10 thoughts on “Scrivendo un manuale di LibreLogo

  1. Roberta ha detto:

    Grazie Andreas, sono pervasivamente molto impegnata in altro, ma magari in un in un prossimo futuro, potrò metterci la testa. Ho bisogno di una guida, ma sono convinta che troverò sempre il sostegno delle varie comunità!

  2. Martina ha detto:

    Grazie Andreas.
    Non potrò seguire il tuo/tuoi corsi però l’argomento mi interessa.
    Ho letto Mindstorm di Papert e l’ho trovato, a suo tempo, molto coinvolgente.
    Avere ora la prospettiva di riprendere a scuola il linguaggio LOGO con un software libero della portata di LibreOffice mi sembra un’eventualità che seguirò da vicino.
    Ho iniziato ad aggiungere l’estensione LibreLogo alla versione LibreOffice 4.2 che ho installato sul mio PC per sperimentare quanto proposto nel manuale. Purtroppo il primo comando “HOME” riporta un problema di sintassi.
    Nello specifico ottengo un errore di LibreOffice: Errore dello schema di scripting durante l’esecuzione dello script Python vnd.sun.star.script:librelogo-0.1.oxt|LibreLogo|LibreLogo.py$home?language=Python&location=user:uno_packages .
    Probabilmente dovrei tornare a qualche versione precedente di libreoffice, tipo la 3.3 o la 3.2.
    Ho purtroppo letto anche un warning legato all’estensione LibreLogo … il seguente: ”
    Warning
    This product has not had a release in over 1 year and may no longer be maintained.
    ” e gli ultimi articoli sull’uso di LibreLogo risalgono al 2012 su una versione di LibreOffice 4.0 beta.
    Associare Logo al Writer sarebbe davvero comodo e conferirebbe un valore aggiunto anche alla suite che è già operativa sui nostri PC a scuola, ma se ciò non fosse una priorità per la comunità di LibreOffice c’è qualche alternativa sufficientemente “facile” da utilizzare in classe, oppure su cui posso sperimentare questa estate?

  3. Simone ha detto:

    Tradurre dall’ungherese……. sei coraggioso o pazzo!
    Complimenti per ciò che nascerà, sarà una nuova strada parallela a Libreoffice.

    1. Andreas ha detto:

      Grazie. Va detto che i codici in qualche maniera uno li impara, conoscendoli in inglese, le figure aiutano e qualcosa (non molto) fa Google Translate. In ultimo, in parte poi ti prende la mano e scrivi le cose in modo diverso 🙂

  4. alardiz ha detto:

    Grazie, Andreas.
    Lo metto insieme con le altre letture estive. Purtroppo non sarà oggetto di mia relazione didattica, perché la vita mi ha (as)segnato altre strade con il risultato di averne perse di importanti.
    Si tratta, allora, di curiosità e di mantenere il gusto della ricerca, di quello che avrebbe potuto esserci in un’altra vita. Ma soprattutto il piacere di leggerti, per di più su un argomento che mi appassiona. E chissà che, almeno in questo modo, riesca a dare un pur piccolo contributo.

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