Qualche parola sull’esame #linf12

L’esame. Cerchiamo di fare uscire questo odioso passaggio dalle usuali secche del nonsense. Prima di tutto qualche numero, riferito al lasso di tempo che va dal 9 dicembre 2012, data di inizio del percorso, ad oggi, 6 febbraio 2013. Sono 60 giorni esatti.

Dal 9 dicembre ad oggi ho scritto 34 post espressamente per gli studenti del percorso, qualcosa più di un post ogni due giorni, in parte attingendo a materiale prodotto per le classi degli anni precedenti ma sempre in stile dialogante, ovvero su misura per la classe in corso e in funzione dei feedback ricevuti.

Questi post hanno ricevuto un totale di 464 commenti, il che significa che ogni post ha ricevuto in media circa 13 commenti.

Nella fase di avvio, ho segnalato la pubblicazione di ogni post con un’email inviata a tutti gli iscritti, al tutor e alla segreteria IUL, a partire dal 9 dicembre. In totale tutti gli iscritti hanno ricevuto 14 email fra il 9 dicembre e il 16 gennaio, all’inizio una per ogni post, successivamente in maniera più diradata.

Anche gli studenti hanno creato un blog. In totale sui blog degli studenti sono stati scritti 168 post e 251 commenti.

In Twitter, dal 9 dicembre in poi, ho scritto 258 tweet per la classe, in media circa 4 al giorno. Gli studenti il 16 gennaio sono stati invitati a formare una comunità tweet e da allora hanno scritto circa 352 tweet, in media 16 al giorno.

In PiratePad, lo strumento di scrittura collaborativa che abbiamo introdotto il 25 gennaio, quindi solo 13 giorni fa, ci sono stati 334 interventi, 18 dei quali miei.

Le persone che hanno prodotto questo materiale sono una dozzina.

Perché ho snocciolato questi numeri? Che c’entra tutto questo con l’esame? C’entra moltissimo.

Questo è un laboratorio. Non è detto che in un laboratorio non si studi qualcosa ma certamente si fa anche qualcosa. Se non si fa niente allora il nome è sbagliato, al minimo. E qui la gente fa, i numeri qui sopra ci dicono quanto.

Non solo, io so tutto quello che è stato fatto in questo laboratorio. Anzi, chiunque lo può sapere, se sa come muoversi in internet. È tutto quanto liberamente esposto. Non solo io so quanto è stato fatto, ma so esattamente quanto ciascuno ha fatto e soprattutto cosa ha fatto, chi ha chiesto aiuto e chi ha aiutato, chi ha avuto un’idea particolare, chi mi ha stupito con un’iniziativa particolare, chi ha preferito uno strumento anziché un altro. So quanto è stato sviluppato il discorso, sugli aspetti tecnici, e quanto il metadiscorso, sulle pratiche di insegnamento.

Tutti gli elementi che ho appena elencato sono elementi che contribuiscono a formare un giudizio positivo. Non importa che tutti abbiamo provato tutto e che siano stati ugualmente attivi con tutti gli strumenti e in tutti gli ambienti. Importa che tutti ci abbiano provato e che poi ognuno abbia approfondito gli aspetti che ha trovato più congegnali.

Ciò detto, a che serve un esame? A niente, in un contesto del genere. Io ho già tutti gli elementi che servono. Dirò di più: per ciascuno di voi io ho a disposizione molti più elementi di quelli che avrei potuto raccogliere nell’ambito di un esame convenzionale, veramente molti di più!

Ma che succederà allora durante gli appelli, quando saremo collegati online? L’avevamo già anticipato alla fine del post Metariflessione

È inevitabile domandarsi come possa aver luogo la valutazione con un sistema del genere. Come sarà l’esame?

Io vedo ciò che fate, leggo ciò che scrivete e prendo nota di quanto cooperate. Quando ci troveremo all’esame, che verrà fissato come per tutti gli altri insegnamenti, faremo semplicemente una discussione sulle attività che avrete svolto ma io avrò già deciso la valutazione perché essa concerne le attività.

