Lettera allo studente sperduto – #linf12


Faccio tutto il possibile per condurre le persone nel cyberspazio, al fine di mostrare loro le opportunità che offre. Tuttavia sono costretto a svolgere anche un’attività di recupero di coloro che per una ragione o per l’altra stentano a prendere il volo, un’attività sommersa perché si svolge via email, quindi invisibile per la comunità. In questo caso mi pare utile divulgare il problema, perché non escludo che qualcuno di voi ci possa dare una mano con qualche buon suggerimento.

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Bacheca-forum – #linf12

Logo della Italian University Line

Con questo post, “appiccicato” in testa al blog, istituisco una sorta di bacheca-forum che potete usare per qualsiasi domanda generica. In particolare, quando vi viene voglia di scrivermi un’email per chiedermi qualcosa, ponete la domanda in un commento a questo post. Ritardatari, aspiranti o curiosi possono andare a vedere le info sintetiche.

Piazzo in questa bacheca il link ad una pagina di appunti con le cose da fare e i problemi irrisolti

esattamente qui

leggetela e se volete pasticciatela

Molto succede anche qui:

http://twitter.com/iamarf/linf12

Come seguire le fonti in internet III – #linf12

Simbolo feed
Simbolo feed

Rifugiati africani, di Vito Manzari su Flickr (CC BY 2.0).
Rifugiati africani, di Vito Manzari su Flickr (CC BY 2.0).

Aggiungo un bell’esempio di giornalismo partecipativo,  GlobalVoices (ho messo il link alla versione in italiano, sono disponibili molte altre lingue oltre all’inglese):

Global Voices è una rete internazionale di cittadini che informano tramite i social media e il giornalismo partecipativo, traducendone e rilanciandone i contenuti…
Global Voices Online è un progetto globale senza fini di lucro centrato sui citizen media, ideato presso il Berkman Center for Internet and Society della Harvard University (Boston, USA), gruppo accademico di ricerca sul rapporto tra Internet e società. Dall’autunno 2008 Global Voices opera in maniera indipendente, registrato come ente non-profit in Olanda…
Il seguito qui

GlobalVoices è uno dei riferimenti più importanti nel mio aggregatore, perché consente di ricevere voci da luoghi e comunità che, a causa delle condizioni di disagio organizzativo o del regime politico, spesso dittatoriale, non arriverebbero mai al pubblico attraverso la mainstream information: quotidiani, televisioni eccetera.
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Come seguire le fonti in internet II – #linf12

Simbolo feed
Simbolo feed

Per dare modo a tutti di mettersi in pari con le attività che vado proponendo, senza lasciare troppo inattivi coloro che le hanno già completate, intercalo il flusso delle proposte con degli articoli che svolgono il ruolo di approfondimenti degli argomenti precedenti oppure o al tempo stesso di preparazione dei prossimi.

In un post precedente vi ho chiesto di usare un aggregatore – RSSOwl o un’altra applicazione, Google Reader o un altro servizio web – per seguire facilmente gli aggiornamenti su questo e sui vostri blog, siano essi nuovi post o commenti fatti da chicchessia.

In questo post, che recupero e rinfresco da una versione precedente,  vi mostro invece come un aggregatore possa essere utilizzato per seguire fonti di ogni tipo, con particolare riferimento alla stampa quotidiana. Successivamente potremo scoprire altri impieghi, magari ne scoprirete alcuni voi.

Le immagini che trovate in questo post si riferiscono a edizioni dei giornali degli anni scorsi, le grafiche e i layout dei quali possono essere cambiate. Questo non inficia il senso del discorso e i riferimenti ai feed nelle varie fonti li potete trovare voi stessi.

La selezione e l’ordine di apparizione di alcune testate giornalistiche nel post non hanno a che vedere con le mie opinioni personali. Il criterio che avevo seguito e che seguo è quello di rappresentare una pluralità di casi. Anzi, i metodi web che stiamo proponendo possono avere proprio il valore di consentire un equilibrato approvvigionamento di fonti anche molto diverse, per ispirazione politica, per origine nazionale o cosmopolita, per maggiore o minore innovatività.

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Iniziamo a sporcarci con i colori – #linf12

Questa piccola comunità è attualmente composta da 16 persone che in meno di un mese hanno scritto 350 contributi, fra post e commenti reciproci. All’inizio sia i post che i commenti erano più timidi, poi il clima è andato scaldandosi. Ora qua e là compaiono richieste di aiuto, consigli, testimonianze e notizie di risorse interessanti. Tutto questo in meno di un mese e fra 16 individui che nella quasi totalità dei casi erano perfetti sconosciuti gli uni per gli altri. Molto bene, continuiamo così.

