Daily: social bookmarking, ma serve?

Sociogramma 31 marzo 2011
Sociogramma 31 marzo 2011. I nodi rossi sono studenti di medicina, i nodi blu cyberstudenti, il nodo celeste è il docente. Una linea che congiunge due nodi significa che almeno uno dei due ha fatto almeno un commento ad un post dell’altro.

Fra le prime impressioni sull’assignment 4 – quello del social bookmarking – ve ne sono di poco entusiaste, come quella di Claudia, che lo riduce ad un motore di ricerca

Sono sincera…non mi sembra che questi bookmarks siano così rivoluzionari. Sicuramente hanno una loro utilità, ma più per chi non possiede un computer che per chi ha bisogno di fare una ricerca nel web.

o di Lorenzo

la stessa vastità del bacino d’utenza può provocare numerosi disguidi con i tag e ci possiamo trovare a dover lottare fra la giungla dei segnalibri, quando avremmo potuto compiere la stessa lotta su google ma in una panoramica più ampia e diversificata.

o Marta:

E la sana memoria? Non è così difficile ricordarsi http://www.med.unifi.it/ o https://iamarf.org/ o http://www.wikipedia.it/ o http://www.google.it/, che serve nel caso in cui non ti ricordi http://www.qualcosa.it/, in fondo anche google lavora con un sistema di parole chiave…

Marta, tu mi vuoi morto!

Non dico che tutti quei mille indirizzi che tengo in delicious siano cruciali ma moltissimi li ho messi lì perché mi servono. Ci sono innumerevoli riferimenti di programmazione, di tecniche matematiche, di notizie di cui voglio manternere il riferimento, di articoli di importanti figure di riferimento della Information Technology, dei miei precedenti campi di ricerca,  della cultura. Come farei a ritrovarli? Certo, c’è Google, ma ci sono anch’io, c’è anche l’individuo. I tag che io scelgo sono importanti perché rappresentano le mie chiavi di accesso personali ad un certo concetto. Google quelle vie non le può conoscere.

Edo obietta:

ma chi mi dice che le tag che oggi applico ad un bookmark siano le stesse che applicherei un giorno allo stesso bookmark?

È vero, l’immagine che abbiamo del mondo è in continua evoluzione, sono completamente d’accordo. Questo non significa tuttavia che si debba rinunciare a ripercorrere vecchi sentieri, ci sarà cresciuta un po’ di vegetazione nel frattempo, non possiamo solo fidarci dei segni esteriori, dobbiamo anche confidare nella nostra capacità descrittiva e interpretativa.

Scegliere i tag è infatti un’operazione impegnativa che richiede riflessione. Domandarsi quali siano per noi le facce importanti di un’idea non è solo utile per ritrovarla in futuro, è anche utile per vederla meglio.

Fra coloro che hanno invece colto il lato positivo, Alice descrive bene il concetto con un esempio concreto:

Prima di scoprire cosa fosse “Delicious” se mi trovavo in centro e volevo per esempio vedere gli orari del cinema per programmare la serata, leggere una mail importante, o guardare il sito dell’Unifi etc..ero costretta ad andare su Google, digitare ciò che era di mio interesse, magari scorrere tra le tante opzioni per trovare quella giusta ed infine cliccarci sopra. Insomma alla fine mi arrendevo sempre prima..

Anzi, propongo ad Alice che ci spieghi in cosa consiste il seguente fatto:

in centro è pieno di zone Wifi che consentono l’accesso ad internet se si è registrati (ed io lo sono)

Come si fa a registrarsi? Si deve pagare? Puoi fare qualche esempio di luoghi comodi dove collegarsi? Tutto ciò può essere utile agli studenti che vengono fuori da Firenze e che non sono a conoscenza di queste possibilità.

Per finire, a coloro che non si sono ritrovati con l’assignment 4 e vorrebbero ulteriori chiarimenti, ricordo che io sono in aula al Cubo martedì, mercoledì e giovedì dalle 10:30 alle 12:30, eccetto martedì 5, mercoledì 6, giovedì 7 aprile, ove sarò disponibile nell’aula Informatica 117 presso il Centro Didattico Morgagni (stesso orario), perché l’altra è occupata dal seggio per le elezioni universitarie.

11 thoughts on “Daily: social bookmarking, ma serve?

  1. Silvia says:

    sono d’accordo con marta che http://www.med.unifi.it sia quasi più immediato da scrivere piuttosto che da ricercare fra i bookmarks, ma quando ti succede di cercare per mezz’ora QUELLA cosa, QUELL’indirizzo, che alla fine hai trovato nella 345esima pagina dei risultati su google,non puoi che trovare utile un procedimento così semplice che ti permette di risparmiare tanto tempo la volta successiva!

  2. Claude Almansi says:

    Ma forse voi studenti di medicina siete degli individualisti. A me piace il social bookmarking proprio perché è sociale.

    Esempio 1: a fine 2006 avevo seguito un seminario online, Accessibility of e-learning, organizzato da Catherine Fichten e Jennison Asuncion. Supporto: un forum di discussione. I moderatori avevano previsto uno thread per i link utili, solo che i partecipanti spargevano link dappertutto negli altri thread. Allora ho iniziato a bookmarkare sistematicamente quei link sparsi con delicious, taggandoli accessibility_of_elearning. Altri hanno fatto la stessa cosa.

