Racconti – #ltis13

Locandina del connectivist Massive Open Online Course: Laboratorio di Tecnologie Internet per la Scuola - #LTIS13

Ognuno cerca la sua strada.

Emanuela

Buongiorno a tutti e grazie Andreas per queste ulteriori riflessioni. Ecco quello che ho deciso di fare con i vari feed: li ho contrassegnati tutti come già letti, altrimenti con quel numero enorme non mi sarei più resa conto se ne arrivavano di nuovi. Poi li ho iniziati a spulciare per individuare quelli più interessanti e separare in cartelle (cosa che avevo già iniziato a fare quando ho installato il mio lettore RSS: avevo creato una cartella Didattica, Arte, Notizie, Varie, lasciando fuori dalle cartelle il MOOC, i relativi commenti e il blog anch’esso con commenti). Naturalmente molti blog sono ancora embrionali (incluso il mio) per cui è un lavoro che andrà perfezionato. E a questo punto potrò anche farlo semplicemente leggendo via via i nuovi feed. Un lavoro adatto ad una catalogatrice compulsiva come me 🙂

Lucia

Vedo adesso, dopo aver trovato una strada mia che può essere però utile a tutti – ho spiegato passo passo qui.

ancora Lucia

La soluzione trovata da Antonella e citata dal prof è anch’essa assolutamente preziosa, nella sua semplicità. Volevo iscrivermi al blog di Gianni Marconato (http://www.giannimarconato.it) ma non riuscivo a trovare il link RSS. Ho provato a scrivere in Bloglines l’URL che qui ho messo tra parentesi, aggiungendo /feed. Ha funzionato!!! Quindi in teoria non dipendo più dalla presenza di un link/icona RSS. Grazie Antonella, le soluzioni semplici sono sempre le migliori!

Luisella

@luciab #13 @andreas #14 Dopo aver importato i feed utilizzando i nuovi file opml messi a disposizione da Andreas, ho visto che per ltis13 mi erano venute fuori due cartelle, una con tutti i post e i commenti del post fatti con WordPress e Blogger, una (denominata ltis13_s) con tutti i blog fatti con soluzioni alternativa (Noblogs, soluzione 0 con WordPress, Altervista e così via). La cosa mi innervosiva non poco, non so perché, allora mi sono messa a leggere il codice xml e ho iniziato a vederci dei “pattern”, poi, dopo aver letto il post di Lucia, ho iniziato a fare un po’ di taglia e incolla, e da un unico file, ho creato due files, uno con tutti i blog (di tutti i tipi), uno con i soli commenti. Ho rifatto l’importazione in Bloglines, e mi pare che funzioni, ora ho due cartelle, una per i feed di tutti i blog (mi pare siano 113!), una per tutti i commenti. Pasticciare è bello 😉 Ah, anch’io ho poi tolto il blog e i commenti iamarf dal file itis12 perché preferivo averli da soli. Ora sembra tutto abbastanza in ordine (ma il caos regna sempre sovrano all’interno di ogni cartella… )

Teresa

Io ho aumentato il numero di news da mantenere su RSSOwl in modo che non mi vengano cancellate quelle lette se superano un certo numero, e poi facendo la ricerca per parole chiave riesco a recuperare i post nei quali avevo trovato notizie interessanti… Con calma poi andrò a cancellare i commenti ‘inutili’. Mi faccio paura, in una sola serata ho recuperato! ed ora vado a curiosare

Ve ne saranno altri, qualcosa può sfuggire. Giusto esempi: ognuno cerca di estrarre valore, ognuno nel suo modo.

C’è chi aggeggia con il file opml. Primi passi nel codice:

…allora mi sono messa a leggere il codice xml e ho iniziato a vederci dei “pattern”, poi, dopo aver letto il post di Lucia, ho iniziato a fare un po’ di taglia e incolla, e…

Ora approfitto dell’episodio per suggerire agli ottimi “pasticcioni” l’uso di editori di testo [1] più adeguati, in particolare quelli che sono dotati di Syntax highlighting: evidenziazione cromatica degli elementi sintattici per distinguerli dal resto del testo.

Chi è incuriosito e usa Windows può provare Notepad++:

Chi usa il Mac può provare TextWrangler. Chi usa Linux è probabile che abbia già le sue belle abitudini e opinioni precise a riguardo. Forse Gedit è la scelta più usuale, oppure Vi (il mio), Emacs (il mio per 10 anni), ma questi ultimi sono un po’ diversi.

Non è un compito questo, solo per curiosi e pasticcioni gaudiosi.


[1] Se qualcuno non ha chiaro cosa si intenda per editore di testo, si soffermi a fare questo piccolo esperimento.

Prima di tutto occorre sapere che chiunque usi un PC con windows ha anche un piccolo programma che si chiama Blocco note (Notepad), raggiungibile con Avvio -> Tutti i programmi -> Accessori -> Blocco note. Vi apparirà una finestra desolantemente vuota, con pochissimi voci di menu. Ecco, questo è un editore di testo, di quelli che consentono di scrivere un testo ma senza alcun abbellimento grafico come siete abituati a vedere in programmi tipo Word.

Gli editori di testo producono file nei quali si usa la codifica ASCII, con la quale ogni carattere (alfabeto, numeri, punteggiatura, simboli vari) all’interno del computer viene rappresentato con un byte, cioè una sequenza di 8 bit, ognuno dei quali può valere solo 0 o 1. I word processor generano invece dei file scritti con una propria codifica, nota solo a chi l’ha progettata, e che contiene molte più informazioni, oltre ai meri caratteri che esprimono il testo.

Bene, passiamo all’azione.

Aprite Blocco note, scrivete subito all’inizio la parola “pippo” e salvatelo con il nome pippo.txt. Poi scrivete lo stesso testo “pippo” in un word processor e salvate il file con il nome pippo.doc o pippo.odt o quello che volete, a seconda del word processor che usate, Word oppure LibreOffice o OpenOffice o altro. Guardando nella cartella che contiene tali file, confrontate la lunghezza. Io l’ho fatto in questo momento usando Vi (un editore di testo tipico di Unix) e OpenOffice Write: pippo.txt è venuto 6 byte e pippo.odt 8841 byte! Ebbene, in pippo.txt i byte sono 6 perché ci sono i 5 caratteri (un byte per carattere secondo la codifica ASCII) di “pippo” più un carattere finale che rappresenta la fine della riga. Invece il file pippo.odt è venuto 8841 caratteri perché i rimanenti 8835 caratteri servono per descrivere le caratteristiche grafiche del testo, anche se di fatto non le abbiamo usate.

Che schifo il Blocco note! – dirà qualcuno di voi. Beh, dipende. Se volete scrivere una bella lettera impaginata elegantemente e con vari abbellimenti grafici, allora Blocco note non fa per voi. Ma se per esempio volete spulciare un pezzetto di codice per vedere come è fatto e magari farci un cambiamento, allora sarebbe una sciocchezza usare Word, perché rischiereste di ritrovarvi il file rovinato nella sostanza perché Word vi ci ha cambiato qualcosa. – Ma noi non scriviamo software! Mica siamo programmatori! – Certo che no, ma vedrete che ciò nonostante vi potrà capitare di mettere le mani in qualche frammento di codice. Non anticipiamo troppe cose ora, tutto a suo tempo…

107 thoughts on “Racconti – #ltis13

  1. Antonella's blog says:

    Dopo una settimana di assenza ho installato RSSOwl. Avevo difficoltà con Bloglines e me ne prendevo tutta la colpa!!!! Ora tutti i blog sono sotto controllo e spero di poter entrare in contatto con qualcuno di voi…mi sento così sola in questo villaggio! Io sono alle prime armi rispetto a tanti altri compagni di corso e mi meraviglio difronte ad un piccolo passo avanti , come questo!!!Buona domenica a tutti!

  2. Andreas says:

    @Luisella #97 Ho un po’ indagato: la funzione File->Import di RSSOwl appare erratica. La stessa richiesta su RSSOwl installato su macchine diverse – Linux e Windows – dà esiti diversi: per un sito su una fallisce per un errore di accesso al database di feed, su Windows funziona; per altri succedono cose ancorsa diverse. Sospetto che la questione risieda in differenze dovute ad aggiornamenti diversi del java sottostante su cui RSSOwl galleggia. Non ho tempo di indagare ulteriormente ora. Ci tornerò in futuro, grazie per avermi indotto a fare qualcosa che rivela una debolezza di quel sistema, peraltro ottimo.

