Questi vostri commenti sono molto importanti #linf14

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Una cosa che ci interessa molto in questo laboratorio attiene alla capacità di sostenere una comunità online. Sia ben chiaro: niente a che vedere con la vuota dissipazione di tempo che caratterizza gran parte della vita nei social network. Quello che invece ci interessa è la capacità di trarre vantaggio dal fatto di non essere soli nel perseguire un obiettivo comune. È una faccenda di ascolto e offerta. Quello che conta è l’atteggiamento nei confronti dell’altro, il senso della comunità. I mezzi tecnici aiutano ma non sono al centro della nostra attenzione – le specificità tecniche ci interessano nella misura in cui consentono di sviluppare pratiche utili alla cura delle relazioni. Soffermiamoci su tre diversi aspetti.

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Coloro che hanno commentato il post Laboratorio Informatico e A coloro che non sono sicuri di essere pronti (rispettivamente i commenti qui e qui) hanno bene interpretato lo spirito. Questi commenti per noi sono fondamentali perché ci danno la percezione della vostra esistenza – ci consentono di avere un’idea della vostra condizione. I commenti sono il sestante di questo tipo di navigazione, servono a fare il punto nel mare nebbioso della comunicazione online: abbiamo scritto un post, quanti lo avranno già letto? Che effetti avrà prodotto? È già il caso di scrivere il prossimo? Se scriviamo il prossimo oggi, quanti lo riceveranno con piacere e a quanti causerà invece stress perché hanno bisogno di assimilare il precedente?

I commenti sono utili anche per i compagni di viaggio. Uno dei fattori cruciali che ha consentito all’uomo inerme di sopravvivere e prosperare è la capacità di cooperare per un obiettivo comune. Una certa dose di brusio è utile perché contribuisce a creare il senso della comunità.

Per lo stesso motivo ci piace che la discussione avvenga in uno spazio accessibile a tutti e non solo agli studenti “ufficiali” del laboratorio. Fra i vari ottimi strumenti disponibili nella piattaforma IUL ci sarebbe anche il forum ma preferiamo questo luogo, dove può capitare che altre persone arricchiscano la conversazione, magari ex-studenti, come è accaduto nei succitati commenti.

Commentate liberamente dunque.

Come commentare i post in questo blog

Per fare un commento, accertatevi di essere nella pagina che mostra tutto il post: se siete in http://iamarf.org cliccate sul titolo del post. – per esempio Questi vostri commenti sono molto importanti #linf14, nella fattispecie.  In fondo alla pagina trovate lo spazio per scrivere, intestato “Lascia un Commento”. Quando vi cliccate dentro per scrivere, lo spazio si amplia nel modo seguente:

Questa è solo una figura dimostrativa, non ci cliccate dentro per commentare!!! Andate in fondo alla pagina!!!

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Porre domande

Estrapolo le note in questa sezione da alcuni famosi documenti che girano nel mondo hacker. È un mondo duro, spiccatamente meritocratico, caratterizzato da una particolare e robusta etica, un culto ossessivo per la competenza e per la ricerca della soluzione intelligente. Non valgono i ruoli ma cosa sai fare e come lo offri. Lo stile di quanto segue può apparire un po’ ruvido. Un effetto voluto, proprio per dare un’idea di come funziona quel mondo ma anche perché queste regole sono molto sane.

Raccomandazione importante che sovrasta il resto: voi in questo laboratorio, in questo blog, domandate tutto quello che volete. Nessuno qui pensa che una domanda sia stupida, è invece stupido perdere l’occasione di imparare qualcosa di nuovo – già detto ma giova ripetere.

Detto questo, passiamo a vedere come porre utilmente le domande in una comunità online.


Prima di porre la domanda

Qui siamo già in medias res, ma proprio in pieno: prima di domandare datti da fare! Niente irrita l’hacker –  sottoscritto incluso – come la domanda posta per avere una scorciatoia a buon mercato. L’hacker – sottoscritto incluso – aborre la furbizia.