Per coloro che avranno svolto tutte le attività suggerite, la valutazione sarà piena: 30. Il mio obiettivo è che ci arriviate tutti. Se le attività saranno ridotte, all’esame cercheremo di capire insieme i motivi che vi hanno limitato nella partecipazione e la valutazione sarà ridotta, rispetto al risultato pieno. Con coloro che si presenteranno all’esame aspettandosi un esame tradizionale e quindi senza avere fatto alcuna attività, discuteremo le varie letture suggerite durante il percorso ma la valutazione sarà bassa.

Io preferirei che non si presentassero all’esame persone che non hanno partecipato. I modi per partecipare sono stati offerti con dovizia e senza preclusioni di sorta. Vale il caso di Beatrice che, afflitta da una connessione disgraziata si è barcamenata scrivendo varie decine di email e una volta trascinando a Firenze un pesante portatile del giurassico per discutere sui vari problemi incontrati… Il suo percorso è necessariamente diverso da quello degli altri ma egualmente intenso, sviluppato con i mezzi possibili in quelle condizioni: email, Twitter, PiratePad e, perché no, un viaggio. Anche il suo risultato sarà pieno. Il contesto è diverso, ma l’impegno e l’anelito sono gli stessi, parimenti la fiducia e l’autonomia conquistate. Il resto verrà da se.

Che possono fare dunque coloro che sono rimasti fuori? La cosa migliore sarebbe partecipare ad una edizione successiva di un percorso simile. Probabilmente ne partirà uno nuovo all’inizio di aprile (di questo che sarà un esperimento parleremo diffusamente, potrebbe coinvolgere altri di voi). Oppure partecipare ad uno dei percorsi degli anni successivi.

Per chi proprio vuole venire comunque all’esame, senza avere partecipato, in assenza di elementi utili sarò costretto a fare domande sul “programma”. Il programma, che nell’accezione convenzionale del termine qui non esiste, consiste nell’insieme di tutti i post che ho scritto per voi, 34 sino ad oggi, anzi 35 con questo. Quindi: coloro che non hanno partecipato e non intendono partecipare nei termini che ho qui descritto, ma vogliono comunque sottoporsi ad un esame, dovranno leggere tutti i post scritti sino ad ora. Farò domande su quelli, obtorto collo.

39 thoughts on “Qualche parola sull’esame #linf12

  1. Francesco Mastriani (@framastriani) ha detto:

    In effetti comincio a capire bene la filosofia di questo laboratorio …
    favorire ogni tipo di canale di comunicazione per far passare qualsiasi cosa ad ognuno di noi sembra utile o anche no :
    idee sull’insegnamento , sostegno reciproco nella conquista o nel perfezionamento di nuove abilità , idee di ogni tipo,suggerimenti , fino ad arrivare a ciò che rende la vita degna di essere vissuta … i rapporti umani , il confronto , ovviamente con la priorità assoluta all’affetto dei familiari , ma sempre aperti al dialogo con il prossimo ed al confronto costruttivo con chiunque …(AMICI/COLLEGHI !!! ) Buona Notte .

  2. samanta ha detto:

    le ho scritto su tw ma qua ho avuto conferma che lei in persona sarà a Firenze per l’esame! Adesso capisco se sono in grado di presentarmi al primo appello oppure al secondo…dato che di pasticci ne ho fatti all’inizio, ora sto cercando di tenermi sempre aggiornata:)…è stata dura all’inizio cercare di entrare nel meccanismo…ma credo per tutti lo sia stato no?! ciaoooooo!!!!

  3. Sandra Doveri ha detto:

    1) al sa dismett mai d’imparà, diceva sempre mia suocera (ve lo traducete voi dal lombardo, io non posso, sono toscana…). E questo è il mio commento al punto 27.
    2) non esiste proprio che voi andiate a Pisa a fare i sandwich e io rimanga in quel di Tradate (e, anche qui, andate a cercarvi dov’è). Perciò, se decidiamo, farò di tutto per esserci.

