Assignment 1 coda: allarghiamo ulteriormente il discorso

Lavagna con su scritto "L'informazione affidabile"Avrei molte cose da dire sull’affidabilità dell’informazione su internet. Ha fatto bene Giovanni a sollevare la questione perché è assai più complessa di quel che sembra.

È vero che in internet puoi trovare ogni sorta di fandonie ma questa non è una dimostrazione di inaffidabilità. Il mondo della carta stampata è pieno di sprecisioni, di errori, di teorie fasulle, di spazzatura. Non solo entrando in un’edicola si ha questa sensazione ma anche andando a scartabellare i libri di testo e anche andando a rovistare nella letteratura scientifica. Quest’ultima, ad esempio, soffre oggi di un grave problema di credibilità a causa della bulimica ridondanza – funzionale al metabolismo della macchina accademica, ma non al resto – e, in certi settori, di preoccupanti conflitti di interesse. Sono riviste tipo l’Economist che ogni tanto sollevano la questione e questo è significativo. I risultati della ricerca, soprattutto quella applicata, comportano inevitabili ricadute economiche sugli enti finanziatori. La conseguenza è che si pubblicano quasi sempre i successi e mai gli insuccessi. La ricerca biomedica è particolarmente afflitta da questo problema, a causa degli evidenti interessi delle potentissime multinazionali farmaceutiche. Non credo che questa cosa piaccia molto a Galileo, che guarda di lassù.

Ma sulla letteratura scientifica torneremo successivamente, anche in modo molto pratico, perché è molto importante per voi. Ora vorrei allargare un po’ il discorso fatto nell’assignment 1 bis, quello sui feed RSS per leggere i giornali.

Vi ricordate il Newspaper Death Watch? È ormai chiaro a tutti gli operatori del settore e agli operatori economici in generale che i quotidiani stiano scomparendo, almeno in questa forma. I profitti di quasi tutte le testate sono in caduta libera, salvo pochissime eccezioni. Anche in Italia sta avendo luogo questo fenomeno, forse con un po’ di ritardo.

Perché la gente sta abbandonando la mainstream information [1] ? Perché trova di meglio altrove. Se io spendo tempo e denaro per informarmi desidero che quelle informazioni siano corrette, nei limiti del possibile, neutre, non interpretate, al di là delle interpretazioni necessarie a superare eventuali gerghi specialistici. Ebbene, qual è dunque l’idea di affidabilità nella stampa, se quotidianamente, su qualsiasi fatto, questa mi propina opinioni che stanno su tutti i 360 possibili gradi? La faziosità è una grave malattia per una democrazia e la stampa la fomenta in grande misura.

E quali sono le alternative? Avete capito benissimo cosa penso ma faccio qui un esempio specifico, quello di Twitter.

Twitter [2] è un social network e molti lo confondono con Facebook. Invece è molto diverso. Molti lo considerano un sistemino per scambiarsi SMS irrilevanti in modo sociale. Certo, si può usare anche così ma il successo di Twitter è di ben altra natura.

Diciamo subito che Twitter, attualmente, è un motore fondamentale della diffusione delle informazioni nel mondo. Roba da professionisti, e non banale, da usare in modo serio.

Guardate questo sociogramma:

Immagine di social network che, in base all'attività in Twitter descrive la partecipazione di arabi e occidentali ai movimenti di protesta in Egitto

I nodi rappresentano persone che sono state attive in Twitter sui temi delle rivolte in Egitto. La dimensione indica il grado di influenza sul resto della rete, i rossi parlano arabo, i blu inglese, gli sfumati fra questi due colori sono variamente bilingue. Il nodo più grosso è quello di Wael Ghonim, la figura su cui si è incernierato il movimento auto-organizzato che ha innescato le proteste iniziali il 25 gennaio in Egitto. Il suo nodo, alla base della rete, connette i due mondi.

La testa rossa di questa sorta di cometa, sulla destra dell’immagine, rappresenta coloro che vivevano le notizie in loco, rappresentano le fonti, se volete. Gli sfumati nel mezzo hanno svolto la funzione di trasmissione delle informazioni al mondo anglofono, prima arabi e poi, andando verso la parte sinistra occidentali.

