Come seguire le fonti in internet – II – #ltis13

Locandina del connectivist Massive Open Online Course: Laboratorio di Tecnologie Internet per la Scuola - #LTIS13

Simbolo feed
Simbolo feed

Questo non è il passo successivo. Per comunicare se vi sentite pronti  usate il sondaggio del post precedente. Per dare modo a tutti di mettersi in pari con le attività che vado proponendo, senza lasciare troppo inattivi coloro che le hanno già completate, intercalo, quando ci riesco, il flusso delle proposte con degli articoli che svolgono il ruolo di approfondimenti degli argomenti precedenti, o anche di preparazione dei prossimi.

Vi ho proposto di usare un aggregatore – RSSOwl o un’altra applicazione, BlogLines o un altro servizio web – per seguire facilmente gli aggiornamenti su questo blog, siano essi nuovi post o commenti fatti da chicchessia.

In questo post, che recupero e rinfresco da una versione precedente, vi mostro invece come un aggregatore possa essere utilizzato per seguire fonti di ogni tipo, con particolare riferimento alla stampa quotidiana. Successivamente potremo scoprire altri impieghi, magari ne scoprirete alcuni voi.

Le immagini che trovate in questo post si riferiscono a edizioni dei giornali degli anni scorsi, le grafiche e i layout dei quali possono essere cambiate. Questo non inficia il senso del discorso e i riferimenti ai feed nelle varie fonti li potete trovare voi stessi.

La selezione e l’ordine di apparizione di alcune testate giornalistiche nel post non hanno a che vedere con le mie opinioni personali. Il criterio che avevo seguito e che seguo è quello di rappresentare una pluralità di casi. Anzi, i metodi web che stiamo proponendo possono avere proprio il valore di consentire un equilibrato approvvigionamento di fonti anche molto diverse, per ispirazione politica, per origine nazionale o cosmopolita, per maggiore o minore innovatività.

Supponiamo che io sia un tranquillo cinquantenne che si compra tutte le mattine il suo giornale. Un bel giorno qualcuno mi dice che quel medesimo giornale si trova anche su Internet, la cosa mi incuriosisce e vado a vedere. Potrebbe per esempio essere questo

libero

Scopro che ci sono molte notizie ma non tutto quello che si trova nella versione cartacea, a meno che non faccia l’abbonamento, seguendo per esempio uno dei link che ho evidenziato. La novità interessante è che si può fare sia l’abbonamento alla versione cartacea che ad una versione elettronica, sfogliabile sul PC o in un’app sul tablet, scaricabile in formato pdf. Provate a seguire i link per vedere di che si tratta, potete anche farvi un’idea delle differenze di costo.

More about Illusioni perduteLa cosa mi interessa ma, si sa, è un po’ un problema in tutto il mondo, i giornali hanno un padrone e non è sempre facile leggere dentro alle notizie, se n’era già accorto Balzac all’inizio dell’800, forse ora dalle nostre parti è ancora peggio …

E allora che faccio? Vado a vedere anche un giornale per così dire di segno opposto, per esempio questo:

repubblica

Ecco, qui posso vedere le stesse notizie “dall’altro lato” e se voglio posso fare l’abbonamento alla versione elettronica anche qui.

Certo, queste versioni web dei giornali sono stipate di titoli, immagini, notizie, annunci, pubblicità, link e di tutto e di più, condensato con una densità pazzesca. Faccio fatica a trovare quello che mi interessa, magari desidero essere informato solo su alcuni temi ma ogni giornale li comprime nello spazio disponibile a modo suo. Diventa faticoso e irritante …

Qualcuno, magari un figlio impietosito vedendomi annaspare in questo mare di informazioni, mi informa che esistono i feed RSS e mi mostra come funzionano.

Mi spiega anche che i siti più ricchi, come quelli dei quotidiani, offrono feed distinti per categorie di notizie distinte. Come per esempio si può vedere in fondo alla pagina principale di Libero:

feeds libero

Talvolta le categorie sono ulteriormente suddivise, si tratta di andarle a cercare e non è sempre immediato. Per esempio in Repubblica, bisogna entrare nelle singole sezioni. Supponiamo che ci interessi il feed delle notizie di scienze: repubblica scienzefeed repubbl scienzeEbbene, se seguiamo questo link, nell’angolino in fondo a destra (!) troviamo il feed che ci serve.

La cosa si è fatta interessante e mi vien voglia di aggiungere altri giornali. Mi rendo conto che tutte le testate del mondo, anche le più famose, si stanno sforzando di recuperare online ciò che stanno perdendo inesorabilmente con le tradizionali versioni cartacee.