  4. laural3 ha detto:

    @prof bisogna mandare un elaborato entro il 10 marzo
    c’è una sezione che potrebbe riguardarci: – scuola digitale e formazione docenti.
    le metto il link http://didamatica2013.sssup.it/call.html
    bisogna seguire le Istruzioni per gli autori http://didamatica2013.sssup.it/callIstruzioni.html
    entro il 30 marzo dicono se è accettata la proposta
    se la accettano ci sarà uno spazio di 10- 15 minuti per esporre il progetto

    quindi lei espone e noi ci mettiamo dietro con i cartelli sandwich @linf12..:-)

    1. Andreas ha detto:

      Si potrebbe fare una cosa divertente, giocandosi il tempo disponibile con una specie di recita dove io inizio solo, tipo con un cartello da uomo-sandwich con su scirtto @linf12, inizio a spiegare come funziona, poi piano piano arrivate voi… costruendo la recita con brani tratti dalle tante discussioni… o qualcosa del genere…

    1. Andreas ha detto:

      Sandra, tu hai il blog in wordpress.com, quindi hai un account in wordpress.com. Se quando commenti un altro blog wordpress, che non sia il tuo, se sei loggata in wordpress allora lui te lo firma automaticamente con la tua identità wordpress; se invece sei sloggata allora quando scrivi il commento, sotto al box di scrittura, ti offre gli spazi per specificare la tua identità a mano: nome, email, blog ecc. Se non specifichi nulla, rimani anonima/o.

  5. laural3 ha detto:

    scusate il 7 -8 e 9 maggio c’è DIDAMATICA a Pisa, un evento da nn perdere per noi neo-hackers didattiche, anche il prof credo sia interessato, a scuola danno 5 giorni per l’aggiornamento, mettiamoci d’accordo e vediamoci tutti lì.

  6. erricamar ha detto:

    Quasi mi dispiace aver prenotato l’esame a Milano perchè, se ho capito bene, potrei “incontrarla” solo venendo a Firenze…. Comunità linf12, x i prossimi andiamo in gruppo a Firenze!!! Ecco che ho già organizzato un meeting!!!!???!! …chi se la perde una stretta di mano con un “professorino” (dice lui) che ci ha insegnato “a far gruppo” “in rete” e “di questi tempi”???? Ciao a tutti!

  7. Flavia ha detto:

    @Laura e Roberta: 🙂 ok, siamo già in tre!
    @prof: se riuscisse, se riuscissimo tutti noi a trovare la risposta a quell’enorme punto interrogativo avremmo risolto gran parte dei problemi che riguardano la scuola e l’apprendimento. Ma ce la possiamo fare, questo per-corso ne è un esempio, con tutte le sue mille sfaccettature.

  8. GranDiPepe ha detto:

    direi dai commenti che anche questo per-corso non è finito… è appena iniziato!! Grande Andreas… e complimenti a tutti quelli che si sono “abbandonati” , molto spesso ci vuole più fiducia che ragionamento (dove, come, quando?)
    @Deborah… noi “ci” ricordiamo, ma il grande vantaggio di questo gruppo è l’aver dovuto “inciampare” in Andreas già dal primo anno 😉

  9. samanta ha detto:

    Grazie delle delucidazioni, cercherò di interagire di più nonostante vi abbia seguito ma non avevo compreso assolutamente il meccanismo del laboratorio sentendomi un pòpersa in questo nuovossimo mondo interattivo…che fino a prima negavo dal mio profondo…

  10. Andreas ha detto:

    Ciao Deborah 🙂
    E grazie a tutti.
    Mi ritrovo con la mente un po’ balbettante, cercando di metabolizzare queste reazioni che mi sovrastano. Ho passato la giornata attendendo a compiti semplici perché non riesco a fare altro, con tutte queste parole che mi ronzano per la testa. E un enorme punto interrogativo: come colmare la distanza che sembra esserci fra esperienze simili e le consuetudini istituzionali, scolastiche, accademiche?

  11. Deborah ha detto:

    Andreas, leggendo questo post e i commenti delle colleghe corsiste ho avuto un déjà vu… 🙂
    Come avevo scritto in uno dei tuoi primissimi post, in risposta ad una collega che si sentiva persa in questo cyberspazio, non avevo dubbi che il clima sarebbe stato stimolante e confortante. Avanti tutta colleghe e in bocca al lupo! 😉

  12. laural3 ha detto:

    @flavia… Sai le mie difficoltà tecniche in questa scuola… Ma ormai mi conosci.. Non so cosa mi inventerò … Ma sicuramente qualcosa mi inventerò … Ci sono anch’io!!!

