando proporlo, salvo imprevisti, subito dopo il prossimo passo. Partendo da una versione minimale del tipo…

    ****************
    Usi Drive (GoogleDocs)?

    1) Sì

    2) No
    ****************

    hai da proporre qualche modifica? Definiscilo pure tu e poi io lo applicherò.

    Prossimi passi. Di solito propongo subito di metter su casa (blog) ma in classi, ops… villaggi, 400 e le cose sono obiettivamente un po’ differenti. Vedendo questa rigogliosissima timeline ho pensato che fosse il caso di buttar giù qualche brandello di infrastruttura (aggregatore) per facilitare le persone nel nuoversi sulla timeline.

    Formattazione in questi commenti. Sì qui qualche formattazione elementare la possono fare anche i commentatori. Bisogna brancicare qualche minuzia di HTML, fa parte delle attività da fare in casa (blog) perché serve anche lì.

  65. Mario ha detto:

    @Angela Iacofano
    il commento precedente ti è arrivato dal blog che sto iniziando, ma rispondeva Mario al quale avevi posto la domanda 😉

    1. derclown ha detto:

      @angela iaciofano

      http://www.androidworld.it/2012/04/25/tanto-tuono-che-piovve-skydrive-google-drive-dropbox-e-le-licenze-duso-dei-contenuti-85138/

      Bada bene, uso la mail di google e anche g+, ma per i documenti preferisco dropbox. A parziale giustificazione di questa mia decisione “draconiana” aggiungo che spesso metto in cloud documenti non strettamente personali, magari contenenti dati sensibili, progetti, o dati personali di studenti, etc.

  66. Mario ha detto:

    Personalmente io non sono d’accordo con i TOS di drive, quindi non sottoscrivo il relativo contratto con google, cioè non uso drive (neanche con quelli di facebook del resto, e infatti non ho un conto facebook).

    @andreas #102: purtroppo, e sottolineo il purtroppo, sono nella condizione di dover stabilire in anticipo se posso permettermi di seguire il corso, cioè se mi sarà utile oppure no. Però posso sicuramente aspettare ancora un po’ prima di prendere decisioni.
    Ho perso il gusto della vita? Fosse per me assolutamente no, ma l’inderogabilità delle scadenze lavorative…

  67. Clelia ha detto:

    Io da circa un anno uso Google Drive, i miei documenti più importanti sono lì, soprattutto ciò che riguarda la scuola: registro digitale, lezioni…E’ gratuito fino a 5GB.

  68. Angela Iaciofano ha detto:

    @Andreas # 106
    Trovo che Il sondaggio sarebbe interessante.
    Riguardo ai tempi è preferibile che sia tu a decidere: stai costruendo il percorso e puoi stabilire il momento più oppurtuno per inserirlo.

    Sono curiosa di conoscere che cosa avevi intenzione di fare e che cosa ti ha indotto ad apportare delle modifiche

    Altra domanda: solo tu puoi formattare il testo o possiamo farlo anche noi?

  69. Andreas ha detto:

    @Angela Iaciofano #105

    Commenti in blog: diciamo che qui è come quando si fa un dolce, impastando gli ingredienti grezzi in una massa caotica, poi vari processi, quali appunto impasto, lievitazione, cottura, riposo fanno *emergere* qualche forma di *valore*

    Qui ora stiamo impastando.

    Google Docs: Vuoi che faccia un sondaggio? Sarebbe interessante… O aspettiamo ancora un po’? C’è anche il tema della “googlocrazia”, ma fra poco vi darò uno spunto di riflessione in proposito.

  70. Angela Iaciofano ha detto:

    Riflessioni

    1) Uso dei commenti del blog per la conversazione
    Mi rendo conto di aver trascurato questa potenzialità
    Vivo nei forum, non dedico molto tempo a lasciare commenti nei blog che seguo
    Non è molto comodo discutere così, bisogna risalire a ritroso di tanti post per trovare quello a cui ci si riferisce.
    Può andare bene per un numero limitato di interventi.
    Sicuramente ha i suoi punti di forza
    L’uso è sicuramente più immediato ed intuitivo, può lasciare facilmente un commento anche l’utente meno esperto
    Un blog raggiunge un pubblico più vasto rispetto ad un forum
    Mi piacerebbe conoscere le considerazioni di chi ne fa uso più frequente

    2) Uso dei doc di Google
    Mi sorprende moltissimo verificare che non è diffuso, nonostante presenti vantaggi notevoli
    Andreas ha citato Drive e Zoho nel post introduttivo ma nessun altro ne ha parlato
    Sono andata a curiosare su Piratepad, non lo conoscevo, non mi sembra molto usabile
    Mi piacerebbe sapere se i miei compagni non sfruttano gli strumenti di Google per scelta (potrebbero ritenerli non adeguati alle proprie esigenze) o perchè non li conoscono

    1. matzlanz ha detto:

      ciao @angela a proposito degli strumenti googlocratici 🙂 credo che le mie idee, per il diario partiranno da https://drive.google.com/keep/ volevo provare ad etichettare le note e vedere se riesco a ritrovarle. Mi piacerebbe una “frequenza” in mobiltà, per vari motivi non riesco a seguire tutto dal pc. Vediamo se riesco a mettere un po’ di ordine al mio caos.

    2. Francesco Valotto ha detto:

      Personalmente non uso (quasi mai) gli strumenti di Google perché rinunciare ad una bella fetta di privacy è un conto, abbandonarla del tutto è ben diverso! Per lo stesso motivo non uso i social forum se non con obiettivi precisi e guardandomi bene dal farne spazi di sfogo personale

  71. Andreas ha detto:

    @Teresa Carloni

    Come ho scritto più su (commento #84):

    Cosa devo scrivere in un diario? Tenere un diario dovrebbe essere la cosa più naturale: depositare una traccia scritta degli accadimenti più rilevanti. Chiunque faccia un lavoro di esplorazione, vuoi geografica, vuoi intellettuale, artigianale, artistica, scientifica, depone la traccia dei pensieri, le tappe, i fatti, le sorprese, le conquiste, le frustrazioni in un quaderno. Com’è che una cosa così antica, così tradizionale, genera in taluni perplessità? C’entra niente qui la tecnologia…

    Che c’entra quindi il diario personale cui tu alludi? Esistono i diari di bordo, i diari di officina, i diari di laboratorio scientifico. Tutti coloro che costruiscono e creano si servono di una traccia dei loro pensieri. Non alcune opere di grandi scrittori sono la sedimentazione dei loro diari, per esempio i libro che sto leggendo ora: “Un uomo finito” di Giovanni Papini.

    Questo è un laboratorio dove si fanno cose. È del tutto naturale, appropriato e serio depositare una traccia delle proprie esperienze.

    Organizzare i commenti…

    Non ora e non qui. Il tema dell’organizzazione fa parte del laboratorio. Il percorso ora prevede che si (re)impari a far fronte al caos. Senza questa fase non ha luogo la crescita prevista dal percorso.

    Lo so, non è facile e so anche che non tutti ce la fanno… anche se quasi tutti ce la potrebbero fare. Dipende dalla motivazione.