La coda all’estrema sinistra, che è dominata da giornalisti, ONG e testate giornalistiche sembra “seguire” le notizie prodotte e trasmesse dalla comunità.

Questa è una spledida immagine di quelle che è ormai una realtà. Le notizie oggi emergono spontaneamente e le stesse testate giornalistiche se ne avvalgono, magari aggiungendo qualche aspetto interpretativo.

Esiste oggi un ampio spettro di fonti, da quelle degli attivisti che operano in loco e usano il microblogging (quale per esempio Twitter), a quelle di blogger che diffondono la voce da zone del mondo poco servite o represse, a quelle relative a pratiche illecite o antidemocratiche da parte di grandi istituzioni governative o private, che funzionari dissidenti lasciano trapelare verso servizi di diffusione tipo Wikileaks (ce ne sono molti altri).

Internet sta contribuendo in maniera sostanziale alla verdicità e alla trasparenza delle notizie. Lo dimostra il fatto che tutte le testate del mondo l’hanno preso molto sul serio.

La cosa interessante è che già da ora, chiunque può crearsi un giornale personalizzato sui propri interessi, estremamente ricco e di grande qualità.

Il trucco sta nella scelta oculata delle fonti, vale a dire, nel caso di Twitter, la scelta di chi “seguire” (follow). Frugo nel mio Twitter-giardino [3].

  • @kir_imperial È uno degli eroici giapponesi che lavorano nei pressi delle centrali nucleari. Twitta in giapponese ma molti client di Twitter consentono di tradurre al volo da qualsiasi lingua, di solito il senso si afferra.
  • Ghonim È l’egiziano che abbiamo menzionato prima.
  • L’agenzia di stampa internazionale Reuters
  • Cairowire Gruppo attivisti egiziani.
  • Lybiansrevolt Attivisti libici (molti son ragazzi come voi).
  • GlobalVoices Questi tweets rimandano a articoli di GlobalVoices, un servizio che raccoglie le voci di blogger che provengono dalle tante regioni oppresse da povertà e regimi iniqui ma che non sono raggiunte dalla stampa, per obiettive difficoltà logistiche o perché non hanno risorse interessanti che servono per i nostri lussi. Un servizio strepitoso. Io non compro giornali italiani ma do un’occhiata a GlobalVoices tutti i giorni. Si può anche partecipare, per esempio traducendo pezzi, se si sanno le lingue. Claude ha citato un’esperienza con GlobalVoices, in un commento recente.
  • Clay Shirky Un famoso esperto di tecnologie e dei suoi effetti sulla società. Nel post sulle marmellate ho utilizzato una sua idea.
  • Donatella della Ratta Una brillante studiosa e giornalista italiana che vive in parte a Damasco da molti anni per studiare la realtà araba.
  • Birgitta Jónsdóttir Scrittrice, poeta, attivista, membro del parlamento islandese. Grande personaggio.
  • John Perry Barlow Autore dei testi dei Grateful Dead. Autore della celebre Dichiarazione d’indipendenza del Cyberspazio. Co-fondatore della Electronic Frontier Foundation.
  • http://twitter.com/TheEconomist Impiego volentieri fonti giornalistiche di economia perché hanno la tendenza ad attenersi ai fatti e sono anche ricche di notizie tecnologiche che a me interessano per motivi prefessionali. Inoltre preferisco di gran lunga lo stile giornalistico anglosassone, focalizzato sugli argomenti e non sulle personalizzazioni. Sono anni che leggo l’Economist. Un tempo ero abbonato alla rivista. Con Twitter e la versione online non ne ho più bisogno.
  • http://twitter.com/dtapscott Don Tapscott, autore di Wikinomics e Macrowikinomics insieme a Anthony D. Williams, è uno dei più lucidi osservatori del mondo del business e della tecnologia con una spiccata attitudine a guardare nel futuro. Ho imparato veramente molto dai suoi testi.
  • http://twitter.com/creativecommons Le licenze Creative Commons consentono a chiunque abbia prodotto una qualsiasi opera di decidere esattamente quali diritti riservarsi e quali cedere. Sono uno strumento fondamentale grazie al quale si può aggiustare il compromesso fra la protezione dei diritti sulle proprie opere e la convenienza comune a dar vita ad un ecosistema delle idee, humus per la creatività di tutti.
  • http://twitter.com/infofirenze Un servizio di informazioni su fatti di Firenze e Toscana.
  • http://twitter.com/ansa_cronaca Agenzia Ansa. Il surplus prodotto dal giornalismo italiano è quasi illeggibile. Ogni tanto includo qualche giornale ma per brevi periodi.
  • http://twitter.com/orporick Credo che sia un insegnante di matematica. Non lo conosco ma mi godo i suoi tweets, che riguardano soprattutto la sua vita di insegnante. La sua è una forma di poesia.
  • http://twitter.com/altracitta Testata locale di giornalismo partecipativo. Interessante evoluzione del giornalismo.
  • http://twitter.com/wikileaks Il sito che rivela documenti tenuti segreti da governi e organizzazioni per motivi di opportunità. Agisce secondo i principi di libertà di parola e di pubblicazione con l’intento di contribuire alla verità storica.
  • http://twitter.com/oldaily L’Oldaily è una sorta di mini-quotidiano, una manciata di notizie al giorno, sui temi dell’istruzione e delle tecnologie didattiche. Una fonte formidabile per me. Stephen Downes è (quasi) l’unico accademico del quale mi fido (quasi) completamente.

