La forza della fragilità

Laboratorio Aperto di Cittadinanza Attiva

Piangevano tutti quando, un mese fa, gli ospiti del CAS di Poggio alla Croce furono portati via perché l’ente gestore del centro chiudeva l’attività, ragazzi, paesani, attivisti insegnanti. “Barbiana di migranti” l’avevano definita i giornalisti (Servizio RTV38). Titolo pertinente, per una scuola andata avanti due anni, due pomeriggi a settimana senza mancarne mai uno, in maniera completamente spontanea, rigorosamente centrata sulle necessità dell’individuo, con un modello didattico uno a uno, un insegnante per ciascun allievo.

Ma niente è importante come imparare a morire per continuare a vivere. In un bellissimo brano [Via dalla pazza classe, Mondadori] Eraldo Affinati dice dell’insegnante che “sin dall’inizio, in un modo o nell’altro, è destinato a scomparire”. Così gli insegnanti della Scuolina di Poggio alla Croce agli occhi di quei ragazzi, così la Scuolina. Ma a leggere bene le circostanze, quello non è stato un caso sventurato ma il migliore dei casi possibili…

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