Trovo che Don Tapscott, il famoso autore (insieme a Anthony D. Williams) del best seller Wikinomics, in un recente e molto discusso articolo, Colleges Should Learn From Universities’ decline, dà per scontato che l’era dei giornali stia volgendo al termine, almeno nella forma nella quale li abbiamo conosciuti sino ad oggi. Cita vari casi di importanti giornali statunitensi che sono già scomparsi e racconta come per esempio il New York Times abbia svariati milioni di lettori ma solo una minoranza di questi acquisti la copia cartacea e come i suoi profitti vengano principalmente dalla pubblicità sulla versione stampata. Il problema cruciale di tutte le testate: quale nuovo modello di business? Forse le app sui tablet? vedremo…

newsp dead watchScopro addirittura che esiste un blog che funge da osservatorio della morìa di giornali e la cosa interessante è che il suo autore, Paul Gillin, non è un giovane entusiasta delle nuove tecnologie bensì un anziano signore che ha fatto il giornalista per 25 anni, i primi 17 dei quali su giornali convenzionali, e che dichiara di amare proprio nella tradizionale forma cartacea.

Paul Gillin sostiene che alla fine il 95% dei giornali americani convenzionali spariranno e che sulle ceneri di questo disastro economico risorgerà un nuovo tipo di giornalismo nel quale l’aggregazione da fonti plurime e i contenuti generati dai lettori medesimi giocheranno un ruolo primario.

In effetti, se da un lato le testate giornalistiche tradizionali annaspano, allo stesso tempo stanno emergendo numerose forme alternative, direi quasi ibride. Per un certo tempo le notizie che trovo su questo fenomeno sono tutte di origine straniera ma poi scopro che anche da noi sono comparse delle realtà interessanti.

Ne trovo alfine una che non viene dall’altra parte del mondo, anzi, è proprio locale, si potrebbe dire dietro l’angolo, e si chiama l’Altracittà: un laboratorio di giornalismo dal basso, libero e indipendente.

È un vero e proprio giornale perché viene anche stampato ma la cosa interessante è che chiunque può contribuire con un articolo.

altracitta

E questa è una cosa interessante perché c’è tanta, troppa distanza fra tutto ciò che è istituzione e quello che è la vita delle persone, con i loro reali e cogenti problemi.

Anche dal punto di vista tecnico la versione online di l’Altracittà è interessante perché sfrutta efficacemente le potenzialità del web. Per esempio è anche un blog, infatti gli articoli si possono commentare.

Questo per mettere in guardia coloro che, scolasticamente, riducono il mondo in categorie rigide, che presto si rivelano luoghi comuni e deboli, se non fallaci, descrizioni della realtà. Nei più la parola blog attiene all’idea di diario intimistico o a scritti di autori sconosciuti e quindi poco affidabili. Questa è una visione miope, meglio sarebbe ignorare del tutto il fenomeno.

Il blog oggi è una forma di comunicazione declinata in innumerevoli varianti, molte delle quali sono prettamente professionali. Un esempio è la succitata testata Altracittà, un altro esempio di grande successo è il Fatto Quotidiano, un giornale sia cartaceo che online che nei blog di tanti autori professionisti dell’informazione, e non solo, trova l’ingrediente principale. Un sempre maggior numero di grandi giornalisti vicaria la propria produzione giornalistica con un blog. Per esempio, in un post intitolato I signori della scarsità, ho tradotto un articolo che George Monbiot, giornalista del Guardian, aveva pubblicato sulla sua testata ma anche nel proprio blog. Uno dei valori aggiunti della versione sul blog sta nel fatto che questa è arricchita da un’accurata descrizione delle fonti. Un fatto molto importante questo.

Vedete? Laddove il blog viene comunemente associato all’idea di inaffidabilità delle fonti si rivela invece uno strumento che contribuisce proprio alla credibilità dei testi.

Invito a leggere il testo di Monbiot, nel post che vi ho indicato, perché concerne un aspetto cruciale della letteratura scientifico e implica quindi una riflessione sul concetto di autorevolezza.

Per ampliare e aggiornare il panorama delle fonti possibili, cito un esempio davvero bello di come un blog possa essere usato per creare una comunità di pensiero dal basso e al di fuori di ogni inquadramento istituzionale. Un professore di economia, Alberto Bagnai, che usa il web per insegnare, forse nel modo più bello e efficace che si possa immaginare. Il suo blog, Goofynomics, può funzionare come un vero e proprio corso di economia di base che viene però realizzato mediante un dialogo continuo intorno ad un tema di grande rilevanza e attualità. A questo punto non è una risorsa semplice da consultare, data la ricchezza della sua pur breve storia. Va quindi consultato con attenzione ed è per questo che il link che ho proposto punta ad un post di istruzioni per l’uso che l’autore ha molto lodevolmente offerto.

Altro che diario intimistico! Questo è uno straordinario esempio di come un uomo di grande competenza e cultura possa utilizzare i mezzi moderni senza indulgere in inutili effetti speciali ma solo al servizio dello sviluppo del pensiero critico.