  • Prima di chiedere studia bene il problema e sperimenta.
  • Se hai ricevuto delle spiegazioni, accertati di averle lette veramente bene prima di chiedere.
  • Se hai a disposizione un manuale, un help di qualche tipo, una lista di FAQ (Frequently Asked Questions), vai a leggere quel materiale. Esiste un acronimo famoso: RTFM (Read The Fucking Manual – leggi quel c…. di manuale) [2]
  • Se hai un amico che forse ne sa qualcosa chiedi a lui prima.
  • Cerca in rete – Google, Duckduckgo o altro motore di ricerca [3]. Usa una combinazione di parole chiave sintetica ma che contenga i concetti chiave del tuo problema.

Ponendo la domanda

Non usare l’email per farmi una domanda, a meno che tu non abbia delle motivazioni private importanti [4]. Spieghiamo bene. Io rispondo a tutte le email, se non lo faccio o lo faccio in ritardo è per qualche grave impedimento o per errore. Se mi trovo a rispondere in ritardo o in seguito a un richiamo cerco di scusarmi, con chiunque – naturalmente può capitare di omettere o di sbagliare ma la regola è questa. Il fatto che una grande quantità di persone della mia generazione – e di quelle vicine – magari “di rango”, tratti le email come uno strumento da usare con sciatteria e arroganza è solo manifestazione di maleducazione e grave ignoranza delle regole elementari di un importante strumento di comunicazione.

Detto questo, se siamo nell’ambito di una comunità online – ma non solo – scrivere un’email per un problema tecnico vuol dire comunicare male, per i seguenti motivi:

  • il tuo problema vengo a saperlo solo io (insegnante) e invece potrebbe interessare altri che si trovino in condizioni analoghe
  • qualcun altro potrebbe rispondere prima e meglio di me – ci guadagniamo tutti
  • la riposta (mia o di altri) viene letta da tutti, anche da coloro che magari hanno lo stesso problema, che così evitano di rifare inutilmente la stessa domanda
  • rinforzare lo schema di comunicazione a stella – l’insegnante al centro – è inefficiente – si allunga la coda di email da evadere e si rallenta il lavoro che l’insegnante può svolgere a beneficio di tutti

Fuori dai denti: ricevere un’email con una domanda che poteva essere posta alla comunità è irritante.

Quando fai una domanda descrivi compiutamente e minuziosamente il problema e il contesto. Il tempo di chi si impegna a rispondere a molti è prezioso perché è una risorsa scarsa. Quando le domande sono molte ci si deve adattare rapidamente a contesti molto diversi, se questi sono addirittura nebulosi il compito diviene frustrante e le probabilità di rispondere utilmente crollano. Se  esponi diligentemente il contesto, mostrerai che ti stai impegnando seriamente, mi invoglierai a darti una mano e, nel contesto del corso, migliorerai sicuramente la valutazione che dovrò dare al tuo lavoro. A domande del tipo – Perché non mi funziona? Perché non mi si apre?  – nessuno può rispondere, a meno che non siano rivolte a una persona che veda cosa stai facendo. Quindi racconta che cosa stai usando (anche il sistema operativo), cosa stai cercando di fare, in cosa il sistema diverge da ciò che ti aspetti, se questo dà un messaggio di errore riportalo, magari fai uno screenshot (fotografia – segui il link se non sai cos’è) della situazione.

Le domande falle sotto forma di commenti a questo blog. Piazzale nel post che ti sembra più pertinente. Non temere che vada perso: anche se il post è stato pubblicato molto tempo fa, i commenti li vedo tutti, li leggo tutti e a tutti dedico una risposta, salvo errori. In questa maniera tutti vedono domande e risposte, il tempo va a maggior frutto, la conoscenza circola, potrebbe iniziarsi a vedere un qualche effetto di comunità. A titolo di esempio cito la domanda che aveva fatto Sandra a proposito dell’esercizio sulla compressione dei file (si riferisce a un corso precedente ma vale lo stesso come esempio).

Leggi cosa fanno gli altri, quali problemi hanno, cosa hanno risolto, cosa sanno già fare. (Nel nostro caso, leggi i commenti a questo blog, che equivale a dire: segui la comunità.)

Se sai già qualcosa offrilo agli altri. Specialmente se ti accorgi che qualcun altro ne ha bisogno. (Per ora la piazza è costituita da questo blog. Nel seguito potrebbe allargarsi.)