    1. valottof says:

      Sociogrammi!!! 😯
      Mi sono appena ricordato che avevo scritto un software per raccogliere i dati e poi produrli attorno all’89 o giù di lì: in Turbo Pascal e con la grafica – forse – a 300 dpi. Stava su un dischetto a 5,25 pollici in cartoncino e salvava i dati su un secondo visto che di hard disk ancora non si parlava! Ah… che nostalgia 😉

  3. sandramtt says:

    I link sono questi:
    un altro suo corso nel 2011.
    Mi stavo preoccupando di come implementare l’idea di progetto:Navigare l’immenso (titolo provvisorio), ma ora ho sospeso ogni cosa del “futuro” anche se interessante e ho cominciato a navigare (tra tutti i blog) in proprio sperando di costruire una guida “turistica” per il villaggio. Cerco collaborazioni, tuttavia sono salpata per l’avventura. Si vedrà strada facendo.
    ps. Avevo scaricato i blog in RSSOwl correttamente, non me ne ero resa conto a causa della grafica minimale e asciutta dell’aggregatore. I suoi video prof. sono ottimi, almeno per me.

  4. Luisella says:

    @andreas #93 ho proceduto così: su RSSOwl sono andata su File —> Import, lì ho incollato l’indirizzo http del sito (ad esempio globalvoicesonline.org) e poi ho cliccato su Next. A quel punto RSSOwl mi individua una miriade di feed all’interno del sito Global Voices. Io ho selezionato quelli che mi interessavano e ho cliccato su Finish. Per siti più semplici, che hanno meno feed, facendo questa operazione mi vengono fuori due feed (che però, come dici tu, alla fine probabilmente differiscono solo per qualche standard diverso, perché sia scegliendo quello RSS “normale” sia scegliendo quello RSS 2.0 mi viene fuori lo stesso risultato). Ti chiederai perché non ho fatto l’altra operazione, che ci hai indicato. Perché se vado a cliccare sull’icona RSS di un sito, che vedo in fondo a destra sulla mia barra degli indirizzi di Chrome, mi si apre automaticamente Bloglines (forse perché inizialmente avevo usato quello e il mio computer se lo “ricorda”? Boh?).
    Altra cosa buffa che ho notato, è che ieri, nonostante fossi loggata con il mio account wordpress, il mio nome non si bluificava, come dice MarinaP in http://marinapasserini.blogspot.it/2013/04/diario-di-viaggio.html, allora ora ho cliccato su modifica e incollato di nuovo l’indirizzo del mio blog sul terzo rigo. Vediamo che succede… Si bluificherà? Ma perché il “sistema” se lo era “dimenticato”?

  5. Andreas says:

    @valottof @Luisella #90, 91 Altro che fuori tema, argomento cruciale, da non dimenticare, da diffondere, da sviluppare. E poi, noi qui non conosciamo il fuori tema come non conosciamo il metodo ortodosso. A buttare via si fa sempre in tempo…

  6. Andreas says:

    @Luisella #83 Non sono riuscito a riprodurre quello che ti succede. Se clicco con il destro sull’icona arancione dei feed in alto a destra nella pagina Global Voices (italiano), copio l’indirizzo e lo importo in RSSOwl con il tasto a destra in alto New, mi ritrovo un unico feed che è http://it.globalvoicesonline.org/feed/.

    Tu che sequenza hai usato?

    In ogni caso, talvolta alcuni siti offrono feed in salse diverse, ovvero standard in parte diversi, una differenza tipica per esempio è fra uno standard che si chiama Atom e uno che si chiama RSS. Di solito vanno bene entrambi, solito. Anche RSSOwl li dovrebbe digerire tutti e due, ne puoi scegliere uno qualsiasi, credo.

  7. Andreas says:

    @sabinaminuto #82 Nella mia visione ognuno deve trovare il modo giusto per se stesso. Il modo ortodosso non so quale sia e se ne scoprissi uno cercherei subito di demolirlo 🙂

  8. Luisella says:

    @claude #88 @valottof #90 grazie per gli innumerevoli spunti e per le tante strade che ci portate a esplorare e percorrere… per quanto riguarda i libri digitali, quest’anno ho quasi fatto a botte con il commerciale di una casa editrice, il cui libro abbiamo in adozione nelle classi prime del nostro istituto, perché non ha voluto “concedere” in prova ai nostri alunni la versione digitale del libro di testo (tengo a precisare che tutti gli studenti della classe l’avevano già acquistato in formato misto, cartaceo + CD-Rom). Alla fine sono riuscita ad averne un paio di copie saggio (una per me, una per l’insegnante di sostegno, una per uno studente disabile) e ho scoperto, orrore!!, che si trattava di un semplice PDF, sul quale non si poteva fare assolutamente nessuna operazione (nemmeno ascoltare i dialoghi, che è una vera e propria bestemmia per un libro di lingua straniera, e tantomeno fare gli esercizi in maniera interattiva). Anzi addirittura tale PDF si apre solamente in una applicazione specifica rilasciata dalla casa editrice e non liberamente in un qualsiasi PDF reader. Non vi dico quanto mi sono incavolata di questa cosa!!! Nel frattempo il mio istituto ha aderito alla rete Book in Progress e spero che rapidamente riusciremo a fare a meno dei libri coperti da copyright, per lo meno nelle classi in cui gli studenti sono dotati di tablet. Anche se a dire il vero credo che anche la rete book in progress preveda una sorta di copyright, cosa che devo approfondire ….
    Leggevo proprio in questi giorni che l’obbligo di adottare un libro di testo per ogni materia non esiste praticamente in nessun altro paese europeo, tranne Grecia, Cipro e Malta. Io adoro i libri, però questo non giustifica il comportamento protezionistico e scorretto delle case editrici, che cercano appunto solo di proteggere il loro monopolio, bloccando l’innovazione.

  9. soudaz says:

    Ho l’impressione di essere in una gigantesca spaghetti junction e non so a chi chiedere informazioni ma trovo cartelli che mi danno tante informazioni che sarebbero utili se sapessi la direzione nella quale procedere. In questi casi cerco di togliermi dall’incrocio perché, poi capirò se sono nella direzione giusta a sbagliata.
    E devo confessare che sbagliare strada ogni tanto mi piace: mi permette di incrociare problemi diversi o altri punti di vista.
    Grazie a tutti
    Costantino

  10. Claude Almansi says:

    @Franceso #86 Stupendo anche iQuindici, sia per il Manifesto sia per la ricca biblioteca copyleft: per ora ho scaricato – e letto – la sceneggiatura Omero e Luther Blissett alla conquista di Barocco: sai se è stata rappresentata?

    Dal 93 al 94, Guido, mio marito, aveva curato la rivista Il Racconto (pubblicato da Crocetti). Allora una volta al mese, andavamo da Crocetti, in periferia di Milano, e lì trovavamo pile di nuovi manoscritti, dai quali lui sceglieva quelli per il numero successivo. Io facevo l’apri-busta, perché Guido aveva avuto un ictus nel 92 e con una mano sinistra ancora un po’ paralizzata, aprire le buste era complicato. Però era un crepacuore, perché i manoscritti erano tanti, e Il Racconto usciva solo su carta, con un numero limitato di pagine.

    Perciò credo che a Guido sarebbe piaciuto quel che fate con iQuindici. Dopo tutto, nella prefazione all’antologia di parodie “Quasi Come”, lui e Guido Fink, avevano scritto:

    “… Leggi oppressive e restrittive, a partire dal nefasto Copyright Act del 1709, hanno invano cercato di ingabbiare la creatività umana e la capacità che possiedono gli artisti di re-inventare le cose altrui. Ma nessun decalogo può impedire che si desiderino le parole altrui, spesso per deturparle o per stuprarle; nessuna istituzione civica o patto sociale può far sì che le creazioni artistiche rimangano statiche e deperibili, solo proprietà immodificabile di chi ha dato loro una prima e sempre provvisoria sistemazione: nuove sistemazioni e sorprese attendono l’opera originale nelle mani dello sperimental falsario.
    (…) L’arte è un flusso continuo di mode e di scherzi, di convenzioni e di parodie, di atti di fede e di gesti di ludibrio. Il falso garantisce la dolce corrente di questo flusso. Quanto al falso squisitamente sperimentale, ebbene, eliminarlo significherebbe uccidere tutte le possibilità e le potenzialità della letteratura, sminuirne la natura che è, sempre, anche quando sbandiera una sua originalità e una sua forma di rottura con la tradizione, un’operazione nobilmente parassitaria.”

    E questo l’avevano scritto nel 1976. Vuoi adesso che il copyright dura 70 anni dopo la morte dell’autore? Quel “nefasto Copyright Act del 1709” durava soltanto 14 anni dalla pubblicazione…

    (La citazione da Quasi Come l’ho ripresa da http://chitarraedintorni.blogspot.com/2008/11/da-quasi-come-di-galmansi-e-gfink.html – così non ho dovuto ricopiarla io: altro vantaggio del testo digitale.)

    1. valottof says:

      @Claude #88 (ma, paradossalmente, anche @soudaz #98!)
      Pazzesco come i percorsi delle idee si incrocino e quanto spesso ciò accada (una gigantesca spaghetti junction). Molto bello lo stralcio da “Quasi come” che non conoscevo e che anticipa certamente di molti anni il concetto di Copyleft ed i suoi principi! Effettivamente questa è la “filosofia” con cui da sempre si muovono iQuindici sull’onda proprio delle idee imposte dai Wu MIng all’attenzione grazie al successo internazionale che hanno avuto (ed al conseguente bacino d’ascolto che possono vantare insieme ad una indubbia autorevolezza conquistata sul campo).

