Apriamo il blog #loptis

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Chiedo di aprire un blog a tutti coloro che vogliono continuare a partecipare pienamente al laboratorio. Lo chiedo a maggior ragione a coloro che sono o potrebbero essere interessati al conseguimento dei CFU. Comunque, essendo il laboratorio libero e aperto, anche coloro che non vogliono aprire un blog possono continuare a partecipare,  in tutte le maniere possibili, non escluse quelle dei troll.

Dai tanti commenti ho visto che spesso il blog evoca l’idea di diario personale: la forza livellatrice della mainstream information e la potenza dei luoghi comuni. Gli strumenti del cyberspazio sono polimorfici. Assai ponderosa sarebbe l’opera che volesse comprendere tutte le declinazioni del blog. Filippo Bruni, ricercatore presso l’Università del Molise, ha scritto un bel volume sul tema “Blog e didattica” [Bruni 2009].

Questo blog ad esempio, vi sembra un diario intimistico? Cos’è questo blog? Per me è il principale strumento di lavoro: ufficio,  aula, bacheca, laboratorio, archivio, content management system, collegamento professionale, banco di scuola – qui imparo perché discuto con molte persone che hanno molto da insegnarmi – 807 post, 10712 commenti dal 17 giugno 2007 ad oggi. In pratica vivo qui: qui c’è la mia identità.

In questo corso è già emerso che alcuni di voi stanno usando blog e strumenti similari nelle loro pratiche didattiche, in particolare dai commenti al post sullo Screenshot. Un fatto molto interessante. Mi è venuta un’idea per approfondirlo ma ora andiamo avanti.

Per quanto riguarda i vostri blog nascituri, un riferimento potrebbe essere quello del teacher portfolio: qui c’è una descrizione sintentica in inglese (è semplice, dovrebbe venire bene con Google Translate); se preferite lo stile accademico (e l’italiano…) qui c’è un buon articolo (formato doc) [Magnoler et al 2006]. Ci trovate i concetti di teacher portfolio, blog nell’insegnamento ecc. In rete poi trovate molto altro ancora.

Esistono tanti servizi per creare un blog. Suggerisco alcuni, potete scegliere secondo la vostra sensibilità. Ho profilato le potenziali tipologie di utenti in base ai dati del cMOOC #ltis13. Leggete però i testi anche delle categorie che vi sembrano estranee: 1) corrispondono a  definizioni generali – ci possono essere eccezioni 2) in ogni caso ci sono informazioni utili per capire il contesto del blogging e dintorni

