Aprendo un ambiente semiaperto…

Il contesto è quello del Laboratorio di Tecnologie Didattiche del quale ho la fortuna di occuparmi presso il Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria. Fortuna impreziosita dalla collaborazione di Antonio Fini, valente e caro amico, nella veste di tutor, (in realtà co-docente).

Per vari motivi è opportuno che tale laboratorio trovi il suo luogo di riferimento nella piattaforma di Ateneo, che ho impostato in maniera da essere massimamente accessibile: eccola. Dovrebbe essere tutto visibile, anche il forum, eccetto per il fatto che gli esterni non possono commentare. Questo pare che non sia proprio possibile. È per questo motivo che ogni tanto riporterò qui alcune delle istanze proposte dagli studenti, in maniera che possano eventualmente ricevere un riscontro più ampio.

Prima di proporre una di queste richieste, voglio dire che questa classe di 262 future maestre – e qualche futuro maestro 🙂 – sta rispondendo in maniera magnifica. In una sola settimana il forum è diventato un vulcano. Che sia benvenuto il caos, dal quale usciranno elementi preziosi, così come quelli, fisici, che escono dalle fornaci dei soli. A testimonianza di questa bella atmosfera, riporto qui per intero il messaggio che Eleonora ha posto in un commento a questo blog:

Qualsiasi tipo di comunicazione – da quella “face to face” a quella virtuale- è indice di informazione.
“Non si può non comunicare”, dice un celebre assioma .
Questo vale anche nel nostro caso.
Nei nostri commenti mostriamo quello che sappiamo ( e che non sappiamo) sull’argomento, facciamo domande, diamo risposte, confidiamo paure, celebriamo risultati.
E credo che, anche quando non commentiamo (per paura di sbagliare o incertezza nel dare un personale giudizio) creiamo sempre comunicazione, soprattutto autodiretta. “Non voglio commentare. Si, ma perchè?” Ecco che si innesta una riflessione che, nel mio caso (come ho letto il caso di molti ) si è fatta riflessione. E alla riflessione è seguito l’agire : è bene prendere coraggio e iniziare a esplorare le risorse, leggere articoli, guardare i video e farsi un’idea su ciò che non si sapeva. E da lì coinvolgere in questo viaggio i nostri compagni, con – appunto- domande.
Nella piattaforma che il Professore ha creato per il nostro Laboratorio di Tecnologie didattiche, spesso leggo commenti e domande. E imparo tanto. Tantissimo.
Imparo a leggere bene la domanda prima di rispondere.
Imparo a cercare la risposta (quando casomai non conosco bene l’argomento).
Imparo a rispondere nel modo più chiaro possibile.
Imparo a stare attenta.
Imparo a essere una vera (futura)maestra.

E ora la domanda, questa volta di Caterina:

Vorrei imparare a utilizzare dei programmi che coinvolgano gli alunni nell’apprendimento della grammatica e del lessico in maniera ludica sia per italiano come lingua straniera che per inglese, da utilizzare anche con la LIM. Qualcuno ha dei suggerimenti o ha già avuto esperienza in merito?

Bene, c’è qualcuno che ha delle idee interessanti in proposito?

 

8 thoughts on “Aprendo un ambiente semiaperto…

  1. Claude Almansi says:

    Ciao Adelaide!

    Sono andata a vedere http://www.atuttalim.it/index.php/invalsi-italiano nel sito che proponi. Qualche dubbio all’inizio sull’orientamento “preparazione all’esame” ma le attività sono interessanti, perché coinvolgono diverse azioni anche fisiche. Però rispetto a:

    “Molte delle attività delle Grammatiadi sono state eseguite anche on-line, sulla L.I.M. utilizzando i giochi presenti sul sito autoprodotto http://www.atuttalim.it.”

    il problema è che quei “giochi” si limitano quasi tutti a crocette da mettere nelle caselle Vero o Falso: molto meno coinvolgenti delle attività descritte in quella pagina /invalsi-italiano . Inoltre, sono in file flash (.swf), e quindi è impossibile adoperare il copia-incolla, ad es. per produrre altri esercizi simili, o farli produrre agli allievi, il ché sarebbe già più coinvolgente. Ma soprattutto non sono adoperabili da allievi ciechi che devono ricorrere alla sintesi vocale. Perché non creare questionari accessibili a tutti, e anche adattabili anche dagli allievi?

    Almeno gli esami Invalsi stessi non ricorrono al flash, spero?

    1. Adelaide says:

      In questa settimana cercherò altri siti…comunque è difficile, in effetti, trovare contenuti didattici digitali adatti alle esigenze della propria classe. La soluzione sarebbe creare da soli le attività da proporre. Io sono all’inizio della mia carriera, ho ancora tanto da studiare e ancora tanto da navigare. A presto.

  2. Francesco Valotto says:

    Ciao,
    è ormai moltissimo tempo che non intervengo più, ma continuo a seguire i dibattiti che si creano attorno alle iniziative di Andreas, sempre interessanti e sempre foriere di “movimento”.
    Questa volta intervengo solo per una risposta essendomi sentito in qualche modo chiamato in causa dalla domanda che chiude l’articolo.
    Lo faccio per suggerire SusyDiario: strumento online che ha ormai diversi anni di vita ed almeno un intero ciclo di scuola primaria di sperimentazione con risultati belli ed interessanti.
    NOn sto a fare qui la storia di SusyDiario: chi fosse interessato a saperne di più può dare un’occhiata al blog (fermo purtroppo da molto tempo per altri impegni…) qui susydiario.wordpress.com oppure andare direttamente su SusyDiario qui http://www.susydiario.it
    Dico solo che SusyDiario è una piattaforma che permette di utilizzare ma soprattutto di produrre contenuti, esercizi, test, giochi didattici, ecc. usarli in classe e farli usare ai bambini a casa o dove preferiscono. SusyDiario è su internet, è gratis, e funziona per chi lo vuole usare.
    Se poi volete qualche informazione di prima mano e per caso siete nei dintorni di Padova tra il 13 ed il 15 ottobre io e il maestro Michele con cui collaboro saremo al Seminario della Rete Scuola Digitale Veneta con un banco informativo: info ed iscrizioni qui http://www.scuoladigitaleveneta.it/?page_id=1078.

  3. Roberta Cannellotto says:

    Per il laboratorio di Inglese del primo anno alla IUL abbiamo preparato questo http://ilcomputerfaperme.altervista.org/CANTERVILLE/ (appena possibile cambierò i disegni), ci sono solo alcuni spunti. Durante il secondo anno abbiamo preparato un’attività e utilizzato pinterest per raccogliere i link utili, nei pin più vecchi, in fondo, trovi giochi per bambini https://it.pinterest.com/lamammarobi/learning-strategies/ Naturalmente il gioco in sè non basta, tutte le attività devono essere inserite in un progetto educativo ben preciso, non basta utilizzare delle tecniche o dei giochi per creare apprendimento. Ma questo lo sai di sicuro meglio di me.

    1. Caterina says:

      Bellissimo questo sito di Canterville…utilissimo anche per i bambini con difficoltà ..grazie ragazze…non pensavo ci fossero risorse così creative in rete

      1. Roberta Cannellotto says:

        il sito l’ho fatto io con mezzi a costo 0 ma l’idea era quella di rielaborare il libro per presentarlo ad un’ipotetica classe e di scegliere giochi presenti in rete da abbinare. Il lavoro è ripetibile con qualsiasi libro e la cosa carina è che potrebbe essere fatto coinvolgendo sia italiano che inglese.

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