Anche qui, attenzione: in questo contesto propongo una risorsa a prescindere dalle mie personali opinioni, che qui sarebbero off-topic. Mi interessa mettere in evidenza l’impiego intelligente dello strumento e quanto ricca e composita possa essere oggi la “rassegna stampa” che ciascuno di noi si può confezionare su misura, con un po’ di accortezza e intelligenza, in piena libertà e autonomia.

78 thoughts on “Come seguire le fonti in internet – II – #ltis13

  1. Emanuela Pulvirenti ha detto:

    @fescar
    Mi hai fatto venire un’idea! Provare a far fare in parallelo ai nostri studenti quello che stiamo facendo qua. Magari a loro aggregatori e blog possono servire per altri scopi, ma sarebbe interessante provare a spiegare quello che stiamo apprendendo: ho sempre pensato che il miglior modo di imparare sia proprio insegnare!

  2. Anonimo ha detto:

    Ho pensato che per stasera, dopo il lavoro di recupero delle attività precedenti, aggiorno Bloglines con qualche feed e poi procedo – credo – con la pubblicazione di quanto scritto nel blog. Non ho letto tutti i vostri commenti, ma saltando qua e là mi è sembrato di capire che entusiasmo e voglia di confrontarsi ce ne sono in abbondanza. Un corso “massivo” può dare l’idea di essere un po’ confusionario, caotico – per riprendere il concetto – ma il bello credo sia proprio questo: ognuno di noi prenderà e approfondirà quella parte che gli manca. Meglio di così! 🙂

  3. dallomo antonella ha detto:

    Fatto, piratepad si rivela uno strumento prezioso e utile, pressochè indispensabile per file collaborativi e di condivisione. Sto correndo per recuperare, ma quando sarò in pari potrò gustarmi meglio la presenza e i commenti di tutti, ognuno prezioso per cogliere il clima e diventare noi stessi dentro questo luogo, partecipativi nel modo migliore

  4. dallomo antonella ha detto:

    Piaratedpad lo esploro domani, oggi sono troppo stanca, anche se felice; il corso è bello, di più, bellissimo…
    Gli aggregatori non li avevo mai capiti, ma ne sentivo la mancanza, intuitivamente.
    Ho già sperimentato per poco tempo la scrittura collaborativa, è utilissima per unire nel miglior modo possibile e nel minor tempo utile le risorse di più persone (meglio se non moltissime) che si uniscono intorno ad un unico progetto.
    Per ritrovare quel che si è lasciato all’inizio un pò ci si deve orientare, ma poi imparata una cosa rimane per sempre, come quando si impara ad andare in bicicletta…
    Comunque il bello degli strumenti messi in rete non sono gli strumenti in sè, ovviamente, ma l’occasione di migliorare e migliorarsi…anche divertendosi tra un apprendimento e l’altro, ciao a tutti e grazie a tutti…,

  5. Antonio ha detto:

    Buongiorno a tutti,
    è il mio primo commento. Utilizzavo Liferea come aggregatore. Seguendo un commento precedente ho installato feedly sul computer e su tablet per averli sempre sincronizzati. Ho sempre qualche dubbio sulla privacy dato che si richiede l’utilizzo dell’account google per la connessione. Anche per questo, seguendo i post di Andreas, ho impostato DuckDuckGo come motore di ricerca.
    Bello il percorso anche se difficile da seguire visto il poco tempo a disposizione.

  6. erricamar ha detto:

    …Anche x leggere un giornale, bisogna avere le antenne…il rischio è poi demoralizzarsi o non interessarsi…e, leggendo sempre meno, si finisce come dei marziani nel proprio “tempo”…Forse uno spiraglio di luce…

  7. Christian Mazzeo (@MazzeoChristian) ha detto:

    Ciao a tutti,
    è il mio primo commento e ne approfitto per presentarmi, mi chiamo Christian, sono un operatore sanitario appassionato di tecnologia e informatica e molto molto curioso….
    così incuriosito da questo nuovo modo di apprendere e fare formazione eccomi qua a sperimentare e a imparare cose nuove…
    in questi primi giorni mi sono limitato a fare il “guardone” leggere leggere leggere e vedere cosa succede, mi piace molto l’idea di essere in un villaggio in costruzione, mi piace molto l’impostazione data dal prof. ma ancora di più mi piacciono i commenti di chi segue il corso, danno sempre molti spunti di riflessione…
    riguardo agli aggregatori, utilizzavo da tempo Google Reader e Flipboard su iphone/ipad, ma leggendo i vari commenti qualcuno ha parlato di feedly e…. zac, mi sono precipitato a provarlo e mi sono convertito ad un nuovo aggregatore, universale con le app apposite per tablet e smartphone e molto più intuitivo….
    quindi per chi oltre a quelli suggeriti dal prof. volesse divertirsi a provare anche altre soluzioni lo consiglio.