      Stavo poi per premettere a questa risposta un “e poi taccio per non andare fuori tema”, ma mi sono bloccato rendendomi conto che il tema, invece, è di importanza fondamentale nella didattica e nell’utilizzo di nuove tecnologie per l’insegnamento ancora di più! Proprio il problema del copyright e dell’esistenza (e pretesa sopravvivenza) di monopoli di fatto nel mercato dell’editoria scolastica, sta infatti bloccando da ormai troppo tempo tutti i tentativi di innovazione della didattica in chiave tecnologica.
      Non so se/quanto seguiate il dibattito; ma leggere nella risposta dell’associazione editori al nuovo (l’ennesimo!) decreto che impone l’utilizzo di testi anche digitali, che “non è ancora dimostrato che l’esposizione prolungata a tali apparecchiature non comporti danni alla salute” mi ha lasciato basito.
      Ferve il dibattito sull’utilità o meno (o meglio: sull’effettivo grado di utilità) delle tecnologie informatiche e telematiche nella didattica, ma si tratta per lo più di un dibattito accademico (come per il sesso degli angeli….) visto che l’applicazione è talmente limitata da impedire di fatto una qualsiasi valutazione oggettiva. Inoltre le sperimentazioni che iniziano a venir proposte sono in genere praticamente “blindate” grazie all’uso di software proprietario spesso sviluppato ad hoc e contenuti coperti da rigidissimi diritti d’autore (ma più propriamente di editore!).
      Il risultato è che pare restino solo due alternative: o ti consegni mani e piedi legati al grosso editore/software house che farà di te e delle tue classi ciò che gli conviene, oppure ti arrangi con le tue capacità, quello che riesci a recuperare in rete e la buona volontà (eventuale) di qualche collega e/o genitore. Il risultato in entrambi i casi non potrà essere che negativo, o almeno non tanto positivo al punto da permettere al più becero luddismo di affermare “l’avevo detto io che non serviva a nulla: noi si che con penna e calamaio facevamo scuola davvero!”

      Chiudo (giuro: e mi scuso per essermi dilungato!) in merito a quella sceneggiatura. Se ricordo bene (non sono famoso per la mia memoria! 😉 ) si tratta di una cosa scritta come “tesi finale” di un corso di teatro o cose di questo genere. L’autrice è una delle fondatrici de iQuindici che però, ormai da qualche anno, ha lasciato il gruppo. Non ci siamo più sentiti per cui non so il seguito della sua storia, ma credo la tenga aggiornata qui http://www.monicamazzitelli.net/

  11. sandramtt says:

    Per navigare l’immenso, mi è giunto un suggerimento prezioso da una persona del villaggio che spero si unisca al progetto. Il suo racconto è racchiuso in due link di Maria Grazia Fiore che parla della sua collaborazione con il Prof Andreas lo scorso anno “con il cappello di programmatore”( non lo sapevo di quest’altro lavoro!).Il programma che ha inventato richiede solo ai blogger di postare le rotte create con la fantasia (insieme dei nomi dei blog), poi viene tutto automaticamente rielaborato in una mappa….ma…vorrei i colori in primo piano. Sono le rotte interplanetarie (ora confondo cielo e mare, ma all’orizzonte non è così?), sono le cose di cui noi insegnanti abbiamo bisogno:amici, consigli quando siamo in difficoltà; esperienze passate dei colleghi che hanno insegnato prima, per consolidare le nostre fondamenta; i progetti volti verso il futuro, quelli che danno speranza, perchè lavoriamo con il futuro, dai più piccoli ai più grandi fino alla conclusione dell’arco della vita.Tre colori quindi, tre direttrici. Sono importanti tutti i blog … è solo una grammatica della fantasia.

  12. Claude Almansi says:

    @valottof #84 Grazie! Ieri tardi, dal tuo link, sono arrivata a http://www.wumingfoundation.com/giap/?page_id=6338 , da dove ho scaricato la raccolta “Anatra all’arancia meccanica”, di cui ho cominciato a leggere il racconto omonimo invece di risponderti.

    Mi piace molto: non conoscevo i Wu Ming, quindi ho avvicinato il racconto a partire da altre cose. Ad es negli anni 70, avevo letto “Come leggere Paperino” di Ariel Dorfman e Armand Mattelart, già interessante, ma un saggio teorico. Invece “Anatra all’arancia meccanica” è più vicino a “La vera apologia di Socrate” di Kostas Varnalis, dove Socrate prende per i fondelli i suoi discepoli, anche lui in chiave marxista. Però è più vivace “Anatra all’arancia meccanica” – e sarebbe da far leggere agli allievi nei progetti di scrittura multimediale, come esempio di come rendere immagini in testo in modo accessibile ai ciechi e non barboso (1) – anche se / proprio perché qui, il fumetto è ipotetico.

    E non sapevo nemmeno che la “Heynoughty“, come la chiamano i Wu Ming in un altro racconto, fosse aperta al modello di pubblicazione con versione digitale liberamente scaricabile senza protezione anticopia, sotto una licenza simile a quella Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo. Anche questo fa della raccolta “Anatra all’arancia meccanica” un testo utilissimo per le scuole.

    E grazie – se era questo che intendevi – per l’identificarmi a quell’anatra: è più lusinghiero in effetti di quella di Vaucanson. Anni fa, quando iniziavo a esplorare il potenziale delle cose online per promuovere l’accessibilità (allora pensavo a quella fisica in città, a quella del web stesso ci sono venuta qualche anno dopo) mia figlia mi aveva soprannominata “Che Guevara dell’internet”. E quando eravamo andate a vedere una mostra di Chagall al Museo di Arte Moderna di Lugano nel 2001, allora brutalmente inaccessibile alle persone in sedia a rotelle da una specie di trittaprezzemolo contapersone, mi aveva detto nell’atrio: “Adesso ci guardiamo la mostra in pace, poi vado al bar accanto ad aspettarti e soltanto allora tiri fuori la kalashnikof”. E il custode un po’ letteralista mi aveva gentilmente pregato di lasciar la borsa in guardaroba…

    (1) Un amico cieco mi ha scritto una volta: “Certo che insistiamo per aver film audiodescritti in TV – però purtroppo quasi sempre, le audiodescrizioni sono noiosissime.”

    1. valottof says:

      @Claude #85: WOW! Grande cosa aprire tali e tanti orizzonti con un semplice link, eppure in un certo senso la vedo come una metafora del WEB, dove un link porta ad altri, che portano ad altri e così via in una ragnatela che permette di aprire ad assonanze e differenze.
      Mi fa piacere averti “iniziato” ai Wu Ming, che hanno molti meriti sia in ambito letterario che politico, educativo e più in generale nella comunicazione con particolare riguardo all’ibridazione di generi e di canali.
      Attenzione però: creano dipendenza! 😉
      Io ne sono stato affascinato qualcosa più di una decina di anni fa (all’epoca di Q firmato con il primo psudonimo Luther Blisset) ed ho finito per co-fondare iQuindici (http://www.iquindici.org) – altro esempio di “guevarismo internettiano” – e legarmici a tripla mandata!

  13. Luisella says:

    @andreas #62 @emanuela #63 ho deciso di installare RSSowl per provare intanto quello. Ma perché ogni volta che importo un nuovo feed, me ne trova due? Ad esempio per Global Voices italiano mi da “Global Voices in Italiano” e poi “Global Voices in italiano (RSS 2.0)”? Quale devo scegliere? Se li seleziono entrambi mi compare lo stesso feed duplicato, e mi sembra che siano identici.

  14. sabinaminuto says:

    Sto facendo tutto come devo (credo).
    La cosa che mi diverte di più è visitare i blog degli altri. Per ora vado a naso (occhio) e se uno mi piace mi iscrivo e lo seguo.
    Leggere tutti i commenti mi annoia.

    Saltabecco qua e là. Non sarà molto ortodosso ma mi trasmette il senso della scoperta.

    Buon 25 Aprile.

  15. Andreas says:

    @giodan #77 Il prossimo passo consisterà proprio in questo esperimento: congegnare un meccanismo che consenta a ciascuno di far emergere i blog più affini ai propri interessi.

    1. sandramtt says:

      Stranamente ho ipotizzato nel mio glob un metodo per navigare “l’immenso”. Ne avevo bisogno per capire l’importanza dell’aggregatore. e ritornare sul suo video dopo il primo fallimento. A scuola diciamo “ha lenti ritmi di apprendimento”… pazienza!

  16. Claude Almansi says:

    @giodan #77: non c’è niente di pazzesco nel tuo modo di adoperare il file OPML, anzi mi pare che altri hanno già scritto di fare come te: tanto il file OPML essendo un testo digitale, gli possiamo fare tutte le cose che vogliamo, quante volte vogliamo, senza danneggiarlo. Alla peggio, se lo abbiamo maciullato oltre ogni recupero, si riscarica e forse, prima di ricominciare ad esperimentarvi, si fa una copia.

