Bloggando un saluto multimediale :-)

No via, non va… L’applicazione WordPress per Android offre la possibilità di fare un video e bloggarlo ma sembra proprio che in realtà  WordPress quel formato video non lo digerisca. E poi obiettivamente i video sono troppo corposi per la banda della nostra telefonia mobile. Allora, tornato a casa – con il wireless – ho caricato il video su YouTube per postarlo come usuale. Ma la cosa è molto meno succosa, in tragica differita…

Apriamo il blog #ltis13

Locandina del connectivist Massive Open Online Course: Laboratorio di Tecnologie Internet per la Scuola - #LTIS13

Vota nel sondaggio seguente quando riterrai di avere completato l’attività descritta in questo post e vorrai andare avanti.

Chiedo di aprire un blog a tutti coloro che vogliono continuare a partecipare pienamente al laboratorio. Lo chiedo a maggior ragione a coloro che sono o potrebbero essere interessati al conseguimento dei CFU. Comunque, essendo il laboratorio libero e aperto, anche coloro che non vogliono aprire un blog possono continuare a partecipare,  in tutte le maniere possibili, non escluse quelle dei troll.

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Per coloro che vogliono saltare in corsa su #ltis13

Sei appena arrivato? Vuoi saltar su in corsa? Lo puoi fare ma rammentati che  siamo in 472. È naturale che tu debba fare un po’ più di fatica. Ma ce la puoi fare. Ti consiglio di leggere con calma tutti i post dal primo all’ultimo, che per facilitarti ho elencato qui. Non ho il coraggio di farti leggere tutti i commenti… esplorali senza ansia.

Quando poi arrivi al punto di avere creato il tuo blog, iscrivilo con questo modulo. Una sola volta! Se hai dei dubbi per favore scrivimi un’email anziché fare una seconda iscrizione. Questa è l’email: andreas(PUNTO)formiconi(CHIOCCIOLA)gmail(PUNTO)com.

#loptis – La bacheca

Rimane sempre in cima, i post iniziano sotto

 


Iscritti alla newsletter: 562
di cui iscritti dopo il MOOC #ltis13: 178



Per i nuovi arrivati impazienti, in estrema sintesi:

  1. Iscriversi al laboratorio con questo modulo
  2. Iscrivere – anche successivamente – il proprio blog, con il modulo in fondo al post Apriamo il blog

Che sta succedendo?

In dicembre-gennaio le attività sono concentrate sull’insegnamento di Editing Multimediale per il III anno del Corso di Laurea in Metodi e Tecniche delle Interazioni Educative della Italian University Line.

Per quanto riguarda la PirateBox, in collaborazione con un gruppo di studenti di Informatica e dell’ISIA, stiamo lavorando a una rivisitazione delle funzionalità e del design, cercando di rispondere ai feedback dei partecipanti all’iniziativa PirateBox (citata qui sotto) nonché di allargare lo spettro di utilizzo di questa tecnologia.


Lavori in collaborazione

  • Il 28 giugno scorso ha preso le mosse l’operazione “PirateBox in classe”. La PirateBox è un un piccolo e economico router che consente di realizzare una rete privata per la condivisione locale di risorse. L’iniziativa in questione si focalizza sulla condivisione dei materiali didattici in classe. I dettagli nei relativi post. Fino ad ora ho fabbricato e distribuito 40 PirateBox.
  • Traduzione collaborativa di un articolo sull’espansione della zona di capacità riflessiva di un gruppo di insegnanti – completata ma perfezionabile (21 febbraio 2014).
  • Raccolta di pratiche tecnologiche a scuola – pagina wiki

Per gli studenti di Editing Multimediale #edmu14

In questo momento non sono in aula in http://www.iuline.it


Le domande generiche sul laboratorio possono essere poste commentando questa bacheca.

Non solo luci #ltis13

Locandina del connectivist Massive Open Online Course: Laboratorio di Tecnologie Internet per la Scuola - #LTIS13

Non vi ho chiesto di iscrivervi a nulla, eccetto una mera email per partecipare al laboratorio. Qui si vuole promuovere la conoscenza degli strumenti liberi, degli standard aperti. Si vogliono mostrare gli interstizi liberi, ignorati o disdegnati da erbivori confinati in recinti fatti di ignoranza, comodità e facilità. Ma quegli interstizi potrebbero facilmente prevalere, se solo venissero popolati, come il sacchetto che conquista la terza dimensione quando viene soffiato. La consapevolezza del valore della libertà è il fondamento della società civile. Libertà dal cappio del mercante avido, del controllo invasivo del potere ipocrita, del comodo conformismo.