  8. luigi-fi ha detto:

    M’è arrivata una mail di iamarf, ma non l’ho nemmeno letta, spesso sono ripetitive; poi c’è il giocattolo nuovo del gufo, guardo lì. Così ho fatto stamani. Nessun grassetto. Non mi convince. Clicco su iamarf. Non appare niente di nuovo. Allora provo sul blog e trovo il messaggio “le voci degli ultimi”, che non avevo nè letto nè visto altrove. Non mi serve altro come soddisfazione. Di piratepad mi basta sapere che esiste, ma per ora non mi interessa. Molto indicativa dello stile del prof l’affermazione “ci piace più la libertà della comodità”. Di primo impatto riportandola ai miei corsisti credo la invertirei. Ma pensandoci meglio è sbagliato oltre che ingeneroso. Quando uno sta facendo un corso di diritto o di economia, e fa già fatica per la scarsa confidenza con la definizione esatta dei termini tecnici, disabitudine allo scrivere, magari infelici esperienze scolastiche precedenti che lo rendono insicuro, per il tempo scarso, non è il caso di complicargli ulteriormente la vita. Sarebbe come se, usando i tradizionali libri di testo, non darglielo intero, ma a pezzi, che deve cercarsi qua è là in una sorta di caccia al tesoro. Nella migliore delle ipotesi mi manderebbe giustamente a quel paese, nella peggiore penserebbe che quello inadeguato è lui.

  9. sabina ha detto:

    Prof,
    Ho provato Pulse su iPad e mi sembra che funzioni.
    anche su telefono dal quale sto scrivendo.
    La visione a mosaico mi sembra pratica
    Avrei altro da dire e leggere ma mi trovo fuori casa e non ho tempo
    alla prossima

  10. Letizia ha detto:

    Molto interessante questo post, come gli altri del resto. Si apre un modo sempre più ampio, utilizzando i giusti strumenti che il prof. ci sta illustrando.

  11. Oscar Wigder ha detto:

    Mi sembra alquanto interessante la possibilità di poter usufruire facilmente delle innumerevoli possibilità e notizie forniteci dai vari giornali senza doverci raccapezzare troppo. Grazie mille per le informazioni utili.

  12. Nicoletta Farmeschi ha detto:

    Sono arrivata fin qui e ho letto di come dovrei essere capace ad usare i feed. Finora non l’ho mai fatto in modo così trasversale, forse perché ho sempre un po’ paura di perdermi qualcosa, ma certo nel mare magnum si perde chissà quanto senza saperlo…
    Provo a fare abbonamenti feed incrociati …e resto ad aspettare per vedere che succede..
    I feed questi strani aggeggi, come nodi al fazzoletto, come calamite del web per particelle di un solo tipo…
    A presto!
    Nicoletta

  13. carlimoretti ha detto:

    Ho fatto tutto. Letto molti post del blog di economia che hai indicato (molto interessante) e iniziato ad aprire altri feed di quotidiani. Forse ce la posso fare 😉

  14. Roberta B. ha detto:

    Molto interessante. Conoscevo già gli aggregatori ma li ho utilizzati raramente. Adesso ho installato anche un’app sull’Ipad.

  15. Laura Antichi ha detto:

    Interessante il rapporto tra giornale e Blog. Basta per la fondazione reciproca di credibilità? Sicuramente c’è una bozza di fenomeno sociale, che tenta di farsi breccia come negli ebook, che sono in questo senso forse maggiormente lanciati. Comunque il giornale on line è ottima cosa.

  16. Angela Iaciofano ha detto:

    @C’era l’H – OFF TOPIC
    Ho scaricato la tua Tesi-eBook, la leggerò nel fine settimana.
    Hai provveduto da sola al formato epub?

  17. profmatu ha detto:

    Grazie Andreas, molto chiaro ed interessante. Conosco gli aggregatori da molto tempo, ma non sono mai riuscito ad appassionarmici, nonostante condivida le utilità che hai ben sottolineato… immagino sia perché non li ho “capiti” bene… faccio con piacere questo nuovo tentativo con RSSOwl insieme al “villaggio” con la speranza di trovare una mia strada… Una domanda per concludere: Inserire troppi feed nel nostro aggregatore può risultare negativo (confondere)?

    Buonanotte, Maurizio.

  18. Manuela ha detto:

    Interessanti gli spunti di riflessione proposti da questo approfondimento…Grazie Prof!
    Uso i feed rss ormai da qualche anno per tenere sott’occhio i miei blog preferiti e per leggere i quotidiani. Per questo mi sono spaventata quando ho saputo della chiusura di Google Reader…
    Ho combattuto un po’ con Feedly (mi dava errore quando tentavo di iscrivere questo sito) ma poi sono riuscita nel mio intento… Adesso i feed sono a posto, devo solo mettere un po’ in ordine e abituarmi alla nuova interfaccia…

  19. luigi1957 ha detto:

    trasferiti i feeds su bloglines anche se ho qualche problema di visualizzazione …
    non capisco perchè non mi riporti anche i miei post?
    chi mi dà un help?
    buona notte
    Luigi