    Anche a me interessava il fatto che il file OPML è un elenco di feed RSS, di cui ognuno può essere trattato separatamente – cioè letto in un aggregatore separato. Volevo provare a combinare questo fatto con la possibilità, nei wiki fatti con wikispaces.com, di creare facilmente un aggregatore/lettore per un singolo feed.

    In realtà l’avevo già fatto per linf12, che menzioni, ma lì i blog erano pochi, quindi aprire ogni volta un widget per creare un aggregatore per un dato feed era fattibile. Invece i nostri blog #ltis13 sono un po’ tanti per fare così. Quindi volevo trovare modi per automatizzare il più possibile la trasformazione del file OPML in una pagina wiki con tanti lettori di feed (2 per ogni blog) separati, nell’ordine che voglio: mica tanto complicato, una volta identificati certi elementi ripetuti (vedi Cantieri o(pml)erosi – #ltis13).

    Da qui la pagina wiki ltis13-blog. Però ciò che mostrava il lettore di feed per i commenti di questo blog di Andreas non mi soddisfaceva: non rende bene il nostro intenso commentare qui. Allora visto che ciascun post del suo blog ha un proprio feed per i commenti, ho deciso di ricominciare la stessa operazione in una sottopagina. Insomma, inserirvi soltanto 21 lettori di feed doveva essere uno scherzo, in confronto alla pagina già fatta.

    Balle: cinque volte (almeno) la cosa mi è andata in vacca, anche se provavo a cambiare i parametri dei lettori di feed. Alla fine ho reperito un feed – il feed dei commenti a Non solo luci #ltis13, di cui l’aggregatore wikispaces non vuol sapere, anche se è un feed perfettamente normale e funzionante. Non ho insistito: invece del lettore ho messo i link al post e al suo feed di commenti, e così ho ottenuto la sottopagina commenti-iamarf2.

    Non ho insistito perché mi ha ricordato un incidente simile, nel 2005, nella piattaforma Digital Divide Network (DDN), diretta da Andy Carvin. I blog di DDN erano anche aggregatori di feed RSS, cioè in un blog DDN potevi duplicare il contenuto di qualsiasi cosa munita di un feed, tramite quel feed. Perciò Andy, un po’ prima del secondo Vertice mondiale sulla società dell’informazione a Tunisi nel novembre del 2005, aveva creato:
    (a) un aggregatore online, WSISBlogs.org, con blog di tanti partecipanti della società civile al vertice, munito anch’esso di un suo feed;
    (b) un blog DDN alimentato dal feed di WSISBlogs.org.
    Tutto bene fino al giorno prima dell’apertura del Vertice – quando l’aggregatore DDN ha smesso di funzionare. Andy era già a Tunisi, con una connessione così-così e tante altre cose da fare, perché il vertice era una rara occasione per dar voce ai militanti per i diritti umani tunisini, pesantemente censurati dal governo. Perciò visto che ricevevo per e-mail gli aggiornamenti di WSISblogs ed ero in Svizzera con una connessione buona, mi ha mandato la password del blog DDN corrispondente, per farvi il copia-incolla di quegli aggiornamenti, da brava anatra digeratrice di Vaucanson 😉

  17. Emanuela Pulvirenti says:

    Continuando a cercare la mia strada… Cerco di prendere confidenza con il blog sia dal punto di vista del contenitore che da quello dei contenuti.
    Riguardo il contenitore sto cercando di arricchirlo con una serie di funzioni utili (possibilitá di condividere il post nei social network, statistiche, e anche qualche plugin sfizioso ed inutile come quello per creare una favicon, la piccola icona che spunta nella barra degli indirizzi prima del www.)
    Relativamente ai contenuti sto scrivendo dei post brevi su argomenti che vorrei riprendere in classe: mappe concettuali e mentali, metodo di studio, proposte per attività didattiche non convenzionali etc…
    Ho già parlato del blog ai miei studenti invitandoli a visitarlo. Al momento non ho riscontri. Vedremo!

  18. giodan says:

    ho cominciato a guardare i blog uno per uno a partire dal file OPML che li contiene tutti e via via decido se metterli in bloglines. Tutto a mano, uno per uno. Pazzesco? ma altrimenti come faccio a scrutarci dentro e capire se fa per me? invece quelli di linf12 li ho importati come file OPML. Dato che su bloglines non funzionava quello che aveva suggerito Andreas ho aggeggiato un po’ e ho capito che si doveva memorizzare il file sul computer e poi prenderlo da lì. così mi ha funzionato.
    Ne ho già trovati alcuni veramente belli!

  19. Andreas says:

    @Nicoletta Farmeschi #74 Interessante la tua sperimentazione con Noblogs. Sì, sto allungando la pausa, vedo che non poche persone iniziano ad affiorare e questo è importante. Poi, tutto sommato serve anche me riprendere un po’ fiato, mi serve per organizzare un po’ di roba in sottofondo… 🙂

  20. Antonella T. says:

    Ho pensato di riportare qui il racconto di una mia giornata perché forse potrebbe servire a far sentire meno “soli” quelli che, come me, talvolta si perdono, si scoraggiano e solo di tanto in tanto fanno sentire la loro voce, con la speranza di contribuire, nel mio piccolo, a mantenerne viva la motivazione.

    Ieri è stata una giornata produttiva.

    Dopo svariati fallimenti con relative frustrazioni, sono riuscita a inserire una immagine gravatar (ci avevo provato più volte ma non mi era mai riuscito), ho finalmente fatto un trackback dopo tanti sforzi (vedi diario del 21 aprile), ho aiutato un’abitante del villaggio in difficoltà …o almeno ci ho provato… su una pratica…diciamo tecnica, anche se semplice (chi l’avrebbe mai detto!), ho avuto una piccola “gratificazione scritta”, il tutto appesantito da un pomeriggio di “colloqui con i genitori” che, pur faticosi, devo dire sono stati pure gradevoli…unico neo: non sono riuscita a scrivere il diario (lo sto facendo in differita) e non ho avuto il tempo di terminare un nuovo articolo da inserire nel mio quasiblog…non si può avere tutto! 🙂
    Ironia a parte, questo lavoro si sta rivelando molto interessante e denso di occasioni di apprendimento. Non ci sono soltanto insegnamenti tecnologici, ma stimolanti spunti di riflessione, qualche curiosità a cui si arriva in modo più o meno diretto, informazioni in cui normalmente, considerando i miei centri d’interesse consueti, non mi sarei imbattuta…insomma, molto di più di quanto immaginassi quando mi sono iscritta. Bene!
    Inoltre, mi sto appassionando molto a questo villaggio, con tanta gente interessante, tante esperienze, competenze, atteggiamenti, personalità talmente diversi da costituire un microcosmo in cui vale la pena addentrarsi, anche se le pagine del mio quasiblog non sono tanto belle, anche se il mio ruolo è marginale, le cose che ho da dire poco interessanti, anche se spesso annaspo miseramente in questa selva di feed, trackback, link, permalink, tag, back link……..e chissà quanti altri ne arriveranno!!!! ……io che amo tanto il francese….. 😉 Un’esperienza positiva comunque, tempo speso bene, dedicato ad un connubio sicuramente molto felice tra tecnologia e umanità.
    Grazie Prof. e grazie a tutti voi.

  21. Andreas says:

    @ia56 #69 Sto ristrutturando un po’ varie cose. In alto nella colonna di destra, nella sezione intitolata #ltis13, trovi un nuovo link che devi seguire per ottenere i file OPML.

  22. ia56 says:

    l’errore era proprio che cliccavo new…. ora ho fatto giusto, ma non so se ho importato i blog . ho importato file OPML inf 12 non ho trovato come da filmato a sx laboratorio e sotto file aggiornati e comunque se su RSSOwl clicco su un nome non riesco a leggere anche se mi appare sotto come per i post di iamarf

  23. Andreas says:

    @ia56 #65 Ho la sensazione che per importare il file OPML in RSSOwl tu, in RSSOwl, clicchi sul pulsante grosso New anziché immediatamente sopra su File->Import, come descritto in questo punto del video.

    Il primo serve a includere in RSSOwl un singolo feed, il secondo a importare un file OPML che contiene un insieme di feed. Sono due cose diverse.

  24. ia56 says:

    mi sono un po’ persa e abbiamo detto che va bene così… ma perchè ora mi viene la firma ia56 che è il mio indirizzo blog e non più la firma attilia o fata celestina e perchè il mio permalink non è azzurro??? è importante capire queste due cose o …chi se ne importa..andiamo avanti senza troppi perchè visto che mi sembra già incredibile essere arrivata qui…

  25. ia56 says:

    vado nel blog a sx copio indirizzo di file OPML e lo importo in RSSIwl mi appare icona con w e sopra una crocetta rossa e non me li carica forse sbaglio e vado in un posto errato a copiare l’indirizzo??