  72. Teresa Carloni ha detto:

    ho provato a leggere TUTTI i commenti, e mi sono persa… non è possibile organizzarli in qualche modo?
    Poi… il diario! ho sempre odiato i diari, ho sempre odiato pubblicare cose personali, condivido solo cose tecniche, va bene anche solo il link di un sito interessante o il tempo perso (occupato) per una qualche attività?
    Sono molto confusa

  73. Andreas ha detto:

    @Monica Viali #93

    No Monica, c’è una prevalenza di insegnanti ma molte persone interessate ai temi della formazione a vario titolo. Ci sono anche persone che fanno lavori diversi, per esempio persone che lavorano nell’amministrazione di qualche organizzazione, manager ecc.

    Se ti è utile? È libero, provalo, quando ti stanchi smetti. Ma amici: dove viene questa ossessione contemporanea di sapere *prima* se una nuova iniziativa mi sarà *utile*? Non è che stiamo un po’ perdendo il gusto della vita?

    PiratePad o Word? Dipende, come sempre… Qui provali… Vuoi proprio una risposta perché l’ansia monta? Usa (per ora) word per il diario e gioca un po’ con PiratePad, gioca…

    E poi l’inizio del diario si può anche scrivere a mano, se non vi fa fatica trascrivere dopo nel blog.

    @Marina #100

    Se aprite un documento in PiratePad, prendete nota (copia-incollate) il suo indirizzo URL, è con questo che poi lo ritroverete *là fuori*

    Potete anche crearlo “imponendo” un URL che vi piace, tipo http://pirate.pad/ e poi aggiungendo quello che volete, pippo, ilmiopad, ilpadpiuganzodelmondo ecc.

  74. marina ha detto:

    Ok! Voglio offrirvi due risate per cominciare bene il fine settimana…
    Ho scritto la prima annotazione del diario sul piratepad, di cui non conoscevo l’esistenza prima di leggere tutti i vostri commenti… Carino!
    Ma……..quando lo riapro ….come faccio a ritrovare quello che scritto? 😁
    Abbiate pietá…..

  75. Elisabetta ha detto:

    Ciao a tutti.
    Non ho mai avuto un blog e non ho mai scritto un diario ma non è mai tardi per iniziare….e poi sono certa di poter contare su di voi nel caso dovessi avere qualche problema……….
    Per ora ho letto tutti i vostri commeti e ho iniziato a scrivere il diario.
    Buona giornata a tutti.

  76. giovanna ha detto:

    cavolo! ho un sonno cane ma non sono riuscita a staccarmi fino a che no ho visto l’ultimo commento……..La scelta del pad con cui iniziare il diario la rimando a domani però…..Per quanto riguarda i contenuti qualche ideuzza ce l’ho già invece…….notte.

  77. Monica Viali ha detto:

    MonicaViali

    Oddio PiratePad! Siete tutti insegnanti ? Io no, sbaglio se penso che mi possa essere utile egualmente questo
    corso?? Prof mi dia una risposta.Cosa è meglio PiratePad oppure Word??
    Pls help meeeeeee!

  78. rosedawn ha detto:

    Mamma mia siamo 400! è un bel commento da parte di @sabrina. Mi sgomenta un pò il tempo che sarà necessario per leggere i commenti di tutti. Il tempo è sempre così poco e io, che ho superato i 50, non riesco a stare sveglia fino alle 2 o le 3 di notte! Comunque proveremo con il diario. Bisogna sempre confidare con il prof, che sa dove dove ci vuole portare e dove dobbiamo arrivare.

  79. Claude Almansi ha detto:

    @ maestrafrancy – mi spiace tanto per la tua nota su PiratePad scomparsa – scusa, non avevo visto il tuo commento, altrimenti non avrei menzionato PiratePad nel mio. Ma prima di riscrivere tutto, prova a rinfrescare il browser: forse c’è ancora.

    1. maestrafrancy56 ha detto:

      @Claude Almansi.: sono invece contentissima di aver scoperto piratepad che, oltretutto, ha un nome molto accattivante 🙂 e con un po’ di cocciutaggine comincerò a non perdere più i messaggi! 🙂 Comunque il prof. Andreas è già venuto in soccorso indicando la giusta procedura per ritrovare quanto scritto 😉
      Comunque, il diario è al sicuro anche nell’ipad al momento 😉

  80. C'era l'H ha detto:

    …io me la godo un mondo!!! 🙂

    …sto sull’uscio della porta e vi vedo passare cari “compaesani” e in ognuno di voi rivedo un po’ dell’entusiasmo , dei dubbi e delle paure che attanagliavano anche me all’inizio del per-corso di studi….ma SOPRATTUTTO rivedo la stessa perplessità e curiosità di quando -dopo 3 anni di formazione universitaria- mi sono imbattuta per la prima volta nel professor Andreas Formiconi…un insegnante che ha destrutturato completamente i canoni di apprendimento classici a cui ero abituata e … PER FORTUNA!!…perchè mi sento di affermare,come dice @laura #46, che ho imparato più in quel corso che in tutti gli altri messi insieme…infatti sono ancora qui, certa di avere ancora molto, molto da fare.

    Capisco come ti senti @Poldark #19, ma dai tempo al “Capo”…c’è davvero il rischio che ti sorprenda!

    @Grandipepe #50: di cammini ne abbiamo intrapresi talmente tanti insieme, che non potevamo abitare questo villaggio l’una senza l’altra..d’altronde noi, ” il diario”, abbiamo iniziato a scriverlo tanto tempo fa…e continuiamo ad aggiungere pagine anche ora! 🙂
    http://www.iuline.it/ambiente/index.php?pag=notizie&cms_id=101

    C’era l’H

  81. Marinella A. ha detto:

    ieri ho letto il messaggio di Andreas e dopo alcuni commenti ho smesso di leggere perchè mi sono detta “sono tutti uguali, non mi servono a niente”. VI CHIEDO PERDONO. oggi ho letto il nuovo messaggio e tutti i 78 commenti che c’erano, appuntando i nomi a cui volevo rispondere per non dimenticarmi.
    vedere la mole di pagine da leggere inizialmente mi bloccava, ero tentata di saltare gli interventi troppo lunghi (lazzarona) poi ho resistito.
    concordo con Francesca int,20 dicendo a Francesco V. int 5 “il tuo discorso è spiazzante, gli imbranati come me si sentono inadeguati” mi ha rincuorato Andreas che ha ribadito subito questo concetto facendomi trovare la voglia di continuare la lettura. Grazie anche a Lisa int 14 per la semplicità nello spiegare il diario e.ho già imparato molte cose e … benvenuti a tutti Marinella A

  82. Claude Almansi ha detto:

    Ehi ma siamo in tanti veterani del linf12! Che bello ritrovarvi! E che bello incominciare a conoscere persone nuove. Forse poldark sta facendo l’agente provocatorio, rispetto a corsi tradizionali, con la sua richiesta di “riferimenti a software, problematiche, soluzioni, unità didattiche, ecc… riguardanti la scuola, le attività di insegnamento, di valutazione”, per suscitare una discussione sulla differenza tra un “cMOOC” come questo e corsi tradizionali?

    Se è così, potremmo discuterne a partire dal post “propedeutico” di Andreas, Un cMOOC sulle tecnologie internet per la scuola – #ltis13, e vedere se ci sono domande?

