Lettera allo studente sperduto – #linf12


Faccio tutto il possibile per condurre le persone nel cyberspazio, al fine di mostrare loro le opportunità che offre. Tuttavia sono costretto a svolgere anche un’attività di recupero di coloro che per una ragione o per l’altra stentano a prendere il volo, un’attività sommersa perché si svolge via email, quindi invisibile per la comunità. In questo caso mi pare utile divulgare il problema, perché non escludo che qualcuno di voi ci possa dare una mano con qualche buon suggerimento.


… ma senza ADSL e con una scarsissima connessione da chiavetta. Ovviamente ho cercato di scaricare e di seguire tutto quel che ho trovato sul suo corso; non riesco ancora a capire niente…

Cara Amica,

ho tardato un paio di giorni a risponderti perché lo stato di pessima
disconnessione che descrivi mi mette in difficoltà. Anzi, ti dirò che mi
crea rabbia, perché è una delle tangibili dimostrazioni che siamo
costretti a vivere in un paese retrogrado, dove non si è capito che la
connettività ad internet è uno dei fattori strategici per lo sviluppo
economico ma anche sociale e culturale. Altri paesi l’hanno capito
quindici o venti anni fa, e i risultati si vedono. Abbiamo una classe
dirigente assolutamente incapace…

Ma veniamo a noi.

Questo corso, che chiamo (per)corso, è proiettato nel futuro, ma è un
futuro prossimo, un futuro che incombe, anzi, è quasi un presente, e in
questo futuro quasi presente si dà per scontato che la gente possa
operare nel cyberspazio, perché è lì che si giocano le nostre prossime
carte, che sono le carte dei nostri figli.

Il corso usa molto le tecnologie internet, non per vezzo di modernità, ma
per capire come si possano sviluppare straordinari scambi in termini di
esperienze e relazioni umane, un fatto cruciale per l’aggiornamento
professionale mediante comunità di insegnanti (come risulta da tutti i
recenti studi OCSE), per affiancare meglio i nostri ragazzi lasciati soli
a vagare nel cyberspazio, stupidamente criticati da adulti di fatto
spesso contumaci, per imparare a creare occasioni didattiche in
questi nuovi territori.

Il (per)corso si basa molto sul fare, come si conviene ad un vero
laboratorio, e per nulla sull’imparare a pappagallo, come accade troppo
spesso nelle nostre università.

Io posso immaginare facilmente un surrogato “scolastico” del percorso,
assegnandoti una serie di letture sulle quali all’esame ti farò delle
domande. La burocrazia istituzionale sarà perfettamente salvaguardata ma
io sono consapevole che così ti avrò mollato un “pacco” e tu riterrai di
essere a posto, erroneamente.

Mi dispiace quindi molto quando una persona non può partecipare appieno,
perché sono consapevole che non potrà ricevere un servizio di pari
livello.

Ti chiedo quindi di darmi una mano, dandomi qualche indicazione sullo
stato delle tue connessioni. Così potremo tentare di aggiustare gli
interventi nei tuoi confronti e forse ridurre il danno:

1) Quando ti connetti con la chiavetta agganci quasi sempre la
connessione oppure no? Per quasi sempre intendo, diciamo, intorno al
90% delle volte.

2) Quando hai agganciato la connessione, ti capita che si interrompa da
sola? Se sì, più o meno del 10% delle volte?

3) Quanti post del blog http://iamarf.org hai già letto?

4) Riesci a vedere un video Youtube con la tua connessione?

Fammi sapere
Ciao
andreas

11 thoughts on “Lettera allo studente sperduto – #linf12

  1. Marvi says:

    Salve a tutti sono Marvi una studentessa “in per-corso” di Andreas (nel senso che pure essendomi laureata imparo ogni giorno dal suo blog). Problemi di connessione…. Io vivo a Milano ma sono originaria di un paese del Cilento, ogni volta che andavo giù era una tragedia web nonostante le chiavette Tim. Un giorno distrattamente ho inserito la chiavetta Vodafone di un amica a cui spesso presto il netbook…..miracolo una scheggia….viaggiava. Ho cercato di capire xche, visto che nessuno consigliava di usare una connessione diversa da Tim. Beh in un paese vicino avevano montato un ripetitore potente che schermava tutti gli altri. Non ho più problemi, quando vado a trovare i miei genitori sono tranquilla con la chiavetta dell mia amica!!!!!