Basta, sono quasi 450. Ognuno degli esempi che vi ho mostrato rappresenta una categoria. Per esempio, seguo varie altre testate internazionali e anche alcune italiane.

Non mi dilungo qui sugli aspetti tecnici degli innumerevoli client per utilizzare Twitter, googlateveli …

Cito solo paper.li, un servizio che, a partire dal proprio Twitter-giardino, consente di impaginare un vero e proprio giornale. Il mio lo trovate nel menu di questo blog, in altro a destra: My Newspaper. Vi assicuro che è il miglior giornale del mondo!

Qualche particolare per usare paper.li lo trovate in questo mio vecchio post.

Come vedete, dagli esempi che vi ho fatto, si vede bene che vi sono anche molte voci schierate ma anche alcune tecniche e anche alcune che la pensano diversamente da me. La cosa importante tuttavia è che le fonti le scelgo io e se scelgo una fonte schierata la posso scegliere fra coloro che sono attivi perché ci credono e che non hanno bisogno di vendermi qualcosa o di assecondare un qualche potere. Chiaro il concetto?


[1] Mainstream information. I canali tradizionali dell’informazione, quotidiani, settimanali, TV.

[2] Se non sai cosa è Twitter te lo spiego qui in due parole, in rete puoi trovare tutti gli approfondimenti che vuoi. Si tratta di un servizio di microblogging che consente di inviare ad una comunità di altri utenti Twitter brevi messaggi, non più lunghi di 140 caratteri.

Ma Twitter conta ora diverse decine di milioni di utenti, sarebbe quindi folle che tutti leggessero i messaggi di tutti. In realtà tu, se hai un account in Twitter, sei seguito da un insieme di utenti, i propri cosiddetti “followers”, che si sono “abbonati” ai tuoi messaggi.

Tu, a tua volta, avrai deciso di abbonarti ad un altro insieme di utenti. I due insiemi di solito non coincidono, anche se hanno quasi certamente un’intersezione. Vale a dire che non è detto che tu mi segui se io ti seguo, e viceversa.

Perché un utente si abbuona ai messaggi di un altro? Per una grande varietà di motivi, fra cui per esempio la conoscenza personale, l’incontro casuale in Twitter o i qualche altro ambiente della rete. Altri particolari a riguardo emergono dal testo del post.

[3] Il “giardino Twitter” è un’espressione che mi sono inventato in questo post per designare l’insieme degli utenti che io ho deciso di seguire. Poiché di solito i giardini si coltivano con attenzione, se non addirittura con affetto, l’espressione serve a far capire che coloro che noi seguiamo in Twitter sono qualcosa di più di un mero insieme.

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