    Esempio 2: in Diigo, Isabelle Jones ha creato il gruppo Resources for Languages. Siamo ora in 594 a condividere le nostre bookmark pertinenti all’insegnamento delle lingue con quel gruppo: per farlo, basta cliccare sul link “Share to a group” e scegliere quello giusto quando facciamo una bookmark Diigo.

    Esempio 3: quando il general-presidente Musharraf proclamò lo stato d’emergenza in Pakistan il 4 nov. 2007, censurando l’informazione, reprimendo violentemente le manifestazioni, i militanti dei diritti umani del collettivo People’s Resistance decisero di taggare tutte le informazioni che pubblicavano – foto su flickr, video su YT, blog post – CRISISPK. Però siccome avevano cose più urgenti da fare, ogni tanto si dimenticavano. Allora simpatizzanti fuori del paese ripassavano tutti i link da loro segnalati, bookmarkandoli con il tag CRISISPK. Il flusso RSS delle bookmark con questo tag veniva letto automaticamente in una pagina di Global Voices Online, che i militanti ma anche i media esteri potevano seguire per ottenere informazioni in tempo reale, o quasi.

  3. Andreas says:

    Marta 😀

    Mariaserena e Matteo
    Ecco sì, si tratta proprio di questo. Di imparare a riconoscere la libertà del web, finché c’è, di apprezzarla e di farne buon uso, ognuno nel modo che gli è più congegnale. È per questo che qui al massimo si suggerisce l’uso di uno strumento e ci si limita a fare un esempio.

  4. Mariaserena Peterlin says:

    Sfogliavo assonnata questi commenti (scusami Prof,è una cert’ora e per di più come puoi immaginare uso il web in modo del tutto casinaro e velleitario niente affatto scientifico e lo so, non ho scuse) quando… evviva! un dono del cielo! leggo Matteo che scrive “Ripeto, ho inoltre manie d’archivista, e credo che solo gli appassionati del Gadda che scrive L’incendio di Via Keplero (magnifico, leggetelo ” e… mi riappacifico anche con i bookmarking e diavolerie affini e apprezzo il link che rimanda al testo.
    Meraviglioso racconto, insuperabile mosaico vivo, folle, dinamico.
    Ecco io uso poco le diavolerie di cui sopra, penso che il bello del web sia che ci lascia questa libertà, però penso che conoscerne le dritte sia fondamentale e necessario.
    Matteo & Keplero mi hanno riconciliata.

  5. Marta Tilli says:

    Professore le assicuro che NON la voglio morto! E non pretendo che lei si ricordi tutto a memoria, vista la quantità di link e siti che le servono per il suo lavoro e anche per passione… Mi rendo conto che una cosa come delicious può servire un sacco a chi deve avere molti link e usare spesso il computer, come scrive Matteo e come è scritto nel trackback, forse è un po’ meno utile per chi internet non lo usa molto spesso, ma ho tempo per ricredermi e ‘convertirmi’! Comunque le ripeto, NON la voglio morto, e neppure stressato perchè deve ricordarsi milioni di link…

  6. Matteo says:

    Gli studenti che non si sentono attratti dall’uso dei bookmarks penso semplicemente che non ne abbiano (ancora) bisogno, perché è innegabile, come in effetti qualcuno ha già detto, che chi lavora abitualmente con il PC ne può trarre solo vantaggio, a maggior ragione se ha manie d’archivista come il sottoscritto, che, in un delirio borgesiano, pretenderebbe di aver memoria di tutto e non perdere niente dei propri approfondimenti culturali. Mi è capitato recentemente di dover riformattare il computer a causa di un virus e, benché non ne avessi che una cinquantina, mi ha comunque irritato il fatto di aver perso la memoria di tutti i link inseriti nei preferiti, per quanto, nel giro di breve tempo, sia comunque riuscito a riunirli nuovamente in una nuova lista. Ora, delicious ci offre in più la possibilità di condividere delle pagine del web e reputo questa funzione assolutamente preziosa, utile a curiosare, ad ampliare cose che ci interessano e a scoprirne di nuove. Ripeto, ho inoltre manie d’archivista, e credo che solo gli appassionati del Gadda che scrive L’incendio di Via Keplero (magnifico, leggetelo al sito: http://www.gadda.ed.ac.uk/Pages/journal/monographs/sarina/pdf/Keplertext.pdf)o l’Arbasino del Supereliogabalo possano capire appieno cosa significhi fare il pieno di tutto, fare memoria di tutto (o pretendere di farla). Una raccolta di bookmarks è ansiolitica per chi ha manie d’accolturazione, aiuta a combattere l’insonnia, incentiva intuizioni eterodosse. Più la raccolta è estesa, più si torna volentieri a casa. Voglio lanciare un nuovo tag, perché ho visto che finora non esiste su delicious: la FUFFA. Bene ragazzi, cominciamo a occuparci della FUFFA. Sotto FUFFA ci stanno siti bizzarri ma intelligenti, nozioni che si allontanano dai comuni sentieri per aprire scenari da Cacania Orientale. Mi occupo della FUFFA ormai da qualche anno e intanto ho raccolto insieme il blog sulla PSICOLOGIA CACOPEDICA e il sito di POPINGA e il sito di PAOLO ALBANI e infine quello del mitico FULVIO ABBATE. Sono tutti siti animati da FUFFOMANI. Andate a scoprirli, VE NE INNAMORERETE. Ciao!

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