Finalmente posso dedicarmi a preparare un po’ di materiale didattico nello stile delle Open Educational Resources.
Questo è un tutorial per imparare a muovere i primi passi in PubMed, il database della letteratura biomedica che raccoglie le citazioni di più di 20 milioni di articoli pubblicati su circa 5000 riviste specializzate.
Sia che si tratti di Editing Multimediale che di Tecnologie di Comunicazione on line può essere opportuno soffermarsi sulla possibilità di creare sequenze video che per molte finalità didattiche e comunicative rappresentano un’eccellente forma di espressione.
Nel passato la produzione di un video richiedeva apparecchiature e competenze costosissime. Oggi, come spiega Stefano Balassone in un recente articolo sul tramonto lento della televisione generalista, grazie ai prezzi bassi degli apparati ed alla softwarizzazione dei processi creativo/ produttivi chiunque può esprimersi con media complessi e in modo sofisticato.
Come al solito, invece di affrontare l’argomento in modo tecnico, preferisco commentare mediante una storia e vi ripropongo quella che avevo narrato agli studenti dello scorso anno dove il regista Mike Figgis scopre iMovie, il semplice programma di montaggio video che tutti gli utenti Macintosh trovano nei loro computer.
Poi, potete andare a vedere le esperienze che gli studenti IUL dell’anno scorso hanno fatto con vari software nella loro pagina dei contenuti emergenti.
Infine, possiamo aggiungere il contributo di Stefania (Teorie della comunicazione) che ha scoperto e subito utilizzato un plugin Firefox per la cattura di video sul monitor, simile a quello che ho usato io sino ad ora, Jing.
Così, in questo post, me la sono cavata a buon mercato con una serie di OER fatte in casa e messe da parte (magari insieme alle marmellate) e in cosa può consistere l’assignment? Se volete, raccontate la vostra esperienza a riguardo, magari includete un vostro lavoro in un post, gli studenti IUL hanno spesso del materiale già pronto, oppure fate un piccolo esperimento e poi raccontate cosa vi è successo, naturalmente sempre tenendo d’occhio quello che fanno gli altri e collaborando.
Questa volta riverbero qui l’ultimo post scritto sul Daily.
Leggendo il racconto di Pierluigi (maestro nella scuola primaria in Calabria, studente presso la IUL) mi vengono in mente gli straordinari cortometraggi di Vittorio De Seta del Mondo perduto, in particolare “Pasqua in Sicilia” e “I dimenticati”, quest’ultimo girato in Calabria.
Utilizzate il forum per le comunicazioni brevi. Quest’anno utilizziamo il forum all’interno del servizio MedWiki per la distribuzione del materiale didattico, il servizio creato e gestito dagli studenti stessi.
Il forum può essere utilizzato per comunicazioni fra di voi, per esempio trovare qualcuno con il quale scambiare l’iscrizione ad un turno di un laboratorio e qualsiasi altra richiesta su materiale didattico e per informazioni di ogni tipo.
Può essere anche utilizzato per chiedere informazioni di tipo tecnico, domande di informatica per esempio. Prima di chiedere o scrivere al prof chiedete nel forum, siete centinaia e magari qualche altro studente vi risponde prima e meglio di me.
Per quanto riguarda il file OPML con i feed dei vostri blog attendo che le vostre iscrizioni abbiamo superato quota cento, siamo a circa 80.
Studenti IUL
In un prossimo futuro scriverò un post per narrarvi la storia di MedWiki, potrebbe essere interessante discuterne insieme.
Per ora, vi metto qui il link al file OPML con i feed di coloro che hanno già creato il blog. Siete partiti con un impeto, bene! Cercherò di aggiornarlo una volta alla settimana.
Se trovate delle difficoltà nell’utilizzare il file OPML potete guardare questo video che ho appena girato.
Per inciso, questa tecnica di preparazione di un video per illustrare una procedura al computer sarà una delle attività che sperimenteremo insieme.
Studenti e-Medicine
Di voi per ora non ho avuto notizia. Appena apparirà qualcuno confezionarò un file OPML anche per voi.
Questo è il primo post che rivolgo agli studenti della Italian University Line. Lo specifico in modo esplicito solo questa prima volta, varrà in seguito il fatto che i post saranno collocati nella categoria Studenti IUL 2009.
Come previsto dalla IUL per tutti i docenti, ho preparato un video (lascerò questo link “all’aperto” per un tempo limitato ma tornerò successivamente su questo) con lo scopo di presentare sinteticamente l’idea del corso, “Editing Multimediale”.
Ho pensato tuttavia che, trattandosi appunto di un video, poteva essere l’occasione di fare subito un’ulteriore riflessione. È per questo che nel video ho citato il libro “Digital Film-Making” di Mike Figgis, il regista che ha diretto “Leaving Las Vegas”.
