Qualche altro elemento HTML – #ltis13

Locandina del connectivist Massive Open Online Course: Laboratorio di Tecnologie Internet per la Scuola - #LTIS13

Belle le risorse che vengono fuori con l’esercizio del link! Si pone la questione dell’abbondanza. Tenteremo di affrontarla nella seconda parte del percorso, ora occupiamoci dei fatti tecnici.

Una prima questione è emersa con i commenti #16 e #17 di @Monica Terenghi e #27 #28 di @Mario (@iciaunord), che hanno avuto lo stesso problema: intendevano che il loro link aprisse una nuova pagina anziché
sostituire quella corrente. Questo effetto lo si ottiene aggiungendo un attributo al link che si chiama target. In http://piratepad.net/code-lab mostro come. Qui ci basta il concetto: i sistemi web che consentono di scrivere, come quelli di blogging, WordPress o Blogger, per esempio, o i wiki o altri ancora, consentono spesso di scrivere direttamente con i codici HTML e così facendo si ottiene un maggior controllo; tuttavia non un controllo completo perché tali sistemi rielaborano il codice prima di presentarlo, per una serie di motivi spesso attinenti alla necessità di garantire una sufficiente stabilità. Se si vuole il controllo completo allora esiste una sola soluzione: sviluppare tutto il sistema per conto proprio. Cosa non impossibile quasi per chiunque, anche se niente affatto banale. Insomma, occorre investirci molto tempo, che solo una frazione minima della popolazione affacciata sul web è disposta a spendere.

Normalmente i sistemi web semplificano il codice HTML o lo disattivano tout court, ma a volte aggiungono anche qualcosa, come ha rilevato @Claude in #40. Qui si tratta di un particolare attributo (rel) che WordPress aggiunge ai link per non consentire ai motori di ricerca di  attraversare i link per costruire i propri ranking (classifica che serve nella presentazione delle ricerche); questo al fine di ridurre i fenomeni di spamming (messaggi spazzatura, commenti spazzatura nei blog) che utilizzano proprio i risultati dei motori di ricerca. In HTML5, l’ultima versione di HTML, il significato dell’attributo rel è stato generalizzato, in modo da consentire ai motori di ricerca di avere qualcosa di più rispetto ad un’informazione dicotomica segui-non segui. È una materia in evoluzione che interessa soprattutto chi sviluppa siti web. Non ha implicazioni pratiche rilevanti per la maggior parte di noi, in questo laboratorio.

Di maggiore utilità pratica qui sono i consigli che Maria Grazia ci dà in materia di moderazione dei commenti nei propri blog. Ha scritto appositamente un post: Moderazione dei commenti e stili di discussione. Grazie Maria Grazia. Annotazione personale a riguardo: in questo blog non ho mai moderato niente. Ho usato la parola per “moderare”, e rarissime volte.


Ora vi invito a baloccarvi ancora un po’ con il codice HTML. Si imparano piccole cose che possono tornare utili, ma soprattutto si acquisisce una diversa dimestichezza con la macchina. La nostra è l’epoca della interfacce grafiche, del point-and-click. Tuttavia in determinati contesti le cose si possono fare anche “a mano”, ovvero impartendo comandi, scrivendo codici o testi marcati con codice, come nel caso dell’HTML.

Nel video seguente mostro tre esempi di controllo del testo mediante l’HTML [1].

Vi propongo di esplorare i tag che potete usare quando scrivete i post nei vostri blog. Elenco qui di seguito un sottoinsieme di tag che quasi sicuramente funzionano in tutti i blog…

immagine di vari codici HTML

e il loro effetto…


grassetto

anche questo è grassetto

corsivo (italic)

anche questo è corsivo (italic)

Titolo livello 1

Titolo livello 2

Titolo livello 3

Titolo livello 4

Titolo livello 5
Titolo livello 6
  • questo
  • codesto
  • quello
  1. questo
  2. codesto
  3. quello

Un link

Un’immagineSmiley face


Qui trovate la lista dei tag HTML che funzionano in WordPress. Non ho trovato qualcosa di simile per Blogger, forse la troverà qualcuno di voi. Non credo comunque che sia molto diversa. Gli arditi e i curiosi possono andare a vedere e studiare le caratteristiche dei vari tag nella W3Schools.

Nei commenti si possono usare solo alcuni di questi tag, link, grassetto e corsivo, essenzialmente. Claude ha trovato queste due pagine a riguardo: una e due.


[1] Avrei potuto fare tre video di 3-6 minuti ciascuno. Se qualcuno ha opininoni in proposito mi dica se avrebbe preferito tre video più brevi anziché uno solo di 15 minuti.