    Ad esempio è vero che Francesco Valotto potrebbe essere partito un po’ troppo in quarta con le sue precisazioni sui vari tipi di software, però è molto verosimile che tra qualche tempo, forse anche dopo che questo cMOOC sarà ufficialmente concluso, ci sarà utile poter tornare al suo commento quando dovremo fare una scelta tra diversi strumenti per un’attività data. In un cMOOC si aprono tante piste, e alcune che possono sembrare ardue in seguito diventano scorciatoie utilissime per quel che vogliamo fare.

    Altro esempio: il diario l’ho cominciato su http://piratepad.net/ltis13-calmansi ma piratepad stasera ha il singhiozzo, quindi pure la mia scrittura. Piratepad, menzionato anche da altri in questi commenti, è uno strumento che alcuni di noi abbiamo scoperto durante il perCorso linf12, incasinando con sommo entusiasmo il primo pad che Andreas ci aveva proposto. Quindi lui ci ha fatto un po’ d’ordine, riservando però una sezione per il caos. Poi l’ha duplicato, poi abbiamo cominciato noi a creare pad quando ci servivano (vedi, in https://iamarf.org/?s=piratepad, i post di gennaio-febbraio 2013).
    Però, anche se piratepad è un grande strumento, se dovesse continuare ad aver problemi di server, mica muore nessuno, proveremo qualcos’altro, forse NotePub che alcuni hanno menzionato.

    Cioè un laboratorio di tecnologie internet per la scuola che presentasse soltanto una sfilza di strumenti online “da imparare” in astratto servirebbe a poco perché quegli strumenti evolvono in bene o in male, o a volte scompaiono: gli sviluppatori di Google, ad es, sono maestri nell’offrirci strumenti bellissimi poi toglierceli (vedi il Google Reader), secondo la logica del “perpetual beta”, del perpetuamente in prova, quando fanno pulizie primaverili, con la primavera che può capitare in qualsiasi momento (come nel mondo, a secondo della latitudine). Quindi un laboratorio del genere serve se fa crescere la consapevolezza che siamo noi umani i padroni, e le tecnologie soltanto al nostro servizio: se una non ci va, o non ci va più, o scompare, noi possiamo sempre trovarne un’altra. E questa consapevolezza si acquisisce nel fare.

    Adesso vado a vedere se a PiratePad è passato il singhiozzo 😉

    Buona notte a tutti!

  83. sabrina ha detto:

    @ Poldark Condivido pienamente quello scritto da Laura3. Ed aggiungo una frase letta tempo fa su un post a indirizzato a noi di linf12 dal Prof:: “Abbiate fede, vedrete che qualcosa germoglierà”.
    @Andreas Complimenti Prof. Accidenti quanti siamo …Però io devo preparare 3 esami studiare 10 libri, inoltre lavorare, fare la mamma, cuoca (poco), autista, donna delle pulizie… Ma quando riuscirò a trovare il tempo x leggere tutti i post? Pensando ai futuri feed mi spavento, come farò stargli dietro? Ho già ho i miei seri problemi a vedere tutte novità di linf12 che pensando ai 400 mi prende proprio male. Ma lei come fa???
    Intanto inizierò il diario, forse su piredpad, e il titolo sarà: Mamma mia siamo 400!
    Un caro saluto
    Sabrina

  84. Andreas ha detto:

    Senza stare a ripescare i singoli commenti… rammentando qua e là…

    Cosa devo scrivere in un diario? Tenere un diario dovrebbe essere la cosa più naturale: depositare una traccia scritta degli accadimenti più rilevanti. Chiunque faccia un lavoro di esplorazione, vuoi geografica, vuoi intellettuale, artigianale, artistica, scientifica, depone la traccia dei pensieri, le tappe, i fatti, le sorprese, le conquiste, le frustrazioni in un quaderno. Com’è che una cosa così antica, così tradizionale, genera in taluni perplessità? C’entra niente qui la tecnologia…

    È privato o pubblico? Ora che ve lo scrivete per conto vostro è privato ma quando lo trasferirete – presto – nel vostro blog, allora sarà pubblico. Dovrà esserlo, il vostro lavoro potrebbe essere utile ad altri…

    Sono spaventato… Ma di che? In un luogo libero dove puoi chiedere, sperimentare, conoscere potendo andare via quando vuoi? Poiché presumo che da bambino eri perfettamente libero di chiedere, sperimentare, conoscere, devo concludere che crescita e istruzione ti hanno imprigionato?

    Non ho ancora capito… Una cosa che si capisce al volo probabilmente non ha niente di nuovo, e allora cosa ci sarebbe da scoprire? Staremmo a perder tempo…

    Mi perdo… La pretesa di avere sempre il controllo è un pensiero demente della contemporaneità.

  85. Angela Iaciofano ha detto:

    Finalmente ho potuto scribacchiare qualcosa per il diario
    Io abito in Googlelandia, sono una Googliona e non ho avuto dubbi: finchè non potremo disporre del Blog userò un doc di Google
    Dovrebbe essere visibile cliccando sul mio nome
    E’ possibile inserire commenti anche se, per il momento, c’è poco da commentare.
    Un abbraccio a tutti

  86. M. Antonella ha detto:

    @ Gianni alias aka Punk Janus

    Lo vedi che ci conosciamo!? Per lo meno io ti conosco…
    Sei membro della Scuola che Funziona e del gruppo Gocce nel Mare…
    Hai partecipato insieme ad altre Gocce al progetto IGI Global…
    In bocca al lupo per questa nuova avventura!
    Mafaldina

  87. M. Antonella ha detto:

    @Francesco Valotto

    Molto interessante l’analisi che hai fatto sui vari tipi di software…
    Anch’io penso che, tutto sommato, la migliore formula sia il CC…

    1. Francesco Valotto ha detto:

      @M.Antonella: è argomento molto dibattuto, su molti fronti il più serio dei quali quello dei legulei, perchè è inutile stare a menarsela con i “sarebbe meglio se….” quando non hai le spalle coperte dal diritto! Le licenze CC a mio parere (ma anche secondo pareri ben più illuminati del mio!) sono le migliori perché riconoscono il diritto d’autore – ovvero il lavoro di chi crea, si creda o no con fatica! – compreso il diritto di cedere gratuitamente che, anche se pare assurdo, non è così scontato.
      Chi rilascia sotto “Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo” dice in maniera giuridicamente valida “è mio, quindi ne faccio ciò che mi pare: te lo metto a disposizione purchè lo usi nella mia stessa logica e mi riconosci la paternità; se vuoi farci dei soldi puoi, ma allora ci accordiamo sulla mia parte”.
      Personalmente mi pare la cosa più ragionevole: anche eticamente!

