
Ciascuno può decidere di dare l’importanza che desidera al cyberspazio, ma l’accesso al medesimo oggi deve essere considerato un diritto fondamentale. È inerente alla libertà di espressione. Chi non sa leggere non può godere appieno della libertà d’espressione, nel mondo contemporaneo. Parimenti per chi non abita il cyberspazio.
Come per tutti gli altri diritti fondamentali, questi non possono essere considerati tali se non sono effettivamente alla portata di tutti i cittadini. Ognuno di noi può avere permanentemente o anche saltuariamente – vale a dire che la cosa può concernere chiunque! – dei problemi che precludono in qualche misura l’accesso ai diritti.
Conseguentemente, in un percorso del genere non si può ignorare la questione dell’accessibillità, forse a maggior ragione per il fatto che aspirate a diventare medici. Si tratta di una questione molto complessa e molto più ampia di quello che si immagina comunemente e io non ho grande competenza in materia.
In questa blogoclasse abbiamo tuttavia un’opportunità di approndire appena un po’ la questione grazie al fatto che uno di voi, Luca è ipovedente, e che uno dei cyber-punti-blu, Claude, è molto sensibile alla questione ed è anche molto preparata.