  20. paola ha detto:

    HELP. ho ancora problema con il trasferimento di feeds. Finalmente sono riuscita ad aprire un account su bloglines. Cancellato i dati preimpostati e aperto la voce “aggiungi feed”. Copiato l’indirizzo dalla pag iamarf; su bloglines compare questa scritta: “un errore non gestito è stato restituito dal server”. Ho poco tempo disponibile e, a questo punto, una discreta ansia (non sono riuscita neanche dopo vari tentativi con rossowl; considera che ho un mac che non mi è familiare perché lo uso da poco). CHE DEVO FARE ORA? inizio a sentirmi molto idiota

    1. Francesco Valotto ha detto:

      @Paola 43: così a occhio su Bloglines una volta eliminati i contenuti preimpostati devi prima crearti un “contenitore” nuovo al quale associare l’indirizzo di iamarf prima di dargli l’ok. Aveva dato lo stesso errore “non gestito” anche a me al primo tentativo e poi è andato liscio

  21. luigi1957 ha detto:

    davvero molto interessante lo spunto e le riflessioni … da vecchio maestro però mi chiedo quali teste preparare o meglio teste a cui dare strumenti di libertà e condivisione, meglio, comunione, per entrare in questo “mare”? e se anche qui, in questo mondo dal basso che “genera” pensiero rimanesse l’annoso errore del doppio percepito, senza rendersi conto che costituisco gli oggetti della mente con operazioni discrete e positive? sarebbe costruzione di conocenze o schiavitù di informazione? questo è oltre il nodo, importante, della proprietà delle conoscenze? bisogna guardare il cubo di Necker per vedere altre facce dello stesso? siamo nel mare o nella palude dell’illusione di una maggiore democrazia di pensiero?
    forse ho solo bevuto un amaro troppo forte? per ribellarsi alle proprietà indecenti della conoscenza c’è un passpartout semplice e disarmente anche gli accademici arroccati sulle loro posizioni e pretenziosi di possedere la verità: conoscere gli atteggiamenti della mente, della propria mente.
    ho il sspetto di aver detto un po’ di s…….e
    buona notte a domani

  22. Sandramtt ha detto:

    E’ successo tutto oggi: conferma dell’iscrizione, prima info… valanga di informazioni! Sono piacevolmente disorientata, ma la lettura dei post di commento mi hanno un po’ rassicurata: proveró anch’io .

  23. marina.p ha detto:

    Andreas, CE L’HO FATTA!
    prova di qui,prova di là, sono riuscita ad aggiungere i commenti e gli articoli al bloglines sull’Ipad!
    non sono riuscita a mettere il titolo che volevo io, (perchè la schermata è leggermente diversa) ma adesso dovrebbe funzionare, anche se mi ha caricato i commenti arrivati fino ad un’ora fa.
    domani verificherò.
    Buona notte!

  24. Anna C ha detto:

    Grazie a tutti, molto utili i vostri commenti e soprattutto chiarissime le lezioni del prof.Andreas. Oggi sono riuscita ad organizzare con grande soddisfazione la mia “rassegna stampa” .

  25. crimatisse ha detto:

    Per quanto non mi fosse affatto nuova la riflessione in merito al salasso di risorse che viene perpetrato da parte di pochi nei confronti della stragrande maggioranza dell’umanità, la lettura dell’articolo inerente l’editoria accademica
    mi ha fornito una serie di informazioni che acuiscono ancora di più la mia indignazione verso queste palesi ingiustizie di cui continuiamo ad essere succubi. L’essere informati è il primo passo al quale deve seguire quello dell’azione:
    portare anche altri a conoscenza di questo “monopolio di risorse pubbliche che vengono distribuite a costi esorbitanti” e denunciare perché si conquisti il libero e gratuito accesso alla conoscenza.
    Posso dire che questa prima parte di per-corso, per ora, si sta rivelando stimolante per i contenuti che ci sottopone…particolarmente sentiti da chi lavora nella scuola pubblica e che continua a credere fermamente in essa, come agenzia
    educativo/formativa laica, aperta a tutti, sempre più interculturale e pluralista, dove ognuno possa attingere, secondo le sue peculiarità, ad una cultura autentica senza censure o limitazioni imposte dall’alto…Nessuna idealizzazione,
    in tal senso della scuola pubblica, perché se abbiamo aborrito le scellerattezze della Moratti e poi della Gelmini, questo non significa sostenere un conservatorismo controproducente…ecco perché il viaggio nelle nuove tecnologie mi
    interessa, senza entusiasmarmi, dico la verità, però ritengo che non ci si possa sottrarre se veramentente ricerchiamo un’interazione con i nostri piccoli, futuri uomini e donne di domani e se vogliamo che la scuola pubblica sappia rispondere
    ai suoi nuovi compiti educativi: anche appunto quello di formare individui capaci di ribellarsi ai “proprietari feudali della conoscenza” come ci diceva Monbiot…