Detto tutto questo, ripetiamo…

Raccomandazione importante che sovrasta il resto: voi in questo laboratorio, in questo blog, domandate tutto quello che volete. Nessuno qui pensa che una domanda sia stupida, è invece stupido perdere l’occasione di imparare qualcosa di nuovo.

Incontrarsi online (sincroni)

Faremo dei “sincroni” ma soprattutto li farete in tutti gli altri insegnamenti. In molti di questi i sincroni rappresentano l’unico contatto con il docente. Un problema dei sincroni è che spesso si perde molto tempo prima di riuscire a far fluire utilmente l’evento. Questo è dovuto in parte al fatto che le persone vi si avventurano senza essere sufficientemente preparate, insegnanti compresi, e in parte al fatto che la qualità di questo tipo di comunicazione dipende pesantemente dalla disponibilità di una infrastruttura di rete a banda larga diffusa sul territorio. Purtroppo in Italia la banda larga di fatto non c’è quindi è ancora più importante che ciascuno partecipi al meglio delle possibilità che abbiamo.

Dedicate quindi un po’ di tempo a seguire attentamente i video-tutorial che abbiamo preparato e che trovate riuniti in questo link. L’avevamo già detto ma vale la pena di ripetere.

45 thoughts on “Questi vostri commenti sono molto importanti #linf14

  1. Maria Rosaria Cancilleri ha detto:

    Un esame di coscienza è doveroso….
    Ho molto sorriso dell’acronimo RTFM, così come del consiglio “Se hai un amico, chiedi prima a lui”.
    Si, perchè, vedete, io faccio parte di quella schiera che si incaponisce a voler cercare la modalità “intuitiva” anche quando non c’è, con il risultato che spesso mi trovo arresa perchè non ho letto quel FM!
    Un altro problema diretto al mio approccio alla tecnologia è quello di aver sempre avuto accanto a me degli “smanettoni”, avete presente quelli che anche in tempi non sospetti (oltre 20 anni fa) giravano col portatile e la stampantina portatile? Beh, io sono la loro sanguisuga, molto facile avere il pesce e non imparare a pescare…. 🙂
    Finchè dura, ma i tempi (non sospetti) sono cambiati e la tecnologia necessita – nel senso che mi necessita – dunque, mi metterò sotto – promesso – e da ora in poi leggerò il FM e cercherò di lanciare bene l’amo!

  2. Linda ha detto:

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    cincottalinda@gmail.com

  4. Eleonora Aiazzi ha detto:

    Qualsiasi tipo di comunicazione – da quella “face to face” a quella virtuale- è indice di informazione.
    “Non si può non comunicare”, dice un celebre assioma .
    Questo vale anche nel nostro caso.
    Nei nostri commenti mostriamo quello che sappiamo ( e che non sappiamo) sull’argomento, facciamo domande, diamo risposte, confidiamo paure, celebriamo risultati.
    E credo che, anche quando non commentiamo (per paura di sbagliare o incertezza nel dare un personale giudizio) creiamo sempre comunicazione, soprattutto autodiretta. “Non voglio commentare. Si, ma perchè?” Ecco che si innesta una riflessione che, nel mio caso (come ho letto il caso di molti ) si è fatta riflessione. E alla riflessione è seguito l’agire : è bene prendere coraggio e iniziare a esplorare le risorse, leggere articoli, guardare i video e farsi un’idea su ciò che non si sapeva. E da lì coinvolgere in questo viaggio i nostri compagni, con – appunto- domande.
    Nella piattaforma che il Professore ha creato per il nostro Laboratorio di Tecnologie didattiche, spesso leggo commenti e domande. E imparo tanto. Tantissimo.
    Imparo a leggere bene la domanda prima di rispondere.
    Imparo a cercare la risposta (quando casomai non conosco bene l’argomento).
    Imparo a rispondere nel modo più chiaro possibile.
    Imparo a stare attenta.
    Imparo a essere una vera (futura)maestra.

      1. Eleonora Aiazzi ha detto:

        Grazie a lei che ha creato lo spazio comunicativo più idoneo a fare domande :infondo, nei blog (come in altri contesti del web),la tipica “paura” dello studente di fare domande svanisce.
        E così non si è etichettati come quelli che “non hanno capito”,bensì come quelli che sono curiosi,propositivi, interessati.
        Una bella idea di domanda…da valorizzare molto più nelle scuole !