  88. Paola ha detto:

    Buonasera, confesso che mi sono persa qualche passaggio, ma la domanda è semplice, tengo per me il diario o lo devo condividere in qualche modo? grazie,

  89. Antonella Coppi ha detto:

    Mi piace molto scrivere ed ho sempre tenuto diari nella mia vita.Scrivo i miei pensieri, le mie emozioni dappertutto e quando ne ho voglia,su foglietti di carta che ovviamente perdo e ritrovo ,quando meno me l’aspetto, nei posti più impensati della mia casa.Il diario aiuterà a contenere ed organizzare le mie parole ed il mio disordine in cui non nego di trovarmi proprio bene.Cercherò anche di di provare Piratepad,non lo conosco!!!Ciao a tutti e buona serata

  90. gilberta ha detto:

    Ciao, non ho ben capito cosa debbo mettere in questo diario, tuttavia proverò a scrivere qualcosa aspettando il prossimo post…

  91. Lisa ha detto:

    o mamma quanti siamo e voglio leggervi tutti intanto quell’altro aggeggio cinguetta che pare un cardellino…ma non riuscirete a distrarmi dai miei doveri…pertanto ora vado a studiare le materie vere!!!quelle che si studiano sui libri, di carta dove si sottolinea e si fanno i riassunti di quello che si è letto 😉
    @ tutti gli scettici leggete tutti i post del gruppo #linf12 abbiamo affrontato così tanti argomenti sui temi educazione e non e con tale profondità che ci avrebbero potuto affidare i ministeri più importanti certi che avremmo fatto meglio di qualsiasi governo avremo!!! notte…

  92. Marianna 82 ha detto:

    L’idea del diario mi attrae…di solito uso diari per annotare le mie esperienze e riflessioni personali,,,anche sulla scuola…quando ho fatto la SSIS avevamo il “diario di bordo”…
    Sono talmente curiosa al punto da mettere da parte tanti miei dubbi e perplessità soprattutto per ciò che riguarda le mie competenze informatiche….speriamo in bene…

  93. Simonetta Basciani ha detto:

    Leggo, leggo, leggo. Tutto ciò che ho letto è molto interessante, ma non capisco in cosa mi sono imbarcata. La curiosità c’è, la voglia di apprendere pure. Per me è la prima esperienza in un simile percorso.

  94. Flavia ha detto:

    La curiosità aumenta giorno dopo giorno … cosa troverò domani?! Beh innanzi tutto leggere i commenti che lievitano a dismisura è faticoso, ma interessante, devo appuntarmi il numero per capire dove riprendere la lettura. Il nostro villaggio non sarà tranquillo, ma sarà vitale. Rispecchia la realtà. L’obiettivo non è apprendere ad usare “qualcosa”, ma imparare a muovesi nel “qualcosa”. Per tutti quelli che hanno espresso dei dubbi sull’opportunità di continuare il percorso porto una mia piccola testimonianza: all’inizio del corso #linf12 pensavo anch’io che le cose che avrei incontrato per strada erano scontate per me, beh dopo pochi giorni ho cambiato totalmente opinione, non era cosa sapevo importante, ma come mi approcciavo a fare determinate attività, il PER-CORSO appunto, che cambia, ricambia, si arricchisce, ti fa incontrare persone che la pensano magari diversamente da te, ma ti costringono, nel senso buono del termine, a fermarti a riflettere, a ragionare su cose che davi per scontate. La riprova dell’efficacia di tale approccio è che sono ancora qui. Ah sono arrivata al commento 67, me ne devo ricordare 🙂

  95. maestrafrancy56 ha detto:

    Troppo forte questa idea del villaggio in cui entro in punta di piedi, con l’aria spaesata del forestiero :-). Spero che anche questo viaggio sia carico di incontri che lasciano il segno. Intanto il primo segno lo lascio io nel mio diario personale 🙂

  96. Anonimo ha detto:

    In passato mi è capitato di redigere un diario di bordo in classe durante i corsi m@tabel, adesso si va oltre l’aspetto metacognitivo ! E’un’avventura che mi incuriosisce. La prossima settimana accompagnerò i ragazzi nel viaggio d’istruzione, per cui non so se potrò parteciapre attivamente. cercherò di recuperare…

  97. Anonimo ha detto:

    ciao a tutti ! ancora non so di preciso cosa aspettarmi da questa iniziativa ,ma sono estremamente tentata dalla possibilità di imparare tante cose nuove .Sono un ‘insegnante elementare e spero di riuscirmi a districare nel mare dei post .A proposito sto leggendo di tutto facendomi guidare dall’istinto ,proprio senza un filo logico.

  98. Sabina ha detto:

    Grandipepe non sono perplessa affatto!
    Mi sono solo fermata all’angolo della strada per chiedere indicazioni ad un passante. Sto bene nel villaggio, ma abitandoci da 24 ore non mi oriento molto con lo stradario.
    forse le mie parole non erano sufficientemente chiare.
    In ogni caso grazie a te e a tutti i cortesi passanti di turno.
    Ho iniziato il diario con notepub di cui ho appreso l’esistenza poche ore fa.

  99. attilia ha detto:

    volontà di affrontare difficoltà…grazie Paolo delchiappa…mi ci ritrovo..già non sapevo che sistema operativo uso…e mia figlia commentava… ma sei proprio imbranata mamma

  100. clelia ha detto:

    E’ il mio primo intervento, solo per dire che ci sono anch’io e ho cominciato a eseguire i compiti animata delle migliori intenzioni. Confesso che per me scrivere in mancanza di un contenuto preciso è abbastanza faticoso, ma mi sembra di capire che i contenuti ce li dovremo costruire man mano…Intanto ho già imparato una cosa nuova (l’esistenza dei pad) e già questo mi sembra positivo.

  101. Lisia ha detto:

    Ci siamo, qui comincia l’avventura, è un’avventura partecipare alla costruzione di un villaggio! Sì è un’avventura perché occorrono tante competenze differenti e tutte strettamente interconnesse altrimenti la costruzione che via via si realizza appare subito fragile. Ma questo è un villaggio atipico dove si dà spazio alla sperimentazione, dove sbagliare, perdersi, provare e riprovare hanno piena cittadinanza, dove i canoni tradizionali dell’apprendimento si dissolvono e lasciano spazio al fare e all’agire in piena libertà lasciandosi guidare dal maestro che propone e che conduce valorizzando le incertezze individuali che diventano i punti di forza del processo collettivo. Dopo aver partecipato alla vita di #linf12 accogliere questa nuova proposta #ITIS13 mi è venuto naturale, eppure non sono una nativa digitale, anzi direi, sono una vera e propria “ciofeca”(termine italiano regionale che si potrebbe tradurre con schiappa, con.. quanto al pc per il niente mi devo ancora mettere d’accordo!) in questo campo. Il primo approccio con termini come BLOG, AGGREGATORE, POST, PIRATEPAD…ma che roba sono? Si mangiano? Questo pensavo prima di #linf12, dopo quando ho cominciato a muovere i primi passi, a lungo ho gattonato altro che passi! A dire il vero gattono ancora adesso, spesso mi capita di perdermi, non capire al volo, mi identifico con il bradipo per come mi
    muovo davanti al pc, ma ho imparato molto con il laboratorio precedente, l’ho già scritto, ho conquistato una nuova forma mentis, una nuova modalità di approccio al cyberspazio, maggiore consapevolezza? Non lo so, non oso chiamarla consapevolezza, di fronte ai temi che leggo nei vari commenti mi sento piccola, ma tanto piccola e insignificante, però il mio cervello saltella di gioia, non so perché il per-corso del laboratorio mi attiva le sinapsi e mi fa sentire viva, ancora capace di imparare, ancora capace di accettare le sfide, ancora capace di misurarmi con i miei limiti, il solletico cognitivo che provo mi fornisce la chiave di accesso a nuovi paradigmi che non ho mai osato esplorare! Perciò quando leggo di persone che provano una certa titubanza per ciò che potranno incontrare nel nuovo laboratorio #Itis13, le capisco e senza falsa retorica o luoghi comuni mi sento di dire loro, lasciamoci andare, proviamo serenamente, non scoppia niente, non si cancella niente, per usare una delle espressioni del prof Andreas. Ciò che conta davvero è la motivazione che porta a voler vedere crescere il villaggio, poi ognuno di noi darà ciò che potrà, ognuno di noi avrà la possibilità di esprimere il proprio io e ciò che ne verrà fuori sarà sicuramente un valore aggiunto che si fonderà con quello di altri 400, non mi sembra poco! Buon lavoro a tutti.

