Monitorare i tweet dell’INGV sul terremoto

Per gli utenti di Linux che sanno usare la riga di comando e vogliono monitorare i tweet sulle scosse telluriche dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (@INGVterremoti).

Scaricare e installare TTYtter  – client Twitter testuale fatto in Perl.

Poi, una volta dentro:

/set notimeline
/liston iamarf/terremoto

La prima riga ammutolisce la timeline standard, la seconda vi manda nella timeline i tweet della mia lista Twitter “terremoto”.

Se volete mandare in un file (per esempio di nome “log”) le ultime (per esempio) 100 scosse, da terminale (ovvero fuori da fuori TTYtter):

echo "/again +100 iamarf/terremoto" | TTYtter.pl -script > log

Se invece vi volete fare la vostra lista Twitter, anziché usare la mia (iamarf/terremoto), supponendo che il vostro user Twitter sia @mionick e che chiamate la lista “terremoto”:

/follow ingvterremoti
/withlist terremoto create public monitoraggio terremoti
/withlist terremoto add ingvterremoti
/set notimeline
/liston mionick/terremoto

Col seguente significato delle righe di codice:

  1. seguo @INGVterremoti
  2. creo la lista “terremoto” con descrizione “monitoraggio terremoti”
  3. aggrego @INGVterremoti alla lista “terremoto” (ci potrei aggregare anche altre risorse)
  4. ammutolisco la timeline standard
  5. attivo i tweet della mia nuova lista “mionick/terremoto”

E naturalmente, se voglio scaricare nel log i tweet della mia lista:

echo "/again +100 mionick/terremoto" | TTYtter.pl -script > log

P.S. ore 9:00

I tweet, del tipo

Ml:2.1 2014-12-20 07:42:38 UTC Lat=43.59 Lon=11.25 Prof=9.7Km Prov=FIRENZE http://bit.ly/1DTKdJu

danno magnitudo, data, ora, latitudine, longitudine, profondità, zona, link a una mappa.

Ma se si vuole localizzare precisamente la scossa, basta mettere le coordinate così come sono fornite dal tweet, nella seguente forma in https://maps.google.com/

43.59, 11.25

laddove avreste messo il nome della località.

Scrittura collaborativa: – PiratePad #linf12 – II

Breve post, prima di altri tre giorni di viaggio, nei quali sarò presente soprattutto in Twitter e mediante brevi risposte in questo blog.

Sì è vero, induco al caos perché penso che sia necessario. Perché penso che la maggior parte delle persone siano imprigionate in una gabbia alla quale abbiamo dato il nome di istruzione ma che è appunto, troppo una gabbia, un luogo dove sentirsi sicuri. Il pericolo è quello di fare la fine del topo in trappola, e di non accorgersi che il mondo, il mondo dei pensieri, è per definizione un luogo aperto, nel quale non si può viaggiare al sicuro, pena l’inganno e la morte della mente.

Ma… ma il caos da solo è… solo caos! Il caos genera vita ma solo se finemente intercalato con l’ordine. In fin dei conti è quello che fa la natura. Insomma, per scendere terra terra… Continua a leggere…

Scrittura collaborativa: – PiratePad #linf12

Se proprio vogliamo immaginare in quale capitolo ci troviamo, allora potremmo dire in quello della scrittura collaborativa. Non illudetevi però, qui il percorso non è lineare. Magari il prossimo post ci sbalzerà in tutto un altro capitolo, forse in uno dei precedenti, oppure in uno nuovo. E qualcuno di voi penserà: – Ma cosa avrà in testa per il prossimo passo? – Nulla signori miei! Un bel Nulla! Giusto qualche intenzione, ma nessuna certezza. – Oddio, siamo dunque preda del caso? – Sì cari, ma un caso sensato, molto sensato. Il prossimo passo ha un alto grado di incertezza perché viene determinato da un dado e quel dado siete voi, ovvero la vostra piccola comunità che prova, pensa, si esprime, si lamenta, chiede, propone. L’azione del docente, in questa visione, attiene molto più all’idea della cura che a quella della manovra: tenere ben fermo l’obiettivo generale e poi aiutare ciò che appare utile, trascurare il resto.