  13. Lisia ha detto:

    salve prof,
    cosa aggiungere dopo aver letto gli interventi delle colleghe, poco proprio poco, le dico solo grazie ma avrò modo di farlo quasi di persona! le dico grazie per tante cose che ho via via illustrato nei miei commenti…sa è la prima volta che mi appresto a un esame con trepidazione! con la voglia matta di parlare con l’esaminatore! non è poco glielo assicuro! di certo da quando ho incontrato lei virtualmente parlando le posso assicurare che non sono più la stessa, la mia mente non è più uguale a prima e nemmeno il mio stare qui davanti al pc…..c’è una nuova consapevolezza in me e nei miei colleghi….si sente, si sente proprio tanto!!
    avrei potuto fare a meno di seguire il laboratorio e di sostenere l’esame finale…..ma scherziamo con un insegnante come lei !! oh capitano mio capitano, nostro capitano non basta salire sui banchi per avere una prospettiva nuova…..noi tutti siamo pronti a salire in alto, sempre più su dove lei vorrà guidarci!!!

    adesso la saluto comunicandole che in questo periodo ho seri problemi con il mio vecchio pc pertanto arranco un po’ ma sono paziente qualcosa dovrà pur cambiare in meglio prima o poi!

  14. Flavia ha detto:

    E pensare che all’inizio avevo guardato il laboratorio informatico come qualcosa che non mi sarebbe servito! Ora non riesco più a farne a meno e non voglio essere neppure disintossicata! La prima cosa che faccio quando rientro a casa e l’ultima prima di andare a dormire è proprio controllare il NOSTRO cyberspazio, interessante, pieno di stimoli, un “sacco bello” come diceva qualcuno ….
    E quante cose da condividere, da imparare, … mi sorprendo della gioia che provo quando imparo a fare qualcosa di nuovo e trasporto questo entusiasmo anche a scuola; la felicità sta proprio nelle piccole cose, io sono felice, sono contenta di avere fatto questa scelta, seppur impegnativa e faticosa, ma siamo in una bella compagnia, noi “pazze”, come dice mio marito, di #linf12. Rilancio la proposta fatta sul pad: quando le acque si saranno calmate (esami terminati) proviamo a progettare un percorso dove c’è un lavoro collaborativo fra le nostre classi? Che bello sarebbe unire classi di tutta Italia per aprire le menti. Ci penso da un po’ di tempo, parlandone potrebbero uscire delle idee fattibili.
    forever…

  15. Luisa Scotto di Perta ha detto:

    Aggiungo parole a parole! Emozioni ad emozioni! In fondo, celate dietro queste righe ci siamo tutte noi che abbiamo in qualche modo “rimbalzato” gli insegnamenti e le premure del prof. che direi in maniera chiarissima e brillante ci ha preso la mano per condurci alla scoperta e ri-scoperta del mezzo informatico. E’ lodevole la leadership del prof. ma soprattutto sono riuscita a cogliere nelle pieghe dei suoi scritti l’elemento che oggi fa la differenza fra i milioni di input che riceviamo: la passione! Essere guidati e trascinati dal coinvolgimento misto alla messe di contenuti che abbiamo quì e fin quì appreso è meraviglioso ed io ringrazio per questo dono aggiungendomi alle voci di chi ha già espresso la disponibilità a continuare, curiosa e piena di speranza.

  16. Roberta ha detto:

    Per le mie competenze informatiche e di lingua inglese, ancora mi stupisco di essere riuscita fare qualcosa (pasticciando molto e magari facendole perdere anche un po’ la pazienza), sostenuta da lei e dal gruppo di esperte, sia allieve che cybernauti, Io credo che nella nostra società manchi il senso di appartenenza ad una comunità e mai avrei pensato che utilizzando l’informatica come lei ci ha proposto questo potesse avvenire. Grazie per questa straordinarietà che si è attuata.Vorrei tanto proseguire con l’esperienza…spero nella sua disponibilità e aiuto e nella presenza degli altri partecipanti che non credo certo mancherà.