  5. Antonio Amendola ha detto:

    ottimi consigli e, dato l’ambiente, sicuramente utili e praticabili. non così però la mia esperienza su internet, soprattutto nei forum di questioni informatiche. ho trovato molti luoghi della rete dove la presunzione regna sovrana e piccoli gruppi di “esperti” monopolizzano le discussioni dispensando a piene mani RTFM ai malcapitati nuovi utenti. il tutto molto lontano dallo spirito della condivisione e della collaborazione che dovrebbe essere immanente alla rete. non mi meraviglia che sia stato coniato il termine (spesso usato con tono dispregiativo) di “lurker”, cioè gli utenti che leggono e seguono con attenzione le attività e i messaggi, senza però scrivere o inviarne di propri, non rendendo palese la propria presenza…

  6. Lisa ha detto:

    Scusa Andreas com’è possibile che mi sia stata notificato un commento a questo tuo post (tra le altre cose si intusice che sia un messaggio di dubbia provenienza) e quando controllo direttamente la pagina alla quale rimanda (questa) non trovo né il commento né l’utente citato compare mai nei ns scambi…si fa riferimento a “jadkimi”. Magari sono io che sono fusa con questo inizio autunno…spero che qualcuno sappia chiarirmi la faccenda…a presto. Lisa

    1. Andreas ha detto:

      È semplice. Un blog esposto come questo riceve decine di migliaia di commenti farlocchi – cosiddetto spam. E in effetti il servizio è dotato di un sistema anitspam molto efficiente perché li intercetta quasi tutti, senza che io nemmeno me ne accorga. Ma non tutti, quasi tutti. Quello a cui tu alludi è per l’appunto un commento che è passato fra le maglie dell’antispam. Evidentemente, appena me ne sono accorto l’ho fatto subito fuori. Quindi è successo che tu hai ricevuto la notifica del messaggio farlocco, poi, quando sei andata a vedere non l’hai più trovato. Naturalmente, non è detto che lo possa fare sempre in maniera immediata: sto molto al computer ma mi capita anche di mangiare, dormire e fare qualche passeggiata. In casi del genere avresti fatto in tempo a vedere il messaggio.

  7. Lisa ha detto:

    Buongiorno a tutte/i ormai da giorni sto cecando di seguire quello che è stato portato avanti da questo gruppo e da edmu14 ma con scarsissimi risultati. Nel corso di questi tre anni alla IUL due esami mi hanno messo alla prova costringendomi ad un’opera di “fiducia” perché riuscissi a cogliere in senso di quello che mi veniva proposto, uno di questi è stato il primo laboratorio con Andreas e adesso ci ri-siamo…ho la mania del controllo e questo limite mi costringe a soffrire nelle situazioni in cui niente è cotrollabile…ma veniamo al punto: tra pagine, link, rimandi perdo in continuazione il filo di ciò che stavo facendo ma qualche piccolissimo seme rimane. Leggendo uno dei tanti post proposti ho ripassato la struttura dell’indrizzo URL, in particolare sul pezzo verde “hpp”/”hpps”. Quasi per caso stamani succede che apro la posta e trovo una sere di mail inviate dal signor Twitter che mi segnalano un mio accesso anomalo e mi invitano a cambiare la password…sono piuttosto scettica perché gli scambi con le varie comunità incontrate negli anni e qualche saggia lettura mi hanno insegnata ad avere sempre un atteggiamento di cautela prima di rispondere a quelli che potrebbero essere messaggi ingannevoli, ma questa volta sembra roba seria, difatti il link mi rimanda ad una pagina il cui indirizzo inizia per “hpps” con tanto di lucchettino. A questo punto se ho interpretato bene le letture dei post la cosa migliore sarebbe procedere alla sostituzione della pw ma avendo a disposizione un bel gruppo preferisco chiedere: “a qualcuno sta succedendo la stessa cosa in questi giorni?” visto che su Google ho trovato un episodio simile ma risalente al 2014…ringrazio la comunità e mi scuso se questo non era lo spazio più appropriato…a presto…Lisa (ventolino)

    1. Andreas ha detto:

      A cambiare la password si fa sempre bene, a prescindere dai messaggi che hai ricevuto.
      Per inciso, le sigle giuste sono http e https, solo per inciso… 🙂
      Per quanto riguarda il disorientamento, se è eccessivo dimmelo e ti darò dei compiti più definiti.

