Audiopost: dal caos al villaggio operoso – #ltis13

Locandina del connectivist Massive Open Online Course: Laboratorio di Tecnologie Internet per la Scuola - #LTIS13

Esperimento di audiopost. Lo potete scaricare qui, oppure sentire direttamente qui…

Trascrizione (Claude Almansi)

Mi rendo conto che finisce con un “buonanotte” ma poi ne ho programmato la pubblicazione per le 17 del giorno dopo, vabbè…

121 thoughts on “Audiopost: dal caos al villaggio operoso – #ltis13

  1. Paola Canepari says:

    Sono riuscita solo ora ad ascoltare questo bellissimo audiopost! Sull’onda dell’entusiasmo e da quanto detto dal prof. chiedo se fra gli abitanti del villaggio c’è qualcuno che vive a Novara o provincia e che è insegnante di sostegno. Potremmo sostenerci a vicenda!!! Io ne ho bisogno!!!

  2. lucapiergiovanni says:

    Per la tua “buonanotte” alla fine della registrazione ci sta tutta! Sono quasi le 2 di notte ed ho terminato ora di ascoltare questo mirabile intervento! Chiuso in bagno col cellulare…e la mia ragazza ha pure pensato che parlassi di nascosto con un’altra! Ahha! Poi chi glielo spiega che stavo ascoltando @iamarf ?!

    Dai, continua a produrre post audio che poi ci facciamo un bel podcast!

    A me piace il caos!!! Stimola la creatività!

    Hai toccato un punto dolente: documentazione – condivisione – produzione, sono tre principi che ogni studente ed ogni prof dovrebbero vivere! Eppure, proprio nella condivisione, noi docenti siamo più deboli! “Banale, quindi, concludere che al di fuori della collaborazione autentica tra insegnanti, non si ha sviluppo del sapere (pratico) dell’insegnante, non si consegue “qualità” didattica, non si riesce ad innovare la didattica traendo beneficio dai risultati delle scienze dell’apprendimento”. Tratto da un bel post di Gianni Marconato: http://www.giannimarconato.it/2013/03/perche-linsegnante-da-solo-non-migliora-il-proprio-insegnamento/

  3. Claude Almansi says:

    @fedesargo #91 con attività creative di remix, per i video, pensavo ad es. a ciò che si può già fare con l’editore video di YouTube, a partire dai propri video, da quelli pubblicati sotto la licenza Creative Commons (sui generis) di YouTube, da immagini e da musica di un repertorio proposto. Ma di solito, oggi, i computer hanno già in partenza un editore video più raffinato. Ad es. sui Mac (quelli che conosco), c’è iMovie, anche i PC Windows ne hanno uno, mi pare. Poi su Linux ne puoi installare diversi liberi.

    Per remix audio, Audacity – vedi sopra, e altri software di editing audio possibilmente presenti sul computer, come per il video editing.

    Poi per preparare il remix sia audio sia video ci sono diverse possibilità.

    Per lo story board (scaletta?): carta, lavagna, LIM se ce l’avete, slide digitali (anche con Google Drive) ecc.

    Per definire precisamente che parti si vogliono ritagliare, ci sono le etichette (label) che puoi scrivere e sincronizzare su Audacity, che producono un file .txt con indicazioni temporali (e ci puoi aprire anche un video che diventa audio).
    E si possono anche dirottare applicazioni di sottotitolazione video come DotSUB.com o Amara.org. Cioè visto che sono fatte per sincronizzare una trascrizione con il video, da cui creano un file di testo con indicazioni temporali precise che poi produce i sottotitoli, nulla impedisce di scrivervi altre cose per sincronizzarle e ricavarne un quel file di testo con indicazioni temporali. Ai software di sottotitolazione non importa cosa vi scrivi e sincronizzi (1).

    E una volta che i ragazzi avranno utilizzato quegli strumenti sincronizzanti per creare un remix, magari ci arriveranno loro stessi ad utilizzarli per prendere appunti su un video o su un file audio, o con un minimo di incitamento.

    Ultimo mezzo, non proprio di remix e non tanto per le tue classi, ma che potrebbe essere utile per gli insegnanti di appoggio che hanno studenti con difficoltà di lettura: la sottotitolazione dinamica, “a karaoke”. In India, dopo un’esperienza pilota riuscita in una scuola del Gujarat, il progetto PlanetRead ha ottenuto che sempre più televisioni trasmettano le canzoni di Bollywood, appunto con quei sottotitoli dinamici a karaoke, come mezzo per combattere l’analfabetismo di ritorno.

    E un insegnante d’appoggio americano, Greg McCall, ha ripreso l’idea, ma in forma attiva: cioè sono i suoi studenti con difficoltà di letture che fabbricano video sottotitolati a karaoke: vedi la versione archiviata del suo sito SLS4Reading (ne sta creando un altro) e il suo canale YouTube con i loro lavori.

    Loro usano un software freeware per Windows che non si trova più. Io ci ho provato con iKaraoke TunePrompter, offerto pure grauitamente per Mac e Windows (2) – vedi Domenico Modugno: Amara terra mia (con sottotitoli dinamici). Divertente, e siccome è lo stesso software che ho dirottato per trasformare il file audio di Andreas in video, quasi quasi anche ad Andreas gli faccio i sottotitoli a karaoke :D.