  102. milena ha detto:

    Ecco, provo ad iniziare il mio diario con PiratePad.
    Non so ancora che cosa mi riserverà questo viaggio, però ho in mente una cosa fondamentale (per me): voglio provare ad essere il più possibile me stessa, senza vantare competenze che so di non possedere completamente, dichiarando i miei limiti, aiutando per quanto mi è possibile i miei compagni di viaggio in difficoltà, ascoltando i più esperti che mi mostreranno la rotta da seguire.
    Amo viaggiare e conoscere sempre nuove realtà (nuove perché non conosciute).
    Prima di un viaggio di solito ho avuto spesso di fronte due opzioni: preparare meticolosamente le tappe dell’itinerario, oppure affidarmi completamente ad una guida, senza conoscere affatto il percorso che intraprenderò…spesso quest’ultima scelta mi ha regalato le maggiori sorprese, le più forti emozioni.
    Sono pronta…

  103. Robertalinf12 ha detto:

    Salve a tutti…mi piace conoscere gli abitanti di questo villaggio così polivalente per arricchire e arricchirsi senza quella fissità che mi ha sempre caratterizzato. In alcuni interventi mi rivedo prima del dicembre 2012: ma liberiamoci e liberiamo la nostra mente…chI sa, faccia un po’ da tutor e non abbia magari un atteggiamento di chi pensa “ma dove sono finito…è tutto così deja vu (avrete tempo per ricredervi!). Chi non sa o meglio pensa di non sapere non abbia paura di BUTTARSI…SARA’ UN RISCHIOSO TUFFO IN PISCINA, MA NE VARRA’ SICURAMENTE LA PENA. Per mantenere quella antichità che mi contraddistingue scriverò il mio diario su un classico file di word, a prima pagina avrà questo titolo: Prima esplorazione nel villaggio (il contenuto l’ho gia scritto in questo post)

  104. Anonimo ha detto:

    Ebbene sì! Ormai faccio parte anch’io di questa moltitudine impalpabile di visi che non vedo e di idee che già fatico a seguire…per me (docente, che gode nell’essere finalmente studente!)…è una ubriacatura. Vorrei, per il momento, farmi spugna…il resto verrà di conseguenza. L’entusiasmo è “abbondante”…

  105. Roberta ha detto:

    Salve prof.
    per me questa è davvero una sfida. Non ho mai realizzato un blog. Inizio a scrivere il diario.
    alla prossima

  106. Manuela ha detto:

    Bene, si comincia! Intanto ho imparato qualcosa di nuovo: grazie per la spiegazione chiara sui vari tipi di Software, confesso che non avevo ben chiara la differenza tra quello libero e quello open source. Non conoscevo Piratepad, come ha detto Laura, sarebbe interessante provarlo in classe…
    Tante idee mi frullano in testa, incomincio subito il mio diario, come Sabina avevo qualche dubbio, adesso leggendo il post di Lisa ho le idee un po’ più chiare.
    Penso che andrò a ruota libera, semplicemente cercherò di fermare sulla carta (ops, sul Pad) i miei pensieri…
    Inizia il viaggio, mi piace e mi intriga quest’aria sospesa di attesa… sono curiosa di leggere il post di domenica…

  107. michele ha detto:

    Michele
    stiamo iniziando un percorso spinti da curiosità per quanto mi riguarda e dalla incoscienza di non sapere dove si andrà a finire, ma questo è il bello dell’ignoto.
    Pertanto il mio motto è: provare,provare,provare da qualche parte finiremo.Ciao a tutti

  108. Elisabetta ha detto:

    Lisa grazie , hai decisamente aiutato anche me, con semplici esempi sei riuscita a farmi capire molto chiaramente quello che devo fare :-))
    Pronta per partire con il diario!!!!

    Grazie ancora e buon week end a tutti!
    Elisabetta

  109. marina ha detto:

    Una cosa é certa: sto correggendo le verifiche di geografia ed é la terza volta che mi interrompo per leggere tutti i vostri post!
    Vorrá dire qualcosa?😉

  110. Anna C ha detto:

    Ciao a tutti, per me sarà difficile scrivere un diario, perchè non l’ho mai fatto, neppure da adolescente (tantissssssssimo tempo fa 😉 ). Per mia conformazione tendo a essere il più tecnica possibile, quindi anche i miei racconti rifletteranno questa impostazione. L’argomento del corso, tuttavia, mi interessa particolarmente ed apprezzo molto il dibattito che si è creato tra i vari post.

  111. Anna Rita Vizzari ha detto:

    Questo sarà il mio trentesimo blog Di che cosa parlo? Tutto quello che voglio condividere lo condivido (in questo o quel blog o nel Diario di Facebook, a seconda dei contenuti). E con i diari sono così incostante che non sono riuscita neppure a proseguire un diario da mamma in cui scrivevo i progressi di mio figlio. Va bene, ce la posso ancora fare.

  112. Anonimo ha detto:

    Grazie Prof.
    Comincio subito. L’ultima volta che ho scritto pagine di diario avevo 17 anni… 😮
    Allora si usava un libretto con un catenaccio dorato. 😉

  113. GranDiPepe ha detto:

    rido, sorrido, penso…
    quante idee, quindi tante persone e personalità. Gli strumenti possono anche essere gli stessi ma è come sai usare “il frullatore” che poi riesce più o meno bene la panna montata 😀
    12. @MinutoSabina uhhhh quante perplessità: non ti preoccupare è più o meno ansia da prestazione, più o meno il fatto che “su ‘sto libro non c’è manco l’indice” , ma da che parte si inizia leggere?… Mi viene da riprendere un esempio che ho fatto alle mie compagne di per-corso nell’a.s. 2011/2012: se hai un foglio bianco davanti puoi farci tutto quello che ti viene in mente o niente: puoi scarabocchiarlo, buttare giù una poesia, dipingerlo e usarlo per realizzare fiori di carta o aeroplanino. Usa la tua creatività e fidati, o meglio, affidati a chi sta tracciando il percorso. Guardandoti indietro riuscirai a capire come si legano tutti questi puntini (ma è una citazione di un Altro…) ma 14.Lisa ha fatto il suo rassicurante post. Io ho seguito “le pazze del #linf12”, e sapendo che un marito le ha definite così (la moglie e le sue compagne di per-corso) vorrei rassicurarle, perchè se questa è la considerazione che è arrivata dal proprio compagno di vita a me è capitato di peggio: i miei figluoli di 9 e 12 anni mi avevano taggata nello stesso modo. Rassegnatevi … è l’effetto @Andreas. Per cui anche io se non controllo il mio account di twitter c’è qualche cosa che non mi garba @@@@@
    19 Poldark: direi che non si parla di SW o HD o diavolerie informatiche che siano… perchè non c’è niente di assolutamente buono e giusto, ma di adattabile alle personali situazioni. Tenete presente che tra gli attivi di questo cMOOC non ci sono solo insegnanti convinti, ma anche appassionati di educazione, e di tecnologie e soprattutto di persone che assolutamente si mettono in discussione. Interessanti le considerazioni, ma i sofismi (permettimelo) in questo caso portano fuori strada e fanno staccare la spina a chi già è tra quelli che “tanto io non capirò mai niente”. Calma, passo dopo passo si conquista la vetta. E noi C’era l’H e Max Simeoni questa estate dovremo fare un cammino e qui cominciamo con l’allenamento psicologico: Santiago aspettaci!!!
    18 Max Simeoni : butta giù tutto quello che ti passa per la mente. So bene che riempi pagine e pagine dei tuoi pensieri. I fogli sono di fatto il tuo personale pensatoio. Certo con tutti i grattacapi che ti dà C’Era l’H :X
    29 Andreas… vaiiii se no il post non arriva domenica sera e tutti a domandarci se abbiamo crashato la rete con i nostri interventi
    e comunque aspettiamo che 2. Romina Agresti questa volta sì, ti tocca!!! ti tocca un po’ di più

