L’attimo fuggente (ancora colori) – #linf12

Nel giro quotidiano dei vostri blog, guidato da RSSOwl, mi imbatto nel post PASTRUGNAMO di Flavia. Scopro che lei è andata oltre perché nel suo post compaiono delle tabelle, che io non avevo mostrato. L’attimo fuggente… getto un seme:

Ehi ma tu hai usato anche le tabelle! Ti andrebbe di “spiegarle” anche agli altri 🙂 ?

Ecco il risultato:

Questo tutorial è molto interessante perché mostra l’approccio proficuo per avvicinarsi al codice: prendo un esempio semplice, guardo come è scritto, guarda cosa produce, riguardo come è scritto, cambio un poco qualcosa che mi pare di capire, guardo l’effetto… Tutti gli hacker hanno iniziato così e crescono continuamente così. Forse non solo gli hacker…

In questa circostanza il tutorial è anche molto “potente” perché non l’ho fatto io!

Di attimo in attimo, rilanciamo: Flavia, cosa hai usato per fare il tutorial?


P.S. Pongo qui di seguito il codice mostrato nel video:

<table border="1">
<tr>
<td>CANE</td>
<td>GATTO</td>
</tr>
<tr>
<td>CAVALLO</td>
<td>PULCINO</td>
</tr>
</table> 

15 thoughts on “L’attimo fuggente (ancora colori) – #linf12

  1. Claude Almansi says:

    Di nuovo, grazie Andreas per il collegamento: e le mie scuse a te, M. Antonella, per non essermi accorta che avevi iniziato qui l’omaggio ad Aaron Swartz – invece su La Scuola che Funziona avevo letto il – e risposto al – tuo post.

    @ Anonimo: non è facile monitorare e proteggere un geniaccio, soprattutto se precoce e con capacità di analisi fulminea sia in informatica sia in psicologia, congiunta con un’acuta ironia, come pare fosse Swartz: vedi processing the loss of Aaron Swartz di danah boyd, RIP, Aaron Swartz di Cory Doctorow e Prosecutor as bully di Lawrence Lessig, che tutti e tre lo conoscevano benissimo.
    Però hai ragione lo stesso. La conclusione di Lessig:
    Fifty years in jail, charges our government. Somehow, we need to get beyond the “I’m right so I’m right to nuke you” ethics that dominates our time. That begins with one word: Shame.
    One word, and endless tears. ”
    (Cinquant’anni di galera, richiede il nostro governo. In qualche modo, dobbiamo superare quell’etica dell'”Ho ragione quindi ho ragione di annientarti” che domina il nostro tempo. Questo inizia con una parola: Vergogna.
    Una parola, e lacrime infinite.)
    E questo non vale soltanto negli Stati Uniti, ma dappertutto, in tutti i paesi dove lasciamo i parlamentari leggi con pene sproporzionate ai reati in nome di concetti altisonanti come “Protezione dei creatori” quando invece si tratta di tutelare i profitti delle multinazionali dei film e della musica. O, nel caso di Aaron Swartz, di tutelare gli interessi del business dell’editoria “scientifica” le cui tariffe proibitive escludono gli studenti di università meno abbienti che non se le possono permettere. E lì, gli insegnanti possiamo agire direttamente, adottando e sopratutto producendo risorse aperte e libere per l’apprendimento.

  2. Anonimo says:

    Il punto veramente grave, non è se abbia o meno infranto leggi più o meno ingiuste, ma come è possibile che un soggetto “a rischio” non venga opportunamente monitorato e protetto. Non siamo solo incivili, soprattutto per quanto riguarda la gestione delle informazioni, siamo soprattutto incompetenti. E sto parlando di società globale. Incompetenti nel tutelare “noi stessi”.

  3. map85 says:

    Alcuni giorni fa, l’11 gennaio, si è suicidato, all’età di 26 anni, Aaron Swartz,
    schiacciato dall’accusa di hackeraggio e dal sospetto di aver rubato milioni di documenti e pubblicazioni scientifiche dall’archivio informatico del Mit, il Massachusetts Institute of Technology, accusa che peraltro aveva sempre respinto, dichiarandosi innocente.

    Ma chi era Aaron Swartz???
    Genio precoce, già a 14 anni si era messo in luce per le sue competenze e la sua creatività in campo informatico.
    Tra i suoi progetti realizzati c’è Reddit, uno dei social network più noti dopo Facebook e Twitter.
    Fondatore e attivista di Creative Common aveva dedicato la sua vita all’ideale della libera e gratuita
    condivisione di informazioni e dati su internet, nella convinzione che la cultura, l’informazione,
    la ricerca scientifica dovessero essere patrimonio di tutta l’umanità ed essere messe
    a disposizione di tutti senza gli steccati e i divieti del copyright.

    “Accusato di tredici infrazioni informatiche e arrestato con l’accusa di aver prelevato
    oltre 4 milioni di articoli dall’archivio del Massachusetts Institute of Technology, il Mit,”
    aveva attraversato un lungo periodo di depressione e rischiava di essere condannato a
    trent’anni di carcere da un sistema giudiziario, come quello statunitense, che sui reati
    informatici non è certo indulgente.

    Un’altra giovane vita spezzata da una società che talvolta rivela di aver dimenticato
    che cosa sia l’humanitas…

    M. Antonella

  4. M.Antonella says:

    Questo mio intervento è forse un off topic, o forse no…
    sapendo quanto Andreas, Claude e tanti altri siano fautori del Creative Common.
    Riporto qua [nel commento successivo (NdR)] quello che ho inserito poco fa nel thread “Giovani vite spezzate” sulla Scuola che Funziona…

    M. Antonella

  5. Lisa says:

    aiutooooo….tutti questi codici mi mandano in palla!!! il mio linguaggio è assolutamente non tecnologico ma proverò a venirvi dietro in maniera molto empirica.,..

  6. Claude Almansi says:

    Flavia, ho provato a usare il codice di inserimento di una delle faccine offerte in http://www.desicomments.com/desi/emoticons/ in un post WordPress, visto che WordPress è meno schizzinoso col codice nei post che nei commenti.
    Risultato: persino in un post, WordPress non solo mi taglia tutta la parte “embed” del codice di inserimento quando lo inserisco in modalità “text”, ma non mi lascia nemmeno citare quella parte embed come codice, cioè tra <code> e </code> . Sarà perché quelle faccette non sono immagini vere – .jpg, .png, .gif, .tiff – ma filmini flash .swf, tipo desicomments.com/emoticons/05.swf per quello con il cartello “Cheers”?
    Andreas, visto che questo tuo blog WordPress è più evoluto dei nostri gratuiti, quindi consente più cose, tu ci riesci ad inserire una di quelle faccine?

  7. Flavia says:

    Ecco questa volta la tecnica hacker non ha funzionato: volevo inserire una faccina in movimento, ho copiato il codice HTML, ma non è andata in porto… riproveremo!

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