Da ASGI: Criminalizzare la solidarietà significa tradire la Costituzione

Condivido il comunicato ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione) sulla sentenza del Tribunale di Locri per i fatti legati alla gestione del sistema di accoglienza a Riace fino al 2017. Qui l’articolo originale e di seguito la trascrizione.


ASGI esprime sconcerto per la condanna e la palese sproporzione delle pene inflitte, il 30 settembre 2021, dal Tribunale di Locri nei confronti di vari imputati, tra i quali l’ex sindaco di Riace Domenico Lucano, per fatti legati alla gestione del sistema di accoglienza a Riace fino al 2017. 

Quella gestione del sistema di accoglienza è stata ritenuta criminale con condanne che non hanno riguardato solo Lucano ma molte persone che, insieme a lui, hanno per anni vissuto e lavorato ad un modello che ha suscitato l’interesse e l’ammirazione in tutto il mondo per le modalità di integrazione espresse.

Il Tribunale di Locri ha ritenuto che, nel dedicarsi all’accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo, si sia costituita una vera e propria associazione a delinquere per propri interessi personali, di fatto deviando risorse dal sistema legale pubblico per fini privati. Tuttavia, non un euro è stato effettivamente percepito dai condannati, molti dei quali vivono in condizioni di seria povertà e mai si sono arricchiti.

Non si conoscono le motivazioni delle pesanti condanne e dunque si avrà modo di analizzarle non appena saranno pubblicate. Anche prescindendo da qualunque considerazione sulla esemplarità delle pene, rimane comunque, oltre all’amarezza, la valutazione dell’oggettiva sproporzione tra la condanna inflittaa Lucano (13 anni e 2 mesi) e quelle, minori, comminate agli imputati di ben altri processi come il noto “Mafia Capitale” (i cui membri per anni hanno lucrato sull’accoglienza a Roma, con l’uso sistematico di minacce e violenza ) o il processo a carico di Traini (per il reato a Macerata di strage aggravata dall’odio razziale e porto abusivo d’arma).

La sentenza del Tribunale di Locri appare essere la criminalizzazione di un  modello di accoglienza non ghettizzante, di un esperimento che, per quanto non unico, ha voluto porsi esplicitamente come esempio di alterità e diversità. E ciò è avvenuto in un territorio estremamente problematico, dove sono ben radicate le organizzazioni malavitose e dove gran parte dell’economia è basata sullo sfruttamento intensivo della manodopera, soprattutto (ma non solo) straniera, in assenza di un effettivo intervento dello Stato.

Una terra difficile, rispetto alla quale il modello Riace è andato in direzione ostinata e contraria, cercando di modificarne i modelli culturali ed economici creandone uno che si è distinto da quello ordinario dell’accoglienza, i cui limiti strutturali sono noti da tempo. Pare assurdo che chi si è con generosità dedicato a questa esperienza di assistenza a migranti fuggiti dai loro Paesi a causa di gravi persecuzioni o conflitti, per tale meritevole attività si trovi a subire decenni di reclusione in ragione di presunte irregolarità contabili, che, se provate, avrebbero potuto essere sanzionate sotto il profilo amministrativo; mentre si è voluto trasporle sul ben diverso piano penale con reati ordinariamente addebitati in ben altri ambiti.

Punire in questo modo una gestione amministrativa lontana da ogni forma di arricchimento personale ed ispirata da encomiabili finalità di integrazione e di progresso sociali, significa creare uno iato tra giustizia e legalità, tradire quei valori profondi di umanità e di solidarietà che stanno a fondamento del nostro ordinamento costituzionale.

ASGI tuttavia è convinta nel ritenere che ciò non basterà per fermare la spinta critica e propositiva di quanto ha saputo insegnarci l’esperienza di quel piccolo borgo calabro.

2 pensieri riguardo “Da ASGI: Criminalizzare la solidarietà significa tradire la Costituzione”

  1. Sto con Mimmo Lucano senza se e senza ma. Ed anzi: il fatto che lui abbia (certamente, secondo me) aggirato alcune leggi, in particolare le più recenti, su immigrazione e amministrazione degli enti locali è, a mio parere, un motivo in più per appoggiarlo, non certo uno in meno!
    Ciò premesse, come detto altrove, non possiamo prendercela con i giudici se applicano le leggi: semmai dobbiamo combattere quelle leggi e chi le scrive. Essere a fianco dei Mimmo Lucano che si assumono in prima persona la responsabilità di ignorarle.
    Fintanto che le leggi saranno scritte da chi auspica di mandare l’esercito a fermare gli immigrati, chi offre loro delle alternative di vita umane sarà un fuorilegge: dobbiamo fermare i primi e essere a fianco dei secondi piuttosto che contestare i tribunali

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