Daily: quando le connessioni fioriscono …

Sociogramma 1 aprile 2011
Sociogramma 1 aprile 2011. I nodi rossi sono studenti di medicina, i nodi blu cyberstudenti, il nodo celeste è il docente. Una linea che congiunge due nodi significa che almeno uno dei due ha fatto almeno un commento ad un post dell’altro.

È esilarante la sensazione di dialogare con la creatura composita raffigurata qui sopra. Ancor di più sul cicaleccio di sottofondo di questo bar. Viva il free wireless! Mi piace scrivere in mezzo a questo caotico brulichio. Mi piace parlare con una creatura caotica, che diffonde voci così diverse. Mi piace tantissimo l’assenza di struttura precotta. Mi piace vedere strutture emergere dal caos. Mi piace infrangere le regole, in modo buono, e senza danneggiare nessuno. L’infrazione delle regole è uno degli strumenti essenziali della ricerca, di qualsiasi genere essa sia. E mi piace inventare regole per vedere come vengono infrante – ok Picchio, per vedervi sbottare in codesto modo. Sono molto utili le regole per questo!

Non c’è niente di sciocco e di non inerente a ciò che ho chiesto, Valeria, tutt’altro. Mi sono piaciuti molto i nessi che hai trovato con “Il piccolo Principe”!

Altrettanto azzeccata, dal mio punto di vista, l’immagine proposta da Riccardo di sistema auto-organizzato. Effettivamente, le idee intorno alla Teoria Generale dei Sistemi mi hanno influenzato non poco in passato.

“Il disordine è un ingegnoso ordine potenziale” commenta Fräulein Else all’interessante osservazione scritta in je l’ai vu. Di più. Il caos è creatore o, per chi preferisce, lo strumento del Creatore, per me è lo stesso. Il carbonio, gli atomi della vita, ed anche tutti gli altri sono prodotti nel caos stellare. L’universo crea organizzazione marginale al prezzo di smisurata cosmica disorganizzazione. Il combustibile di base della cellula è l’agitazione termica. Chi muoverebbe altrimenti la miriade di macromolecole all’interno della cellula? Schiere di operosi nanetti che spingono vagoncini pieni di molecole su di un’ordinata rete di binari? No, il motore caotico dell’agitazione termica.

“Il computer non è in grado di trasmettervi il lato emozionale della questione. Può fornirvi la matematica, ma non le sopracciglia.” dice il vecchio Frank Zappa – a proposito, la quantità di riferimenti musicali che stanno emergendo in questa blogoclasse mi manda in sollucchero. Verissimo. Il computer era, è, un accrocchio di plastiche, metalli vari e silicio. Tecnicamente, la grande novità di internet è l’indipendenza dalle infrastrutture di base: i substrati fisici lungo i quali vengono convogliati i nostri bit di pensieri sono molto diversi e in continua evoluzione (cavi, fibre ecc.) ma i protocolli software che li fanno viaggiare (TCP/IP ecc.) ci separano da essi e noi siamo liberi di comunicare, lavorare, immaginare, creare. Addirittura, le codifiche, standard e open, tipo xml, ci consentono di separare contenuto da forma, e così noi ci possiamo concentrare sul contenuto. Se vogliamo, possiamo anche lavorare sulla forma, ma esattamente nella misura che desideriamo. In questo momento, per esempio, sto pensando solo a quello che vi sto dicendo, e per la rappresentazione del testo mi affido al tema che ho scelto. Anzi, poiché volevo un certo tipo di tema, qualce mese fa ci ho lavorato una giornata. Ho lavorato un po’ sulla forma, perché trovavo questo funzionale per la trasmissione dei miei contenuti e ora è su questi che mi posso concentrare.

Così, la rete è diversa dal computer. È diventata cyberspazio, un luogo dove si comunica con una facilità mai vista. Quando io guardo nel cyberspazio non vedo computer, vedo pensieri, vedo menti.