    che bello, mi si sono scaldate le dita qui nella brughiera gallaratese

  114. Elisa ha detto:

    Bene, inizio questo diario e la prima cosa che scrivo è una frase di Gandhi che mi spinge sempre a fare un passo avanti in terreni che non ho mai attraversato prima ” Be the change you want to see in your life”

  115. laural3 ha detto:

    @Poldark
    premesso che ovviamente ognuno è libero di fare quello che ritiene più giusto, ti dico che anch’io sono un’insegnante e te lo dico come insegnante, dai a te stesso e ai tuoi ragazzi un’opportunità.

    Dalla mia esperienza di linf12 io posso solo dirti cosa penso che non ci sia in questo corso:
    – non ci saranno libri
    – non ci saranno dispense
    – non saprai mai a priori qual è la strada giusta da seguire, ma tutto sarà in mano tua e dei tuoi compagni di
    viaggio.
    – non ci saranno primi della classe, ma nn ci saranno mai nemmeno gli ultimi,

    L’unica cosa certa è che noi saremo un gruppo che farà un percorso e quindi cresceremo insieme.
    Capire il web, entrarci dentro significa capire le grandi risorse e le opportunità che la nostra scuola nn offre, “sporcarsi le mani” per fare, significa aprire la mente ad un nuovo tipo di insegnamento che porta ad un apprendimento collaborativo, dove realmente l’insegnante nn è più colui che versa sapere, ma diventa il famoso “facilitatore” che vaticinava la Francescato nel 2001.

    Per quel poco che conosco, nel nostro villaggio ci sono grandi insegnanti, che forse nn conosci ancora per nome, ma se decidi di rimanere imparerai ad apprezzare per la determinazione e la disponibilità al cambiamento e come tu sai la nostra scuola ha bisogno di radicale cambiamento se vuole incidere sul futuro.
    Un saluto con la speranza di ritrovarti tra noi.
    Laura

    @lucapiergiovanni felice di trovarti nel villaggio

  116. laura ha detto:

    @ Poldark, intervengo perché mi spiace sempre molto veder sprecate le buone occasioni; aspetta, fermati ancora un po’ a troncare il percorso sei sempre in tempo. Posso solo dirti che ho imparato molto di più in un suo corso che in tutti quelli che ho frequentato precedentemente e non parlo esclusivamente di contenuti.
    E’ come se non leggessi un bel libro perché non trovi interessante la copertina! 😉

  117. maria luisa ha detto:

    Preparo il diario… e ci metto all’inizio la mia bussola… quella che orienta e disorienta la mia curiosità.. è una citazione ma è anche il monito che mi aiuta ad avere diversi sguardi.. Ci riesco? forse si, a volte no, ma ci provo 🙂
    “Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: “Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Il viaggiatore ritorna subito.” (José Saramago, da Viaggio in Portogallo) (scheda)

  118. Laura Antichi ha detto:

    Carino http://piratepad.net/front-page/. L’ho provato recentemente con alcuni amici di FB, che hanno accettato di sperimentarlo con me. Mi ha suggerito l’idea che sarebbe utile per un commentario in classe. Aperto sulla Lim. Gli studenti dai loro dispositivi. L’idea del diario beh vedremo …: la mia mente è più di un diario; poco tempo … Ho tenuto tante volte i diari nella formazione ma si perdono sempre qualcosa se non hai il tempo di romanzare per interpretare. Quello che si dice sulla loro utilità lo so. Ciao

  119. Anonimo ha detto:

    @Poldark Non voglio apparire presuntuosa né saccente ma leggendo con attenzione il files di cui fornisci il link ( e che costituisce il contenuto globale del cmooc ) il primo concetto che m’induce e dovrebbe indurti a riflettere è “studente al centro, apprendimento collaborativo”…noi siamo studenti in questo momento, studenti al centro di un percorso, appena iniziato, che dovremo costruire insieme sotto la guida del Prof.Andreas il nostro tutor, coaching, mentore. E’ così che si giunge al primo obiettivo del corso: “imparare ad abitare nel cyberspazio per poi poter imparare ad insegnare nel cyberspazio”. Un docente che voglia applicare le nuove tecnologie nella didattica deve, come prima cosa, imparare a costruire e, oserei dire anche, gestire una comunità di apprendimento: una comunità di individui che, insieme, danno vita ad un processo di comunicazione, tra differenti saperi, interagendo e negoziando per giungere al fine ultimo: la costruzione della conoscenza. Noi, adesso siamo una comunità di apprendimento, tu, Poldark, ed i tuoi alunni siete una comunità di apprendimento ed il tuo ruolo sarà quello di ” mediatore” e/o “facilitatore” della conoscenza costruita/narrata tra te e i tuoi ragazzi, i “riferimenti a software, problematiche, soluzioni, unità didattiche” vengono dopo…dovresti avere più fiducia Poldark ed essere più curioso 🙂

  120. Mario ha detto:

    @francesco valotto: a quanto ho capito ne parleremo più tardi, ma per evitare di perdersi nelle infinite questioni fra free software e open source, preferisco attenermi alle definizioni “alla Stallman” sulla libertà del software. Poi bisogna distinguere fra due tipi di licenze libere, quelle virali (alla GPL) e quelle non (MIT, BSD). Spero di ritrovare uno schemino che semplifica il tutto.

    @andreas: ho votato il sondaggio, ma in realtà mi divido pressoché equamente fra tre macchine e cinque sistemi operativi. Posso votare cinque volte? 😉 Scherzi a parte, se il sondaggio è a soli fini statistici niente di grave, se il s.o. usato ha impatto sul proseguo del corso (tipo: bisognerà installare un certo software non multipiattaforma) grazie di comunicarmelo in modo che io possa scegliere il s.o. prevalente.

    Vado con il diario.

  121. patvay ha detto:

    OK … iniziato il diario … dovrà essere a cadenza quotidiana? riguardare solo il corso o anche l’attività didattica (per chi fa l’insegnante) o anche l’esperienza di vita? dovrà essere realistico o fantastico? analogico? metaforico? ecc ecc ecc?