64 thoughts on “Qualche altro elemento HTML – #ltis13

  1. Patrizia Brion says:

    Una volta un topolino svegliò un leone e lui lo catturò.
    Ma il topolino si fece liberare, promettendogli aiuto.
    Pochi giorni dopo il leone fu catturato.
    Alla fine il topolino liberò il leone rosicchiando i fili delle corde.
    La morale della favola è:
    Piccoli amicipossono dimostraregrandeamicizia.

  2. Andreas says:

    @annaritabergianti #33 Credo che anche tu non stia sbagliando nulla ma che WordPress ti strappi il codice che non gradisce – stasera pubblico un post su questo. Intanto, perché non scrivi il codice generato da scop.it qui: http://piratepad.net/code-lab. Vai pure in fondo alla pagina, aggiungi il tuo pezzo e tutte le considerazioni che vuoi, poi mi avverti qui. Io così potrò vedere ed essere più sicuro di quello che ti dirò.

  3. Claude Almansi says:

    @annaritabergianti #33

    Hai provato a prendere il codice embed direttamente dalla pagina dove hai pubblicato le slide, invece che passare dalla loro visualizzazione in Scoop.it?

    Te lo chiedo perché anche se WordPress è notevolmente schizzinoso quanto a codici embed, a me è riuscito una volta embeddare un documento pubblicato su scribd.com in un blog WordPress (1). Alla peggio, se non funziona nemmeno coì, da’ il semplice link alla pagina dove le slide sono reperibili.

    (1) cioè in Google Book Search Settlement Unfair to Non-US Authors – salta la spatafiata fino a “Letter of objections” dove c’è l’embed.

  4. annaritabergianti says:

    prof ho provato a copiare ed incollare il codice html generato da scoop.it per condivide sulla pagina del mio blog la slideshow della ricerca che ho curato insieme ad altri compagni. Purtroppo non c’è verso di visualizzarla, ogni volto che provo a salvare il codice si cancella e non si visualizza nulla. ho provato anche a copiare su blocco appunti il codice e poi incollarlo da lì, but it isn’t work!
    leggo e rileggo i post, ma non riesco a capire dove sbaglio…

  5. soudaz says:

    Provo a fare anch’io il compito

    Era il 1993, lavoravo con il Cern di Ginevra e ho potuto vederlo quando era una novità mondiale ma nessuno aveva ancora capito quali cambiamenti avrebbe comportato il WWW.
    Ce lo illustrò, in una visita dedicata ai fornitori Cern, lo staff del Prof. Rubbia.
    Sono contento che lo mantengano in vita e sono passati solo 20 anni.

    Cern Primo sito

    Ciao
    Costantino

  6. giuliana55 says:

    Ieri notte ho fatto le tre, stasera, pardon, stamattina è già il primo Maggio…sono fusa, devo dormire; questo cMOOCdrug mi distrugge.
    Per l’esercizio con gli HTML si va a domani. Ma mi sento in famiglia. Buona notte a tutti

  7. criszac68 says:

    Ho svolto il mio compito, per me un po’ accidentato , ma comunque ne son venuta fuori. E, dico la verità, queste nuove scoperte, mi stanno acchiappando…. Però. mi si è presentato il problema -di cui mi sono resa conto solo
    alla fine, con l’anteprima -, che era capitato anche a lei, prof, durante il video: cioè, che avendo messo in neretto alcune parole, il colore scuro ha prevalso però su tutto e non sono riuscita a correggere questa “espansione”
    Ecco qua il mio compito

  8. criszac68 says:

    Anch’io, come dice Sabina nel suo post, sono reduce da una giornataccia, di quelle che si torna a casa con la schiena spezzata, ma è talmente forte la spinta a non
    rimanere indietro e a mettersi alla prova con questo linguaggio, ancora per me,ad effetto arabo , che mi voglio intanto cimentare con qualche tag che mi potrà tornare utile….E, poi, vedrò come destreggiarmi col compito più
    arduo….

  9. sabinaminuto says:

    Ho paciugato come sempre; però ho imparato qualcosa. Mi sono arrangiata e ho chiesto informazioni alla rete.
    Alla fine, peresa dalla stanchezza di una linga giornata con pre Invalsi, prove performance, incontro genitori e lezione, ho ceduto alla facilità dei tasti. Grande invenzione per i primitivi come me.

  10. marina.p says:

    ho fatto i compiti e ho messo l’esperimento in un post nel mio blog: è giusto così?
    Comunque, quando avrò più tempo, mi dedicherò meglio alla faccenda, perchè è proprio interessante!
    Per adesso ho solo pasticciato…(come al solito).