Testimonianze e notizie, dicevo. Il cacio sui maccheroni per iniziare a sporcarsi le mani con i colori. Siamo o non siamo in una bottega artigiana? – Ma i colori quali sono? Quelli di Paint? O di Gimp? – si chiederà qualcuno. Magari, perché no, ma ora intendo un altro tipo di colori, intendo quella materia che forma il software, o più in generale quella materia di cui è fatto il magico collante universale che tiene insieme tutto ciò che chiamiamo ora internet, ora rete, ora cyberspazio. Questa materia si chiama codice.
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L’artigiano tecnologico – #linf12

Si diceva di tecnologia e artigianato in un post precedente. Una riflessione stimolata da un post di Sandra e poi ripresa da altri, fra cui Lisa, il cui commento offre diversi spunti. Prendiamo le mosse dai “punti fermi” di Lisa.

Non confondiamo il progresso tecnologico e informatico con l’uso dei video games (wind, psp, xbox… e tutto quello che i ragazzini usano oggigiorno) o esclusivamente dei social network

Certo. Tuttavia anche tenendo ferma questa distinzione assolutamente doverosa, se approfondiamo un po’, si apre un mondo. Distinzione doverosa perché sfortunatamente i giovani sono forse molto “gestiti” ma in molti aspetti della loro vita sono di fatto abbandonati a loro stessi. Non è questione di controllo ma di presenza, magari discreta, magari giocosa, ma presenza, consapevole.
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Piccoli problemi quotidiani… #linf12

I computer e in genere tutti i congegni affini, tipo tablet e smartphone, danno luogo ad una gamma illimitata di possibilità espressive – vedi la mutazione utente -> attore/autore tirata in ballo da Claude, con tanto di susseguente approfondimento etimologico 🙂

Tuttavia l’enorme quantità di input possibili, attraverso la tastiera e le innumerevoli configurazioni possibili che sullo schermo possono essere accessibili con il mouse o altri congegni o le dita medesime, può incutere soggezione e richiede da un lato un po’ di spregiudicatezza esplorativa – quella dei nativi digitali – e un po’ di “naso” che si fa con l’esperienza, poca roba comunque e molto facilmente acquisibile.
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Frugando negli interstizi – #linf12

Riemergendo dalle nebbie dell’influenza, che mi ha obbligato al riposo per cui Lisia si preoccupava (..nel frattempo lei è andato avanti…ma non si riposa mai?) decido di leggere le vostre novità prima di riprendere il filo del discorso. Vengo tuttavia subito distratto dalla lettura di un bel brano di Octavio Paz proposto da Sandra nel suo post Uso e contemplazione.

Il pezzo mi ammalia al primo periodo:
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Come comunicare un problema mediante uno screenshot – #linf12

Simbolo feed
Simbolo feed

All’interno delle attività relative agli aggregatori di feed, propongo un esercizio che può tornare utile in altre occasioni.

Supponiamo che uno studente abbia un problema e voglia condividerlo con la comunità, compagni di corso, docenti, tutor. Trattandosi di attività pratiche che si svolgono al computer, spesso è facile spiegarsi mostrando quello che è successo sullo schermo ed è molto più complicato descrivere verbalmente o per iscritto la situazione. In laboratorio lo studente direbbe – Guardate un po’ che succede qui…

Ebbene, noi possiamo fare qualcosa del genere utilizzando gli screenshot, ovvero delle istantanee dello schermo o di una parte di esso, che possono poi essere pubblicate nel proprio blog, in modo che tutti gli altri le possano vedere ed eventualmente dare consigli.

Invito tutti a fare il seguente esercizio:
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Non esiste un solo tipo di diario – #linf12

Quando giovanotto ebbi la fortuna d’essere condotto in quello che era l’Everest del mondo che esploravo, a Berkeley, la prima cosa cosa che mi colpì appena entrato nel più tecnologico laboratorio che avessi mai visto, fu un leggio di legno che troneggiava in mezzo a tutti quegli apparecchi, con sopra un quadernone aperto e tutto scritto con diverse calligrafie. Quello era il diario dove tutti i membri del gruppo di ricerca annotavano gli accadimenti quotidiani.

Ecco, la parola blog viene subito associata a quella di un diario intimo, forse a causa di tanta stampa che semplifica un po’ troppo, o segue un po’ troppo supinamente i gusti che rendono di più. Anche quello che trovai in quel laboratorio di Berkeley era un diario, ma serviva a tracciare il percorso del gruppo e contribuiva a rinforzare il senso di un’identità e di un obiettivo comune.

Orbene, anche questa comunità virtuale, per ora bisognosa di molte cure perché appena nata, si può giovare di un pratica così semplice. Rinnovo quindi l’invito a scrivere un post, ciascuno sul proprio blog, con una piccola cronaca degli sforzi fatti fino ad ora. Scriveteci esattamente le cose che vi sareste detti oggi pomeriggio se vi foste trovati tutti insieme a prendere un te insieme e l’argomento fosse caduto su questo nuovo (per)corso che avete iniziato insieme. Claude ci ha già dato l’esempio.


P.S. Ho aggiornato il file opml con il blog ultimo arrivato, di Rosaria.