      1. Lisa ha detto:

        😱 manco le sigle azzecco, a questo giro. Grazie Andreas, vorrei provare a fare qualche altro tentativo prima di arrendermi. Comunque cercherò di lasciare traccia dei miei tentativi…per inciso, perché non ho ricevuto notifiche della tua risposta?

        1. Andreas ha detto:

          Non ti preoccupare. Quando fai un commento, sotto alla scatolina dove scrivi, puoi mettere il “check” a “Notificami nuovi commenti via e-mail” e “Notificami nuovi post via e-mail”.

          Riferendomi al tuo commento precedente, sono curioso di farti questa domanda: ma quando tu sei in classe con i tuoi bambini, hai il controllo completo della situazione? 😉

          1. Lisa ha detto:

            Per questo ho bisogno di un mese di riposo per riprendermi dallo shock…😜 x le notifiche ero convinta di aver messo la spunta ma a questo punto credo di essermi confusa…strano!!!

  8. francabartolini ha detto:

    sto provando, sto sudando, sto quasi cedendo. Caro Prof. e compagni di corso vedo vostri blog commento volentieri ma nonostante le istruzioni dettagliate del Prof per fare gli esercizi mi trovo ancora dentro la bufera, e al blog della IUL non devo andare a genio (ha sicuramente ragione una così “dura” era un po’ che non si vedeva!) mi continua ad apparire : Fatal error: Uncaught exception ‘DbException’ in /home/apache_1.3.34/htdocs/GlobalLibrary/lib/db/db.php:114 Stack trace: #0 /home/apache_1.3.34/htdocs/ambiente/blog/act_iscrivi.php(45): Db->doQuery(‘INSERT INTO BLO…’, Array) #1 /home/apache_1.3.34/htdocs/ambiente/blog/index.php(21): require(‘/home/apache_1….’) #2 {main} thrown in /home/apache_1.3.34/htdocs/GlobalLibrary/lib/db/db.php on line 114.
    Sarà perchè al primo tentativo di apertura del mio blog mi è saltata connessione?
    Ancora sto cercando di districarmi ma il tempo è poco (fino all’altro giorno ho studiato nei ritagli di tempo, adesso c’è la volata finale a scuola con i bimbi-stanchi morti come noi- fino al trenta giugno. E tutte le volte ricomincio dalla mail in sospeso…e le mail arrivano tutti i giorni

    1. francabartolini ha detto:

      A forza di “provare,provare,provare (scusate ma sembra la citazione dal film “Non ci resta che piangere” e niente per me è più calzante in questo momento) sono riuscita a fare il blog. Nn come volevo s’intende ( visto che non ho capitoancora come inserire le immagini).Almeno stanotte dormirò !

    2. Andreas ha detto:

      Grazie Franca. Riporto qui la risposta data sul forum, poi aggiungo altro.

      Ottimo per il blog e grazie per il testo che ci hai messo!

      Quanto all’esercizio HTML ci dobbiamo lavorare ancora un po’. L’ho messo insieme agli altri, affinché tu possa vedere la differenza e rifletterci. Anche Aurora ha lo stesso tuo problema. Aprili tutti per confrontare e capire. E su alcuni di questi vai a vedere la sorgente (codice HTML) con i tasti Ctrl-u.

      Aurora, se stai leggendo, fai la stessa cosa e parliamone, qui o nel forum IUL, dove preferite.

      Con calma, senza fretta. Io non vado avanti, in maniera che si possa riflettere tranquillamente su questo punto.

