
Domattina ci vediamo a lezione per la compilazione delle schede di valutazione dell’Ateneo e per dire due brevi parole sui voti che dovrò dare, come avevo preannunciato nell’Assignment 5.

Domattina ci vediamo a lezione per la compilazione delle schede di valutazione dell’Ateneo e per dire due brevi parole sui voti che dovrò dare, come avevo preannunciato nell’Assignment 5.

È veramente un fatto pregevole che sia uno studente di liceo ad avere fatto un’osservazione cruciale, fra le varie interessanti – ci vorrebbe un Hourly, altro che Daily. Dice Ciambello, co-autore con Littlechemistry di Fuel@Home:
Interessante è stato capire che non deve sempre andare tutto nel verso giusto, si trae molto più vantaggio dagli errori: è in questo modo che si progredisce.
Imparatelo a memoria: a chi non lo saprà non firmerò il verbale.

Penso che questo post interessi primariamente gli studenti di medicina, anche se è un ottimo esempio delle straordinarie risorse disponibili oggi nel cyberspazio che ci consentirà di enfatizzare aspetti più generali.
Dopo aver letto il post precedente sull’argomento, Assignment 6: letteratura scientifica 1, dovrebbe esser chiaro che nessun “operatore del settore” possa esimersi dal confrontarsi con la letteratura pertinente, a prescindere che sia un ricercatore, un medico di qualsiasi specialità e direi anche altri operatori della sanità.
Questa brevissima nota per dire loro che su questo blog è imperniato un insegnamento ad una classe universitaria che è al tempo stesso un’esperienza che si svolge quasi interamente in rete. Chiunque può sbirciare e chiunque può partecipare. I riferimenti per orientarsi sono (Un piccolo per)corso libero per aspiranti cittadini del cyberspazio, Startup corso 2011, Audio lezione di startup

No, non nel senso che questo (per)corso sia una cosa speciale. Nel senso più semplice: può un corso essere considerato una forma di arte? Un corso nel suo insieme, con tutto quello che ci succede dentro, con tutte le relazioni umane che vi si creano, con gli artefatti che genera …
Questa domanda, forse balzana, mi frulla nella mente da qualche tempo. Ma andiamo con disordine – forse stasera ho aperto troppe finestre su questi tre computer – seguo le associazioni a ruota libera …

Oggi, scorrendo l’ultimo blog arrivato nella blogoclasse, un’immagine mi ha bruscamente proiettato indietro di una quarantina d’anni. Quella foto di un uomo con una sbarra in mano e un occhio probabilmente perso in un incidente, si è rivelato essere effettivamente quello di cui avevo letto da ragazzo, in un libro che mi pare si intitolasse “La macchina del cervello”. Una storia che mi fece una grande impressione. Vale la pena di leggerla nel blog di Andrea.
Ciambello e Littlechemistry hanno fatto funzionare un motore con carburante fatto in casa. Ciambello è un cyber-studente di questa blogoclasse, Littlechemistry un suo compagno di classe, vera classe, di superiori suppongo. E ci deve avere messo lo zampino un altro punto blu, il loro professore di scienze, che in futuro forse loro ricorderanno come io ho ricordato il mio.
Ciambello, nel suo ultimo post, ci racconta del progetto Fuel@Home, che hanno portato al concorso Google Science Fair.
Leggiamone insieme la descrizione che riporto qui, e guardiamo l’ottimo video che hanno preparato …

L’ultimo studente, anzi, ultima studentessa di un insegnamento che ho tenuto per due anni: Tecnologia della Comunicazione Online nel CdL in Teorie della Comunicazione presso la Fac. di Scienze della Formazione. Ultimo appello. Fa un po’ tristezza l’ultima volta. Anche perché in quel corso questa macchina funzionava davvero bene, cosa abbastanza ovvia visto la natura del corso di laurea. Ho dovuto mollare, per via della quantità esagerata di insegnamenti che tenevo e per altri motivi contingenti. Aggiungo qui il contributo di Melissa perché cade in sincronia con il percorso di quest’anno. La provenienza degli studenti mi è indifferente, qui ci sono anche alcuni studenti di scuole superiori (che domani coinvolgeremo, con l’assignment 6).
P.S. Dieci minuti dopo aver pubblicato questo post trovo che Marta dice:
Ho deciso di mandare per e-mail “Coltivare le connessioni” alla mia prof di Filosofia (che alcune di questa blogoclasse conoscono bene :-)), che secondo me ha capito e applica benissimo il concetto di PLE in filosofia e storia…infatti si scontra (e a volte cade…) continuamente col sistema del voto, che è quanto di più distante dal PLE si possa immaginare…
Mi piacciono questi incroci. Facci sapere Marta che dice la prof, se vuoi. Anche se ci critica … 🙂

Giornataccia con poco tempo a disposizione. Mi limito a segnalare la mia risposta ad un corposo commento di Matteo sulla faccenda delle connessioni. La mia risposta è poco più giù, subito dopo un commento di Mariaserena.

Con il prossimo giovedì 14 aprile termina l’orario predisposto per le lezioni frontali e la mia presenza in aula informatica. Come avevo detto durante la prima lezione, mi renderò disponibile una volta la settimana due ore per il resto del mese di aprile e per maggio, salvo forse una settimana perché potrei non essere a Firenze. Se si rivelerà necessario non avrò problemi ad aumentare ore o giorni.
Con il sondaggio che segue vi chiedo di espirmere un’opinione riguardo a