In questi giorni sto cercando di approfondire la natura della doppia narrativa sull’AI dove, da un lato abbiamo il mondo dei ricercatori e di numerosi osservatori tecnicamente informati preoccupati per i problemi di una tecnologia ritenuta ancora troppo fragile dalle dinamiche in buona parte oscure; dall’altro si assiste invece a un profluvio di dichiarazioni ottimistiche decorate da parole chiave come rivoluzione o game changer — filone alimentato da organizzazioni varie che dicono o, più spesso prevedono, migliori affari e maggior introiti grazie all’introduzione dell’AI nei processi produttivi.
Le due narrazioni sono nettamente disgiunte e, mentre non faccio pari a studiare articoli scientifici e review sul primo aspetto, sul secondo stento a trovare testimonianze concrete di situazioni specifiche in cui l’impiego dell’AI abbia già sortito dei vantaggi quantificabili e di come vengano affrontati e tamponati i gravi problemi che caratterizzano l’AI.
Rivolgo quindi a tutti questa domanda:
C’è qualcuno in grado di testimoniare, con dati alla mano, storie di successo dove l’impiego dell’AI ha già sortito benefici concreti, in termini di risultati e di risparmio di risorse economiche e umane?
Chi è in grado di rispondere può farlo con un commento qui, attraverso i social se siamo in contatto oppure per email: arf AT unifi DOT it
Sono assolutamente ignorante in materia quindi scusate la banalità. Mio figlio ha scaricato sullo smartphone uno dei programmi intelligenza artificiale molto usati. Intanto all’inizio è stato il programma a fare domande al figlio penso per caratterizzarne il profilo, per me un po’ inquietante. Ecco la domanda: la chiave elettronica che apre il pickup di lavoro non funziona e quindi non lo posso usare perché rimane chiuso, risposta: cambiare la batteria, fatto ma non funziona, risposta: chiedere copia alla casa costruttrice, costo 700 euro e arriva a giugno, inaccettabile ecc. Ecc. Problema quindi non risolto. Per sicurezza il figlio va a comprare la batteria al negozio cinese nelle vicinanze. E non funziona ancora , ma l’addetto cinese apre un’ ulteriore scomparto sotto la batteria, alza leggermente una linguetta e tutto è a posto e a costo zero .
Scusa il ritardo Gigi, il tuo commento non è banale ma del tutto appropriato. La risposta, se vuoi, la trovi nel problema di Alice e anche nell’ultimo articolo: La distopia degli oligarchi dell’AI.
L’intelligenza artificiale non ha nulla a che vedere con l’intelligenza. È una macchina statistica che completa testi in maniera straordinaria ma banale perché cerca il probabile. IL tuo esempio è perfetto perché mostra che per risolvere il problema occorreva conoscenza del contesto ma l’AI non ha alcun tipo di conoscenza, nel senso che intendiamo noi umani. Ha solo una versione compressa (in senso matematico) di un corpus di conoscenze fotografate in qualche mese di addestramento. Ma il mondo è tutt’altro.
Grazie!
Pre
Parli di AI in generale o di Ai generativa? Sulla prima gli studi sui vantaggi abbondano, sulla seconda ce ne sono meno. Tieni conto anzitutto che come già studiato da Amy Orben e confermato qua (https://www.nature.com/articles/s41562-025-02102-y) davanti a nuove tecnologie c’è sempre una grande sproporzione a favore degli studi critici rispetto a quelli a favore. Inoltre per valutare l’impatto ancora è presto, oltre a esserci seri bias perché l’utilizzo è spesso stigmatizzato e le persone non lo dicono. Due studi che lessi tempo fa erano questi, https://www.project-syndicate.org/…/ai-productivity… e https://openai.com/index/gpts-are-gpts/. Per farla breve, è presto ed è difficile da valutare.
Dal punto di vista aneddotico io che la uso molto ho visto un sensibilissimo aumento della produttività in questi ambiti: scrittore/ricercatore (enormemente utile e abilitante), redattore e direttore editoriale (enorme risparmio di tempo con L’Indiscreto in redazione); docente (utilissima per preparare slide, lezioni, esercizi, compiti e altro. Anche qui enorme risparmio di tempo). Se scomparisse credo che dovrei rinunciare al 30-40% dei miei lavori attuali, forse di più. Ma ripeto, questo è aneddotico e magari io sono un caso particolare.
Grazie, molto interessante. Sì, come dicevo nell’altro commento, mi riferisco principalmente alla declinazione generativa dell’AI. Quando dico delle perplessità mi riferisco principalmente a articoli della letteratura scientifica che seguo assiduamente. E soprattutto a studi di ricercatori che sviluppano metodi matematici e software, molti dei quali volti a superare proprio le problematiche insite in tutti i metodi basati sul transformer, peraltro straordinaria scoperta della scienza contemporanea, ma al tempo stesso black box difficilissima da esplorare. Peraltro letteratura affascinante per chi ha operato nel contesto del calcolo scientifico. Quindi non gente che stigmatizza o che rientra fra gli apocalittici ma giusto coloro che l’AI la stanno costruendo.
Grazie anche per le informazioni aneddotiche — tutto serve 🙂
Ciao, buongiorno. Condivido le tue perplessità: sono convinto che ci sia molto più marketing che ciccia. Però se non ci limitiamo agli LLM dei risultati si trovano: dalla lettura dei papiri di Ercolano fino all’analisi delle immagini dei telescopi. Visto che ne leggevo giusto ieri ho trovato un articolo in proposito che linko qui sottolineando come il merito sia attribuito ad “un approccio ibrido, combinando l’uso di intelligenza artificiale, citizen science e revisione da parte di esperti”.
https://www.astrospace.it/2025/03/19/linizio-del-piu-grande-atlante-cosmico-di-sempre-ecco-cosa-ci-racconta-il-primo-data-release-di-euclid/
Grazie Francesco!
Sì, ho posto la domanda in modo sintetico. Mi riferisco soprattutto agli LLM, le cui applicazioni sono distribuite al grande pubblico a livello planetario. Le applicazioni scientifiche delle altre varie declinazioni dell’AI vengono effettuate in contesti diversi da specialisti del calcolo numerico che sono perfettamente a conoscenza delle problematiche implicite nell’impiego di qualsiasi analisi numerica. È nell’interesse del ricercatore (intellettualmente onesto) cautelarsi da qualsiasi problema che possa inficiare i risultati.
Caro Andreas non ho la risposta ma il riferimento di una persona competente che studia questi effetti si. Si chiama Federica Brancale, se utile lascio qui il suo linkedin: https://it.linkedin.com/in/federicabrancale?utm_source=share&utm_medium=member_mweb&utm_campaign=share_via&utm_content=profile
Un caro saluto,
Giovanna
Grazie Giovanna!
Un abbraccio