  26. Andreas says:

    @ia56 #60 Tu vuoi dire che, dopo avere importato un file OPML nell’aggregatore – presumo RSSOwl, oppure dimmi quale – allora ti ritrovi con tutti i feed con la crocetta sopra, oppure solo alcuni?

  27. Emanuela Pulvirenti says:

    @Luisella #51
    @Andreas #62
    Confermo che NetNewsWire è di una semplicità disarmante e l’importazione del file opml è stata semplicissima. Ho solo dovuto eliminare manualmente il formato txt che era apparso dopo opml quando l’ho scaricato da questa pagina. Dal menu file ho scelto Import Subscriptions. In un attimo i feed erano già tutti dentro. Li ho riorganizzate perché c’erano molte cartelle annidate ma niente di più.
    Se ti serve aiuto più specifico, Luisella, fammi un fischio 😉

  28. ia56 says:

    ho importato il blog di cloude sul mio aggregatore, ma non riesco a farlo con gli altri blog… copio file OPML, ma mi viene sopra una crocetta rossa.. dove è l’errore?

  29. Claude Almansi says:

    @sabinaminuto #48 e ad altri che forse ci hanno ancora un po’ di vertigine davanti a queste cose RSS e XML: beh, sono davvero vertiginose nel loro potenziale. Però ho mi sono ricordata un video che mi pare Andreas aveva già adoperato in un altro perCorso/laboratorio (scusa, Andreas, non ritrovo il post):

    RSS in Plain English di Lee Lefever.

    È in inglese, ma ci sono sottotitoli in un mucchio di lingue, compreso l’italiano. E se selezionate i sottotitoli italiani, sotto il player potete anche selezionare “Transcription” che apre una trascrizione interattiva dei sottotitoli. Fa parte del Commoncraft Show di Lee e Sachi Lefever, dove ci sono anche molti altri tutorial divertenti: su cose tecnologiche ma non solo.

  30. Daniele says:

    @Luisella #50 e @Andreas #55 nel tutorial indicato da Luisella, Notepad++ non viene proprio menzionato.
    Quanto ai commenti nell’aggregatore prendono troppo spazio. Quando ho aperto il blog trovo tutto, no?

    1. Andreas says:

      @Daniele Se la domanda “Come faccio a portarlo dentro RSSOwl?” non ha niente a che vedere con l’impiego di Notepad++ o di altro editore per elaborare il file OPML prima di importarlo. Nel video si mostra come importare il file OPML e non come elaborarlo.

      Quanto al secondo punto. Uno fa quello che vuole, ma l’aggregatore serve giusto quando vuoi seguire una quantità troppo grande di fonti. Ora, i blog sono 140: usare l’aggregatore per vedere i post nuovi e poi aprire tutti i blog per vedere se ci sono commenti non ha senso. Soprattutto perché spesso i commenti arrivano anche notevolmente tardi, diverso tempo dopo che un post è stato scritto.

  31. grandipepe says:

    File OPML: lavoro in corso. … mumble…mumble… io non riesco ancora ad importare i file in Bloglines, eppure qualcuno c’è riuscito. Ho cambiato pc, locazione e fatto tutto con calma. Niente! ci riprovo alla prossima “pausa caffè” che non faccio e che dedico a saltellare tra i commenti di questo per-corso 🙂

  32. Sandra Miotto says:

    Anch’io Daniele sono nella stessa situazione, anzi avevo caricato itis13 nel RSSOwl , ma in seguito mi sono rimasti solo i nomi senza gli indirizzi. Non mi sono demoralizzata e ho cominciato a caricare nel mio blog alcuni file con successo, dopo NotePad naturalmente.

  33. Claude Almansi says:

    @Daniele #49: adesso Luisella ti ha risposto in #50. Io non l’avevo fatto perché ero sconcertata: tu partecipi pienamente alla “c” per “connective” in questo cMOOC, commentando sui blog degli altri e rispondendo ai commenti. Allora perché elimini i feed che ti permetterebbero di seguire i commenti in tempo reale nel tuo aggregatore?

  34. Luisella says:

    @daniele #47 sì, ora cliccando sul tuo nome, si arriva al tuo blog. Sulla somanda #49 non so rispondere perché non ho RSSOwl però probabilmente devi importare il file? mi pare che nel video tutorial di Andreas ci fosse la spiegazione, per la precisione qui https://iamarf.org/2013/04/18/cantieri-ltis13/
    Anzi ne approfitto per chiedere a Andreas, dato che tempo fa ha detto che Bloglines non è un granché, cosa potrei usare su Mac al posto di RSSOwl?

    1. Andreas says:

      @Luisella #50 Anzi ne approfitto per chiedere a Andreas, dato che tempo fa ha detto che Bloglines non è un granché, cosa potrei usare su Mac al posto di RSSOwl?

      RSSOwl gira su tutti i sistemi, proprio grazie al fatto che è scritto in Java. Io lo uso su Linux, Mac, Windows.

  35. Daniele says:

    Nel commento #25 ho scritto: Ho scaricato notepad++, ci ho messo dentro itis13, l’ho sfoltito eliminando le righe con “commenti” e ora? Come faccio a portarlo dentro RSSOwl?
    Potrebbe, gentilmente, qualcuno rispondermi?
    Graaazie.

    Daniele

    1. Andreas says:

      @Daniele #25,49 In primo luogo, come ha detto @Claude in #50, non ha molto senso eliminare gli elementi che si riferiscono ai commenti, non meno importanti dei post. E per quanto riguarda “Come faccio a portarlo dentro a RSSOwl“… ragazzi, ma che li facciamo a fare i video?! Grazie @Luisella (#50) per avere rammentato dove si trova il video in questione.

  36. sabinaminuto says:

    @Andreas @Francesco @Claude grazie : ora ho capito meglio.
    Scusate, ma sono proprio fra ” quegli alunni che non hanno letto bene il comando” ( #29)
    Sigh! Non tutti sono avvezzi a certa terminologia.
    Però mi impegno, lo giuro…e comunque sì, gradirei una coppia d’aiuto, ogni tanto!

    @Andreas # 43 alla fine stare nella parte periferica del villaggio mi piace, la vista un po’ defilata del centro è anche istruttiva . Forsedi più , per me che per natura amo capire le cose fino in fondo. Grazie ancora .

  37. valottof says:

    @tnt54 #30: confermo: si vede tutto!

    @Andreas #38: che dirti: non ne conosco manco uno!!! 😉

    @maria luisa zuccolo (@maluzu) #41: non ti compare no, qui siamo su WordPress!!!! Se vieni da un altro sito devi mettere i tuoi dati: credo proprio non ci siano alternative. Però dovresti avere una spunta tipo “Ricordami” per non doverlo ripetere ogni volta (credo)

  38. fedesargo says:

    Ecco come sto procedendo. Dopo aver aperto il blog su wordpress, ho iniziato a creare categorie e pagine. Visto che nel mio caso il tema principale sarà comunque qualcosa legato alla didattica, nella categoria del diario di Insegnare Apprendere Mutare, ho creato delle sottocategorie sulla didattica della filosofia e della storia, che sono le materie che insegno e lì ho cominciato a scrivere post (pochi, ancora) sulle varie risorse che trovo in rete. Il prossimo passo sarà scrivere un post (andrà bene il post? o è meglio una pagina? boh…) che verrà costantemente aggiornato, dove vorrei inserire vari link di vari siti, argomenti, podcast, suggerimenti di cui si parla nei post di iamarf, almeno quelli che mi interessano di più. Avere tutto in ordine (ovviamente il MIO ordine, che magari per un altro è anche un po’ disordine…) mi conforta molto e sembra che le idee siano poi un poì più chiare….! Speriamo!

  39. ElisabettaF says:

    Una piccolo commento che mi sento di dover fare: le mie intenzioni erano buone, ma il mio tempo che posso dedicare a questo percorso è troppo poco, mi sento di doverne avere di più, per capire meglio, indagare più a fondo nelle cose complesse che non colgo ad una lettura superficiale.
    Adesso vi sto seguendo con meno tensione e ansia da prestazione, in effetti passivamente, ma con uguale curiosità…
    Forse potrà esserci l’occasione per me di ripartecipare in tempi futuri. E’ quello che spero!
    Grazie Andreas, per la tua grande professionalità offerta così generosamente e grazie a tutti per quello che, leggendovi, mi state permettendo di imparare.
    Buon lavoro!