  122. Gianni ha detto:

    @mafaldina: touché, hai ragione:((
    Sconosciuti è più civile 🙂
    (ma nn a caso avevo chiesto come si fa a correggere i post….DDD)
    Firmato Gianni Panconesi aka Punk Janus (per brevità Gianni)

  123. Gianni ha detto:

    @marina: Io nn vedo un orizzonte vago nella costruzione condivisa della conoscenza, ma anzi, temo maggiormente tutto ciò che è già preconfezionato, stile “prendere o lasciare”, in cui la scoperta (figlia della curiosità) rimane oscurata. Nn è forse più bello dubitare e sbagliare? Condividere e collaborare? Ma capisco che manchi il tempo per farlo….soprattutto a chi è “insegnantemammamogliefigliadonnadellepulizie” e nemmeno viene ripagata per un decimo di ciò che fa, economicamente e in gratificazione. Però potremmo cominciare a scambiarci “assegni/ore”…..nel nuovo villaggio;)

  124. Paolo Del Chiappa ha detto:

    … credo scrivere un diario … sia innazitutto una memoria virtuosa della decisione e sottolinatura della volontà di affrontare difficoltà … in questo caso di nuovi metodi e metodologie?
    salutoni a questo bel gruppo 😉

  125. francesco b. ha detto:

    Vabbuò, cominciamo con il diario!
    Se ad altri miei omonimi va bene, potremmo identificarci con la prima (o le prime due/tre in caso di uguaglianza) lettera del cognome?

  126. adalgisa ha detto:

    ok, piccolo passettino
    accetto
    : )
    di solito lavoro su un fisso con window7
    però ho un nuovo Mac e… che fatica cambiare impostazione mentale
    io non lo trovo poi così intuitivo
    che fatica … non sono intuitiva
    per ora inizierò il diario utilizzando il portatile,
    dai, ce la posso fare : )

  127. angela noceto ha detto:

    Intraprendo questo viaggio con curiosità. Non sono alle prime armi, ma sono in cerca di metodi di lavoro, di insegnamento, nuovi. Un saluto a tutti.

  128. M. Antonella ha detto:

    @ Gianni

    “Dopo un’ennesima nottata passata a relazionare con amici virtuali, mi decido ad affrontare un percorso di costruzione di conoscenza con 400 emeriti anonimi concittadini…”

    “Anonimi” a chi??? Saremo per il momento a te e tra noi sconosciuti (ma anche no ;), però definirci anonimi pare brutto…
    e anche improprio!

    Qua ci firmiamo tutti nome e alcuni anche cognome e soprannome ovvero Nick Name.

    Alcolisti anonimi, corsisti anonimi… no, no… usciamo dall’anonimato! 😉

    Firmato: M.Antonella alias Mafaldina

  129. Sabina Minuto ha detto:

    Grazie Alessandro per l’indicazione: ho inziato il diario su notepub.
    Grazie Lisa: in realtà io molte delle cose da te dette le ho fatte o le sto facendo già. Solamente non capivo se il diario deve essere esclusivamente personale( dico di me e basta, ma a chi può interessare?) o di me e delle tecnologie o di me e dell’universo mondo.

    Per ora scrivo quello che mi passa per la testa, poi vedrò.

    e inoltre: ma se scrivo su Piratepad, salvo con il flop , esco e poi rientro sul sito non posso più vedere cosa ho scritto in precedenza? Il nome l’ho messo, ma anche nelle versioni salvate non vedo nulla. Evidentemente mi sono persa qualcosa.

    ma io non desisito: ci provo tanto con artigiana meticolosità finchè non capisco come funziona.

    buon lavoro a tutti
    Sabina

  130. ori85 ha detto:

    Sono una fan del “sentito dire”…ma data l’importanza del web oggi, mi piacerebbe essere padrona (nel senso buono del termine 🙂 ) di almeno un pò degli infiniti strumenti che ci vengono offerti tutti i giorni!

  131. marina ha detto:

    Anch’io sono un’insegnantemammamogliefigliadonnadellepulizie!
    E ho tanta voglia di imparare!
    Non mi spaventa tutto quello che non so, …forse l’unica mia perplessitá é il tempo che non ho. Ma il clima é molto bello e non rimarró certo indietro.
    Un’ultima cosa: un pochino capisco @poldark…. Forse per chi é nuovo in questo genere di cose, avere un orizzonte vago davanti destabilizza un po’…

  132. M. Antonella ha detto:

    Ciao, Andreas!
    Ascolta. Ho un blog aperto in occasione della mia partecipazione ad un tuo precedente corso on line.
    Posso utilizzare quello, senza aprirne uno nuovo???

  133. Andreas ha detto:

    @Poldark Lo so. Per perseguire quegli obiettivi, in un circa l’80% dei casi, c’è da lavorare sull’attitudine delle persone e non sugli strumenti. Su cosa baso questa affermazione? Sul lavoro co alcune migliaia di studenti in circa 5 anni. Ma inutile disquisire troppo, son faccende che vanno vissute. Se uno pensa di avere curiosità e tempo da investirci bene, sennò meglio che passi oltre 🙂

    Vado a preparare il prossimo passo.

  134. Gianni ha detto:

    Comincio il mio diario da qui…..
    Confessando di essere già andato fuori linea…DD
    Ho già fatto un blog:((
    Ma lo tengo per me, zitto zitto…senza riportarci nulla
    Chiarissime le indicazioni del prof sul percorso e altrettanto valide le integrazioni di Francesco
    Mi piace anche il modo con cui gli altri stanno descrivendosi, quindi seguirò queste tracce
    E’ bello far parte di un villaggio dove siamo tutti alla pari, dove chi sa di più lo mette a disposizione ed il prof fa da facilitatore senza ergersi ad erogare conoscenza:))
    Vado ad esplorare i SW che nn conosco e lascio una traccia di me

    My first Pad
    “Era una notte buia e tempestosa, i tuoni scuotevano le finestre e il cane guaiva
    Dopo un’ennesima nottata passata a relazionare con amici virtuali, mi decido ad affrontare un percorso di costruzione di conoscenza con 400 emeriti anonimi concittadini
    Nella mente mi risuonavano le parole di Snowcrash , che a suo tempo avevo sentito aliene, ma che poi mi avevano entusiasmato….”
    (to be continued….)

  135. Silvana V ha detto:

    Sono pronta anch’io per questa nuova avventura. Anche se non so dove mi porterà, la mia curiosità e la mia voglia di imparare mi portano ad accettare le sfide. Del resto è per questo che sono un’insegnante!

  136. Andreas ha detto:

    Fantastico @Lisa
    Grazie @Francesco Valotto per l’appronfondimento
    Grazie @Alessandro per l’indicazione

    Il tutto insieme suggerisce da subito grande potenziale ricchezza.
    Io cerco di intervenire al minimo badando appunto a tale valore globale,
    l’idea essendo che perfonda l’atmosfera che tutti respirano.

  137. Francesca ha detto:

    @Lisa: grazie per le belle parole che mi sono un po’ di conforto…e grazie anche al prof. per aver “arginato” Vallotto. Non ci avevo capito nulla!!! Ma dico proprio nulla….