  1. Smanettoni esperti – <1%. La prima soluzione che propongo è WordPress, che però esiste in due versioni: una da scaricare e installare su una propria macchina e una al quale ci si può iscrivere.  In questo punto descrivo la prima, più che altro per distinguere dall’altra, che commento subito dopo. È utile discutere la differenza. Ed è improbabile che qualcuno si imbarchi in questa soluzione, a meno che non sia già abbastanza esperto e motivato – è capitato una volta su alcune centinaia di partecipanti. Si chiama WordPress.org, è un sistema di blogging realizzato con software libero [NOTA], è liberamente scaricabile e utilizzabile, se uno vuole può leggere il codice sorgente (come è scritto il software), può cambiarlo e ridistribuirlo ad altri purché con le stesse regole, ovvero dotandolo della medesima licenza: io autore (o modificatore)lo (ri)distribuisco liberamente, tu puoi fare altrettanto ma ridistribuiscilo allo stesso modo. In pratica si scarica, si installa e si ha un sistema di blogging sul proprio computer. Detto così è semplice, ma perché la cosa abbia senso occorre che il computer su cui si installa sia visibile da internet e sia attrezzato per offrire pagine internet al mondo: deve essere un server. La cosa non funziona dal computer di casa. Chi ce l’ha un server? Le organizzazioni, in generale, aziende, istituzioni pubbliche ecc. Ma allora, che se ne fa un privato di un software che si può utilizzare solo all’interno di un’organizzazione? Esistono i sistemi di web hosting: ci si iscrive per poter usare un server come se fosse proprio, usualmente per offrire uno o più siti web. La quantità di cose che si vogliono fare e il traffico previsto determinano il costo. Si parte da qualche decina di € l’anno. Qui e qui due esempi. Quindi, prima ci si iscrive ad uno di questi servizi, poi nel computer virtuale così ottenuto, si scarica e si installa il software WordPress.org. In alcuni servizi di web hosting si trova WordPress già installato. Questa soluzione consente di controllare in maniera praticamente illimitata il proprio blog, al punto che forse è riduttivo parlare della forma blog, ci si può costruire qualsiasi cosa. Ma c’è il rovescio della medaglia, oltre alla seccatura di iscriversi presso un web hosting: occorre essere un po’ smanettoni per farlo funzionare.Non sono competenze trascendentali, ma nemmeno di largo dominio. Bisogna gestire autonomamente problemi come quello dei commenti-spam: questo blog ha raccolto circa 10000 commenti ma anche oltre 100000 commenti-spam! Ci ha pensato lo staff di WordPress.com a gestirmeli (vedi sotto). Poi c’è da fare un serio programma di backup dei materiali, aggiornare il sistema quando WordPress rilascia le versioni successive, affrontare le emergenze: un improvviso picco di letture può bloccare il servizio. Insomma, ci sono oneri non stratosferici ma nemmeno trascurabili.
  2. I più, moderatamente anti-googlocrazie – 66%. Ma quelli di WordPress non si sono fermati qui. Hanno messo su anche un servizio web di blogging: WordPress.com. Secondo me la soluzione migliore per quello che stiamo facendo: ci si iscrive e si blogga. Il blog lo ospitano loro e tutte le grane relative alla gestione se le prendono loro. È su questa versione quelli di WordPress che ci guadagnano. Come? A gente come noi offrono praticamente tutto liberamente, se si vuole qualche orpello in più si paga qualcosa; per esempio lo sfizio di sostituire https://iamarf.wordpress.com con http://iamarf.org mi costa 18 $ l’anno. Ogni tanto nella visualizzazione del blog può apparire della pubblicità; appare di rado ma attualmente ci sono 72 milioni di blog WordPress.com a giro, in aprile erano 64 milioni… Comunque, ci si può anche liberare completamente dalla pubblicità, pagando 30 $ all’anno. Poi ci sono gli account per business, qui i costi si aggirano su qualche migliaio di dollari al mese. Ci sono dei limiti rispetto a WordPress.org: l’impostazione grafica (temi) va scelta fra quelle preconfezionate, che comunque sono più di 200, non si possono includere widget (window gadget, orpelli grafici e funzionali da incasellare nel blog) che siano funzionali (tecnicamente: solo puro HTML, chi non capisce capirà più in avanti), non si può modulare il blog con uno degli innumerevoli plugin disponibili per WordPress.org. Le limitazioni sono dovute all’impegno di WordPress.com di garantire la maggior stabilità possibile del sistema. Viene anche offerta assistenza per la transizione da un blog WordPress.com ad uno WordPress.org, ospitato da uno dei servizi di web hosting convenzionati: per 129 $ ti curano la transizione e ti assistono nelle prime due settimane di vita del blog esportato. Le opzioni disponibili sono comunque tante. Chi sceglie WordPress.com se le può esplorare da se, approfondiremo alla bisogna. Qui un tutorial per rompere il ghiaccio.
  3. I più, non anti-googlocrazie – 27%. Poi si può fare il blog in Blogger, uno dei servizi offerti da Google. È un servizio analogo a WordPress.com ma si può adattare molto più liberamente. Dicono che sia un po’ più facile da usare, all’inizio; a me paiono valutazioni molto personali. In questo caso c’è da considerare il tema della “googlocrazia”. Ognuno lo affronti come crede. Certo, il dominio di Google è tentacolare, può decidere all’improvviso di mollare un servizio, come ha fatto con Google Reader – guardo caso, i web feed non piacciono tanto ai latifondisti… WordPress.com, finché esisterà, sarà certamente più stabile, essendo molto più un mono-business. Comunque anche Blogger è molto adatto per noi. A me piace meno ma mi piace anche lasciare la libertà di scelta. Ecco il tutorial per Blogger.
  4. Abbastanza esperti, inclini all’attivismo e molto anti-googlocrazie – 1%. Infine una soluzione che potrebbe andare bene per coloro che sono particolarmente sensibili ai temi googlocratici: il servizio Noblogs. Qui siamo da tutta un’altra parte: attivismo, hacking, impegno sociale, politico. Il servizio Noblogs rientra fra quelli forniti da Autistici/Inventati (A/I) che

    …nasce nel marzo 2001 dall’incontro di individualità e collettivi che si occupano di tecnologie, privacy, diritti digitali e attivismo politico. L’idea di base è quella di fornire strumenti di comunicazione liberi e gratuiti su vasta scala, spingendo le persone a scegliere modalità comunicative libere anziché commerciali. Vogliamo informare e formare sulla necessità di difendere la propria privacy e di sottrarsi al saccheggio di dati e personalità che governi e grandi aziende conducono in maniera piuttosto indiscriminata.