    (1) Però siccome sono applicazioni sociali collaborative, per attività non di sottotitolazione, è meglio squattare una lingua inutile offerta dal software:
    – lingua dei segni americana (che non si scrive, cioè almeno non si può scrivere in sottotitoli),
    – inglese britannico (cmq, di solito gli inglesi UK usano la pista “inglese”: sono gli sviluppatori a credere che “inglese” significhi “inglese US”)
    – francese canadese (cavolata megagalattica: se offrono il francese canadese, dovrebbero offrire tutte le altre lievi varianti locali della francofonia)
    – varianti sudamericane dello spagnolo, ma con più cautela: lì c’entrano anche sensibilità storiche,

    1. valottof says:

      @Claude #92
      Affascinante l’idea di utilizzare la sottotitolazione dinamica come esercizio in caso di difficoltà di lettura!
      Non so se posso escludere che di questo mio entusiasmo possa avere la complicità della sorpresa di essermi riascoltato, dopo tanti anni, Pimball wizard!!! 😉

  4. nadiamoretti says:

    @ Andreas #84: grazie per il messaggio! Sto esplorando, si… Ma mi arrabbio terribilmente perché nonostante provi diverse soluzioni non riesco comunque a risolvere il problema! Grrrr @!@!#
    Adesso provo come mi ha indicato lei…

  5. nadiamoretti says:

    @Claude #78 e @Francesco #76 vi ringrazio per le info! Grazie anche a Claude per la disponibilità ma vorrei prima provare a trovare una soluzione autonomamente… Se poi non ce la faccio proprio ti manderò una richiesta di aiuto…

  6. Elettra says:

    Tuffata in quel mare parole che dipanando il caos creano non ordine ma creatività….anch’io voglio inserire files audio nel mio blog (tipo le spiegazioni delle mie lezioni, ad uso e consumo dei miei allievi?)

    1. Francesco Valotto says:

      @Emanuela Pulvirenti #80: complimenti! Tu hai il vantaggio – rispetto a Nadia – di avere una tua installazione che ti consente di caricare ciò che vuoi e di aggiungere plugin e personalizzare strumenti. Lo dico solo perchè Nadia non pensi che wordpress fa le preferenze per l’uno piuttosto che per l’altro!!! 😉
      Quanto all’audio di Andrea ho verificato e si tratta proprio di un file MP3 caricato nell’installazione di WordPress, per cui l’unica spiegazione che trovo è che usando spazi a pagamento ci sia la possibilità di fare maggiori personalizzazioni e/o di caricare tipi di file non consentiti in quella gratuita.
      Ce lo confermerà lui perchè non ho esperienza di ampliamento dei servizi a pagamento su WordPress.com.
      Dando un’occhiata al WordPress Store vedo che c’è un servizio “VideoPress: Upload and play beautiful HD video right from your WordPress blog or website”. Immagino che se consente di caricare video tanto più permetterà di farlo con l’audio…

  7. didatticarte says:

    Primo esperimento di audiopost… diciamo che ho aggirato una serie di ostacoli tecnico-cognitivi. Non è una soluzione molto ortodossa ma funziona.
    Ho caricato sul mio spazio web (il mio blog è sul server dove ho il dominio) il file audio e l’ho richiamato come link. Il problema è sempre quello dovuto al server Windows che non mi fa fare l’upload normale.
    http://www.didatticarte.it/Blog/?p=106
    Non mi accontento! Voglio riuscire ad inserire in un post un file audio con tanto di player. Alla prossima! 🙂

  8. Claude Almansi says:

    @Francesco Valotto #76 Hai ragione: adesso ho provato anch’io e non mi riesce nemmeno a me: grazie di essere intervenuto in tempo prima che Nadia faccia un giro di boa inutile!
    @Andreas: hai aggiunto un plugin speciale per il player audio?
    @Nadia: se vuoi, posta qui l’URL dropbox del tuo file amr: lo scarico poi te lo trasformo in video nero, tipo quello in http://www.youtube.com/watch?v=aRcA9Plnrsc (esperimento di sintesi vocale), te lo carichi tu nel tuo account YouTube e poi lo embeddi.

  9. Claude Almansi says:

    @giovanni #68 Cosa insegni? Te lo chiedo perché per diverse materie, ci sono già molte risorse video e audio interessanti online, che già si possono proporre agli studenti con suggerimenti di attività creative per imparare: ad es. la loro “era del remix” che a volte rivendicano, veramente è quella stessa, antichissima, del centone, della derivazione, dell’adattamento, quindi già lì c’è un terreno d’intesa per collaborare.

    @grandemaggio #75: sono sicura che tu fai delle cose con Audacity che non so fare. Come te, lo uso solo per quel che mi serve. E forse imparo da più tempo, perché ho iniziato a utilizzarlo anni fa, quando Giovani Rengucci ed io facevamo una breve trasmissione radiofonica sulla società dell’informazione per una radio ticinese. Usavo Audacity per sbobinare le interviste e preparare una scaletta con le parti da tenere – il montaggio lo faceva Giovanni, perché era già pratico, e stavo allibita a guardarlo gonfiare, sgonfiare e spostare gli oscillogrammi. Però a poco a poco, a furia di usare Audacity per sbobinare, ho finalmente capito almeno cosa faceva lui, anche se a farlo io ci correva.

    Quando la trasmissione ha chiuso bruscamente a inizio ottobre 2006, io avevo già registrato due interviste per la puntata successiva, con gli organizzatori di un convegno sul patrimonio audio e le scienze che si doveva tenere a Lugano a fine mese. Ho chiamato gli organizzatori per scusarmi e mi hanno detto di provare a mettere le interviste online da qualche parte. Allora ho aperto un podcast dove metterle e le ho montate con Audacity. La cosa bella era che non dovevo accorciarle per farle stare tutte e due nei 5 minuti del formato della trasmissione, né tenere quella musica di sfondo che mi irritava tanto. Poi un’amica che lavora per un’altra radio le ha ascoltate e mi ha fatto un corso lampo: “Meno editing fai, meglio è. Soprattutto, smettila di tagliare tutti i respiri perché se non ci sono i respiri, l’ascoltatore si asfissia in sintonia”.