  2. Andreas says:

    (@)Beatrice – così si chiama “lo studente sperduto” – dice:

    Per quel che riguarda le difficoltà con internet potrei chiarire che: Con la chiavetta si, al 90 per cento riesco a connettermi, posso quasi sempre leggere la mia posta e quasi sempre scaricarla. Per video, musica o testi pesanti ( per esempio youtube ) non se ne parla: compare una rotina che gira all’infinito ma non accade quasi mai niente … Skipe, men che meno. La connessione si può interrompere almeno una volta su due.

    Effettivamente, in queste condizioni è difficile partecipare ad un (per)corso del genere. Quest’anno ancor di più per via del fatto che mi ero proposto di sperimentare l’uso pervasivo e “leggero” del video al fine di vedere fino a che punto si può riprodurre lo scenario “fammi vedere come fai”. Tenterò di ovviare producendo una versione dei video da masterizzare su di un DVD da spedire via snail-mail (posta-chiocciola… noi si direbbe lumaca 🙂 ) Anche questa è sperimentazione: introdurre in un’università online la spedizione di pacchetti postali agli studenti discriminati da carenze infrastrutturali. Mi sembra una cosa divertente, proviamo…

  3. Flavia says:

    Il problema della connessione è importante. Io abito in un paesino della Valtellina e solo da un paio d’anni ho la possibilità di avere la linea ADSL, subito mi è sembrato di volare, erano finite le lunghe attese anche per scaricare un semplice documento pdf. Quindi capisco l’ostacolo della nostra collega.
    Per quanto riguarda l’ultima frase “… non riesco ancora a capire niente…” posso solo dirti :”BUTTATI” nel senso di provare, sono convinta che in tal modo cose che all’inizio sembravano ostiche in realtà risultino essere molto più semplici di complicatissimi procedimenti spiegati a parole. 🙂

  4. Claude Almansi says:

    È utilissimo quel richiamo del problema basilare della connessione. Meno diventano le persone colpite dalla frattura numerica, più essa diventa grave per loro. Grazie quindi a laura13 e a Lisa per i suggerimenti per aggirare l’ostacolo. Però non so in Italia, ma in Francia, anche a 30 km di città grandi, ci sono tuttora zone cieche dove manco un router WiFi si può adoperare.
    Riguardo alla domanda 4 su YouTube di Andreas: da ca 2 mesi, YT crea una sottotitolazione automatica dei video in diverse lingue, italiano compreso. E tutte le sottotitolazioni YT – automatiche e umane – producono una trascrizione che si può attivare sotto il player. Quindi se la connessione non consente di visualizzare il video, spesso almeno si può leggere la trascrizione.
    Ma più in generale: quel problema della connessione colpisce anche potenzialmente gli studenti delle scuole. Ad esempio ci sono diverse applicazioni per aggeggi mobili che facilitano la scrittura: riconoscimento vocale (che poi quella degli aggeggi android è la stessa che crea i sottotitoli automatici YT), tastiere “predittive” che quando batti una lettera, ti suggeriscono a scelta diverse parole: potrebbero essere un ausilio notevole per i dislessici. Però se funzionano soltanto con una connessione internet decente, lo studente dislessico che ne ha una scadente si trova svantaggiato. Idem per molte altre applicazioni.
    Quindi è necessario valutare bene anche questo fattore della larghezza di banda richiesta prima di consigliare o adottare una data app a scuola.

  5. laural3 says:

    Ciao sono Laura per problemi logistici sto usando la web cube della 3 si attacca ad una normale presa di corrente e soprattutto la porti con te ovunque. Spesa 14 euro al mese e prende benissimo meglio delle chiavette e a mio avviso della vodafone statione, perchè un ruoter Wifi che lavora HSPA e UMTS e condivide la connessione fino ad un massimo di 5 device.

  6. Lisa says:

    Ciao sono Lisa una collega in questo (per)corso a me viene in mente di suggerirti di cercare una linea pubblica wi-fi alla quale connetterti con il tuo pc, es una biblioteca piuttosto che un centro commerciale o altro…

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