  17. Malinda ha detto:

    Grazie prof, anch’io come Sabrina vorrei poter continuare a frequentare il gruppo! Anche se sono stata un po’ lenta nell’imparare, il per-corso mi ha arricchito tanto.

  18. alessandro ha detto:

    Anche se non partecipo attivamente e sbircio dal buco della serratura, ho apprezzato ed apprezzo un approccio all’insegnamento ed allo sviluppo delle competenze che si pone in antitesi con l’ipocrisia di percorsi paradigmatici , dogmatici e aprioristici di cui risentono ancora i curricoli e le attività di testing dell’Università Italiana….

  19. sabribod ha detto:

    I numeri parlano! Sono d’accordo con tutte le mie colleghe, l’ho già più volte ringraziata per avermi aperto la mente. L’aggregazione che si è creata fra noi colleghe “Andreas dipendenti” è meravigliosa. Anche ieri sera il passaggio da twitter a PiradePad è stata la prova che il suo metodo funziona, eccome! In tempo reale ci siamo potute giostrare “in una notte buia e tempestosa” per scambiarci notizie, aggiornamenti e perché no battute umoristiche, il tutto sotto il suo occhio paterno che ci osservava offrendoci supporto, forse anche divertito dalle “pazze” all’opera!
    Voglio dare un consiglio a chi non ha provato, ragazzi/e vale la pena cimentarsi a ma è risultato divertente e soprattutto vi sorprenderà la facilità con cui tutto verrà spontaneo e la curiosità prenderà il sopravvento sulla pigrizia e sulla paura di sbagliare.
    Che altro dire… non voglio che finisca! Voglio potermi ancora collegare a twitter e sapere che cosa dice il gruppo #link12, stesso identico discorso per Piredpad, ma sarà possibile anche dopo l’esame? Attendo un conforto!

    1. Andreas ha detto:

      Sì, rimarrà tutto accessibile ed io continuerò a seguire il gruppo, magari in certi momenti reagendo un po’ meno prontamente. Anzi, avrei intenzione di coinvolgervi in una prossima iniziativa, ma ne parleremo appena sarò un poco più sicuro, credo comunque entro dieci giorni.

  20. laural3 ha detto:

    … nn ho parole… ma è un grande esempio, difficile da dimenticare e che sicuramente fa riflettere molto sul proprio modo d’insegnamento… solo che già mi sentivo tanto lontana e sola dal mondo dell’insegnamento, dopo il suo per-corso mi sento un’aliena insieme alle 12 pazze che l’ hanno seguita.. ma lei nn è affetto da quella che io chiamo la “sindrome di Cassandra?”, quando parla con le altre persone d’insegnamento, nn la guardano come se dicesse cose senza senso? Prima di frequentare qui, mi ero chiusa in classe e avevo lasciato la speranza di parlare con qualcuno su quello che pensavo dell’insegnamento, nn è sempre facile essere entusiasti di qualcosa quando sei solo tu che vedi l’entusiasmo, pure per un “carrarmato” come me, io l’ho sempre chiamata “sindrome di Cassandra”, però ora lei e il ns gruppo mi ha ridato la speranza e la consapevolezza di nn essere da sola.

  21. Beatrice ha detto:

    dal giurassico: mi sento quasi “contemporanea”. ancora neanche moderna, ma perlomeno capisco il linguaggio. So che esiste un linguaggio diverso. So che ho diverse opportunità, individuali, sociali e professionali di crescita.So che posso ” chiedere” agli altri. So che posso risparmiare e sognare di comperare un tablet, piccolo ma che mi permetta di chiedere a Lisa, a Luisa, a Claude ad Andreas. Vorrei inserire un Link, ma ho paura che tutto scompaia. Ma ormai penso di sapere come si fa.Penso…. Spero che presto possiate commentare IL MIO BLOG. . Mi sento più adulta e meno vecchia.
    Beatrice

  22. Mariantonietta ha detto:

    Chiarezza, competenza, professionalita’ e metodo, questo per me e’ Andreas Formiconi.Ma ricordi,io non lo mollo piu’.Sara’ per me fonte inesauribile di certezze.Le dico queste cose perche’ le penso, le ho vissute e mi hanno fatto cambiare in parecchi campi, professionali e non.Notte, prof.

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