    E appunto, non è che sono andata molto oltre in questi 7 anni. Piccoli trucchi, che ripasso ad altri qui.

  10. Claude Almansi says:

    @nadiamoretti #71-72

    Può darsi che non sia una questione di pagare, ma che wordpress non accetti l’inserzione di un file amr in un player. Invece accetta i file mp3 – come quello che Andreas ha inserito in un player su questo post via upload nei file del blog, cioè in https://iamarf.files.wordpress.com/2013/04/voce_004_caos_villaggio.mp3 .

    Quindi se vuoi fare lo stesso, puoi trasformare i file amr in mp3, poi caricarli nel tuo blog. E puoi fare questa trasformazione con l’editore audio (libero, gratuito e multipiattaforme )Audacity se ci aggiungi i plugin descritti sotto “Libraries” in http://audacity.sourceforge.net/download/plugins: “FFmpeg” import/export per processare, oltre ai file amr, persino l’audio di file video e “LAME” per poter esportare file mp3.

    Spero che qualcuno ti consigli un convertitore più semplice, ma quella conversione con Audacity l’ho provata, e anche se è un filino complicato dover prima aggiungere quei plug in, servono anche per altre cose dopo.

    1. Francesco Valotto says:

      @Claude Almansi & @nadiamoretti #71-72: io uso solo la versione gratuita di wordpress.com, ma nella lista delle estensioni consentite non c’è nemmeno MP3: è la prima cosa che ho controllato essendo lo standard assoluto. Adesso ho fatto anche una prova di caricamento ma non va: non almeno da me.
      Un ottimo programma che permette di vedere e sentire praticamente tutto, ma anche di convertire molto facilmente, è il classico VLC media player (http://www.videolan.org)

  11. nadiamoretti says:

    @Andreas: è possibile che su WordPress (versione free) per poter caricare i file audio sia necessario uno space upgrade a pagamento?
    Se cerco di linkare il file audio prodotto devo passare necessariamente per DropBox, ma non credo che gli altri possano utilizzarlo 😦
    Se fosse usato in classe potrei aprire una posizione di DropBox “didattica” e fornire la password agli studenti per scaricare il materiale… ma non è bello come nel caso del suo audiopost :-((
    Sto facendo una terribile confusione oppure è proprio così?
    Ho provato anche a cercare su Internet, ma mi dà le impostazioni aggiornate al 2011 e credo che sia cambiato qualcosa rispetto a ciò che si poteva fare prima e a quello che, invece, si può fare adesso…

    1. Francesco Valotto says:

      @nadiamoretti #72: ero in dubbio ed ho fatto una verifica: nei media di wordpress non puoi caricare file audio (Trovi questa nota: Allowed file types: jpg, jpeg, png, gif, pdf, doc, ppt, odt, pptx, docx, pps, ppsx, xls, xlsx.), quindi l’unica possibilità è caricarlo in un altro service che accetti l’audio e l’inkarlo come si fa per i filmati di youtube.
      Sul service però non riesco ad esserti d’aiuto perchè uso poco i file audio e quel poco all’interno di mie applicazioni dove, per ovvi motivi, nnon ho i limiti imposti da wordpress.com

  12. nadiamoretti says:

    Ho provato a fare uno stupidissimo audiopost, ma non riesco ad inglobarlo nel blog!
    L’ho salvato su DropBox, importato sul pc… poi NEBBIA!!!
    Ho provato ad inserirlo come link, ma, ovviamente, rimanda a DropBox e non è molto funzionale… Ho provato ad includerlo come media, ma non accetta il formato del file androide (.amr).
    C’è per caso qualche buon’anima che riesce ad illuminarmi, per favore? 😦

    1. Andreas says:

      @nadiamoretti #71-72 @Francesco Valotto #73,76,81 @Claude Almansi #74,78

      Per caricare file audio in WordPress.com bisogna andare in Bacheca->Negozio->Space Upgrade, opzione con la quale puoi estendere lo spazio a tua disposizione e nel contempo poter caricare i video audio – l’opzione per caricare video si chiama Videopress, è un’altra e costa di più. Il costo di Space Upgrade e dipende da quanto spazio vuoi, al minimo (+10GB) costa 20$ all’anno. Io carico gli audio perché mi sono concesso tale opzione, appunto.

      Puoi comunque anche molto semplicemente linkare il file audio che hai piazzato in Dropbox, solo che ti devi ricordare di metterlo nella cartella Dropbox/Public. Quando la apri, vai sul file di cui vuoi distribuire il link, clicchi con il destro, vai sulla voce Dropbox->Copy Public Link – o qualcosa del genere in italiano. Quel link lo puoi spedire a chiunque senza che tu debba dare la tua password di Dropbox, oppure lo puoi inserire in un post, come faccio io ora qui, con questo micro-file audio dove ho registrato al volo il messaggio più importante per te 🙂

  13. giovanni says:

    Sto cercando di capire la potenzialitá di questi strumenti nell’insegnamento. es. il post vocale e i video.
    Potenzialmente sono molto importanti.
    Devo imparare a costruirli e a usarli sul web.
    Ho tempi lunghi ma ci proverò fino a quando ci riuscirió

  14. Anonimo says:

    Non ho parole… Siete un pozzo senza fondo! Sabato mattina, ore 00:27, mi sono alzata ore 5:00 del venerdì… giornata terribile, ma sono sveglia, anzi sveglissima! Sembro come i bambini quando li portano al luna park…