  40. Claude Almansi says:

    @sabinaminuto, #9, 19, 24

    La tua irritazione la capisco: in effetti la tua domanda in #9 :

    “ma non capisco bene perchè mi dovrebbe essere più utile. Perchè mi rimanda ai blog ai quali altrimenti dovrei accedere in altro modo? Perchè si colora ? Ma in che senso?”

    era molto importante. E credo che tutti all’inizio, come te, siamo rimasti sconcertati all’inizio, davanti alle cose di cui si parla qui, cioè davanti ai feed RSS che ti consentono di vedere le novità aggiunte a una fonte in tempo reali, agli “aggregatori” di feed RSS che ti consentono di leggerne i titoli e i cappelli in chiaro, ai file OPML che ti consentono di sbattere in un colpo un mucchio – oltre 200 per quello di Andreas – di feed in uno di questi aggregatori – e per chi ci ha sbirciato dentro, davanti al fatto che a far girare tutta questa roba sono testi normali, in un linguaggio dalla sintassi genialmente semplice, chiamato XML.

    Beh, forse non quelli che già smaneggiavano con codici vari, tipo Francesco e Andreas, ma probabilmente la maggior parte di noi sì, all’inizio siamo rimasti altrettanto sconcertati di quanto tu e probabilmente tanti altri partecipanti a questo laboratorio lo siete adesso che queste cose le state scoprendo per la prima volta.

    Ed è molto importante che voi ci ricordiate quanto sono sconcertanti, se lo scopo di questo cMOOC è che questi mezzi possano portare a un arricchimento vero dell’insegnamento, non solo a un loro uso scontato. Quanto all’uso scontato, quasi tutti i ragazzi se la cavano egregiamente da soli, ormai.

    Con tutto ciò non ho risposto alla tua domanda. Però Francesco l’ha già fatto nel commento 27, chiarendo la differenza tra gli strumenti fatti in linguaggio XML – i feed, il file OPML – e gli editori di testo che ti consentono di vedere la struttura di quel linguaggio XML di cui sono fatti e che li fa agire.

    Quindi vorrei aggiungere solo un esempio dell’utilità di quegli strumenti. Quando l’uragano Katrina devastò il sud degli Stati Uniti a fine agosto 2005, distrusse le linee internet e telefoniche terrestre ma si salvò in gran parte la rete di telefonia mobile. Quindi Andy Carvin ed altri membri del progetto Digital Divide Network – DDN (1) crearono un semplicissimo blog gratuito, http://katrina05.blogspot.com con a destra istruzioni su come fare per aggiungervi per telefonino SMS, podcast, foto, etichettandole “persone disperse – cercate – trovate”). E tutte queste informazioni venivano radunate e classificate in tempo reale tramite, appunto, feed RSS, per facilitare i soccorsi.

    Veramente, tutto il progetto Digital Divide Network mirava a dar voce a tutti, tramite questi strumenti, come Global Voices che Andreas ha presentato in Le voci degli ultimi – #ltis13. In quei primi anni del 2000, però, era più facile accorgersi che era l’XML a farli funzionare, perché allora i browser l’XML non sapevano tradurre quello dei feed per gli umani: come scriveva Andy Carvin nel 2004 su DDN in What’s RSS and Why Should I Care About It?:

    “You may have noticed recently that lots of websites now contain little graphical buttons with the word XML on them. For example: [XML button] When you click on the button, all you see is a bunch of jumbled text and computer code. What’s this all about? It’s an RSS feed, and they’re changing the way people access the Internet. …”

    (“Avrete forse notato recentemente che molti siti web adesso hanno dei pulsantini grafici con la parola XML. Ad esempio [pulsante XML]. Quando ci cliccate sopra, vedete soltanto un mucchio incomprensibile di testo e di codice informatico. Di cosa si tratta? È un feed RSS, ed essi stanno cambiando il modo in cui la gente accede all’internet […]”)

    Sì, allora era paradossalmente più facile intuire – ed entusiasmarsi per – cosa fosse e quanto fosse importante questa rivoluzione del XML e di ciò che consentivano le sue applicazioni, perché si vedeva subito. Adesso, non solo i lettori di feed, ma persino i browser te lo traducono per umani. Da qui, appunto, l’utilità di andare a guardarci dentro lo stesso, come ce l’ha proposto Andreas.

    (1) digitaldivide.net – sito del progetto Digital Divide Network – versione salvata sull’Internet Archive il 31 agosto 2005, perché il sito è scomparso nel frattempo.

  41. maria luisa zuccolo (@maluzu) says:

    ciao a tutti!
    vorrei che qualcuno mi spiegasse come risolvere questo problema. Ho creato il mio blog con Noblogs che “somiglia” a WordPress ma evidentemente non lo è perché quando tento di rispondere ad un post (come ora) pur essendo loggata nel mio blog, non mi compare l’opzione: posta come blogger xy” come indicato da Andreas nel suo tutorial, inoltre, se clicco sull’icona W per loggarmi, pur inserendo UN e PW corretti mi risponde che non sono corretti…ufff
    ml

    1. Andreas says:

      @maria luisa zuccolo #41 Il tuo blog, in Noblogs, è sì WordPress, ma è WordPress.org. Vale a dire che è una versione di WordPress ospitata su un server che non è WordPress.com. Ci sono decine di milioni di installazioni di WordPress.org la fuori… tutte scollegate fra loro. WordPress.com non può sapere nulla dello stato di logging di un utente su una qualsiasi di queste installazioni di WordPress.org: se tu sei loggata sul WordPress.org installato presso i server di Noblogs, avrai i cookies di Noblogs sul tuo computer e non quelli di WorPress.com.

  42. Andreas says:

    @sabinaminuto #19 Tutti siete liberi di fare tutto e al proprio ritmo e seguendo le proprie inclinazioni. Alla fine di questo post avevo in effetti scritto “Non è un compito questo…” volendo con questo dire che se anche uno non lo fa non perde qualcosa di sostanziale; se poi lo fa, prima o dopo, oggi o fra una settimana, tanto di guadagnato.

    La questione non è se fare domande o meno. Dovete fare domande, fate benissimo a farle. Io cerco di rispondere a tutto, nei limiti del possibile… Quello che più volte cerco di dire è: non si può sempre capire tutto subito, ad esempio io non capisco quasi mai tutto subito, quando affronto qualcosa di nuovo, anzi, quasi nulla da principio… poi a volte, ma mica sempre eh…

  43. giroxia says:

    @passeriniscuola anche io penso che la difficoltà di avere i messaggi tutti in un unico filo di discussione ci sia, non sai bene se replicano ad una tua osservazione o se si risponse ad una tua domanda. E’ necessarrio spulciare un po’ tutto, ma credo sia qui il bello.
    E’ vero che però in certi momenti mi pare di leggere gaelico, per un mio limite tecnologico… le riflessione di chi ha già dimestichezza con codici di vario tipo e coni blog si sente.
    Anche se W i percorsi come questi, pian piano, pian piano, arriverà anche una ristrutturazione cognitiva che ci farà sentire a nostro agio e al tempo stesso stiamo dando filo da torcere ad una possibile demenza senile

  44. Andreas says:

    @Francesco Valotto #18 @iciaunord #22 Io sono un utente smodato di editori modali… in questi anni sono vi-dipendente… prima ero emacs-dipendente… e vi+sed+cut+grep+regexp goduria pura…

  45. Nadia Moretti says:

    Anche io ho provato a pasticciare un po’ con l’html… Non essendo riuscita ad utilizzare il file opml e volendo visitare un po’ delle vostre case, ho ritagliato ogni singolo indirizzo e ho fatto visita proprio a tutti! Che bel villaggio! E che belle le vostre case! Comunque, non mi do per vinta e cercherò di usare quel benedetto file su bloglines!

  46. entaf says:

    Finalmente sono arrivato a mettermi in linea con il corso. Ho cominciato in ritardo, mi sono trovato subito a mio agio, grazie alle spiegazioni del prof e dei commenti dei suoi allievi. Non amo scrivere, ma ora devo proprio condividere la mia soddisfazione per un percorso iniziato molti anni fa con l’uso del computer. Allora mi sembrava di essere un esperto (non c’era ancora internet), conoscevo bene alcuni editor di testi e fogli elettronici che tuttora uso con una certa “disinvoltura”. Tuttavia il frenetico sviluppo delle tecnologie legate soprattutto al web ed il mio poco tempo da dedicare a queste cose mi ha costretto in un angolo a seguire il tutto da lontano. Sono stato tagliato fuori da parole come blog, RSS, feed, trackback, post e quant’altro. Ma ora ci sono. Mi si riapre un mondo molto più ampio. Grazie anche all’entusiasmo di molti allievi del corso che, pur partendo da zero, raggiungono apprezzabili risultati. Ooopppss, ho già scritto troppo. Chiudo.

  47. passeriniscuola says:

    Luisella, scusa se mi intrometto…
    Non é questione di fare o non fare domande… É vero: ci sono tante domande e ci sono sempre le risposte. Sicuramente questa rete di aiuto é bella, ma , intanto devi leggere tutti i commenti se stai cercando qualcuno che ti abbia risposto e poi non puoi fare il paragone con i nostri alunni! Loro, un punto fisso di riferimento ce l’hanno. Probabilmente é una questione di abitudine: non é facile fare qualcosa di completamente diverso dal solito… Abbiate pazienza! ( non c ‘ é un solo modo per gestire intelligenze diverse: a volte si danno approfondimenti, altre volte puó essere piú utile lavorare per coppie di aiuto…)

  48. tnt54 says:

    @francesco valotto #28 a me ormai nel blog compare tutto, commenti, valutazione, fb, twitter, linkedin… Fammi sapere se invece non è così. mi sembrava di aver messo tutto a posto!