  11. Claude Almansi says:

    Anch’io preferisco WordPress, come te, e per gli stessi motivi, e come te embeddo i video da altre piattaforme. Però mi secca quando nei forum mi spacciano per motivo di sicurezza quello che non lo è.

    Quanto alla pubblicità, vedi quella che avevo catturato in calce a un post WordPress.com visualizzato senza essere loggata: non combaciava molto con quel “We only run [ads] in limited places” nella pagina WordPress No Ads che dice come comprare un plugin a $30 per eliminare queste loro pubblicità 😀

  12. Maria Grazia says:

    @Claude #12 La questione BloggerVSWordpress è vecchia cosa puntualmente discussa nei corsi di Andreas. Io ho blog su entrambe le piattaforme (in numero maggiore su WordPress che preferisco). Vado su Blogger (la mia ultima creatura è nata lì) quando so che devo lavorare con persone di cui non conosco la competenza tecnologica o che ho necessariamente bisogno di certi widget (raro perché ormai ho imparato a farne a meno). Come so che la maggior parte dei widget su wp li devo scrivere in html. Il problema dei player è superato dal fatto che io preferisco comunque embeddare dal mio canale youtube invece che metterli direttamente nel blog, a vantaggio della visibilità in più luoghi. Il fatto che siano giustificate o meno dalla stabilità della piattaforma o dalla volontà di guadagnarci, non trasforma certo Blogger (di proprietà Google) nel benefattore dell’umanità 😉 Del resto, su wordpress.com non ci puoi mettere la pubblicità mentre su Blogger sì. A prescindere da questi aspetti importanti fino a un certo punto rispetto alla discussione sul codice, a questo proposito quello prodotto da Blogger è generalmente molto più “sporco”, l’editor non ti permette di mettere il title ai link e solo recentemente hanno dato la possibilità di mettere le descrizioni alternative alle immagini (ne avevamo già parlato l’anno scorso, mi pare). Il widget dei commenti ti costringe a fare molti più rimaneggiamenti per farli visualizzare decentemente e la gestione delle categorie è imparagonabile a quella di wordpress in cui abbiamo due livelli di tag, le etichette possono essere modificate e così via. Soprattutto all’inizio è stata molto dura rinunciare a tutta la “libertà di codice” di Blogger ma ne ho sicuramente guadagnato in competenza e accessibilità. Ciò non toglie che Blogger io lo usi lo stesso (con gli accorgimenti del caso), anche se mi fa faticare molto di più per avere i risultati che dico io. Ma ognuna è masochista a modo suo 😉

  13. Claude Almansi says:

    @Luisella #11
    Hacker sarete tu e Andreas: io trasferisco soltanto quel che facevo un tempo con l’uncinetto 😀

    @Maria Grazia #10

    Non sono sicura di capire cosa intendi per “stabile”. Però è vero che nei forum d’aiuto, WordPress spesso adduce la sicurezza per giustificare restrizioni a WordPress.com in forma gratuita. E non è solo un pretesto: vedi la sezione Vulnerabilities nell’articolo Wikipedia su WordPress.

    La tabella che vi è inserita non include Blogger, però la nota accanto alle 376 vulnearbilità di WordPress porta a http://cve.mitre.org/cgi-bin/cvekey.cgi?keyword=wordpress dove si vede che tra queste, quasi 100 sono datate tra 2012 e 2013. Mentre nella pagina equivalente per Blogger – http://cve.mitre.org/cgi-bin/cvekey.cgi?keyword=blogger – sono ne sono elencate in tutto 30, tra le quali soltanto 1 per 2012-2013.

    Quindi non sarà il contrario? Cioè che WordPress restringe le libertà dell’utente più di Blogger perché WordPress è più esposto a vulnerabilità di Blogger, che quindi si può permettere di essere di manica lunga?

    Però alcune restrizioni all’uso dei blog WordPress.com gratuiti non sembrano giustificate dalla sicurezza: ad es. l’impossibilità di caricarvi un file audio, e persino di embeddarvi un player per un file audio caricato altrove (vedi i commenti a Audiopost: dal caos al villaggio operoso – #ltis13). Lì il messaggio suona piuttosto come:

    “Ma certo che WordPress è software libero con tanto di Licenza GNU GPL e codice sorgente scaricabile che puoi modificare come ti pare. Però se non sai come e/o non hai il server, comprati un plugin per aggirare le restrizioni che mettiamo per default alla versione gratuita WordPress.com.”