    Ma vado per ordine:
    – Bellissimo l’audiopost. E’ vero che a scuola c’è più competizione che collaborazione. Così come è vero che il lavoro dell’insegnante è ritenuto l’occupazione preferita dai fannulloni… (per rendere l’idea in modo molto semplicistico). Personalmente ho frequentato un corso on line due anni fa e ho sperimentato per la prima volta il piacere di vivere l’apprendimento in comunità: come mi piace imparare dagli altri! Mi piace anche condividere, ma ritengo di non avere molto da offrire (probabilmente tutti abbiamo questa idea)…
    – Condivido il commento di Sabina #(l’ho perso): pure io non amo molto imparare dalle istruzioni, al massimo inizio a leggerle, ma poi vado a tentativi…
    – Raccolgo la provocazione del prof nell’audiopost: io insegno prevalentemente italiano L2 alle secondarie di secondo grado… c’è qualcuno che condivide il mio stesso destino 🙂 Ho scelto di tentare questo percorso proprio per vedere se riesco ad “agganciare” meglio i miei studenti con qualche incursione nel loro mondo.
    – @Claude post vari e suo blog… ti ammiro moltissimo e mi chiedo se, prima o poi, anche io riuscirò a destreggiarmi almeno un minimo nel caos della rete… Grazie delle indicazioni. Proverò a metterle in pratica.

    Anche io odio la mia voce registrata, ma NON MI INTERESSA! Voglio provare a creare un audiopost… Vedremo…

  15. annacilia says:

    Complimenti! Un post una scoperta, un video una scoperta ed infine un audio un’altra scoperta: non mi spaventa il caos quanto l’amara constatazione di quanto debba ancora imparare.

  16. Claude Almansi says:

    @luciab #62

    Certo, il workflow di sbobinamento che passa da iKaraoke a YouTube ad Amara a DotSUB è un po’ complesso. Ma la cosa bella è che si possa fare, invece di trascrivere 19 minuti di audio solo umanamente, che persino con un audio nitido, ci metto perlomeno 2 ore.

    Il mio peggior ricordo di sbobinamento umano: un’intervista che mio marito aveva fatto allo scrittore Tom Sharpe, ai tempi delle audiocassette e delle macchine da scrivere meccaniche. Già che Guido non era particolarmente portato sulle minuzie per ottenere una registrazione nitida, però lì, inoltre, nella stanza accanto c’erano operai che martellavano contro il muro e due cagnoni che protestavano rumorosamente per il martellamento…

    Quindi come dice Graziano Ferro in #57, “Ecco che i software aiutano”, e ben vengano: mentre YouTube stava trascrivendo, ho preparato la cena, cenato e rigovernato.

    Tema per la discussione sulla Googlocrazia: il software Google di riconoscimento audio usato da YouTube per trascrivere il parlato è lo stesso che fa girare l’app Live Caption sui telefonini android, permettendo ai sordi di partecipare direttamente a conversazioni – ma che consente anche a YouTube di spedirti notifiche minacciose per violazione di copyright pochi secondi dopo il caricamento di un video, mandandoti alla loro scuola di copyright per riguadagnarti la “buona nomea” e soprattutto il diritto di caricare video di più di 25 minuti.

    M’è capitato una volta – vero che il video che avevo caricato era un video di Google, pari pari, di cui volevo estrarre la sottotitolazione automatica 😀

  17. luciab says:

    Ho scoperto che si può ascoltare l’audiopost direttamente da Bloglines, senza neppure aprire la pagina del blog del prof! Funziona perfettamente ed è molto comodo.
    @Claude: grazie mille per la trascrizione! La procedura per lo “sbobinamento” mi sembra ancora un po’ complessa, ma me la studierò con calma a scuola finita.
    I miei commenti al caos… nel blog prossimo venturo (già nato… ma in corso di perfezionamento)

  18. laura says:

    Ho ascoltato l’audiopost nel “caos” della Metropolitana di Milano! Questo mi ha permesso di: non sentire telefonate altrui, di evitare discorsi che spesso sfociano nel qualunquismo e soprattutto di ascoltare parole che condivido pienamente.
    @fauniafarley #38
    momenti di scoraggiamento capitano ma per fortuna capita anche di trovare persone con cui confrontarsi e scambiare esperienze, magari proprio all’interno di questo villaggio e perché no, ripartire con più entusiasmo. Te lo auguro! 😉

  19. Luisella says:

    @crizac68 #25 Ciao, Cristina, cliccando sul tuo nome si arriva a una pagina di WordPress che dice “la pagina Kronstad21.wordpress.com non è più disponibile”, è sbagliato il link?

  20. Gabriella Mondelli (@gabry1983) says:

    bella l’idea dell’audiopost! sistemo la scrivania e ascolto Andreas…!
    la mia voce non mi piace!… quando faccio i podcast per i miei alunni faccio davvero fatica! 🙂
    anche a me capita spesso quando ascolto qualcosa senza rumori di sottofondo di fare un po’ fatica a rimanere concentrata…ormai siamo troppo abituati al rumore…
    c’è un interessante progetto sul “rumore di sottofondo”…ve lo condivido http://www.coffitivity.com/

  21. Daniela L. says:

    Bello l’audiopost! Ho trovato interessante la possibilità di uno scambio di esperienze tra docenti e pertanto lo scambio che può portare crescita e arricchimento per tutti gli attori coinvolti!

  22. Maria Grazia says:

    @Claude leggerò per bene anche se non è la prima volta che mi dai una mano sull’argomento…. Ma questa della sottotitolazione è diventata una necessità inderogabile. Grazie per quello che imparerò in anticipo 🙂 Per quanto riguarda Google+, proviamo a metterci in contatto anche lì, così per vedere come funziona lo strumento e familiarizzarci un po’. E poi ci sono gli hangouts… ^_^ succulenta occasione gratuita che sarebbe un peccato perdere. Buona giornata a tuttiiiiiiiiiiii (ho messo l’eco così si sente anche da lontano).