  26. Giacomo Toffol ha detto:

    i pensieri che queste letture producono per ora stanno sedimentando nel mio cervello, ma le applicazioni pratiche dei post, immediatamente applicabili, sono fantastiche. Ho installato l’aggregatore di feed, e subito fin da oggi ho trovato immediatamente delle notizie importanti, senza disperdermi nella ricerca di mille fonti.
    Grazie a questo professor Andreas, per me ancora misterioso ma stimolante.
    Giacomo

  27. Lisia#linf12 ha detto:

    @Andreas,
    che dire prof, ho letto il blog Goofynomics, il contenuto l’ho trovato estremamente interessante, poi pensare che questo prof insegna così vicino a me, non so perchè ma è un bel cervello per il nostro territorio un po’sfigato!
    Quanto a lei, ha presente la fatica che si può fare ad accendere la carbonella quando non si è capaci? Chi non ci sa fare con il fuoco usa la diavolina, una specie di miccia che risolve in un attimo! Ecco, i suoi articoli, le sue sollecitazioni hanno la forza di una miccia, accende i cervelli, si allargano i confini e si apprende, si impara sempre di più, non solo da lei, ma da tutto il fenomeno che si scatena intorno ai suoi input…Grande maestro!
    Il link di Goofynomics è già a casa mia, nel mio blog!
    Grazie prof.

  28. Ivette ha detto:

    Caro prof…sono reduce da un corso BLS (Basic Life Support) dalle 8.00 alle 19.00 con una sola ora per il pranzo (sic!) e ora devo preparare qualcosa da far fare ai miei ragazzi domani…mi piange il cuore (dalla curiosità, ovviamente!) ma stasera non posso leggere nulla del nuovo post…domani: lezione alla mattina e pomeriggio 3 ore di Collegio Docenti…bisogna aumentare le ore di un giorno, 24 non bastano più!!!!

  29. Flavia ha detto:

    Sempre interessanti gli input proposti, sia del prof sia dei miei concittadini. Ho appena terminato di leggere l’artico e devo dire che dopo una giornata intensissima a scuola ho dovuto soffermarmi più di una volta su alcuni passaggi. La lettura dei quotidiani orami la faccio da tempo con Bloglines. Volevo dare alcune dritte su piratepad (commento 8 e commento 18) ma sono stata preceduta, benissimo 🙂

  30. Lisia#linf12 ha detto:

    @Clelia,
    brava Clelia, impari presto, sapessi quanto ho impiegato io per gestire Piratepad! non posso scendere in particolari altrimenti Andreas mi bacchetta! Scherzo!
    Ciao 🙂

  31. Simonetta Sandra Maestri ha detto:

    Che dire….. sono letteralmente AFFASCINATA dalla quantità di cose nuove che sto imparando….. GRAZIE PROF ANDREAS
    Spero solo di essere un essere abbastanza mutante da resistere in qs villaggio fino alla fine del viaggio….

  32. clelia ha detto:

    a anonimo # 8
    Andreas ha dato queste indicazioni per ritrovare la propria pagina Piratepad, ho provato e ci sono riuscita: quando si apre Piratepad per la prima volta e si clicca la ranocchia, si va su una nuova pagina per cominciare a scrivere, qui si crea automaticamente un indirizzo ogni volta diverso (vedi la barre degli indirizzi): bisogna ricordarsi quell’indirizzo e digitarlo quando si vuole ritrovare la propria pagina. Lo si può anche modificare: dopo Piratepad si digita / e si aggiunge quello che si vuole. Spero di essere stata chiara, mi dispiace per il linguaggio grezzo, sto imparando anch’io.

  33. M. Antonella ha detto:

    Molteplici e molto interessanti gli spunti che si possono reperire nel web!
    Grazie per averci indicato il percorso, Andreas! 🙂

  34. Daniela L. ha detto:

    Ho trovato l’articolo di notevole interesse : queste cose non vengono rese di pubblico dominio e ciò induce a riflettere sul perchè…

  35. C'era l'H ha detto:

    @Andreas: Molto interessante l’approfondimento che ci hai proposto, penso già che io e Grandipepe potremmo integrarlo nel nostro progetto didattico sull’evoluzione della scrittura …

  36. Robertalinf12 ha detto:

    Un altro modo di seguire l’informazione:in un tempo in cui si parla di manipolazione della stessa, questi articoli sono ciò chei consentono la consapevolezza del presente in proiezione futura, per mezzo delle tecnologie. Che dire …grazie….

  37. Michele ha detto:

    Grazie prof. per avermi fatto scoprire RSSOwl e l’uso dei feed che non conoscevo. Ora posso leggere quando voglio e essere aggiornato sulle notizie scientifiche di mio interesse. Grazie

  38. Andreas ha detto:

    @Luisella #18

    Piratepad

    È divertente vedere come si scateni la curiosità a partire da spunti minimi. Non è un compito per ora! Io per ora ho introdotto Piratepad in maniera del tutto sommessa come mero esempio di strumento di scrittura collaborativa e invece te lo vedo riaffiorare di qua e di là… 😀

    Due parole, per ora. Piratepad non va certo confuso con strumenti di word processing. Sono due cose diverse.