    Presso di loro ho un paio di indirizzi email che utilizzo per la posta privata, la newsletter con la quale vi invio le notifiche, un blog con il quale faccio esperimenti. Tutto free. Chi vuole può donare.

    È un servizio che in certi periodi e in certe condizioni potrebbe subire dei fermi. È ovvio: dietro c’è un’organizzazione di volontari. Nella mia esperienza è stato soddisfacente.

    Può richiedere un pizzico di agilità tecnica in più. Lo potete vedere già nel tutorial, che descrive un possibile inconveniente. Può essere istruttivo, perché il problema descritto si può presentare anche in altri frangenti.

    Inoltre per usarlo è necessario fare anche un account email presso Autistici/Inventati. A me piace l’opera di Autistici e quando posso uso i loro servizi, ma non sempre è possibile. Come soluzione per il blog da usare qui la suggerisco solo a chi è fortemente motivato e magari un po’ abituato a fare esperimenti.

    Per inciso, il servizio di blogging Noblogs è realizzato proprio usando WordPress.org, per cui appare molto simile a WordPress.com. La gente di Noblogs offre una certa quantità di plugins, ma molto limitata rispetto a tutti quelli disponibili, sempre per motivi di stabilità.

  5. Oltremodo titubanti, scettici… – 5%. La più semplice delle opzioni: vi ospito in un blog in un mio WordPress.com che ho appena creato:  http://loptis.wordpress.com/. Coloro che optano per questa soluzione verranno invitati da me in questo blog con diritti di editore, potendo quindi contribuire in una varietà di modi, anche creando pagine ex novo. L’unica cosa che dovranno fare è iscriversi a WordPress.com.

Istruzioni

  • Creare un blog
    • Chi non ha un blog, ne crei uno, in uno dei modi precedenti.
    • Chi ha già un blog può usarlo qui. Ovviamente questo vale per i veterani di #ltis13, #linf12 ecc. Se qualcuno ha già un blog e lo vorrebbe usare ma non è dei tipi che abbiamo detto, parliamone.
  • Iscrivetevi compilando il modulo sottostante. Anche i veterani che avevano già iscritto il blog in #ltis13: iscrivetvi nuovamente qui per favore, mi serve per creare un database distinto per ogni corso.
  • Iniziate a trasferire il diario che avete scritto sino ad ora nel blog, strutturandolo come preferite in uno o più post.

Modulo iscrizione del proprio blog

Vi prego di scrivere correttamente i dati. Anche questo fa parte dell’insegnamento: quando si scrive qualcosa nella Macchina si deve essere estremamente accurati: gli errori vi si ritorceranno contro. Una buona parte delle italiche magagne amministrative dipendono dall’approssimatività e quasi assente alfabetizzazione digitale di un’intera generazione: colloquiando con la Macchina si deve essere esatti. Quindi:

  • nome e cognome esatti
  • indirizzo del blog con http://
  • non mettete il www con l’idea che ci sta sempre bene: se non c’è non c’è

Coloro che optassero per la soluzione minima No. 4 – blog di gruppo sotto le mie ali – inseriscano semplicemente http://loptis.wordpress.com/ nel campo dell’indirizzo del blog.

Se usate abitualmente e preferibilmente un nickname in rete e pensate di firmarci i commenti ai blog degli altri allora mettetelo nel campo nickname 1; se ne avete più d’uno allora aggiungeteli, fino ad un massimo di 3. Scriveteli con precisione, no qualcosa di simile, che per me diventa inutilizzabile quando metto insieme tutti i vostri dati…

Buon lavoro!


Bruni F. (2009) Blog e didattica, Macerata, Edizioni Università di Macerata.

[Magnoler] Magnoler P., Rossi P.G, Giannandrea L. (2006) Dalla ricerca sul “Pensiero degli insegnanti” alla costruzione di artefatti per la progettazione e la formazione in servizio. In: Almanza Ciotti G., Annali 3, Macerata, Edizioni Università di Macerata, pp. 181-208.

[NOTA] Per chi se ne intende: realizzato e distribuito sotto licenza GPL.

76 thoughts on “Apriamo il blog #loptis

  1. antonellacolombo2013 ha detto:

    A distanza di tempo, quando ormai pensavo di essere diventata esperta (!?!,) ho una difficoltà con il blog: non riesco a creare pagine ed annidarle sotto altre pagine, o meglio ho creato la pagina genitore e un’altra dentro la stessa, ma poi questa “figlia” non la vedo! che fare?
    grazie!!