È così che siamo finiti nella sabbiera… Continua a leggere…

Come propongo di usare Twitter in #linf12 – IV

Nelle edizioni precedenti di percorsi IUL simili a questo – Editing Multimediale, che seguirete al III anno – avevamo fatto un sacco di riunioni online, di “sincroni” per dirla in orrido didattichese. Proprio da qui prendo le mosse in questo breve post, ovvero dal lessico fuorviante. Perché il lessico del didattichese rivela facilmente una mentalità strumento-centrica. Non solo il didattichese, spesso anche l’accademichese, l’aziendalese eccetera. E invece il paradigma non va nemmeno “spostato”, va proprio rovesciato. Bisogna ripartire dall’uomo, che alla fine della fiera al centro non ce lo troviamo mai. L’uomo che riflette, che si esprime, che comunica, che crea comunità, comunità di pratica, che costruisce il mondo. Che genera senso, poco importa se parlando, scrivendo, scrivendo breve o lungo, dipingendo, poetando o cantando; importa l’anelito genuino a facilitare la generazione di senso condiviso.

Vale più una comunità viva in Twitter o un’arida esposizione “sincrona”?
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Come propongo di usare Twitter in #linf12 – III

L’immediatezza degli scambi in Twitter favorisce la condivisione di problemi e soluzioni del quotidiano, fluidificano la vita della comunità di pratica: trovo un ostacolo, pongo sinteticamente il problema nella timeline su cui si focalizzano n persone, ho una probabilità n-plicata che qualcuno abbia l’idea buona. Il concetto è enfatizzato quando un compagno di classe risponde prima del prof:
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Come propongo di usare Twitter in #linf12 – II

Scorrete di nuovo la timeline (flusso di tweet) che avevo riportato nel post Guardiamoci un attimo – #linf12. Quella è la mia timeline limitata ai tweet emessi dai membri della lista #linf12. Sarebbe stato un problema andare a ripescare i tweet della classe sperduti nel fiume della mia timeline generale, alimentata da 615 fonti. A questo servono le liste: volete vedere la mia timeline generale? Eccola: http://twitter.com/iamarf. Quella di #linf12? http://twitter.com/iamarf/linf12. Quella che mi sono confezionato a mo’ di rassegna stampa?
http://twitter.com/iamarf/informazione. Per inciso, osservate questi indirizzi e ne capirete facilmente la logica, ora che siete un po’ svezzati al codice…

Ebbene, scorrendo una qualsiasi di queste timeline, vedete quanti di quei tweet offrono un link? Una caratteristica cruciale che trasforma un tweet in una porta o, se volete in una sorta di titolo. In fin dei conti, quando sfogliate un quotidiano cosa fate? Scorrete molto rapidamente i titoli disseminati sulle pagine e leggete solo gli articoli che vi interessano. È per questo che i giornali sono fatti così: ampie pagine e grandi titoli. Usato con questo spirito Twitter non è molto diverso.

Sul ruolo nel giornalismo contemporaneo magari torneremo successivamente. Ora vi propongo di sfruttare questa caratteristica nel modo seguente. Come avevo scritto nel post precedente, cercherò di porvi vari quesiti, sia tipo organizzativo, come quelli che vi ho appena proposto, che su argomenti di informatica. Molto spesso le risposte potranno essere sufficientemente concise, ma in alcune circostanze qualcuno potrebbe desiderare approfondire, benissimo, costui potrà scrivere il suo approfondimento sul proprio blog e linkarlo in un tweet.

Porre un link in un tweet è una cosa buona perchè i tweet sono visibili da tutta internet. Ecco una sostanziale differenza da Facebook!

Qualsiasi cosa io ponga in Facebook questa potrà essere raggiunta solo da coloro che vi sono iscritti.

Facebook è un’azienda quotata al Nasdaq, internet è la collettività, internet siamo noi.

Esistono modi di usare internet che riducono in massimo grado la dipendenza da attori privati, ma sono modi da specialisti, da hacker, in ultima analisi modi destinati a riguardare pochi. Gli atteggiamenti estremi finiscono sempre col rivelarsi impraticabili con i grandi numeri ma abituarsi ad abitare lo spazio aperto di internet è molto importante, è una questione di libertà. Questo è uno degli obiettivi del nostro percorso: imparare a sapersi muovere anche al di fuori del recinto protetto, facilitato e banalizzato di Facebook. Il che non vuol dire non servirsi di prodotti industriali: tutti i servizi web che stiamo provando sono sviluppati e gestiti da aziende attive sul mercato: WordPress, Twitter, Blogger, Youtube, Google, tanto per nominare solo ciò che stiamo sperimentando insieme. Figuriamoci Google, che già incorpora Blogger e Youtube. Comunque, nei limiti del possibile è bene abituarsi a spaziare, per il beneficio della nostra libertà, della nostra mente e anche per quello del libero mercato.

