Siamo sicuri di sapere dove stiamo andando?

Amici, Twitter può essere formidabile, ne dovremo parlare. Credo di esserne un pessimo utente ma ci ho trovato dei personaggi notevoli e alcune perle

Qui segnalo tre video che trovo strepitosi dei quali ho appreso dal blog di Clay Burell, un insegnante americano che lavora a Seoul. Vale la pena anche di leggere il suo bellissimo post dove si commentano questi video.

Siamo sicuri di dare ai nostri giovani ciò di cui avranno bisogno?

Se ne dubitiamo, ci stiamo dando da fare sul serio per cambiare lo stato delle cose?

6 commenti Aggiungi il tuo

  1. iamarf ha detto:

    Sì, ho seguito un po’ le prime vicende su questa categoria di oggetti da un gruppo di amici formatori canadesi su twitter. Sono oggetti nati dall’idea del One Laptop Per Children, lo XO, il quale invece di andare ad iniziare di colmare il digital divide ha fatto scoprire alle industrie più grandi la potenzialità di una nuova categoria di prodotti; e ben vengano. È interessante il dibattito che ne è nato su quanto sia possibile calare dall’alto iniziative tecnologico-umanitarie e quanto sia comunque necessario attraversare i percorsi del mercato …

  2. Sabino Berardino ha detto:

    eccomi qui di nuovo
    😉
    sono curioso di sapere cosa ne pensi di
    http://unamelalgiorno.wordpress.com/2008/02/21/sara-contento-il-mario/
    questo
    l’ho avuto tra le mani ed ho l’impressione che possa rappresentare una svolta epocale nel nostro (intendendo nello specifico dei giovani che si vanno formando oggi) rapporto con la tecnologia informatica …

  3. iamarf ha detto:

    Eccome se mi interessa ma in questo periodo sto usando un blackberry e per questo sistema non c’è supporto fring, almeno credo, fino ad ora

  4. sabino ha detto:

    e forse t’interesserà (se non lo conosci di già) questo
    http://www.fring.com/

    😉

  5. iamarf ha detto:

    Ah ciao! Ho piazzato il tuo blog fra gli RSS 🙂

    Testimonianza interessante.

    Davvero difficile fare previsioni in tali tempi esponenziali.

    Una cosa è certa: la scuola non sta facendo nulla, non prova neache a porsi il problema.

    Su questo tema propongo anche questo video: http://www.youtube.com/watch?v=dGCJ46vyR9o

  6. unamelalgiorno ha detto:

    una riflessione, che nasce da un’osservazione: mi ha profondamente colpito, a natale, vedere i miei cuginetti (< 15 anni) alle prese con il computer di mia sorella (medico, 48 anni) che per lavoro, quotidianamente con il computer si relaziona.
    Per mia sorella è un’appendice da domare, per i bambini è qualcosa di totalmente familiare e naturale, come può esser stato il libro delle favole di Hansel e Gretel con le illustrazioni per me da bambino.
    La naturalezza con cui ricercavano su Google e gironzolavano su MSN era spiazzante ….
    Cosa sarà tra 10 anni (Wi-max, connessione broadband flat su cellulare/palmare) di noi e di loro ?
    Quali forme di erogazione di contenuti saranno possibili tra VENTI anni ?
    😉

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