    1. Andreas ha detto:

      Se ho capito bene, tu hai stabilito che la pagina B è figlia della pagina A. Bene, se questo è vero, non significa però che quando apri con il browser la pagina A, tu debba necessariamente vedere la pagina B, a meno che tu non confezioni la pagina A, scrivendovi esplicitamente un link alla pagina B.

      Tu dirai – Ma allora, in che consiste questa inclusione?

      Consiste nel modo con cui WP costruisce gli URL di queste pagine, per cui l’URL – in questo esempio – finirebbe con qualcosa del tipo:

      …blabla/pagina-A/pagina-B

      se invece la pagina B non fosse figlia della pagina A, allora verrebbe:

      …blabla/pagina-B

      ovvero le pagine A e B sarebbero sorelle, figlie di blabla

      1. antonellacolombo2013 ha detto:

        Prima di tutto… grazie!

        Ho fatto un passo avanti, ho ragionato sulla tua risposta e ho pasticciato di nuovo con le pagine e il menù: ho creato una pagina che ho chiamato “prova”, poi un’altra “prova 1.a” e ho selezionata per questa, nel box degli attributi pagina, “prova”; poi sono andata sulla voce aspetto, ho scelto menù, ho trascinato nella “struttura del menù” “prova” e “prova 1.a”, facendo diventare quest’ultima un sottoelement di “prova”, ho salvato e ora dalla home del blog passando su Prova, appare anche, più in piccolo, il link “prova1.a”.
        🙂

  2. rosazaccuri ha detto:

    Ciao a tutti.
    Ho compilato il form di iscrizione per aggiungere il mio blog alla lista.

    Ci avevo già provato a novembre, ma forse avevo sbagliato qualcosa perchè il mio blog non c’è.
    Spero di essere ancora in tempo…

    Ecco l’indirizzo: http://rosazaccuri.wordpress.com/

    Il blog (creato per l’esame di editing multimediale) è un’occasione per rilfettere, tirare le fila della mia esperienza “tecnologica” e ripartire per andare avanti… uno stimolo in più!

    Grazie a tutti per quello che ho imparato e che sto imparando. A presto!

  3. adrianavicari ha detto:

    Salve Prof. ho appena scaricato sul mio PC RSSOwl e grazie alle sue spiegazioni ed al video tutorial è stato davvero semplice! Chiaramente seguo iamarf.org! Stasera inserirò altri blog che normalmente leggo. Sul mio smartphone (Android) ho scaricato gReader. Fra qualche giorno vi saprò dire…intanto grazie…
    Ho aperto il blog adrianavicari.wordpress.com e adesso cerco di capire qual è il passo successivo. Intanto vado a curiosare … vedo una lista di blog…Porto a casa con pochissimo sforzo e in un tempo brevissimo nuovi apprendimenti.
    Grazie
    Adriana

  4. antonellacolombo2013 ha detto:

    Dopo aver letto il post di Marina e il commento del professore, ho deciso di fare qualche passo indietro e narrare le mie difficoltà relative all’apertura e alla gestione del blog (i commenti del prof sono sempre molto confortanti, per fortuna!)

    Da quanto ho aperto il blog, ho passato molte e molte ore, con relativo scoraggiamento, per cercare di farlo funzionare secondo quello che avevo in mente io; le ore passavano ed io mi ritrovavo al punto di partenza. Certo, attraverso gli innumerevoli tentativi, qualcosa ho imparato, e in quei momenti mi sono esaltata, poi però la risalita ricominciava faticosa (proprio come le escursioni che mi piace tanto fare in estate, soprattutto), il rifugio è lì, lo vedi bene, ma la salita non finisce mai, sei senza fiato…

    Volevo costruire il mio blog come una specie di sito: pagina iniziale, in cui esprimevo brevemente il mio rapporto con il cyberspazio e poi tante pagine, come contenitori organizzati secondo argomenti: una pagina che intendevo chiamare “scatola degli attrezzi”, immagini, temi, ecc.. Allora ho cominciato a perdermi nelle pagine, nelle categorie, nei menù, perdevo post, da una parte li vedevo, dall’altra non più! Un vero disastro, in termini di autostima. Ho chiesto anche aiuto al collega che gestisce il sito della mia scuola con wordpress, ma invano.

    Allora ho buttato tutto quello che avevo creato: pagine, categorie, post (pochi), menù, e ho creato semplicemente una serie di articoli dove ho inserito gli appunti del diario che Lei ci aveva invitato a scrivere sin dall’inizio: la cosa più motivante è stato creare in questi articoli i link, questo ho imparato bene a farlo, potenza del suo tutorial!