“Digital Film-Making” mi è piaciuto molto perché descrive molto bene l’atteggiamento della persona creativa, disposta ad affrontare qualsiasi difficoltà e ad imparare qualsiasi cosa pur di vedere realizzata la propria idea. Mike Figgis descrive molto bene quanto sia particolare la situazione di un regista rispetto a quella di artisti che si esprimono in altri campi dell’arte. Infatti nella realizzazione di un film fra la concezione di un’idea e la sua realizzazione c’è di mezzo un processo estremamente complesso che richiede il coinvolgimento di una grande quantità di mezzi e di persone con mansioni e competenze molto diverse. L’avvento della tecnologia digitale consente di semplificare moltissimo il processo consentendo al regista di avere una presa molto più diretta sull’idea che intende realizzare.
È descrivendo questi problemi che Figgis cita un episodio molto interessante realtivo all’impiego di un software digitale per realizzare una sequenza video. È l’episodio al quale avevo accennato nel video di presentazione. Riporto qui di seguito il brano (“to shot” significa girare una sequenza e “to cut” significa montare una sequenza).
My experience with iMovie was interesting. I had it on my computer and I never used it. Then, one day, I shot something that I didn’t really want anybody else to cut at that stage. I just wanted to look at it. And I had no idea how to use the iMovie system. I am not someone who could be described as computer literate. I don’t love computers. I have been dragged to them reluctantly, and have been delighted by what they can do, but I had some difficulty in learning the system initially. So I would say I represent the low end of capability here. Compared to anyone under thirty, who will have had far more experience with computers than I have ever had, I’m in the Stone Age. So I turned the system on and there was a little demo reel that came with it just to help one through the process. I found out how to plug in my camera so that I could use the camera as a playback machine and as an importing machine. That seemed very straightforward.
Then I started importing some shots, and I saw very quickly how they aligned themselves into a sort of catalogue. within a couple of hours I’d cut a sequence. I started to think about how I could do a little sound dissolve here, and I went into the menu that said what was available in terms of effects for sound and effects for visuals. And it was so obvious and so self-explanatory, even to a novice like me, that I cut a really rather sophisticated five-minute film. Starting from zero, I did it in one day. And I immediately thought I could cut a whole features like this.
Questo episodio illustra benissimo come l’apprendimento sia legato allo stato d’animo della persona. Figgis non ha avuto bisogno di fare un “corso”. Eppure, non è pratico di computer, anzi, il computer gli sta anche un po’ antipatico. Tuttavia, essendo ben determinato ad ottenere un certo tipo di risultato e procedendo per tentativi ed errori, finisce con l’imparare ad usare ciò che gli serve. Ecco che il computer diventa interessante anche per Figgis, una macchina amica in quanto capace di potenziare le proprie capacità espressive.
Certo, Figgis, è stato certamente sostenuto da percezioni estremamente nitide dei risultati. I fin dei conti le immagini in movimento sono il suo linguaggio.
Mi sono divertito molto a fare il video di presentazione. Ho una qualche dimestichezza con le tecnologie digitali ma ho “giocato” con iMovie solo tre o quattro volte in vita mia. Poca esperienza specifica quindi ma un’intenzione ben precisa, avevo cioè ben chiaro quello che volevo comunicare ed avevo anche una certa voglia di baloccarmi con questo nuovo giocattolo. Credo che questa sia la condizione ideale per imparare qualcosa di nuovo.
Ero molto curioso di fare questo esperimento ma non è finita qui. La seconda parte è stata di mostrare il video ad una serie di amici, tutti molto abituati a leggere il linguaggio delle “immagini che si muovono” e alcune di questi professionisti nel campo della creazione e montaggio di filmati.
Le opinioni sono state generalmente positive ma di tipo molto diverso. Ci sono coloro che si sono soffermati su tutte le rifiniture tecniche che sarebbe stato possibile apportare. Coloro che, abituati a proporre filmati lenti e molto accurati sotto il profilo della qualità delle immagini, avrebbero preferito rallentare il ritmo della sequenza iniziale nella quale si susseguono i blog. Coloro i quali, avendo lavorato molto nel campo della pubblicità, hanno invece apprezzato proprio il ritmo serrato e sostenuto e che, anzi, forse si poteva accelerare ancora un po’.
Tutti hanno però confermato di avere ricevuto dalla sequenza iniziale, volutamente serrata e arruffata, la varietà e creatività che gli studenti esprimono nel confezionare i propri blog, che era esattamente quello che volevo comunicare.
L’amico esperto di montaggio di filmati pubblicitari mi ha spiegato come possa essere importante evitare di indulgere eccessivi tecnicismi quando questo possa favorire una maggiore “freschezza” del risultato.
Mi piacerebbe sentire in futuro la vostra opinione in proposito.