      Questo quello che avevo scritto sul forum. Ora rispondo riguardo all’errore che citi:

      Fatal error: Uncaught exception ‘DbException’ in /home/apache_1.3.34/htdocs/GlobalLibrary/lib/db/db.php:114 Stack trace: #0 /home/apache_1.3.34/htdocs/ambiente/blog/act_iscrivi.php(45): Db->doQuery(‘INSERT INTO BLO…’, Array) #1 /home/apache_1.3.34/htdocs/ambiente/blog/index.php(21): require(‘/home/apache_1….’) #2 {main} thrown in /home/apache_1.3.34/htdocs/GlobalLibrary/lib/db/db.php on line 114.

      e che hai anche tentato di diagnosticare:

      Sarà perchè al primo tentativo di apertura del mio blog mi è saltata connessione?

      Sì, il fatto è che poi l’ambiente IUL reagisce in modo così “ruvido” al fatto che uno tenti di riaccedere ad una risorsa dopo che, per qualsiasi motivo, è stato sloggato. Ho già proposto numerose modifiche all’ambiente. Poi proporrò di migliorare anche questa cosa.

      Poi dici:

      Ancora sto cercando di districarmi ma il tempo è poco (fino all’altro giorno ho studiato nei ritagli di tempo, adesso c’è la volata finale a scuola con i bimbi-stanchi morti come noi- fino al trenta giugno. E tutte le volte ricomincio dalla mail in sospeso…e le mail arrivano tutti i giorni

      Come ho già scritto: rallentiamo. Abbiamo tutta l’estate perché ci siamo arrogati il diritto di espandere un corso di 25 giorni (di fatto) in un percorso di 4-5 mesi quindi c’è tempo. Usiamolo bene: voi avvertitemi al minimo disagio e noi (Paola ed io) ci regoliamo di conseguenza – impariamo a comunicare online, dove non potendosi vedere è fondamentale dire le cose – anche nella realtà a dire il vero, e spesso non basta nemmeno quello.

        1. Andreas ha detto:

          Scrivi qui per favore l’indirizzo del link: http://www.iuline.it/ambiente ecc.
          Comunque mi pare che il problema stia nell’uso dei caratteri che hai fatto: per gli indirizzi nel web, gli indirizzi email ecc. è bene usare caratteri semplici: no lettere accentate, no punti o punti esclamativi, no spazi.

          Riprova, non credo che si debba fare un solo blog, a meno che per gli studenti sia diverso. In tal caso chiederemo a Giovanni Spinelli di cancellarti quello abortito.

          Intanto riprova e fammi sapere.

          1. Lisa ha detto:

            Avevo pensato a questa possibilità, infatti il link originale è: http://www.iuline.it/ambiente/blog/Cos%C3%ACcomesono…misentobene!/ se tolgo i caratteri speciali si apre una pagina ma comunque sembra essere una pagina morta e poi mi dico: possibile che non ci sia la possibilità di modificare questo “titolo”? Adesso ho veramente bisogno di scollegarmi, più tardi tornerò al martirio…grazie mille per la disponibilità in queste calde giornate di ferie…

            1. Andreas ha detto:

              Tieni presente, tenete presente, che questo servizio blog è giovane ed è in certi aspetti ancora un po’ grezzo. Non leggere, non leggete, le difficoltà come vostri problemi ma come un problema generale, dove forse ciò che non va è nello strumento.

  9. Immacolata ha detto:

    Essendo una persona abituata ad un tipo di apprendimento “individuale” e non “collaborativo”- che peraltro privilegio per i miei allievi-utilizzo già da tempo i social media a scopo lavorativo (blog educativi- Edidablog), che rappresentano, per me, uno spazio di condivisione di esperienze, nonché potenti strumenti di documentazione didattica.
    Sul versante personale, ahimé, sono una scarsa utilizzatrice di SN, che utilizzo soltanto per ottenere informazioni culturali, perlopiù da “gruppi chiusi”.
    Ritengo, comunque, che condividere un’opinione con altri e stabilire un dibattito possa essere un’occasione di arricchimento.