  23. Claude Almansi says:

    @gandemaggio #39: anch’io di solito uso un registratore mp3 se sono fuori casa. Però se hai un computer/laptop a dispozione, puoi anche registrare direttamente con Audacity, un software libero, gratuito e multipiattaforme. Vantaggi:

    1. Audacity permette di creare una pista “etichette” dove puoi trascrivere l’audio nelle stessa finestra, o soltanto sfruttare per prendere appunti sincronizzati con l’audio (ci avevo fatto un post anni fa, con una cattura di schermo, perlomeno: ma altrimenti è poco leggibile perché ero troppo eccitata per la scoperta di questa possibilità).

    2. Con Audacity, si può anche rallentare l’audio senza abbassare l’altezza della voce, eliminare rumori di sfondo, ecc, per facilitare la trascrizione.

    1. grandemaggio says:

      Grazie Claude, conosco Audacity che ho installato sul mio pc, e so che – come tanti altri programmi che ho a disposizione – ha molte potenzialità… che non ho mai tempo di sperimentare, per cui, alla fine, uso soltanto i fondamentali intuitivi di ciascuno, optando poi sempre per la soluzione più a portata di mano o abbandonandomi all’abitudine… Qui non si tratta solo di competenze digitali, c’è un problema di organizzazione della propria vita e di capacità di coordinare il proprio tempo con le cose da imparare… Ovviamente non a tutto si può stare dietro… A pochissimo, per quanto mi riguarda, davanti… Grazie di nuovo

  24. Claude Almansi says:

    @Maria Grazia #5: su audio post, accessibilità per i sordi e sottotitolazione, ti ho risposto in http://almansi.wordpress.com/2013/04/17/audiopost-dal-caos-al-villaggio-operoso-trascrizione-ltis13/ .

    Quanto a Google+, forse piuttosto che una cerchia, potremmo creare una comunità, tipo quella del cMOOC Learning Creative Learning del MIT, ma magari senza le bacheche separate che interferirebbero col caos auspicato da Andreas 😉
    Però d’altra parte, quella con bacheca unica di Coursera è di una noia bestiale: “Sono iscritt@ al corso X: ci sono altri iscritti?” “Wow, ho appena avuto il mio certificato” e quasi nient’altro. Forse le bacheche (categorie) sono un po’ come le forme metriche – sonetto, villanella ecc.: costrizioni che aiutano la creatività…

  25. chiara says:

    Credo che il caos sia solo apparente prof. Tu ci conduci sapientemente per mano su sentieri che cominciano ad illuminarsi e a prendere forma man mano che procediamo nel cammino. Alla fine del per-corso le nostre pennellate creeranno un quadro d’insieme in cui ciascuno di noi riconoscerà se stesso e gli altri e dal quale partirà un nuovo “sentiero” fatto di condivisione e collaborazione (o perlomeno è quello che tutti noi ci auguriamo). @mariagrazia l’idea della community su google+…corro ad iscrivermi!

  26. Maria Grazia says:

    @profmatu grazie per l’apprezzamento. Quando scopro qualcuno che mi segue da tempo, mi emoziono sempre 🙂 Per creare la cerchia in Google+, basta mettersi in contatto e aggiungersi reciprocamente. In realtà, sarebbe stato più corretto parlare di community 😉 (ci sono anche in G+, ma cominciamo con un cerchia… 🙂

  27. mariella says:

    Bellissimo e riccissimo l’audio post ! Sicuro che eri stanco? Penso che avessi già in mente di condividere qualcosa di nuovo, di dare nuovi spunti! …P
    Per l’accessibilità potremmo pensare all’uso di un software di riconoscimento vocale tipo Dragon Naturally Speaking ! 🙂

  28. profmatu says:

    @ Andreas Ho trovato ottimo ed efficace il post audio, forse non adatto per ogni situazione, ma certamente l’intonazione rende più efficace il senso dell’idee comunicate che il testo scritto. Il caos come dici quando genera idee è vita… lo sforzo dopo di abbandonarlo per un ordine porta al frutto… Vivere il caos senza temerlo è già un bell’obiettivo…
    @ Maria Grazia seguo con interesse da tempo il tuo blog “storico” che consiglio a tutti… se apri una cerchia su google+ eccomi…

  29. Flavia says:

    Gli audiopost mi piacciono, li uso ogni tanto sul blog di scuola ; c’è anche un softare free, woki, mi sembra, ma non ne sono molto sicura, che aggiunge anche un avatar alla voce e per i bimbi è bello e divertente. Vorrei riprendere anch’io l’ultima parte del discorso del prof, quella concernente la formazione degli insegnanti, è la parte su cui si gioca il nostro futuro, il futuro di educatori. Non serve a niente dotare le scuole di strumentazioni all’ultimo grido se gli insegnanti non utilizzano un modo di insegnare-educare-rapportarsi diverso, è inutile la lim se la utilizzo come la vecchia lavagna di ardesia! Non imparo, non apprendo ascoltando per un paio d’ore un espertone, devo mettermi in gioco, devo fare, provare , disfare… Buonanotte lo dico io ora , e cade a fagiolo!