    Il blog in un paio di ore si è arricchito ( attività di questa sera) e continuerò anche nei prossimi giorni, c’è da mettere in conto l’altra attività interessante del linguaggio HTML, ma con calma… Lei mi ha insegnato…

    Antonella C

  5. marinaa60 ha detto:

    Tutor, eccomi qui dopo parecchi, troppi giorni di silenzio. Avevo aperto il blog ( come da post dei primi di novembre”), ma mi sono intestardita a renderlo pubblico in una forma avviata.
    Il tempo dell’esplorazione tra pagine in inglese e in italiano, tra widget attivi e no, plugin sui pc che uso e quanto altro … è stato impegnativo. Poi il contraccolpo lo scorso 27 novembre “Ma due parole sul metodo può essere utile dirle. Non vado avanti senza feedback: devo sapere cosa state facendo, altrimenti un percorso del genere non ha senso […].
    Ora l’ho avviato e stasera mi sono iscritta nella lista. La strada per me è tutta in salita, per me che sono a quota zero in questa area. Provo a spiegarmi. Per lavorare utilizzo un paio di pc e questo mi ha condotto a una scoperta (… x me) interessante. A seconda del pc che utilizzavo la visualizzazione della banda laterale era diversa, inattiva o attiva … e non capivo.
    Finalmente la guida in italiano (che ora è sulla barra dei preferiti) mi ha portato ai ‘plugin’. e ad attivarli su uno dei pc. Nel frattempo ho riprestinato facebook e aperto twitter.
    Quanto tempo! “Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai per una selva oscura” , tuttavia non è selvaggia nè aspra nè amara, “ma ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai, dirò de l’altre cose ch’i’ v’ho scorte”.
    A presto!!!

    1. Andreas ha detto:

      Bene Attilia Marina, ho integrato il tuo blog nel database: ora appari anche tu nella pagina dei Blog dei partecipanti.

      Le strade in salita sono quelle che portano più in alto. Quindi direi che va tutto bene. Se ti può aiutare, al minimo siamo in due ad avere il fiatone: tu ed io: non sono mai sicuro del prossimo passo, ho chiaro l’obiettivo generale che mi sono prefisso ma l’esercizio di allungare l’offerta è sempre fatto a occhi bendati, o quasi: allunghi il braccio al di là di una parete dalla quale ti giungono solo borbottii sparsi, mugugni e gridolini ovattati. Dove poggio la pietanza? Più in là? Sarò fuori dalla distanza di sviluppo prossimale dei più? O dentro? Un po’ più vicino? Sto offrendo un cibo che interessa solo pochi? O troppo esotico? O rifritto?

      Ma in realtà credo che non siamo solo in due ad andare in salita. Quindi bene.

  6. Caterina ha detto:

    Seguendo anche i commneti dei partecipanti (per me tutti esperti), ho inserito i feed ai posts ed ai comments con l’aggregatore RSSO. Tutto sembra procedere bene.

  7. caterina ha detto:

    Incredibile ma vero, ho appena creato il mio primo blog … grazie alle puntuali indicazioni di Andreas non si può perdere neanche chi viaggia per la prima volta.
    Ho pubblicato un post di prova. In seguito spero di poter migliorare le conoscenze (modifiche, ecc).
    Caterina

  8. massimo3 ha detto:

    Buon giorno a tutti, ho appena pubblicato il mio Blog, sono uno dei nuovi arrivati e non nego di essere alquanto spaesato; chiedo ad Andreas di controllare se è andato tutto a buon fine e di indicarmi gli eventuali errori.
    Ho anche impostato il mio aggregatore RSSOwl, che al momento sembra funzionare bene!
    In attesa di nuove indicazioni auguro a tutti buon lavoro!
    Massimo

  9. laura ha detto:

    Scusa Andreas, ho tardato ad iscrivere il blog perché, nella mia fantasia, c’era l’intento di aprirne uno nuovo con un altro servizio; per esigenze di lavoro devo però tenere quello in blogger e mi accorgo di dover rimandare a tempi migliori il nuovo blog.
    Vi seguo sempre ma mi divido tra tanti impegni e, come sempre, arranco.
    C’è però una cosa che voglio condividere: partecipando ad una riunione di insegnanti per dare vita ad una comunità di pratiche, nell’ambito di scuola 21, ho incontrato tanti colleghi con voglia di fare e con il desiderio di collaborare.
    Alcuni diffidano o sono in difficoltà con la tecnologia, semplicemente perché non conoscono gli strumenti e le loro potenzialità ai fini didattici. Ho colto però un grande desiderio di apertura e di formazione e quando parlo di formazione non mi riferisco all’uso dell’ultimo gadget tecnologico.
    Va da sé che ho citato come esempi tutti i corsi del Prof. Formiconi – occorre sempre segnalare le buone prassi, quando ci sono – e già che c’ero mi sono resa disponibile a dare una mano a chi era più in difficoltà.
    Incontrare persone con ancora tanta voglia di fare mi ha rincuorato molto e, in un momento di stanchezza, mi ha infuso nuova energia.
    Conto sul vostro aiuto 😉