  49. Luisella says:

    @sabinaminuto #19 #24 ma chi l’ha detto che non bisogna fare domande? Mi sembra che sia qui sia nei commenti che si intrecciano tra i vari blog che stiamo pian pianino visitando, ognuno con ritmi diversi, ci siano un sacco di persone che chiedono e tantissime che rispondono, Anzi si sta attivando una vera e propria rete di aiuto reciproco, che mi sembra uno dei risultati più belli di questo villaggio. Poi è vero che c’è chi sa tanto, chi sa un po’ e chi sa poco o nulla, ma non è cosí anche nelle nostre classi? Cosa fate voi quando date qualcosa da fare e i due o tre alunni più bravi hanno già finito mentre magari altri non hanno nemmeno letto bene il comando? Date approfondimenti facoltativi ai bravi? Oppura mettete un alunno più “sveglio” insieme a qualcuno che ha bisogno di aiuto?

  50. Francesco Valotto says:

    @tnt54 #23: ho cercato di risponderti sul blog ma non hai attivato nemmeno i commenti!!!! Vai nelle opzioni e vedi un po’ su Setting->Discussion di regolare la possibilità di immettere commenti, magari da approvare da te prima di far uscire! Poi su Setting->Sharing puoi far aggiungere i vari FB, Twitter, etc.IL mi piace sempre da queste parti ma non ricordo bene dove: fatti un giretto e lo trovi.
    Pkkio: a seconda delle impostazioni queste cose le trovi sotto il post oppure solo se cliccando il suo titolo entri nella pagina dedicata: fai delle prove e vedrai facilmente come funziona

  51. Francesco Valotto says:

    @sabinaminuto #19, #24: ma non t’incazzare va! E’ che non era chiaro cosa chiedevi e nemmeno (parlo per me) che chiedessi veramente qualcosa!
    Non confondere le cose. Notepad++ è un programma per leggere e scrivere file di testo, come Word fa con documenti, powerpoint (e simili) presentazioni di slides, etc etc.
    Il file OPML è una raccolta di link con relativa descrizione scritto in un linguaggio apposito “capito” da tutte le applicazioni WEB e non solo: XML. Se tu lo carichi nel tuo aggregatore di feed gli aggiunge tutti i siti elencati.
    Aprirlo con un editore di test serve per vedere come è “fatto dentro”. Se lo apri con Notepad++ (o altro analogo) hai il vantaggio di distinguere la “sintassi” dal contenuto: la prima viene evidenziata in un modo il secondo in un altro (o per nulla, a seconda).
    Visto che l’XML non risulta esattamente “naturale” per chi non lo utilizzi abitualmente (quasi nessuno: viene sempre prodotto automaticamente) vederlo in questo modo ne facilita la lettura e, evidenziando le cose ripetitive, rende più semplice capirne la logica anche senza impararlo (che non rientra tra i nostri obiettivi).
    Spero d’averti risposto… E che tu sia meno incazzata 😉

  52. Emanuela Pulvirenti says:

    @Daniele
    Perché il tuo nome diventi un link devi solo compilare anche le tre righe che vedi sotto il riquadro in cui scrivi un commento. Se oltre a mail e nome metti anche un indirizzo Internet (quello del tuo blog, magari), allora il tuo nome nel commento apparirà come un link e ti porterà al sito che hai indicato. 🙂

  53. Daniele says:

    Ho scaricato notepad++, ci ho messo dentro itis13, l’ho sfoltito eliminando le righe con “commenti” e ora? Come faccio a portarlo dentro RSSOwl?

    Daniele
    p.s. ancora non ho capito come trasformare il nome in link

  54. sabinaminuto says:

    Grazie marina.p!
    Meno male che qualcuno mi capisce! Del resto anche io ho imparato un sacco di cose e ne sono strafelice!
    Anche io faccio quello che posso, ma proprio per questo pensavo di non dovermi vergognare nel chiedere.
    D’ora in avanti faccio come te: sto zitta e vado avanti.
    Però chiedere ciò che non si capisce non mi sembrava tutto sommato un gran torto!
    boh…

  55. tnt54 says:

    ‘Tipi di file ammessi: jpg, jpeg, png, gif, pdf, doc, ppt, odt, pptx, docx, pps, ppsx, xls, xlsx’ . . gratis nolla che non sia una cosa del genere! per un video si può provare a farlo con ppt, anche se è un po’ laborioso, audio nulla. In realtà c’è un po’ di spazio di prova che danno gratuitamente, ma aspetto a provare se e quando avrò qualcosa di significativo. brava #emanuela pulvirenti!

  56. iciaunord says:

    Sono un (gnu)linuxiano errante fra tutti i programmi di questo tipo, passo dall’uno all’altro continuamente. Sciite, gedit+estensioni, bluefish, e altri ancora…
    Ora proverò quello suggerito da Francesco Valotto, sperando di trovare finalmente il mio.

  57. marina.p says:

    Sabina, un po’ ti capisco (da quello che dici mi sembra che tu ed io abitiamo nella stessa parte periferica del villaggio…)però ti devi lasciare un po’ andare…
    Anch’io seguo a fatica e , pur provando a fare tutto (compreso notepad++) alcune cose continuo a non capirle. Per quel che mi riguarda credo di sapere perchè: sono abituata a chiedere che mi venga spiegato ciò che non capisco e, qui a volte, mi vergogno un po’ di chiedere sempre le stesse cose.
    Allora ho deciso di fare così: faccio quello che posso; quello che non riesco lo tengo “in caldo” : prima o poi ci arriverò (magari arriverà un commento che fa al caso mio, magari mi informerò più avanti quando avrò più tempo,magari mi iscriverò di nuovo l’anno prossimo se rifaranno questo corso!).
    Ma non demoralizzarti: in questo villaggio c’è posto per tutti!
    e comunque: io, anche se poco, oggi ne so più di prima!

  58. ivemara55 says:

    Ho eseguito il compito facoltativo e mi è riuscito….carino vedere questa “sfilzona” di umanità colorata! Aprendo, invece del file opml, un qualsiasi documento word è ugualmente possibile una evidenziazione cromatica degli elementi sintattici del testo scritto? Proverò…non so come fare, ma andrò a vedere…nel frattempo mi rilasso (!?) con una sana e corroborante correzione di compiti in classe (sic!).

  59. sabinaminuto says:

    Chiedo scusa se ho chiesto chiarimenti. Avevo capito che si potesse fare anzi che fosse suggerito: Evidentemente non capisco, sono un po’ tarda.
    Ma sono abituata così: a chiedere qualcosa se non intendo cosa sto facendo, suggerimento che do anche ai miei alunni quando hanno dubbi che non riescono a risolvere.
    Certo siete tutti più abili di me, pertanto mi guarderò da rifarlo in futuro. Penso però che se dialogate solo fra voi che vi capite, lo sforzo di chi cerca di segiurvi a fatica, vista anche la velocità con cui si procede, sembra un po’ vanificato. Non è forse proprio lo scopo di questo corso aprirsi a più utenti possibili e mostrare un mondo sconosciuto anche a chi se ne sentiva escluso? Se però il tutto rimane nel mondo degli addetti ai lavori temo, almeno dal mio punto di vista, si vada incontro al fallimento. Grazie comunque a chi ha avuto la pazienza di leggermi.

    1. Andreas says:

      @sabinaminuto, #9, 19, 24 @marina p. #21 ecc. Grazie Claude. Dice Marina a Sabina:

      da quello che dici mi sembra che tu ed io abitiamo nella stessa parte periferica del villaggio…)

      Sappiate che codesta parte periferica è molto estesa, credo preponderante, e molto molto importante per me. Mi è già capitato di scrivere per altri, “corridori”, che non posso andare subito oltre e che certe cose non le farò, in queste dieci settimane, ma questo anche per altri motivi, che ora non discuto per non intrecciare troppi temi.

      Questa settimana rallenterò, come avevo previsto nel luogo e i suoi abitanti, nella sezione 1.3 E ora?:

      Anticipo subito che forse la settimana che inizierà lunedì 22 aprile e qualche giorno di quella successiva avrò meno tempo a disposizione, ne potranno approfittare coloro che saranno partiti più lentamente per mettersi in pari.

      Ieri infatti ho solo riposto ai commenti. Stasera, salvo imprevisti, scriverò un post per “ripassare” l’OPML e per fornirvi l’aggiornamento con i nuovi blog accumulati da sabato a oggi.