Operare negli interstizi del cyberspazio è possibile ma richiede competenze e motivazioni che i più non hanno. Non mancano circoli di virtuosi che riescono a navigare e lavorare senza sporcarsi le mani, ma sono radi, circoli di esperti che finiscono col rimanere isolati nella loro torre d’avorio. Per chi se ne intende, frequentarli è goduria. Poi torni a casa, vai in classe, o anche al bar, e vedi che il popolo è altrove. A che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca?

Allora sporchiamocele, ma sapendo che ce le stiamo sporcando, che ci sono prezzi da pagare, talvolta rischi da correre. Nei prossimi giorni apriremo i blog, è impossibile non sporcarsi le mani: faremo degli account: affideremo qualche nostro dato ad un database gestito da terzi. Ma proporremo una manciata di opzioni, cercando di farlo in maniera ragionata.

Evitiamo per favore le guerre di religione, le partigianerie, che abbondano intorno a questi temi. Sappiamo che siamo tutti diversi, ognuno con la propria sensibilità e la propria unica prospettiva, e conosciamo il valore inestimabile della diversità. Non si giudicano i comportamenti qui, si vuole essere consapevoli del contesto, poi ognuno si rimbocchi le maniche e lavori come meglio crede.

Oggi propongo due letture, poi muoveremo il prossimo passo.

La prima lettura è un racconto di Cory Doctorow (ha già fatto capolino in una discussione). Doctorow scrive di fantascienza ma i suoi racconti non narrano di colonizzazioni spaziali bensì di colonizzazioni cyberspaziali. Per inciso il suo caso è interessante anche perché riesce a incrementare energicamente le vendite dei suoi libri distribuendoli liberamente in internet: regalando molto nel cyberspazio vende molto nello spazio. Interessante, no?

In questo link trovate la traduzione in italiano, scaricabile anche in versione pdf, da stampare o portare su un lettore per leggerlo più comodamente.

La seconda lettura è un breve pezzo che utilizzo da diverso tempo con gli studenti di medicina, ventenni, ormai abbondantemente nativi digitali ma quasi sempre del tutto ignari della questione. Lo riporto qui sotto con qualche piccolo aggiornamento.

Nota bene: questo NON è un post su Facebook. L’ho preso ad esempio solo perché è ben noto ai più. Le considerazioni svolte riguardano, in misure e modi differenti, tutti i servizi Web in qualche maniera “social”: i vari GoogleCosi che richiedono un’iscrizione a Google, Gmail, GoogleDocs, Google+ e via dicendo, poi Twitter, Linkedin, eccetera.

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CHOCOLAT 3B Podcast – #ltis13

Locandina del connectivist Massive Open Online Course: Laboratorio di Tecnologie Internet per la Scuola - #LTIS13

Logo feed in salsa podcasting

Prendete un aggregatore e usatelo con feed riferiti a contenuti diffusi periodicamente da una fonte qualsiasi, come ad esempio i programmi di una radio: avete fatto un podcast.

Etimologia controversa:

1) Personal On Demand broadCASTing [1]

2) iPOD broadCASTing

Adottate quella che preferite, l’importante è che abbiate afferrato il concetto: se non vi è chiaro costruitevelo intorno all’idea di matrimonio fra radio e internet.

Nel video seguente un esempio concreto.


CHOCOLAT 3B Podcast

La seconda persona che si è iscritta a questo laboratorio, il 3 aprile,  è Luca Piergiovanni – Ma che ci fa qui, ne sa più di me! – ho subito pensato. Ma una frazione di secondo dopo: – Fermo! Che fortuna!

Il luogo è quello della condivisione delle pratiche didattiche, uno dei fondamentali di questo villaggio. Si introduce qui, grazie a Luca. Vi affido al suo sito. Esploratelo.

testata del sito chocolat 3b podcast di luca piergiovanni


[1] Broadcasting: radiodiffusione, telediffusione.

Le voci degli ultimi – #ltis13

Locandina del connectivist Massive Open Online Course: Laboratorio di Tecnologie Internet per la Scuola - #LTIS13

Simbolo feed
Simbolo feed

Anche questo non è il passo successivo. Per comunicare se vi sentite pronti  usate l’ultimo sondaggio.