  138. Poldark ha detto:

    Caro Andreas io continuo a rimanere sempre più perplesso.
    A me non interessano le CFU, tuttavia mi interesserebbe però sapere se questo cMooc realmente riguarderà quello che promette dal titolo: “Laboratorio tecnologie internet per la scuola”. Ho riletto entrambi i post ma non mi sembra proprio di aver visto riferimenti a software, problematiche, soluzioni, unità didattiche, ecc… riguardanti la scuola, le attività di insegnamento, di valutazione, ecc…
    Mi è sfuggito?
    Attendo il prossimo post… in caso contrario il mio per-corso finisce qui.
    Grazie

  139. Massimo Simeoni ha detto:

    Ciao a tutti. Mi sembra che già dalle prime battute è chiaro che ci sarà da divertirsi e ….lavorare, soprattutto per chi come me deve colmare il gap iniziale. Incominciamo con il diario che,ahimè almeno all’inizio sarà cartaceo ( alla vecchia maniera ). Sono felice della politica che ha adottato Prof. E spero di poter entro la fine del corso discutere con Voi riguardo argomenti a me totalmente sconosciuti. Grazie a tutti. Massimo

  140. Alessandro ha detto:

    Compiti fatti! questo grazie (!?!?!) al brutto tempo che imperversa su Milano
    segnalo anche notepub.com che non sarà granchè ma è uno spartano notepad online che permette di formattare il testo (tipo MS Word o OpenOffice) ma anche di condividere quanto scritto su fb, twitter e altri utenti notepub collegati
    ciao a tutte/i
    AV

  141. Lisa ha detto:

    Ciao Sabina mi permetto di darti alcune indicazioni per come l’abbiamo vissuto in linf12 “questo diario” tanto difficile da interpretare…io sono una maestra di quelle che devono lavare i piatti, accudire a tre figli, battersi per le cause “perse” che ci propone la vita (andandone orgogliosa)e parlare terra terra per farsi capire da una classe “sgarrupata” (come la definisce la mia collega)…ma apprezzo anche quando vengono alzati un po’ i toni perché credo siano stimoli e sfide che ti chiedono di stare al passo con chi ha più competenze di te…il diario è inteso come “post it mentale” per alcuni, pillola di yoga o semplice pagina bianca dove puoi fermarti a chiederti dove stai andando, perché, quali sono gli attrezzi che metteresti nello zaino per affrontare questa avventura. sembra stupido, inutile e forse retorico ma ti garantisco che funziona, è un fermo immagine che fai di te stessa e spesso scopri di avere molte più capacità di quelle che credevi e se non ne hai attingi dagli zaini aperti degli altri…dire sono un’insegnante, una donna, una mamma, una sorella, una compagna, mi alzo ogni mattina per queste cause, di solito faccio…ho scelto questo percorso perché vorrei saper fare…a proposito facendo l’insegnante uso un vecchio pc sul quale ho istallato…perché a lavoro mi piace utilizzare…oppure documento ogni attività utilizzando…oggi ho provato con la classe per la prima volta…e ancora quel matto del prof di informatica mi ha fatto iscrivere a twitter, che roba io che avevo giurato massima diffidenza verso tutti quei social network…infine…boia da quando mi sono iscritta a twitter devo controllare il pc almeno tre volte al giorno x capire cosa succede in quel gruppo magnifico di linf12, devo dire che i lavori si sono alleggeriti perché i compiti ce li dividiamo, vedi te su cosa mi sono dovuta ricredere…e via dicendo. Spero di essere stata d’aiuto ti auguro buon lavoro e mando un saluto a tutte/I…a presto

  142. Anonimo ha detto:

    Prof,
    mi scusi, su cosa precisamente deve vertere il diario ?
    Non ho le idee molto chiare. Su ciò che mi aspetto dal per-corso, su ciò che sperimento a scuola ogni giorno,su ciò che penso del web, del mondo,del mondo del web?

    Non sono esperta di blog anche se ne ho uno piccolo di classe con i miei alunni. Mi aiuta a capire che intende con “diario”?

    Grazie. Attendo con ansia il prossimo post.
    Per ora mi dedico a vedere libreoffice e texedit ( esiste per Ipad?)

    Sabina @MinutoSabina

  143. Francesco Valotto ha detto:

    Ach! Questo sarà il 5° blog che apro: mi sa che wordpress mi farà fattura questa volta ;-D
    Posso permettermi? Tra libero, open source e proprietario la differenza non sta nel costo o nella disponibilità dei sorgenti, ma nel copyright: la licenza con cui sono rilasciati. O meglio: le distinzioni corrette sono tra Open vs. closed source e libero (con diverse gradazioni) e proprietario. Posso infatti distribuire gratuitamente un software proprietario ed anche autorizzare chiunque altro a farlo e questo indipendentemente dal fatto che rilasci anche i sorgente oppure no. E’ proprietario, ovvero mio, e ne faccio ciò che voglio.
    Così come posso “blindare” dal punto di vista dei diritti di distribuzione un software open source: ti do tutto, sorgente compreso, ma non il diritto di duplicarlo o darlo ad altri, e magari non lo faccio nemmeno gratis! Ovvio che è facile divulgare un open source, ma se è illegale il software rimane proprietario.
    Libero poi significherebbe che l’ho fatto io, ma lo lascio a disposizione di chiunque per farne qualsiasi cosa voglia. Attualmente questa opzione è pochissimo diffusa perchè tra il “qualsiasi cosa voglia” potrebbe esserci anche il brevettarlo (negli USA: in Europa non è previsto per il software) e farlo diventare proprietario… di un altro! La distribuzione attualmente più tipica è la Creative Commons: che mi garantisce la proprietà (dunque formalmente si tratta di software proprietario) e di conseguenza la possibilità di decidere come va usato. In questo modo posso obbligare chiunque lo usi a non brevettarlo ed a diffonderlo a sua volta con le stesse modalità. Un classico ormai (la uso anch’io) è la licenza Creative Commons “alcuni diritti riservati”, tipicamente (ma non sempre) l’uso libero non commerciale e l’obbligo a diffondere allo stesso modo

    … Ehm: se risulto palloso ditemelo eh?! E’ che su queste cose c’abbiamo fatto battaglie…

    1. Andreas ha detto:

      @Francesco Valotto Un momento, tutto giusto quello che dici, ma bisogna pensare a chi stai parlando. Se si rovesciano troppe informazioni su persone che non hanno mai avuto modo di vivere questi temi, si ottiene il risultato di spaventarle. Questo è un vecchio tema che ho discusso tante volte con molti amici più o meno smanettoni.

      Qui gli interlocutori primari sono insegnanti che lavorano in asili-primaria-secondaria tutto il giorno, e ascoltano i figli, e fanno da cena e lavano i piatti e poi magari fino alle due o le tre di notte studiano. E sono persone, che come la grande maggioranza, non hanno una grande dimestichezza.

      Appunto, come tu dici, ci abbiamo fatto battaglie, ma questo significa che avete (abbiamo) avuto il tempo di metabolizzare e costruire concetti. Anche gli altri hanno bisogno di tempo, ammesso che vogliano poi…

      In generale, a chi è esperto chiedo di fare interventi quando le persone manifestano un problema, e che siano interventi ben calibrati sulla presunta competenza di chi fa la domanda

      Meglio una spiegazione imperfetta che funziona al momento giusto piuttosto che una spiegazione perfetta (?) che blocca il cervello dello studente…

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