  30. grandemaggio says:

    La tecnica di registrazione può essere varia (io di solito uso il mio piccolo registratore MP3 che poi collego via USB al mio pc e via dicendo…), di solito, tuttavia, non ne faccio mai un utilizzo on line… Questo è il primo tentativo, salvo una condivisione con alcuni colleghi su Drive (Google apps) della registrazione di una riunione… Vediamo il da farsi…

  31. fauniafarley1965 says:

    …. comincio a sentire il bisogno di ringraziare il prof e gli abitanti del “villaggio”. E anche me stessa – che sono riuscita a non farmi prendere da un’ansia eccessiva di fronte allo tsunami di cose nuove. Adesso so cosa è un feed ed ho una selezione di cose che seguo via feed; inizio a pormi domande serie sul mondo virtuale, sul dentro/fuori in cui tutti, ormai, siamo in ballo; ho aperto un blog – anche se non so cosa scriverci… non ho tenuto alcun diario, finora; ma, soprattutto, ho poca voglia (forza) di parlare. Sono ammirata e sbalordita dall’energia con cui il prof e tanti riescano a parlare e dire tante cose (oltre quelle già dette nel tempo ordinario). Io oggi, tornando da scuola alle 18, giornata non-stop, dopo un corso di recupero per competenze trasversali (che ho fortemente voluto, ma su cui non ho poi alcun elemento di confronto, sono crollata nel sonno per un’ora!). Mi entusiasma la possibilità di entrare in contatto e condividere esperienze didattiche. Una delle maggiori difficoltà, per me, nell’insegnamento è la mancanza di confronto – l’indisponibilità e la difficoltà a confrontarsi. Insomma: un senso di solitudine frustrante, a cui il benessere della pratica con gli allievi non riesce, talvolta, a dare sollievo. Sono ad un punto del mio percorso professionale in cui ho molta voglia di imparare e mettere a frutto quello che ho già imparato “rilanciando”, riqualificando, stavolta nella direzione delle nuove possibilità tecnologiche, la mia attività di insegnante. Ringrazio tutti, ma in particolare il prof., per l’enorme generosità con cui segue questo caos creativo. Spero che mi tornino un po’ di forze anche grazie a questo corso; forze per articolare meglio ciò che mi sta a cuore.

  32. AlessandroF says:

    @ C’era l’H #27 Complimenti, ho sentito il tuo audiopost, di effetto anche il cinguettio in sottofondo. Mi state facendo venire la voglia di provare. Nel caos ci si diverte, diciamolo francamente.

  33. AlessandroF says:

    Naturalmente non posso che condividere le parole del Professore, e penso che lo strumento dell’ audiopost mi riporti all’esperienza dell’ascolto che ha avuto tanta parte nella mia vita…Che stia vivendo un’esperienza dominata, per ora, dal caos è indubbio, come è indubbio che qualcosa di diverso prima o poi dovrà nascere. Mi piacerebbe riuscire a far parte del villaggio, entrando in relazione con gli altri abitanti, riuscendo a far parte di una rete, condividere pensieri, problemi e soluzioni.
    AlessandroF

  34. Manuela says:

    L’audiopost del prof mi è piaciuto molto: la voce chiara e rassicurante gli conferisce un valore aggiunto…Prediligo il caos rispetto alle strutture rigide e preconfezionate…
    Mi piace molto anche l’idea dell’aggregazione e della condivisione….

  35. francescapal71 says:

    Noi, insegnanti di primaria, sappiamo bene che la dimensione ludica è essenziale per l’ apprendimento. Grazie prof per averci ricordato che questo concetto vale per tutti, bambini e adulti. Io . comunque mi sto divertendo moltissimo….buon segno;)

  36. Robertalinf12 says:

    Siamo solo all’antipasto e io già inizio a godermi il lungo pranzo!!! In compagnia certo! Sono insegnante di scuola primaria e condivido a pieno la proposta. l’audiopost funziona a meraviglia!

  37. C'era l'H says:

    I like!
    ….così ci ho provato anch’io…. 🙂

    [audio src="https://www.dropbox.com/s/c708487l5240y69/Memo.m4a" /]

    ps. l’upload del file audio l’ho fatto da dropbox..non sapevo come risolvere diversamente il problema…

  38. Antonella d says:

    L’audio post ha il vantaggio, a mio avviso, di far fare silenzio; c’è buio, siamo tutti dentro una stanza, e non si vede nulla, stiamo immobili, cerchiamo di capire e ci affidiamo alla voce alta e sicura che guida, che descrive, che tranquillizza…Si fa presto abitudine al buio; improvvisamente diventa meno nero, meno scuro, quasi normale, e si comincia a pensare alla luce, a quando comparirà la luce, e avremo progettato le cose da fare, le cose da dire…

    E’ questo che mi ha fatto riflettere l’esperimento del post senza parole scritte ma solo con le parole pronunciate.

    Anch’io sono alla ricerca di aggregati, di consimili, di spunti, di idee, di confronti, non per un campo specifico dell’insegnamento, ma per meglio imparare a usare le tecnologie in senso lato, da potere spendere sia nel web in quanto luogo di incontro, scambio, crescita, testimonianza, sia nella vita reale, in quanto luogo di trasmissione diretta del proprio sapere o della propria ignoranza, se mi si può permettere di dire.

    Mi reputo molto ignorante, alla socrate, e più mi dichiaro ignorante, e più intendo dire che amo la conoscenza.
    In quanto al caos, non mi spaventa, è appunto segno di vita.

