Un passo indietro #loptis

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L’abbondanza produce superficialità. Oggi tutti corriamo il rischio di agire superficialmente, una volta o l’altra. Esposizione mediatica, iperattività e tempi brevi obbligano a sviluppare filtri per venire a capo della quantità, anzi, per sopravvivere. L’avvento del cyberspazio non ha certo migliorato le cose, da questo punto di vista. È sorprendente il livello di disattenzione con cui le persone guardano lo schermo. Non è un problema che affligge solo i nativi digitali. Persone di altre generazioni, abituate a leggere tranquillamente per ore il loro libro, sono estrememente disattente davanti a un computer. La quantità schiaccia. I nativi digitali non si scompongono più di tanto se sbagliano un clic o un comando, ne provano un altro perché confidano nel fatto che non possa succedere un granché – vero, ma non sempre… Chi invece è cresciuto nel mondo precedente ha una percezione molto più fisica delle cose – un colpo di lima sbagliato rovina il pezzo, tocca ricominciare da capo – esita di più e più facilmente demorde. Ma la superficialità delle percezioni di fronte alla quantità di stimoli vomitate dagli schermi non è poi così diversa, e forse è un problema più importante della diversità dei nativi digitali.

Facciamo quindi un passo indietro…

Codici e libertà di espressione – #ltis13

Locandina del connectivist Massive Open Online Course: Laboratorio di Tecnologie Internet per la Scuola - #LTIS13

Il più geniale scrittore di software che abbia conosciuto è un umanista.  Un giovane – nel senso che avrà circa la metà dei miei anni – troppo intelligente per aver fortuna nelle istituzioni. Questo mio amico, che si chiama T.,  è dotato di un’intelligenza straordinaria e singolare, una visione disperatamente pura per questo mondo, a volte pericolosamente pura. Studi classici, mi pare un dottorato nell’area della storia della letteratura – è un certo tempo che non ci sentiamo – comunque nessuna formazione scientifica o tecnica. Eppure non ho mai conosciuto nessun altro che fosse così profondamente competente e capace nel tirar su costruzioni informatiche. Un po’ come gli artigiani veri, che si fabbricano gli strumenti che occorrono loro. O giganti come Michelangelo, che forgiò scalpelli e cavò marmo. O come Donald Knuth, il matematico che ha creato…

Qualche altro elemento HTML – #ltis13

Locandina del connectivist Massive Open Online Course: Laboratorio di Tecnologie Internet per la Scuola - #LTIS13

Belle le risorse che vengono fuori con l’esercizio del link! Si pone la questione dell’abbondanza. Tenteremo di affrontarla nella seconda parte del percorso, ora occupiamoci dei fatti tecnici.

Una prima questione è emersa con i commenti #16 e #17 di @Monica Terenghi e #27 #28 di @Mario (@iciaunord), che hanno avuto lo stesso problema: intendevano che il loro link aprisse una nuova pagina anziché
sostituire quella corrente…

Costruire un link con HTML – #ltis13

Locandina del connectivist Massive Open Online Course: Laboratorio di Tecnologie Internet per la Scuola - #LTIS13

Non di rado nei commenti vengono proposte risorse o testimonianze che possono essere interessanti per gli altri partecipanti. Un fatto pregevole che fa percepire immediatamente il valore della cooperazione. Non è difficile andare a ritrovare le fonti o i siti web relativi a queste proposte ma forse a qualcuno sarebbe piaciuto fornire il link diretto e non lo ha messo perché non è abituato a farlo, o forse perché nel box riservato ad un commento non sembra esserci il comando per inserire un link.

Ecco, questa è un’ottima occasione per vedere come si costruisce un link nel testo di un post o anche di un commento.

Qualche parola a supporto e integrazione dei bricovideo #linf12


Il post che segue è abbastanza lungo. Ho pensato che fosse troppo lungo, con tutta la gente a studiare per gli esami, quindi l’ho un po’ accorciato. Ma le ansie da esame che emanano dalle conversazioni in Twitter mi hanno convinto che fosse ancora troppo lungo, al punto di rinunciare a pubblicarlo. Poi mi è capitato di rivedere il lavoro di sottotitolazione dei bricovideo che alcuni di voi hanno fatto, capitanate da Claude, e ho ricambiato idea, principalmente perché non posso non mettere in risalto il lavoro fatto da Laura, Roberta, Flavia e Claude. Del resto il post l’avevo scritto proprio per aiutare un po’ la contestualizzazione dei video nella realtà quotidiana, quindi nella stessa direzione.

Se avete fretta e dovete studiare molto, non state a leggere tutto il post che segue, piuttosto andate a leggere alcuni commenti che descrivono lo splendido lavoro fatto dal gruppo, per esempio questo (#17), questo (#25) e questo (#36).