  10. Gerardo Totaro ha detto:

    Ho creato il mio blog (per ore … operazione solamente tecnica) … nel senso che spero di utilizzarlo con i miei allievi per poter sperimentare una modalità di dialogo differente … il report della mia iniziativa credo che abbia bisogno di almeno due settimane di lavoro … passo successivo e cercare di coinvolgere i colleghi (130) … sulla sperimentazione.

    Se son fiori fioriranno … un pezzo di sperimentazione l’ho letteralmente travasata da TEORIA E TECNICHE DELLA COMUNICAZIONE (TOSCHI – SIMONETTA) a cui porgo il mio carissimo saluto !!

    G.T.

  11. paolanasti ha detto:

    Cari amici, ho cambiato qualcosa nel mio blog con cui seguo iamarf poiché ne ho dovuto aprire un altro per scuola. Mancando tutti i mezzi per svolgere il mio compito di fs, ho deciso di creare un blog di scuola in cui riprendo idee, scambio o relaziono su pratiche etc. E’ stato laborioso dal momento che ho dovuto renderlo privato. Quindi, per tenere distinte le cose, ho tolto il nick faunia farley (con cui qualche volta compaio in questo dibattito). E dal blog pavlik1965 (quello con cui seguo iamarf) ho cancellato qualche articolo che mi sembrava potesse urtare la sensibilità di qualche collega (non sono riuscita a fare in modo, credo, che chi apra il blog wordpress del mio liceo non abbia accesso anche a quello con cui seguo iamarf; troppo difficile). Credo che non sia cambiato il link del mio blog, che, in ogni caso, ripeto qui:

    http://pavlik1965.wordpress.com

    (sarebbe meglio se il prof facesse un controllo per vedere se ho combinato guai)

    adesso come nome pubblico viene fuori “paolanasti” (a meno che non abbia sbagliato qualche passaggio).

    sono di nuovo rimasta indietro con i post, anche se, molto utilmente, ho potuto ripetere, stamattina, quello sull’apertura dei blog
    ciao a tutti!

    1. Andreas ha detto:

      Ma era bellissimo quel post – diario semidisperato di una “FS 3- Innovazione didattica”…

      … [il] male radicale in Kant. Che non è fare qualcosa di male. Ma è l’arrendersi alla necessità. Al meccanismo. Alla morte del desiderio. È un non fare, piuttosto che un fare. E’ il cedere alla disperazione, chiudersi nel proprio recinto per amor di sé. È la perdita dell’amore per la vita.

      Grazie

  12. giusi5 ha detto:

    Ho aperto, per la prima volta in assoluto nella mia vita, un blog, ho utilizzato wordpress.com.
    Mi muovo con molta titubanza, sto cercando di capirne le potenzialità, mi sento un po’ persa…
    Mi piacerebbe esplorare le possibilità didattiche del blog, utilizzabili con i bambini della primaria. Ho inserito alcune parti del mio diario di queste settimane, questo è un aspetto che mi piace, nel senso che m’interessa rielaborare i testi riorganizzandoli in modo non lineare- temporale, ma secondo suggestioni argomentative o semantiche.
    Mi piacerebbe scoprire aspetti creativi…
    Giusi

  13. Orlanda ha detto:

    Conosco le possibilità di blogger perché, come ho accennato altrove, ho già un blog didattico, ma qui vorrei lavorare con uno strumento nuovo e che conosco pochino … per questo ho recuperato e indicato il blog che ho creato tempo fa su wordpress.com!

    Grazie e buon BLOGGING a tutti!

    Orlanda

  14. Nicoletta Farmeschi ha detto:

    Io li ho incontrati (il gruppo di Ivrea) a Didamatica, una volta, a Torino, ma non riuscii a sfruttare abbastanza l’occasione (troppo poco tempo), così rimanda, rimanda…sono arrivata fino a qui: speriamo sia la volta buona!