    Si tratta di uno strumento usato primariamente da comunità di hacker e gruppi di attivisti (Pirati appunto) perché l’hanno trovato congegnale allo sviluppo dei loro progetti, in forme collaborative leggere, dinamiche, online, e se lo sono forgiato così perchè fa comodo loro cosi. E fa comodo in tutti i casi analoghi, come per esempio quello del gruppo #linf12, l’ultimo laboratorio informatico frequentato dalle vostre colleghe di cui molte sono anche qui, in #ltis13.

    Non va assolutamente bene per tenerci documenti, non c’è nessuna garanzia di persistenza, anche se fino ad ora non ho mai perso niente, quando mi è capitato di usarlo. Ma sarebbe sciocco pretenderlo. Quando si usa va sempre esportato il contenuto – ma questo è vero anche con tutto il cloud.

    Non può nemmeno essere paragonato a un wiki, come questo per esempio – che ho usato molto in passato ma non in questo periodo. Strumenti adatti alla collaborazione di comunità che possono essere assai vaste, strutturabili come veri e propri siti articolati in gerarchie di pagine e ammennicoli vari.

    Va benissimo invece per buttarci dentro delle note su cui lavorare in piccoli gruppi.

    Penso che ne riparleremo.

  39. Luisella ha detto:

    Sui feed ci sono, e questo approfondimento mi apre veramente un mondo! Grazie @Andreas
    Su piratepad invece anch’io brancolo un po’ nel buio… e il diario lo sto tenendo sulle “notes” dell’iPad (e poi me lo ritrovo magicamente aggiornato anche su iPhone e sul computer, via mail). Ho provato su piratepad ma ogni volta che ci vado mi apre un nuovo pad e non trovo quello vecchio, cliccando e spippolando sono arrivata ad un messaggio che mi dice che la funzione di ricerca tag (ma è quella che mi servirebbe per ritrovare il mio pad?) su piratepad è momentaneamente non attiva.
    Il messaggio è questo:
    Tag searching has been disabled due to performance and stabilityreasons, searching will be activated as soon as an optimization on the search routines has been put in place.
    The goal of this change is to make Piratepad more stable and to not suffer the periods of downtime it has for a while now.
    We’re sorry for the inconvenience.

    Grazie per eventuali chiarimenti da parte di utenti più esperti 😉

  40. Marvi ha detto:

    Che dire come sempre sono senza parole, Andreas ti apre un mondo ogni volta. Con i feed ci sono, anche se mi spiace abbandonare il mio google. Mi ero talmente abituata a leggere ovunque e con Smartphone.

  41. antonellarubino ha detto:

    Mi associo all’anonimo anche se una ricerca me la sono fatta zitta, zitta e ho scoperto che piratepad in linf12 l’avete usata per collaborare successivamente. Tengo lì le pagine del mio diario anche se ogni volta ho il timore di nn poterle recuperare. Faccio copia su Word (antica!) e mi ritrovo nel solito caos di 200 copie sparse un pò dappertutto…compresa la tentazione di archiviare tutti i post su Power point: stamane Bloglines non mi dava, infatti, l’ultimo post che per fortuna è arrivato via mail.
    Sarà il caos di cui parla Andreas???
    Allora, sono bravissima!
    😉
    A stasera

  42. Mario ha detto:


    tralasciamo il giudizio su Bagnai, limitiamoci a parlare degli strumenti

    il blog goofynomics lo trovo illeggibile, blogspot rudimentale con quella barra verticale infinita. Lodevole l’intento, ma come per tutti i blog “partigiani” (dell’una e dell’altra parte) non riesco a comprendere se chi scrive lo fa in buona fede, per salvare il paese fermamente convinto delle sue idee, oppure per soddisfare certe pulsioni dell’ego.

    Rimanendo agli strumenti (e senza nessun giudizio di valore sulle idee) trovo più leggibile – sempre in ambito economico – il blog noisefromamerika, che permette di vedere i commenti in forma annidata, e che ha una grafica più accattivante.
    In generale è cosa buona che professionisti di un certo settore decidano di scriverne direttamente, senza mediazione giornalistica. I giornalisti “generici” temo non riescano a cogliere la complessità e l’alto livello di formazione richiesto in molti settori.

    Esempi: vedo gli esperti di tecnologia di Repubblica (per dirne uno) scrivere articoli tecnici e venire regolarmente sbertucciati dai professionisti del settore.
    Sempre su Repubblica, sull’inserto venerdì, o donna, ho letto un articolo su e-learning e mooc l’ultima volta che sono stato in Italia: pieno di inesattezze.
    Quindi: viva i blog ben fatti.