Qui di seguito i tre bricovideo sottotitolati, per chi volesse vedere l’effetto della sottotitolazione: uno, due e tre; e poi il post, ma lasciatelo pure perdere…
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L’attimo fuggente (ancora colori) – #linf12

Nel giro quotidiano dei vostri blog, guidato da RSSOwl, mi imbatto nel post PASTRUGNAMO di Flavia. Scopro che lei è andata oltre perché nel suo post compaiono delle tabelle, che io non avevo mostrato. L’attimo fuggente… getto un seme:

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Ancora un po’ di balocchi con i colori – #linf12

Serve baloccarsi, per crescere, quindi vi invito a giocare ancora un po’ con i “colori” del codice. Si imparano piccole cose che possono tornare utili, ma soprattutto si acquisisce una diversa dimestichezza con la macchina. La nostra è l’epoca della interfacce grafiche, del point-and-click. Tuttavia in determinati contesti le cose si possono fare anche “a mano”, ovvero impartendo comandi, scrivendo codici o testi marcati con codice, come nel caso dell’HTML.

Nel video seguente mostro un paio di esempi di controllo del testo mediante l’HTML
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Iniziamo a sporcarci con i colori – #linf12

Questa piccola comunità è attualmente composta da 16 persone che in meno di un mese hanno scritto 350 contributi, fra post e commenti reciproci. All’inizio sia i post che i commenti erano più timidi, poi il clima è andato scaldandosi. Ora qua e là compaiono richieste di aiuto, consigli, testimonianze e notizie di risorse interessanti. Tutto questo in meno di un mese e fra 16 individui che nella quasi totalità dei casi erano perfetti sconosciuti gli uni per gli altri. Molto bene, continuiamo così.

Testimonianze e notizie, dicevo. Il cacio sui maccheroni per iniziare a sporcarsi le mani con i colori. Siamo o non siamo in una bottega artigiana? – Ma i colori quali sono? Quelli di Paint? O di Gimp? – si chiederà qualcuno. Magari, perché no, ma ora intendo un altro tipo di colori, intendo quella materia che forma il software, o più in generale quella materia di cui è fatto il magico collante universale che tiene insieme tutto ciò che chiamiamo ora internet, ora rete, ora cyberspazio. Questa materia si chiama codice.
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Qualche altro balocco con il codice


Colgo l’occasione fornita da un commento di Serena con un link che apparentemente non funziona, per familiarizzare ancora un po’, in senso generale, con il codice.

Leggendo il codice che compone l’indirizzo URL messo da Serena nel suo commento, posso fare un’ipotesi che documento con un piccolo esperimento, approfittando del fatto che sia il blog di Serena che il mio sono in WordPress. Ho creato la bozza di un nuovo post, che ho intitolato post di prova, nel quale ho scritto poche parole, poi ho chiesto di vederne l’anteprima. Così facendo, wordpress apre una nuova pagina per mostrarmi l’anteprima, e l’indirizzo di tale pagina risulta essere

che ha esattamente la stessa struttura del link postato da Serena:

Da questo deduco che probabilmente Serena ha linkato un post che invece le è rimasto in bozza. Ci penserà lei a indagare e, se vorrà, a farci sapere, ma non è tanto questo il punto. Ci interessa invece scoprire che quelle strane stringhe di caratteri (si chiamano proprio così in gergo) hanno un senso non così oscuro.

Proviamo ad evidenziare:

http://un.certo.url/?p=XXXX&preview=true

Ecco che emerge una struttura: un indirizzo URL, seguito da un carattere ?, poi dal nome di una variabile posta uguale ad un certo valore, seguita a sua volta dal carattere &, e poi ancora dal nome di un’altra variabile posta uguale ad un altro valore

Gioco: provate a mettere nel browser l’indirizzo

Domanda:

Ovviamente le dichiarazioni di voto sono più che gradite 🙂

Codice Codifica Complessità


Dove approfondiamo, un poco, l’idea di codifica. Dove proviamo a renderci conto di cosa voglia dire quella sigla, UTF-8, che compare qua e là. Dove magari scopriamo che certi caratteri strani che appaiono in talune pagine web, diventano leggibili aggeggiando con il menu del browser. Dove potremmo meravigliarci di come la complessità delle grafie sia riducibile a soli uno e zero. Dove Dante ci aiuta a toccar con mano la potenza esplosiva dell’esponenziale

Le macchine digitali, almeno quelle che siamo in grado di produrre e usare oggi, sono macchine deterministiche. Masticano solo un oggetto che può avere solo due stati, zero ed uno. Eppure le stiamo utilizzando per rappresentare il mondo, che è immensamente complesso e non deterministico. Ne abbiamo costruite una grande quantità in grande varietà, poi le abbiamo collegate con una varietà altrettanto grande di modi. Ora il numero delle macchine è quasi uguale a quello degli uomini viventi, o forse anche più grande. Su questa complessa infrastruttura è emerso un altro mondo, riflesso e espansione del nostro mondo fisico; un mondo i cui elementi sono le menti degli uomini. Tutto questo partendo da macchine che masticano solo bit. Come è possibile questo? Come fa a rappresentare il mondo, in tutta la sua vertiginosa complessità, una macchina composta da macchine così semplici?
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