  60. Francesco Valotto says:

    Sono un utente smodato di editori di testo: scrivendo applicazioni per internet (ed essendo maniaco della libertà di ricombinazione) lavoro esclusivamente con questi disdegnando qualsiasi visual editor. Conosco ed uso Notepad++ ma preferisco di gran lunga Notepad2 (http://www.flos-freeware.ch/notepad2.html) perchè a parità di prestazioni è molto meno esigente in termini di librerie, tempi di caricamento, accessi automatici alla rete, ecc. NOn altrettanto completo per quanto riguarda i linguaggi in grado di gestire è comunque adattissimo per le principali tipologie e – secondo me – meno incasinante soprattutto per chi è alle prime armi

  61. Claude Almansi says:

    @Flavia #11 : anch’io, dopo aver aggiornato con un editore di testo il podcast di cui nel mio commento precedente, per quello dopo, tra il 2006 e il 2008, ho usato un servizio web idoneo, podspot.de, creato e mantenuto prima da un ragazzo che l’ha poi venduto perché doveva prepararsi agli esami di maturità.

    @criszac68 #13

    Mi pare che il tuo racconto del tuo inserimento del file OPML in Notepad++ risponda stupendamente a chi si chiede a cosa l’uno e/o l’altro servano. Scrivi:
    “… vedere tutta la sfilza di quelli che siamo e, soprattutto, vederci tutti in elenco per esteso, mi ha dato una certa emozione…
    perché dietro ad ogni codice c’è una persona in carne e ossa che è lì quotidianamente a mettersi in gioco per costruire questo originale villaggio….
    E anche se ho guardato per la prima volta cos’ha in pancia un file XML nel 2004, quando preparavo un post su Firefox 1.0 e il suo lettore di feed incorporato, ogni volta che lo rifaccio provo la tua stessa emozione.

  62. laurablacks says:

    Caro Andreas, sto facendo un pò di confusione con i File opml, nel senso che non ho ben capito di cosa si tratta e a cosa servono. Magari ho perso il post in cui ne parlava…mi sembra solo di intuire che riguardino Bloglines, mentre io sto utilizzando per i feed RSSOwl…La prego, mi aiuti a fare chiarezza. Laura

  63. criszac68 says:

    Con tutta l’umiltà del caso, volendo rispondere a chi domanda a cosa possa servirci vedere il codice di tutti i nostri indirizzi per intero su Notepad++, mi sento di raccogliere l’invito alla pazienza che
    costantemente ci rivolge il prof…non si può capire tutto e subito e questo, per chi muove i primi passi barcollanti come me, mi conforta assai…Devo dire che dopo aver fatto la procedura di installazione
    di Notepad++ come indicato, nel trasferirci tutti i file OPLM come aveva detto il prof, vedere tutta la sfilza di quelli che siamo e, soprattutto, vederci tutti in elenco per esteso, mi ha dato una certa emozione…
    perché dietro ad ogni codice c’è una persona in carne e ossa che è lì quotidianamente a mettersi in gioco per costruire questo originale villaggio….

  64. Flavia says:

    Domenica autunnale … pioggia torrenziale … mi dedico all’importazione in bloglines di alcuni blog che mi interessano. Scusi prof se non seguo la procedura, in questo periodo ho sbirciato alcuni blog direttamente cliccando sul nome dei padroni di casa nei commenti ai suoi post, ecco, quelli che mi sembravano interessanti per me, per il mio lavoro , ma anche per i miei interessi li ho aggiunti, uno ad uno, alla mia cartella.
    Notepad ++ lo avevo utilizzato per fare podcast, aggiungendo di volta in volta nuovi episodi, poi mi sono impigrita e ho trovato servizi gratuiti che fanno questo lavoro per me e mi sono adagiata. Sono convinta che un’app più è semplice, intuitiva e funzionale, più avrà fortuna! Buona domenica a tutti

  65. Anonimo says:

    Sto cercando di inserire il nostro lavoro comune sul programma suggerito da Andreas ossia Notepad++ ma nonostante lo scarichi correttamente alla fine mi segnala un errore che dice che il sistema “smette di funzionare” e mi blocca l’apertura…(io uso windows) qualcuno capisce il perchè? sob sob

  66. sabinaminuto says:

    Prof, ho fatto .
    ma non capisco bene perchè mi dovrebbe essere più utile. Perchè mi rimanda ai blog ai quali altrimenti dovrei accedere in altro modo? Perchè si colora ? Ma in che senso?
    Uffa..ho perso qualche passaggio , navigando come una pazza per star dietro a tutto. Forse serve ad evitare questo?
    BOH? Riuncio per ora e vado a navigare un po’ fra gli ottimi blog di Costantino

  67. Claude Almansi says:

    @Emanuela: ammazza che pazienza che hai! Quante virgolette hai aggiunto?

    @Andreas: Bella la colorizzazione: utilissima per file con codice complicato. Invece ho usato il wikitext editor di wikispaces.com per applicare al file OPML il metodo di D. Luttazzi [1994].

    Vero, i wikitext editor non colorizzano gli elementi di codice. Ma visto che in questo caso, si trattava soltanto di sostituire gli elementi semplici e ripetituti pari pari di codice OPML con elementi di codice wikitext corrispondenti, lasciando intatte le URL dei feed, non ce n’era bisogno (risultato qui).

    Ma magari Giovanni Rengucci ed io avessmoi avuto un editore colorizzante quando aggiornavamo a mano il feed del podcast di TamTam che ci aveva predisposto Mahdi Mezher (oltre a mostrare una pazienza angelica nello spiegarmi cosa fosse l’XML in generale).

    Non è che il feed di quel podcast fosse molto più complicato del file OPML per i blog #ltis 13: per tutte le puntate c’erano le stesse 5 voci descrittive: titolo, descrizione, autore, data di pubblicazione, file inserito. Ma il guaio era che il contenuto di ciascuna voce andava cambiato ogni volta, e questo aumentava il rischio di cancellare un po’ del codice intorno: se fosse stato bello rosso, sarebbe stato più facile controllare.

  68. Nicoletta Farmeschi says:

    pss: parzialmente risolto: ho salvato il file #Itis13 col blocco note e poi ho imporato in bloglines, salvato così lo ha preso e ora vedeo i feed di tutti i blog (c’è anche il mio eheheh, scusa prof.) ma non so perché, la stessa procedura per il file_12 non funziona…strano ! e a proposito, il mio alias casteldelpiano 1 è venuto fuori casualmente da wordpress, per via di un blog aperto ad alcune colleghe di casteldelpiano appunto…

  69. Emanuela Pulvirenti says:

    E giá, mi mette sempre una certa ansia entrare nei codici… ma per installare il blog sul sito (la famosa soluzione 0) ho dovuto aprire il file di configurazione php con l’editor txt del Mac ed inserire tra alcune virgolette tutti i codici del database MySQL. In effetti quell’editor non lo uso mai ma ho scoperto che qualsiasi guida all’installazione mi diceva di usarlo… ora capisco anche perché!
    Sto imparando da questo corso a non accontentarmi delle cose che già sapevo fare e che mi permettevano di trovare comunque una soluzione al mio problema.
    Sta subentrando quello che chiamo l’effetto-lavastoviglie, cioé domandarmi: “Ma come facevo senza?”
    Grazie mille Andreas e grazie anche a tutti gli abitanti del villaggio 😀

    1. Andreas says:

      @Emanuela Pulvirenti #5 Se alludi a TextEdit del Mac, attenzione a metterlo nel modo “testo” e non “rtf”, perché in tal caso diventa un word processor, chr produce file in rich text format, formato aperto, comunque sempre pieno si specifiche grafiche ecc.

  70. Andreas says:

    @Nicoletta Farmeschi alias @casteldelpiano1

    Ho controllato e ho visto che tu ci sei nel file OPML, anzi ci sei due volte perché ti ho conservato ambedue i blog.

    Per il resto non è che hai avuto – o hai in generale costì – problemi di connessione scarsa?

    Per quanto riguarda gli aggregatori, guarda che RSSOwl è di gran lunga meglio di BlogLines, a parte il fatto delll’accessibilità da device diversi.

  71. Nicoletta Farmeschi says:

    Prof. intanto nel tuo file omlp manca il mio blogghino…sob e poi adesso non posso più raccontare, se non trovo la soluzione. Ieri l’altro notte lascia il pc dopo lungo download di RSSowl. La decisione sofferta per me (il mio vecchio pc mi chiede sempre webapplication) era terminata tardi, dopo aver constato, come altri compagni di ventura, che Bloglines non prendeva file omlp troppo ampi….finalmente oggi mi appresto a farlo, credo di aver capito che sono stati fatti file adeguati per ampiezza, ma non vi è il feed del mio NicomartiAncheNo,..non era stato messo a parte? In ogni caso ora non c’è più
    Ormai ho anche messo in funzione RssOwl…prima o poi sparirà ancora nella formattazione del pc che risulta sempre più vicina…infatti ed infine, scopro con amarezza che dal lato amministratore, un errore sconosciuto mi impedisce di vedere e scrivere nuovi post nel blog: la finestra con l’editor di scrittura del mio Noblog risulta tutta grigia…e ora, che faccio???

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