    Perfettamente consono con la licenza GPL, però non so fino a che punto furbo. Essendo fra coloro che “non sanno come”, se proprio voglio embeddare un audio anziché linkarvi, lo sbatto in un editore video assieme a un immagine nera, esporto come mp4, carico l’mp4 su YouTube e embeddo il video YouTube nel blog WordPress.com gratuito 😀

  14. Luisella says:

    Ecco qua prof, ho fatto i compiti, mi sono baloccata con le liste numerate 😉
    @claude #5 @andreas #7 mi sento un po’ hacker anch’io allora, perché per la prima prova del link in html, l’altra sera, ho proprio fatto così, utilizzando i commenti al mio blog come prova e poi cancellando il commento 😀

  15. Maria Grazia says:

    @matzlanz #6 la piattaforma Blogger è molto più di manica larga rispetto a wordpress.com per quanto riguarda la gestione “allegra” dell’HTML. E’ per questo che la prima viene preferita da chi vuole avere più libertà di azione e la seconda è molto più stabile della prima.
    @Andreas #8 io e te abbiamo sempre avuto una visione diversa rispetto all’utilizzo del blog, da te utilizzato esclusivamente per la formazione a differenza mia che lo uso in maniera più… “diversificata”. Però non ho mai inteso il termine “moderare” (che è una semplice e banale traduzione – sic et simpliciter – del termine inglese), con il termine di “controllo” o “selezione”. La moderazione dei commenti è uno strumento tecnico che va imparato a gestire insieme ai livelli di privacy, soprattutto per chi (come i docenti di scuola) lavora con i minorenni. Questo intendevo e nulla più. Ma credo che l’argomento “comunicazione in rete” meriterà un post dato che sei sceso nel mio campo ossia quello “delle parole da cui veniamo parlati”. 🙂

  16. antonellarubino says:

    Mi piace da impazzire questo “viale in allestimento” del sindaco Formiconi: costeggiato da aiuole dove ciascun villeggiante può lasciare traccia del suo carattere senza affidarsi alle macchine: spuntano quà e là corsivo (italic) alberi html e piccoli fiorellini (per il mio ci ho messso almeno 5 minuti!).
    Per me è una sfida da raccogliere…vediamo se ho capito:

  17. Andreas says:

    @Maria Grazia #4 Certo, ma sono due aspetti indipendenti: 1) la gestione dello spam e 2) la moderazione dei commenti presunti buoni, filtrati dallo spam. Certo, se non ci fosse l’antispam (egregio) di WordPress, attualmente avrei circa 2000 commenti in più 😀

    Grazie 🙂

  18. matzlanz says:

    Per la mia breve esperienza con Bloggercredo che, almeno nei post, accetti più tag rispetto a wordpress. Forse è una scelta di tutta l’infrastruttura blog di google. Per esempio in blogger funzionano gli iframe e il tag embed anche nei widget. Utili per inserire video da youtube e molto altro.

  19. Claude Almansi says:

    @luigi1957 #3: con WordPress l’anteprima per i commenti non c’è, almeno non nei template WordPress che ho visto. Trucco che ho usato a volte: scrivo prima in un commento a un vecchio post del mio blog WordPress, a mo’ di bozza, e pubblico. Dopo, come proprietaria del mio blog, posso recuperare (e se necessario, correggere) l’html dalla parte “amministrazione” del blog e incollarlo nel commento che voglio veramente fare a un post altrui. Poi cancello il “commento bozza” dal mio blog.

  20. Maria Grazia says:

    @andreas tecnicamente, non credo che il tuo blog non sia “moderato” da un antispam… 🙂
    Come stile di discussione: io controllo solo i primi commenti. È’ una maniera per conoscere il mio interlocutore. Dopo questa presentazione, non “modero” più niente. Interpretazione dei termini: l’informatica è nota per le sue traduzioni brutali… Non è un caso che abbia richiamato la cultura della comunicazione in Rete. OT (ma neanche troppo): osservo la navigazione 😉 GREAT!

  21. luigi1957 says:

    vecchi ricordi di un corso 1998 su html … come sono vecchio … ma mi piace ritornare a gestire i comandi della macchina : prima ancora c’era

    basic
    logo
    pascal

    … a proposito non riesco a capire come poter vedere in anteprima (prima di pubblicare) se funziona il mio html …
    vado a scrivere un po’ di tesi …
    buona notte amici

  22. Mario says:

    Bene, almeno abbiamo fatto un po’ di chiarezza con l’html wordpress-compliant.
    Faccio subito una prova per vedere se il bold passa.
    E il br, già che ci siamo.

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