  10. Solidea ha detto:

    Eccomi qui, a provare a partecipare a questo blog con il mio carico imprescindibile di senso di colpa e, perchè no?, di inadeguatezza. La sottoscritta, dopo aver spento le venti candeline della propria adesione alla liquida comunità internet, è ormai pronta a fare “outing”: ammettere di essere afflitta dalla “anchilosia telematica”! La conoscete tutti anche se potete non aver udito tale personalissima definizione…. E’ quel morbo degenerativo il cui contagio ha avuto inizio con i malefici bottoni “MI PIACE” e “CONDIVIDI”. Cliccare quotidianamente e ripetutamente tali collegamenti discreti ed immediati ci garantisce una sensazione soddisfacente e rassicurante tale da lasciarci credere di essere in contatto fattivo con amici, collaboratori, interessanti sconosciuti. Tale delirio di onniappetenza ci rende flaccidi come i frequentatori di trasmissioni televisive calcistiche che si definiscono “sportivi”. Ammetto quindi la mia difficoltà ad uscire dal didascalico e a rituffarmi,comunque fiduciosa, tra le braccia di una nuova comunità. Sperando che il tempo, peggior nemico di noi ansiosi perfezionisti sia clemente!

    1. Andreas ha detto:

      Appunto, questi vostri commenti sono molto importanti. Bello questo outing e bella la diagnosi di “anchilosia telematica”.

      Senso di colpa. Una calamità. Colpisce indiscriminatamente larghe fette di popolazione, con preferenza per quella femminile. Occorre liberarsene per agire liberi, seppur consapevoli.

      Senso di inadeguatezza. Idem. Ne è costantemente afflitto anche il sottoscritto. Penso che sia una condizione normale dell’essere pensante. Un indice di salute mentale. Solo che va risolto in positivo – il controllo completo di questa tale faccenda non l’avrò mai ma di questo specifico problema, se mi impegno, ne verrò sicuramente a capo.

      Il tempo. Beh, ce lo siamo arrogato, no? Quindi tranquilli. C’è sì un pericolo, che è quello di sfilaccciare l’azione, lasciar perdere. Tempo lungo sì quindi, ma perserveranza – poco per volta ma sempre. Che forse è la chiave dell’apprendimento vero.

  11. Cinzia Paderi ha detto:

    Quante cose sulle quali riflettere. Giuro mai pensato alla similitudine tra libro/autore e mondo virtuale. Eppure è realmente così! Mai pensato ad un mondo invisibile decisamente più reale di quello che mi circonda…e ora apprendo che è così! Questa per me è una rivoluzione Copernicana. Perdonatemi se chiederò aiuto.

  12. giodip87 ha detto:

    Credo profondamente nella comunicazione.
    L’articolo presentato ci ricorda davvero che la fruizione passiva dei contenuti web sia dannosa almeno come il fumo passivo – alias non basta più utilizzare le fonti, bisogna crearne di nuove e condividere il sapere. Il linguaggio semplice, immediato ed accessibile – odiato nel 2015 da chi complica le informazioni “per professione” come nel 530 a.C. dai pitagorici – è la chiave; e la creazione di contenuti è il portone. Grazie per questo post illuminante, ho apprezzato molto.

  13. mariagrazia mastinu ha detto:

    E’ tutto molto…sembra così,come quando ti parlano di quelle comunità un pò strane ma libere,dove tutto è possibile,realizzabile,dove finalmente fai parte della comunità che hai sempre sognato…In verità ho capito ben poco,sono preistorica sicuramente,qui devo imparare ad usare degli strumenti per educare altri(alunni) ad un uso critico ed intelligente?scaricare ed utilizzare ‘qualcosa’ non so come si chiamano…ma alla fine a cosa servono? scambiarsi idee,pensieri,condividere i saperi,inseguire il futuro e farne parte?Utilizzare strumenti alternativi agli attuali sistemi di apprendimento?aiutatemi a CAPIRE. Trovo in realtà anche i computers e tutta questa tecnologia ci viene imposta dal mercato sino a renderla indispensabile perchè se non ce l’hai rimani fuori da tutto e sei incontrollabile.

    1. Andreas ha detto:

      “Inseguire il futuro”. Ecco, inseguire o farlo, il futuro?

      Coloro che il futuro lo fanno – metteteci pure tutti gli scrittori, poeti, pittori, scultori e scienziati del mondo – gli strumenti li usano, eccome. Usano ogni tipo di diavoleria “moderna”. E non è detto che le azzecchino tutte – i colori di Leonardo.

