Covid: fonti

Di consueto cerco di stare alla larga dal tema ma colpisce un fatto che caratterizza questo marasma comunicativo: il disinteresse per i dati reali contrapposto al consumo vorace della notizia qualsivoglia. C’è sotto l’equivoco che occorra informarsi per potersi esprimere. No, occorre studiare prima di potersi esprimere, e non poco. Che non significa sia roba da laureati ma da persone di buona volontà che vanno a cercarsi le fonti e se le studiano. Chiunque lo può fare però ci vuole tempo e spesso è anche un po’ faticoso. Un conto e rilanciare notizie che ci piacciono, un altro cercare di capire qualcosa che non conosciamo.

Ho passato un pomeriggio a studiare le fonti su temi di solito rilanciati a partire dai post effimeri che intorbidano i social. Purtroppo non trovo il tempo per un’argomentazione estesa. Mi limito quindi a elencare le fonti che mi sono servite e che voglio essere sicuro di reperire alla bisogna. Magari ne aggiungerò delle altre.

Ovviamente, chiunque le può consultare ma attenzione: maneggiare con cura. Estrarre informazioni dai dati non è banale, occorre studiarli bene e magari chiedere aiuto a chi ne sa di più.

Fonti

L’equivoco (incredibilmente) comune è che il 64

2 pensieri riguardo “Covid: fonti”

  1. Grazie, Andreas.

    A proposito di “Estrarre informazioni dai dati non è banale, occorre studiarli bene e magari chiedere aiuto a chi ne sa di più.”, un po’ per caso (1), stamattina sono capitata sui video riguardanti i dati del modulo The Decisions We Make del MOOC “Ethics, Analytics and the Duty of Care” di Stephen Downes. Andate nello stesso senso.

    (1) Non del tutto per caso: l’algoritmo di YouTube me li ha proposti nella lista dei canali cui sono abbonata. Mi proporrebbe probabilmente ben altro se fossi abbonata … a tutt’altro 😀

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