    Ultima cosa: metto i miei appunti nel mio spazio pubblico dropbox. Per evitare gli infiniti problemi di compatibilità dei formati (non sono sicuro di quanti partecipanti riescano ad aprire un file di testo .odt) lo scrivo in html, almeno su quello dovremmo essere tutti d’accordo. Nel lodare i formati aperti, chiedo ad @andreas se può andare bene.
    Prossimamente il link.

    1. Andreas ha detto:

      @Mario #12 Ogni proposta qui va bene perché può essere un suggerimento per un altro. Mi unisco ovviamente nella lode ai formati aperti. Inoltre HTML va bene anche perché può essere facile da inglobare nel blog che prossimamente ciascuno utilizzerà (NON ANCORA, fra poco).

      Ricordo che il luogo principale delle riflessioni minimamente strutturate sarà la rete di blog.

      Di Bagnai: penso di condividere in buona misura le tue perplessità. Ma non è il merito del suo messaggio che qui mi interessa – e che non avrei nemmeno le competenze per discutere – bensì l’episodio dell’accademico che tenta di aprire la porta di stanze che io trovo sempre più insopportabilmente stantie; lo fa a suo modo, ma è un modo, molto meglio di nessun modo. E si espone, fatto raro in quelle stanze.

  43. Teresa Carloni ha detto:

    ‘Supponiamo che io sia un tranquillo cinquantenne che si compra tutte le mattine il suo giornale. Un bel giorno qualcuno mi dice che quel medesimo giornale si trova anche su Internet, la cosa mi incuriosisce e vado a vedere.’ … Supponiamo che io sia una poco tranquilla sessantenne che già legge una miriade di giornali online… Approfitto subito della possibilità di aggiungere i feed ma , per favore, nessun commento sull’età!!!!

    OK, lo confesso, mia madre ha 88 anni e a Natale ha ricevuto in regalo l’IPAD

  44. sempreconnessa ha detto:

    Grazie Andreas per gli spunti di riflessione sempre nuovi e per i link e gli strumenti suggeriti! Attraversavo un momendo di forte delusione in un contesto scolastico che muta costantemente ma in negativo! Constatare le “negatività” mi aveva quasi convinta a mollare: ci voleva proprio la boccata di ossigeno che ti fa ricordare l’entusiasmo del gruppo di colleghi pionieri di una nuova esperienza che in te ha trovato un ottimo capitano!

  45. Rosa Iaquinta ha detto:

    Grazie professore,
    molto interessante quello che ha postato, appena possibile (nel pomeriggio) mi concederò una lettura dei link.

  46. Anonimo ha detto:

    wahoo ..ora mi fermo…ho fatto indigestione di idee….
    con i feed ci sono! la sensazione avuta è di organizzare il caos e -lo ammetto-questo un pò…. mi rassicura.
    difficoltà invece con piratedad. qs mattina ho tentato il trasloco del mio diario: da word a piratepad. Dopo aver scritto non sono riuscita a ritroavrlo. sarà nel cyber spazio?
    forse per molti il problema è superato, ma io sono ancora lì. così, metto da parte una specie di vergogna mista a senso di inadeguatezza e lascio invece alla curiosità e alla voglia di imparare lo spazio in prima fila e perciò vi pongo la domanda, confidando nella solidarietà degli abitanti del villaggio. Come faccio a usare piratedpad?????
    grazie
    elisabettadell’atti

  47. marina.p ha detto:

    ok. faccio una pubblica confessione….
    Alunni in silenzio in classe con le menti al lavoro (stamattina c’era il tema…); PC aperto sulla cattedra per la compilazione del registro elettronico. Dopo aver segnato gli assenti e aggiornato gli argomenti…..non ho resistito e ho letto questo articolo!!!!
    (però…non se n’è accorto nessuno…)

  48. Mara ha detto:

    Grazie per l’articolo, soprattutto la frase “il valore di consentire un equilibrato approvvigionamento di fonti anche molto diverse, per ispirazione politica, per origine nazionale o cosmopolita, per maggiore o minore innovatività.” mi sostiene nella mia scelta didattica di far accedere i miei studenti a più fonti proprio per indurli a leggere, riflettere, comparare, scegliere. Si parla tanto di didattica per competenze, ma se non ci si muove così il tutto rimane “hot air”.
    Mara

  49. Graziano ha detto:

    Iniziamo la settimana con un approfondimento tosto! Il pensiero dopo una lettura tutta d’un fiato… ‘ehhh…non son mica noccioline?!’
    Grazie Prof. metto al lavoro i cricetini e faccio girare gli ingranaggi.

  50. Lisia ha detto:

    @Andreas, Bello prof, molto interessante l’articolo, una importante occasione per imparare a giostrarsi fra le informazioni veicolate dai quotidiani on-line, molto utile, scappo via, ma stasera approfondisco, buon lavoro prof!

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