Aggiungo un bell’esempio di giornalismo partecipativo, GlobalVoices (ho messo il link alla versione in italiano, sono disponibili molte altre lingue oltre all’inglese):

Global Voices è una rete internazionale di cittadini che informano tramite i social media e il giornalismo partecipativo, traducendone e rilanciandone i contenuti…
Global Voices Online è un progetto globale senza fini di lucro centrato sui citizen media, ideato presso il Berkman Center for Internet and Society della Harvard University (Boston, USA), gruppo accademico di ricerca sul rapporto tra Internet e società. Dall’autunno 2008 Global Voices opera in maniera indipendente, registrato come ente non-profit in Olanda…
Il seguito qui

GlobalVoices è uno dei riferimenti più importanti nel mio aggregatore, perché consente di ricevere voci da luoghi e comunità che, a causa delle condizioni di disagio organizzativo o del regime politico, spesso dittatoriale, non arriverebbero mai al pubblico attraverso la mainstream information: quotidiani, televisioni eccetera.
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Ok, qualcosa su Piratepad – #ltis13

Locandina del connectivist Massive Open Online Course: Laboratorio di Tecnologie Internet per la Scuola - #LTIS13

Insomma, Piratepad io l’avevo solo menzionato, in fondo al post Una domanda, un compito e un’esplorazione, ma chissà come mai molti si sono messi in testa che usare Piratepad fosse un compito!

Pensavo di introdurlo fra aprile e maggio, come uno spazio con tavoli e sedie, attrezzati con carta e colori, dove si possono organizzare riunioni o coordinare insieme un lavoro

Ma la pressione della vostra curiosità è un valore, quindi anticipo qualcosa, cucendo risposte che ho dato alla spicciolata.

Continua a leggere…

A coloro che temono di perdersi qualcosa – #ltis13

Locandina del connectivist Massive Open Online Course: Laboratorio di Tecnologie Internet per la Scuola - #LTIS13

A coloro che temono di perdersi qualcosa

Fanciullo venni in confidenza col disegno e mi parve di potermi esprimere solo con quello. La maestra vide riconobbe e incoraggiò. Il resto della scuola chiuse subito quella porta – successivamente non glielo permisi più. Una ventina d’anni dopo – questa l’estensione della mia disintossicazione scolastica – ripresi a leggere il mondo col disegno. Un artista piuttosto noto, uomo sapiente incontrato per caso, di quando in quando esaminava con benevolenza i miei vagiti.

Un giorno invece dei disegni gli feci vedere le foto che ne avevo fatto, perché li avevo regalati a qualcuno. Mi fulminò con gli occhi e mi chiese:

– Perché?
– Per non dimenticare… – risposi con un filo di voce…

Gettò con rabbia le foto che avevo sul tavolo e si volse verso la finestra, mormorando:

– Dimenticare… dimenticare…

Raccattai in silenzio i cocci e sgattaiolai dalla porta. Presi a vagabondare per le vie rimuginando, intuendo qualcosa. Ci ho messo anni a capire. La capacità di dimenticare è una componente fondamentale dell’intelligenza. La memoria di un computer è utile ma stupida. L’intuito vola sui filtri della mente.

Non abbiate timore di perdervi qualcosa, seguite le tracce che vi incuriosiscono, perseverate su quelle, comunicate con coloro che seguono le medesime tracce.

La conoscenza e la competenza non emergono dai manuali d’istruzioni ma dall’esplorazione e dalla pratica quotidiana.

 

Come seguire le fonti in internet – II – #ltis13

Locandina del connectivist Massive Open Online Course: Laboratorio di Tecnologie Internet per la Scuola - #LTIS13

Simbolo feed
Simbolo feed

Questo non è il passo successivo. Per comunicare se vi sentite pronti  usate il sondaggio del post precedente. Per dare modo a tutti di mettersi in pari con le attività che vado proponendo, senza lasciare troppo inattivi coloro che le hanno già completate, intercalo, quando ci riesco, il flusso delle proposte con degli articoli che svolgono il ruolo di approfondimenti degli argomenti precedenti, o anche di preparazione dei prossimi.

Vi ho proposto di usare un aggregatore – RSSOwl o un’altra applicazione, BlogLines o un altro servizio web – per seguire facilmente gli aggiornamenti su questo blog, siano essi nuovi post o commenti fatti da chicchessia.

In questo post, che recupero e rinfresco da una versione precedente, vi mostro invece come un aggregatore possa essere utilizzato per seguire fonti di ogni tipo, con particolare riferimento alla stampa quotidiana. Successivamente potremo scoprire altri impieghi, magari ne scoprirete alcuni voi.

Le immagini che trovate in questo post si riferiscono a edizioni dei giornali degli anni scorsi, le grafiche e i layout dei quali possono essere cambiate. Questo non inficia il senso del discorso e i riferimenti ai feed nelle varie fonti li potete trovare voi stessi.

La selezione e l’ordine di apparizione di alcune testate giornalistiche nel post non hanno a che vedere con le mie opinioni personali. Il criterio che avevo seguito e che seguo è quello di rappresentare una pluralità di casi. Anzi, i metodi web che stiamo proponendo possono avere proprio il valore di consentire un equilibrato approvvigionamento di fonti anche molto diverse, per ispirazione politica, per origine nazionale o cosmopolita, per maggiore o minore innovatività.

Continua a leggere …

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