      Il facitore del futuro non è ossessionato dallo strumento, del quale semplicemente si serve. È invece concentrato sulla barriera espressiva che vuole superare, sul problema che sta cercando di risolvere, sul mistero che vorrebbe svelare, sul modo di comunicare un’idea, uno stato d’animo – che è esattamente quello che sto facendo in questo preciso momento, nel mio piccolo.

      Non è questione d’esser piccoli o grandi. Chiunque può farsi facitore di futuro. È questo il punto. È precisamente qui e in questo senso che vale la pena di occuparsi di tecnologie.

  14. ManuelaRaso ha detto:

    Io appartengo a quella generazione di informatici che ha sempre creduto nello sviluppo dei sistemi, ma per il mio carattere un po’ chiuso ed introverso, ho sempre guardato i blog da una certa distanza. Ho sempre cercato di condividere il mio sapere e le mie esperienze soprattutto coi miei studenti e l’idea di farlo anche con persone “virtuali” mi ha sempre spaventato un po’. Amo ed ho sempre amato il contatto “reale”. Sarà per me un’esperienza nuova e stimolante. Proprio perchè sono estranea al mondo dei blog, perdonatemi se a volte potrò sembrare “scostante” o se invece farò la “saccente”, ma spero di imparare ancora tanto, perchè secondo me non si finisce mai di imparare.
    Manuela

    1. Andreas ha detto:

      Quell’articolo che vi ho chiesto di leggere, A coloro che non sono sicuri di essere pronti, è farcito con riferimenti che poco hanno a che vedere con le diavolerie tecnologiche: Dürrenmatt, Papini ecc… Una mano tesa a chi si sente lontano dalle tecnologie, un modo per dire guarda, appartengo anch’io al tuo mondo, un tentativo di ossigenare le stanze di tanta istruzione tecnologica, troppo arida, come liofilizzata.

      Persone virtuali. Domanda: ma un autore che ti piace non è forse anche lui un po’ virtuale? Quanti sono gli autori che conosci di persona? Cosa ci giunge da loro se non parole? Anche quando sono in vita. In questo periodo sto leggendo molto di Pennac, ma quali sono le probabilità che lo possa conoscere personalmente? L’ho visto parlare in qualche video e questo è già tanto. Ma in realtà, lui per me è Malaussène. Anche il corpo di Pennac (Storia di un corpo) per me in realtà è il corpo di Malaussène. Anche Pennac ragazzo con le sue disavventure scolastiche (Diario di scuola) per me è Malaussène ragazzo. Ma Malaussène è un personaggio virtuale, o no? Quanto è diverso da una caro amico conosciuto in rete con il quale ho sviluppato un rapporto professionale e di amicizia? Chi è più o meno virtuale? Malaussène-Pennac o il tale amico?

      Siamo dunque sicuri che la dicotomia reale-virtuale sia poi così significativa? O c’è dell’altro?

    2. Elena ha detto:

      Anche io ritengo di far parte di quella categoria di persone che, per motivi di riservatezza e “introversione”, non ama partecipare attivamente alla vita di comunità propria del mondo virtuale. Tuttavia, riflettendo su questo aspetto, credo di poter dire che la distanza tra mondo reale e mondo virtuale non sia poi così evidente, se pensiamo che entrambe hanno ragione di esistere in virtù della medesima “sostanza” (umana), fatta di pensieri, azioni, riflessioni, gli stessi che ci accompagnano nella vita di ogni giorno.

  15. auroraabatemattei ha detto:

    Questo articolo ci porta a capire che bisogna smettere di essere autoreferenziali ma diventa necessario mettere a disposizioni della comunità virtuale e reale i propri piccoli o grandi saperi per trasformarli in competenze acquisite da mettere in uso per sé stessi e per trasmetterle agli altri. E così come una grande macchia d’olio si fa un uso efficiente del web 😉

  16. lukaramazov ha detto:

    Leggere le note sopra descritte, riguardo la richiesta di aiuto un po’ tipica anche dei forum di supporto, mi ha fatto tornare in mente molti ricordi di anni passati e i molti aiuti avuti in quei forum. Non si finisce mai di imparare. Mi han colpito piacevolmente le esperienze del corso precedente e l’idea di fare comunità in rete anziché di subirla. Chi ben inizia…

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