Come propongo di usare Twitter in #linf12

In Twitter possono aver luogo scambi estremamente densi, di informazioni, idee, visioni. Attenzione, ho detto possono, non ho detto che abbiano luogo sempre. Anzi bisogna impegnarsi, ascoltando, condensando i pensieri, andando al nocciolo, cercando di dare una mano, ma sempre rilassati. Quando poi si seguono molte fonti, ancora più rilassati. I tweet passano come i rivoli d’acqua nel torrente, solo un folle li vorrebbe vedere tutti, mentre è interessante starsene quieti a guardare l’acqua scorrere, cogliendo un particolare qua e uno là.

Ma Twitter si può usare anche in modo molto attivo, prefiggendosi obiettivi ben precisi. Qui propongo di utilizzarlo per fluidificare ulteriormente i flussi di informazioni. In particolare vorrei sfruttarlo per intensificare il colloquio con ciascuno di voi. Vorrei porvi domande precise e ricavarne sorte di minisondaggi:
– Cosa sapete di tale argomento?
– Vorreste parlarne un po’?
– A che punto siete di tale attività?
E voi medesimi potreste fare la stessa cosa:
– Io non so nulla di tale argomento ma mi pare importante, voi che ne pensate? Eccetera.

Scorrete ora la lista di tweet nel post precedente.
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Guardiamoci un attimo – #linf12

Mentre preparo due parole sulla nostra attività in Twitter e altro, proviamo a guardarci, ovvero a guardare dentro la sottocomunità twitter #linf12 nella sua genesi.

Ho lasciato i miei tweets, anche quelli che non riguardano strettamente noi, per darvi un’idea (parziale) di come lo uso.
Quando voglio specificare che un tweet è rivolto al nostro percorso allora lo taggo con #linf12.
Riconoscere ma non dividere…

Riporto qui il piccolo dizionario:

@iamarf Andreas (in effetti mi seguo e sono seguito da me stesso…)
@ErricaMarino Errica
@Sabribod Sabrina
@gattiveria Beatrice
@RobertaSangior1 Roberta
@fina407 Mariantonietta
@ventolino3 Lisa
@LucciL3 Laura
@SabriRosAle Rosaria
@LP271 Lisia
@FlaviaZanchi Flavia

Ho momentaneamente tolto Claude perché sta svolgendo un’attività informativa molto intensa e diluirebbe troppo il flusso seguente. Potete vedere i suoi tweets qui: http://twitter.com/pythy

 

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In una rete di linee che si allacciano – #linf12

Domina l’ossessione dei processi, l’ossessione di costruire la macchina che funziona. Domina l’ossessione di reificare e classificare ogni entità, riducendola ad un pezzo da mettere in precisa relazione meccanica con gli altri pezzi che compongono la macchina, la quale può essere l’azienda, la fabbrica, l’istituzione, la scuola, l’università o ogni altro tipo di organizzazione.

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la cometa che indica il futuro

Immagine di social network che, in base all'attività in Twitter descrive la partecipazione di arabi e occidentali ai movimenti di protesta in Egitto

Errando in regioni di Twitterlandia dove l’arabo prevale sull’inglese, ci si trova circondati da giovani capaci e appassionati che non sanno cosa sia la difesa

Ho trovato una meravigliosa rappresentazione grafica di questo

Una cometa di scintille collegate, le rosse parlano arabo, le blu inglese, le viola ambedue

Le grandi, quando la cometa fu vista, avevano parlato tanto, le piccole via via meno

La testa della cometa è tutta rossa, tutta fatta da giovani arabi

La coda blu, in fondo a sinistra, fatta di establishment occidentale, giornalisti, agenzie governative e non, arranca dietro alla testa ad essa collegata solo grazie alla reticolarità del corpo

Quella cometa ci indica dove si trova il futuro


Più precisamente. Ho scoperto il riferimento all’affascinante lavoro di Kovas Boguta in un bel post di Donatella Della Ratta. Al blog di Donatella ci sono arrivato andando in cerca delle notizie diffuse da giovani arabi in Twitter. In un primo momento ero convinto che Donatella fosse una di loro, e in parte lo è diventata. Vedere …


Devo aggiungere anche che ho scritto questo post riflettendo sulla necessità di superare le passioni tristi …, grazie Fermina Daza …