Memoria e etica

Il diario di Anne Frank. Facsimile esposto presso l'Anne Frank Zentrum di Berlino.
Il diario di Anne Frank. Facsimile esposto presso l’Anne Frank Zentrum di Berlino. Immagine di Rodrigo Galindez, rilasciata con licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic.

Oggi è il Giorno della Memoria, con il quale si celebra la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio 1945 ad opera delle truppe sovietiche dell’Armata Rossa.

La memoria di questi fatti, come quella di tante altre vicende nefaste, anche contemporanee, deve rimanere sempre viva, anche negli altri 364 giorni dell’anno. Le celebrazioni durano un giorno ma la memoria no, questa deve essere permanente. Non è con le parole che si sostiene realmente la memoria, nelle celebrazioni sì ma non nel resto del tempo: le parole si svuotano di significato con l’uso eccessivo. La memoria si sostiene con le azioni, anche quelle quotidiane, quelle apparentemente insignificanti. La memoria si sostiene con le azioni 24 ore al giorno 365 giorni l’anno.

Credo che questa riflessione sia anche attinente ad una bella iniziativa di cui sono venuto a conoscenza recentemente. Si tratta di un ciclo di incontri organizzato dall’associazione Vivere l’Etica, il primo di quali ha avuto luogo a Firenze domenica scorsa. Condivido molto gli intendimenti dell’iniziativa. Questo blog-laboratorio, nel suo piccolo, esprime i medesimi valori.

Gli incontri sono volti ad approfondire varie declinazioni del “vivere l’etica”, espressione che richiama non tanto la dimensione sapienziale quanto quella dell’agire quotidiano, non nell’ossessione del fare fine a se stesso ma dell’agire costantemente sostenuto da una riflessione di natura etica. Gli incontri prevedono la partecipazione di persone attive in campi diversi e di ispirazioni diverse, sia religiose che atee. La partecipazione è libera.

In un commento al post in cui rendevo noto l’incontro di domenica, Silvia chiedeva se gli incontri sono disponibili in qualche forma in Internet. Sì, la registrazione audio verrà resa disponibile presto e scriverò qui in link appena sarà possibile. Nel frattempo chi lo desidera può ascoltare la presentazione dell’iniziativa in un podcast offerta da Radio Voce della Speranza.

7 thoughts on “Memoria e etica

  1. Roberta ha detto:

    Oggi da noi a scuola sono intervenuti l’ex sindaco e un altro esponente dell’ANPI che hanno parlato di quel periodo così terribile. I nostri ragazzi hanno mostrato il video che avevamo preparato insieme dal titolo Verso la Costituzione. C’erano anche il Sindaco, l’Assessore alla Pubblica istruzione e la Preside. E’ dall’inizio di quest’anno scolastico che stiamo lavorando sulle tematiche del rispetto, del pregiudizio (gli anni passati avevamo partecipato a dei progetti con un gruppo di disabili), della diversità a 360 gradi e quella di oggi è solo una delle tappe del nostro percorso. Ho visto il sito dell’Associazione che hai citato. C’è la riproduzione dell’affresco di Raffaello La Scuola di Atene: in questi giorni l’abbiamo usato per parlare della filosofia greca, di Socrate, Platone e Aristotele:l’etica è al centro dei nostri pensieri!

  2. silviamorini ha detto:

    Condivido con voi questo articolo sulla memoria e sulla responsabilità e colgo l’occasione per ringraziare il prof. perché ci dà la possibilità di ascoltare le conferenze sull’etica.

    “La dimensione storica del mondo umano si muta in storia grazie alla memoria, che raccoglie, lega e conserva i momenti dell’esistenza, i diversi kairós, conservandone la realtà, cosicché essi possano costituire l’orizzonte permanente ed influente di ogni scelta presente, nonché l’ambito della responsabilità.

    Fondamento della responsabilità è allora la memoria. Senza memoria nessun legame può avere stabilità ed essere vincolante nelle scelte, e quindi non ci può essere responsabilità né nei confronti degli altri, né nei confronti di se stessi, perché la responsabilità verso se stessi esige la chiarezza riguardo al proprio io, cosa che si può acquistare solo nella chiarezza della propria storia. I legami «istituzionali», siano quelli familiari o quelli dei cittadini nei confronti della comunità civile, sono vuoti e non possono estrinsecarsi in azioni responsabili se non sono supportati da una memoria personale e collettiva, che leghi l’io di adesso con le sue esigenze contingenti ad un passato nel quale si trovano le radici dell’oggi. Solo nella consapevolezza di queste radici l’azione acquista il timbro della coerenza e si strappa alla fragilità dell’improvvisazione insensata. È ciò che Bonhoeffer mette in chiaro all’inizio del «Bilancio» scritto sul limitare del 1943 per gli aderenti alla congiura contro Hitler dieci anni dopo la sua ascesa al potere: «la memoria e la riconsiderazione della lezione appresa fanno parte di una vita responsabile».”

  3. antonellacolombo2013 ha detto:

    Quello che hai scritto in questo post è molto bello, soprattutto sapiente, grazie.

    Oggi si sono spese e si spenderanno molte, troppe parole per la giornata della Memoria, la memoria di fatti nefasti che, come scrivi tu, sono anche vicende contemporanee: questo talvolta ci sfugge…
    Questa mattina a scuola ho guidato il minuto di silenzio e avevo davanti a me i più piccoli: qualcuno aveva occhi sgranati, uno sguardo sorpreso, forse anche spaventato; ad un certo punto mi sono sentita di dire perchè dovevamo ricordare “cose” tristi, di solito si ricordano gli eventi più belli. Un bimbetto ha esclamato: “Perchè non devono succedere più!”.

    Credo che come educatori l’etica debba essere la bussola del nostro agire, certo poi tolgo gli abiti di insegnante e non smetto di viverla, devo continuare a farlo, in tutti i miei ruoli, 24 ore su 24 come hai sottolineato tu.
    Piccoli gesti, piccole scelte.
    E allora possono riempirsi di significato le parole di quel bimbo…

    Con molta libertà posso affermare che nel tuo laboratorio la respiri l’etica, ne è il filo rosso che corre tra le righe, le parole e, se lo vuoi, la impari e poi la vivi.

    Questo post me ne ha riportato alla memoria un altro, altrettanto intriso di forza e di etica che desidero ricordare: quello su Adriano Olivetti

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