  15. Nicoletta Farmeschi ha detto:

    Salve, ho molti blog sparsi sia su server privato che servizi di hosting. Forse stavolta potrei semplicemente e solamente mettere il mio blogghetto http://lnx.martinifrancesco.net/wordpress/ o il mio Noblogs dell’altra volta. Oppure provare provare qualcosa di nuovo? Che mi consigli, prof? Sono molto indecisa…

    ps: non vorrei sembrare una grande “peccatrice”, ma sì: ho già tanti blog, di tanti tipi…alcuni pure nascosti perché ho la mania di scrivere e scrivere e scrivere…

      1. Andreas ha detto:

        Ho no, è stato quasi un errore dal mio punto di vista, ogni tanto uno svagola. Uno dei testi che ho citato si trova qui (pdf).

        No no, non ho mai chiesto a nessuno di acquistare nulla. Fammela dire con le parole di Céline:

        È ben protetta la Scienza, ve lo dico io, la Facoltà, è un armadio ben chiuso. Vasetti in quantità, poca marmellata.

        Viaggio al termine della notte

  16. Claude Almansi ha detto:

    Che bello, cresce il blogovillaggio!

    Err, il formulario nel tuo post mi appare precompilato. Ho provato a modificare l’URL del blog per mettervi quello WordPress e ho ricevuto una conferma “message sent” con in effetti “Indirizzo del blog: http://almansi.wordpress.com/ ” – però se torno sul post, il campo dà di nuovo l’URL dell’altro blog. Cioè come funziona questa precompilazione?

    1. Andreas ha detto:

      Il problema è affine a quello discusso in Commenti e login. Il problema di fondo è lo stesso. Se tu sei loggata in WordPress.com perché recentemente hai lavorato ad un tuo blog, allora quando entri nella pagina Apriamo il blog trovi i tuoi dati precompilati nel modulo. Per quanto riguarda l’indirizzo che ci trovi dipende da quello che hai dichiarato come “blog primario” nel tuo profilo. Vai nelle impostazioni e lì puoi scegliere il blog primario.

  17. maupao ha detto:

    ciao
    ho indicato il blog che ho creato tempo fa su wordpress.com
    Segnalo anche un altro esperimento realizzato con wordpress.org su un hosting personale e che uso per varie prove.
    Mi incuriosisce molto la possibilità di autistici/inventati. Penso che sperimenterò qualcosa anche con loro.
    Grazie e buon blogging a tutti

    1. Andreas ha detto:

      Grazie! Molto interessante il link che hai messo nell’ultimo post, dove parli del trasferimento da un dominio all’altro.

      Mi pare di capire che usi Linux – quale distribuzione?

      1. maupao ha detto:

        Grazie, il blog era nato come luogo per depositare riflessioni sul mondo della scuola e per provare a gestire direttamente una piattaforma wordpress. Ho trovato anche molto utile poter archiviare in rete lavori e collegamenti che poi posso recuperare velocemente. Le informazioni per passare da un dominio ad un altro vanno proprio in questa direzione, perchè mi sto documentando e se non tengo il filo poi rischio di perdere le risorse interessanti in cui mi imbatto.
        Si, uso linux (ma da che cosa si è capito… ;-): principalmente slackware, ma anche debian e per la scuola wiildos, una distribuzione pensata da insegnanti. Per approfondire wiildos

        1. Andreas ha detto:

          Uh – notizia croccante – direbbero a Holywood Party – trasmissione su cinema a radio 3 – Non conoscevo WilldOs

          E se organizzassimo una guida per l’ingresso dolce in Linux?

          1. http://lnx.martinifrancesco.net/wordpress/ ha detto:

            Mi piacerebbe molto leggerla…sono sempre stata troppo pigra per cercarmi da sola le informazioni al riguardo. Soprattutto, non volevo prendere in esame WiildOs (non Willdos, prof.) da sola…visto che la collego alla possibilità di farmi una lavagna interattiva con il comando della Wii…ma se qualcuno lo fa con me, è tutta un’altra cosa!

                1. Nicoletta Farmeschi ha detto:

                  Risalve: il problema della miniguida che mi segnala Maupao è che non è chiaro, per me che sono neofita, cosa devo acquistare di preciso: mettiamo che metto a disposizione 50 euro (che dovrebbe erogare la scuola, ma tanto è inutile chiedere: non capirebbero neppure cosa ci voglio fare), vorrei un elenco preciso del materiale da cercare (sono in un paesino, dovrò ordinarlo o recarmi in città appena possibile) e non sono sicura che poi me lo ritirino se sbaglio…
                  Si parla ad esempio di pannello interattivo: di che si tratta? Ricordo di aver usato la WiildOs direttamente sul muro del Politecnico di Torino, con il telecomando disposto su un treppiede e la penna (non ricordo che tipo). Possibile? In ogni caso attendo che Andreas apra un settore per la questione. Grazie della pazienza, Maupao, ma la curiosità ora sì che l’hai stuzzicata meglio!