Mariaserena, vede

che nella scuola (e in generale nel modo di comunicare sapere) la maieutica è già stata praticamente archiviata in favore dell’omologazione delle forme, dei tempi e dei modi di apprendimento, e che accade sempre più spesso di trovare le stesse citazioni o gli stessi concetti espressi e proposti come se fossero originali.

Vero. Invece ora abbiamo la possibilità di accedere direttamente alle idee, alle

fonti e farne esperienza originale e non mediata. Credo che le fonti vadano preservate e indicate come la genuina sapienza da cui iniziare, dissetati, un cammino proprio.
Anche a costo di cavarne l’acqua come da un pozzo; tirandola su con una cigolante carrucola.

Saper leggere ciò che emerge dal caos, vero o apparente che sia, è la sfida che oggi la complessità pone all’uomo. Saper risolvere innumerevoli, inevitabili, contraddizioni. Anche quelle piccine piccine, messe lì magari da un buontemponcello a mo’ di trabocchetto. Certo Claude! La metafora è uno strumento fondamentale della comunicazione fra umani. È motore dell’immaginazione. È il motore del pensiero matematico.

E tu poi aggiungi

… e che non è che si “coltivino” [le connessioni] in se per se: si approfondiscono facendo cose assieme.

Oh sì! Quando si coltivano, a volte fioriscono. Nel cyberspazio le connessioni fioriscono producendo collaborazioni.

Buona questa birra, alla vostra salute!

P.S. ah, non scambiate questi riferimenti per una classifica dei “bravi”. Se facessi delle compilazioni “serie” non riuscirei a comunicare nulla, schiacciato dalla quantità. Utilizzo i pretesti che trovo per dipanare il filo del discorso. Avrete ormai capito che preferisco andare a ruota libera …

One thought on “Daily: quando le connessioni fioriscono …

  1. Mariaserena Peterlin says:

    Il valore aggiunto del bluff è che accade di bluffare ma anche no, è inoltre quello di sparigliare, ma anche sì.
    Frase nonsense da sabato pomeriggio?
    Può darsi, non si può sempre dire tutto chiaro chiaro. Ma anche provare.
    Dunque, adesso che ho fatto ancora più ca…osss posso dire che quando è iniziato il discorso sul social bookmarking, io da apprendista strega casinara ho provato a capire bene, ma poi mi sono impantanata, avevo pochissimo tempo e mi son detta: “a Serè, ma che t’importa? tu ti sei avventurata su Internet per scrivere, e di solito ti riesce anche; hai la fissa di produrre post e di dialogare, di giocare con le parole e qualche immagine… continua a fare quello che ti piace, e poi si vedrà; quando avrai bisogno di questo socialbookmanrking lo studierai; usa bene il tempo.”
    Bluff puro… sparigliamento, tutto sommato, modesto.
    E così è stato. Ho veleggiato tranquilla lungo le mie rotte solite accostando a tratti per fermarmi a curiosare.
    Oggi avevo un po’ di tempo in più e ho riletto più attentamente e compitato … “Molti di voi conosceranno i bookmarks, o preferiti, gli indirizzi delle pagine web che volete ricordare e che il vostro browser, o navigatore, (Firefox, Mozilla, Chrome, Internet Explorer, Safari, Flock, Opera e tanti altri) vi consente di memorizzare e catalogare.” (nel post di Andreas)
    Mi si è aperto il sipario… sono andata a cliccare le mie stelline dei “preferiti” e altre diavolerie di segnalibri disseminati nelle mie pagine e ho capito. Sono piena di preferiti, anzi ne devo cancellare un po’.
    Certo il mio uso del mezzo pc è un po’ quello dei primati della scena iniziale di 2001 Odissea nello spazio (http://www.youtube.com/watch?v=sQA1aAJctEU)
    Ma … so fare anche alcune marmellate e continuo.

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