    1. Andreas says:

      @Antonella d #26 Anch’io, parlando, avevo questa sensazione di silenzio e di buio. È stato un esperimento molto più casuale di quanto sembra. Ero stanco ma avevo voglia di dire qualcosa sulla caoticità dell’ambiente, nessun disegno preciso in mente. Non avevo voglia di scrivere e così m’è presa la curiosità di fare un audiopost. Son quindi partito per scherzo, con il commento sulle impressioni, più che altro per baloccarmi con l’androide, che si è rivelato un ottimo registratore – consente addirittura di tagliare sezioni del pezzo registrato. All’inizio avevo effettivamente la sensazione di essere al buio e mi pareva che le parole lacerassero spiacevolmente il silenzio. Però mi divertivo e allora ho continuato; il discorso s’è dipanato spontaneamente, mi pareva di vedere ciò che dicevo e il silenzio l’ho dimenticato 🙂

  39. criszac68 says:

    E così oggi ho conosciuto anche l’audiopost…faccio progressi, se si considera che fino a pochi giorni fa, ignoravo anche il significato di post…Da questo, si intuisce che appartengo
    alla categoria di coloro che in ambito tecnologico sono nella fase dei primi vagiti. Il paragone con i bambini che, attraverso il gioco e le esperienze, apprendono conoscenze di una realtà
    per loro nuova e zeppa di stimoli, mi sembra calzante: il disorientamento va messo in conto, ma se prevale la spinta a voler affrontare questa nuova sfida, quello che all’inizio ti è
    apparso caos, solo perché sconosciuto ma anche complesso, mostrerà degli spiragli. Anche l'”elogio della lentezza” che fa il prof per stemperare la frenesia e bramosia di voler
    capire e fare “tutto è subito”, è anche per me un consiglio prezioso: primo, perché per una alle prime armi come me, se non ti godi i piccoli passi, ti fai prendere dallo sconforto e molli;
    secondo, perché mi sembra di capire sempre di più che l’intento non è tanto quello di insegnare delle tecniche, ma di dar vita ad un percorso di condivisione che confluirà nel Villaggio delle
    buone pratiche da socializzare…per questo obiettivo, c’è bisogno di sviluppare pensiero, che la inevitabilmente prosciuga

  40. giroxia says:

    Prof. Andreas, ebbene sì un’altra richiesta d’ordine, perdono, ma se avessimo modo di ‘categorizzarci’ per eventuali reti?
    Mi riesce difficile trovare complici diretti, poichè complici lo siamo tutti qui, per creare connessioni… magari con un bell’indice dei blog.

    In tutti casi io la butto lì, magari mi vedete, mi occupo di formazione e lavoro tantissimo con le scuole.
    Il mio ufficio (forse anche la casa) è moodle.

    Chi ha avuto esperienza di progetti con adolescenti DSA?

    1. Andreas says:

      @giroxia #24 Il discorso intorno alle categorie è uno di quelli importanti in questo laboratorio, ma dobbiamo un po’ aspettare, la gente deve respirare e, pare strano, ma quando si lavora col caos occorre andare con ordine…

  41. vbordin says:

    Quest’audiopost mi ha dato un po’ di sicurezza e fiducia. Confido che il (per)corso possa prendere la direzione -anche per me- di collaborazione tra docenti della stessa materia.

  42. giroxia says:

    E sì, e sì inutile parlare di costruttivismo, apprendimento situato se noi poi abbiamo paura delle molecole che vibrano e non abbiamo pazienza che l’acqua prenda bollore. Hai ragione prof., ti abbiamo portato comunque a spiegare. Non ci siamo accontentati di fare e di ipotizzare.
    Bellissimo audiopost, ci hai dato sicurezza, quella santa sicurezza del noto

  43. rita says:

    Uno sguardo fine sul nostro modo di operare, D’accordo con Elena#19: uno sguardo che aggrega ma nello stesso tempo distingue i nostri modi di operare.
    Beh, mi piace andare avanti!

  44. Elena says:

    Mi hanno colpito le sue frasi.Finalmente qualcuno che cerca di aggregare e non dividere. Mi piace moltissimo l’immmagine della stella e del caos. Mi ricorda tanto le parole di una canzone “dai diamanti non nasce nulla, dal letame nascono i fiori”.Vede, professore, io avevo molti dubbi ad iscrivermi, sono un’imbranata al massimo , inoltre sono molto timida, quattrocento persone virtuali sono sempre quattrocento. Però le idee che stanno uscendo durante questo corso mi attraggono. Ho deciso di buttarmici ( tenga presente che non so nuotare, quindi avrò bisogno di molti salvagenti,meglio ancora un cane terranova), Ora provo a scrivere sul blog. Grazie degli incoraggiamenti Buona serata Elena

  45. sandramtt says:

    É vero, si gioca: impegnata nel blog, ho tralasciato twitter e post. Nel caos penso che ognuno prenda un sentiero, una coccinella, un filo sperando di costruire qualcosa.
    La nascita di gruppi per la condivisione é positiva…vedremo cosa succede! Ormai mi sono abituata alle sorprese del prof. sempre mirate e sottili!

  46. iannros says:

    Prof, nonostante le sue parole siano incoraggianti, nonostante sia riuscita a scaricare RSSOwl e ad aprire il mio blog seguendo le sue indicazioni, sono ancora molto confusa sul da farsi.