            1. Andreas ha detto:

              Grazie Nicoletta: sì, WiildOs, troppa fretta…

              Siccome ho idea di far nascere dei gruppi su vari argomenti, ci metterei anche questo, mi pare parecchio interessante.

        2. soudaz ha detto:

          Io organizzo delle esercitazioni ogni anno: le potete veder descritte in questo blog entrando come UN LIM e pw costruzione, poi scegliere miei post.
          Abbiamo, hanno gli allievi documentato tutto ciò che abbiamo fatto.
          Se andiamo avanti condividerò le altre considerazioni: colleghi, colleghe, tecnico, bidelli e allievi.
          Domani, 16 novembre 2013, ad Ivrea ci sarà una interessante manifestazione sulla didattica aperta.
          Vedo che molti nomi sono comuni e spero di conoscere dal vivo qualcuno domani mattina.
          Ciao
          Costantino

          I miei allievi erano riusciti a montare la Wii LIm in meno di 3 minuti ma i colleghi e le colleghe non sanno come si comanda una LWII. Qualsiasi allievo delle primarie lo sa fare ma non tutti gli altri operatori della scuola. Ma penso che ne parleremo in seguito dei pro e contro della soluzione WII LIM. WIILDOS invece è geniale e funziona perfettamente per le scuolette che non hanno mezzi. Mi tengo aggiornato seguendo il gruppo su google.

            1. soudaz ha detto:

              Ho trovato Maupao e ci siamo presentati: effettivamente la giornata, mezza per me,causa impegni famigliari, è stata molto interessante e molti gli argomenti trattati.
              Poi c’erano anche Ruffoni di WIILDOS con un laboratorio molto interessante e altri fornitori di servizi open molto interessanti. Mi riprometto di pubblicare qualche link sul mio blog che dovreste veder. Per adesso solo il titolo del post: #did@ttic@pert@
              Ciao
              Costantino

  18. Wittgens ha detto:

    Bene, ho rivoluzionato tutto e aperto un Blog nuovo con WordPress.
    Non rinnego Blogger ma ho conosciuto qualche suo limite.
    In #loptis voglio lavorare con uno strumento nuovo. Il Prof.re Andreas mi conosce, sa che in certi momenti corro…ma poi mi fermo!
    Lui penserà a metterci in contatto non solo in questa sua “casa”, ci metterà in collegamento altrove (aggregatori…) ma di seguito io inserisco lo stesso la mia “nuova identità” in WordPress.
    E’ una creatura ancora molto piccina, da rielaborare e rivedere. Solo un piccolo e semplice post.
    Buon lavoro…

    1. Gerardo Totaro ha detto:

      Ciao Nicoletta … (saluti da me Gerardo) … sai … durante l’orientamenti presso la nostra scuola abbiamo creato una LIM guidata dal telecomando WII … ma ciò che faceva sbroccare i bambini … era un guanto con dentro installato il dispositivo di comando, il tutto associato ad una applicazione di un “pazzoide” giapponese .
      EFFETTO MIRABOLANTE … fa un pò Minority Report
      Bye

        1. gerardototaro ha detto:

          Ho creato il mio blog (per ore … operazione solamente tecnica) … nel senso che spero di utilizzarlo con i miei allievi per poter sperimentare una modalità di dialogo differente … il report della mia iniziativa credo che abbia bisogno di almeno due settimane di lavoro … passo successivo e cercare di coinvolgere i colleghi (130) … sulla sperimentazione.

          Se son fiori fioriranno … un pezzo di sperimentazione l’ho letteralmente travasata da TEORIA E TECNICHE DELLA COMUNICAZIONE (TOSCHI – SIMONETTA) a cui porgo il mio carissimo saluto !!

          G.T.

    2. soudaz ha detto:

      IO invece sto seguendo il programma dell’anno di prova e non farò nessun nuovo blog.
      Continuo con il solito e ho già inviato i miei dati.
      Buon lavoro organizzativo.
      Cercherò di strutturare il mio blog in qualcosa di meglio organizzato rispetto al ripostiglio che mi ritrovo adesso; anche abbastanza disordinato; ma io ci trovo quanto necessario: il problema è farlo trovare agli altri visitatori.

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