  47. M. Antonella says:

    A proposito di audio-post, cercherò di imitarti, Andreas, inserendo nel mio blog, se li accetta,
    alcuni file audio che ho realizzato per un corso di aggiornamento eTwinning su podcasting…
    Non garantisco di riuscire… 😉

  48. tnt54 says:

    sono poco paziente nell’ascolto, nella lettura ormai applico abitualmente la lettura veloce,
    Cercherò di ascoltare tutto con attenzione, ma sarà una grande fatica, dopo tre minuti perdo la concentrazione. Comunque.. il caos come teoria matematica permette di descrivere i sistemi instabili, con applicazioni in tutti gli ambiti dello scibile… Ordine nel caos? Già riuscire a governarlo…

    ‘Adoriamo il caos perché amiamo produrre l’ordine’ (Escher)

  49. Sabina says:

    Dunque prof,
    1) l’audiopost funziona benissimo.
    2) Io sono fra quelli che preferiscono le soluzioni ai problemi, ma, nel contempo, ho poca pazienza: non leggo mai le istruzioni di nulla e imparo destreggiandomi da sola. Per cui, anche se il caos all’inizio mi creava ansia, ora sono perfettamente a mio agio nel villaggio. Gli strumenti cominciano a funzionare, sto affinando l’uso degli attrezzi giorno per giorno e mi diverto. Non vedo l’ora di iniziare ad addentrarmi per le vie e incontrare qualcuno, fare quattro chiacchiere con i miei vicina di casa.
    3) Pertanto : da incontro di oggi, a scuola, emerge la possibilità di usare il ns registro online anche come piattaforma di e-learning. Qualcuno lo sta già facendo?
    Io dialogo con i miei studenti, invio e ricevo file, allego lezioni della LIM e learning objects, ma come piattaforma condivisa ho sperimentato solo Dokeos.
    Per utimo:http://sabinaminuto.wordpress.com/
    Grazie prof, va veloce lei, ma sempre “nell’area di sviluppo prossimale”.

  50. Nicoletta Farmeschi says:

    Prof, finalmente una lezione audio che ascolto con piacere (così non faccio fatica…).
    L’audioprof…e il caos che genera tanto sconcerto: dal caos la vita, la natura lo usa pervasivamente.
    In effetti prof, nel tuo blog si ha l’impressione del caos, ma poi tutto sembra avere una sua strada…basta solo proseguire

  51. Maria Grazia says:

    Bella questa soluzione audio: mi permette di stirare e ascoltarti 🙂 (sì, ogni tanto faccio altro che stare al pc). Il problema del caos è che non può essere una condizione permanente (e infatti qui non lo è). E’ quello che (almeno a me personalmente) fa paura. Poi permette di scrivere i commenti on air 😉 In questi giorni mi sono persa, inghiottita da un vortice di impegni, html, account, tag e “passioni” (nel senso originario del termine), nonostante ogni giorno mi riproponga di scrivere il “primo post”. Questa volta sarò presente con due blog (uno su wordpress e uno su blogger). Oltre al mio storico, volevo mettere in circolo il mio ultimo nato, ulteriore follia visionaria di un gruppo di temerari prevalentemente offline. Cmq volevo dirti che, per me (come sarà per altri) che bazzico con una certa familiarità in questo mondo fatto di nuvole, immergermi nel flusso caotico di questa umanità è come fare una piacevolissima nuotata in mare aperto (che vuoi… mi è partita la metafora del mare e vado in automatico!), In chiusura, un’osservazione e due desiderata: 1) l’audio post è ganzo ma non accessibile (se ci fosse un sordo?); 2) mi piacerebbe che ci si frequentasse (chi vuole ovviamente) anche su Google+ (perché non ci facciamo una cerchia? ;-); 3) quest’anno voglio approfondire la sottotitolazione dei video (Claude, dove sei?).
    E torno ai miei panni da stirare (e al tuo audio che ho interrotto a metà per commentare) 😀

  52. Francesco Valotto says:

    Funziona.. ed orienta anche!
    M’è molto piaciuta la metafora della reazione termonucleare nel nucleo della stella: speriamo che anche qui gli aomi di elio si scontrino (ed incontrino) caoticamente ma in maniera produttiva

  53. Lisia#linf12 says:

    @Andreas,@Villaggio,
    mi riallaccio alla speranza in chiusura dell’audiopost, esperimento interessante che funziona benissimo! anche il contenuto è stato interessante per molti aspetti, soprattutto la capacità che il prof possiede, direi innata, di stemperare le ansie da rincorsa, abbiamo sperimentato in #linf12 cosa può nascere dal caos! tutto ciò che si può imparare nel villaggio è comunque uno straordinario valore aggiunto alla nostra formazione, lo sto sperimentando proprio in questi giorni, i temi trattati nel programma di tecnologie dell’istruzione e dell’apprendimento non suonano per niente nuovi, il codice linguistico neanche, ciò che abbiamo sperimentato nel laboratorio prima e nel villaggio adesso lo ritroviamo fra le pagine dei testi, e, cosa straordinaria, non è arabo! Personalmente dopo aver diligentemente cominciato il mio diario, adesso, travolta dagli eventi, studio, lavoro, famiglia, ecc…faccio fatica ad esercitare una presenza sistemicatica nel villaggio; pur avendo già un blog in blogger vorrei tanto crearne uno in WordPress che mi incuriosisce molto, ma non ho ancora trovato il momento buono. Un altro spunto interessante è quello relativo alla condivisione, sì è proprio uno degli aspetti più significativi, da quando, a novembre, è cominciato il per-corso, adesso gli ambiti di solitudine che inevitabilmente si attraversano, come per me in questo momento, sono diventati particolarmente pesanti da sopportare, è molto meglio lavorare insieme,fare rete, una volta provato non si vuole più tornare indietro, perciò le iniziative di collaborazione e sostegno reciproco di cui parla il prof sono particolarmente importanti soprattutto per quelle persone che si sentono ancora un po’ spaesate.
    A tnt54 mi viene da dire, sì è proprio così ogni volta è ora di ricominciare, ed è proprio questo aspetto che rende affascinante la vita del villaggio, qui non c’è niente di definitivo, di scritto, di svolto per sempre, l’impianto strutturale è sempre aperto e soggetto a modifiche, rinnovamento, implementazione, come dire non ci si annoia proprio, ma se consideriamo ciò che ne viene fuori, ne vale proprio la pena!
    Buon lavoro a tutti, ciao prof.

    W

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