11 thoughts on “Alexandros Grigoropoulos

  1. iamarf ha detto:

    Non è vi è contrasto. I calci nel culo veri, pensati e dati alle persone fanno parte dello strumentario fascista, che fa paura e basta.

    Qui l’espressione è riferita non a persone o parti politiche ma ad un’idea di mondo, o meglio di stare nel mondo.

    In effetti avrei fatto meglio a citare dal commento di Giuseppe in modo più completo:

    non fatevi ammazzare e non ammazzate, pigliamoli tutti a calci nel culo e rispediamoli nel nulla da cui vengono.

    Prendiamo a calci il modello secondo il quale si possa risolvere tutto con il solo controllo, vuoi esercitato nella gerarchia di una qualche organizzazione economica vuoi esercitato in una dittatura.

    Egocentricamente preferisce l’idea dell’indifferenza per l’esercizio del potere e per le lusinghe del sistema economico. Va bene lo stesso. Ognuno si serva delle immagini che preferisce, l’importante è trovarsi d’accordo in numero sempre crescente, sul fatto che oggi è possibile reagire alle imposizioni del grande sistema col semplice esercizio del proprio pensiero e della propria capacità di scelta.

    Perché oggi? Perché esistono reti tramite le quali le idee corrono veloci e le menti si aggregano con grande facilità e, essendo gli umani animali molto sociali, possono insorgere fenomeni di aggregazione positivi.

    Attenzione però, la tecnologia rende possibili questi fenomeni in modi e entità inusitati ma non li genera.

    L’attitudine alla riflessione, all’esercizio della capacità di scelta, all’ascolto del prossimo, al dialogo teso all’integrazione del pensiero dell’altro con il proprio, alla condivisione del proprio surplus di risorse materiali e immateriali è una cosa che si sviluppa nelle menti se a queste viene offerto un contesto formativo adeguato e qui si giunge al problema del ruolo sostenuto dalla scuola nella società, ruolo che secondo me viene interpretato in modo assolutamente inadeguato oggi.

    Solo da questo punto può partire una reale inversione della tendenza dominante.

  2. egocentricamente ha detto:

    Veramente a me non piace l’idea di ragionare a suon di calci in culo, per quanto da mamma due sani ceffoni li tiri pure io talvolta.
    Qui si tratta di prendere delle posizioni a prescindere dalla politica secondo me, si tratta di ragionare con le proprie teste e con i propri cuori e fregarsene grandemente della scena politica.
    Forse io sarò una delle tante disilluse ma non mi sembra che dai “piani alti” provengano indicazioni coerenti nè dall’una nè dall’altra parte. Diversamente la gente lo sa con cosa deve scendere a patti tutti i giorni, la crisi economica è nel piatto, nel serbatoio e nel conto corrente di tutti quanti.
    Secondo me si tratta di scegliere da che parte stare se dalla parte di chi si dà da fare per trovare una soluzione, anche a prescindere dai governi, o se si sceglie la parte di chi se ne approfitta, di chi fa la guerra dei poveri e per raggranellare pochi spiccioli (perchè si sta grattando il fondo del barile) ritiene opportuno passare sul cadavere di molti. Io più che i calci in culo preferisco l’indifferenza, l’indifferenza nei confronti di chi non mi rappresenta più, se lo Stato non ascolta i miei bisogni viene a cadere nella propria definizione visto che lo Stato non è un edificio o un qualcosa di materiale da distruggere, è l’insieme delle persone, l’insieme delle coscienze, dei problemi, della capacità produttiva etc etc. Il mio boicottaggio NON vuole essere qualcosa CONTRO LE REGOLE o contro la legge, ma un’applicazione della mia capacità di scegliere, secondo le regole sociali, secondo coscienza, contro le logiche di profitto o clientelari basate sulla corruzione; Mi vogliono consumatore e risparmiatore? com’è possibile? le due cose sono in antitesi! mi vogliono come soggetto inerme a cui instillare bisogni in modo da far girare l’economia? che se la tengano pure questa idea, io consumo lo stretto indispensabile, non mi abbasso a logiche sbagliate, scelgo e non accetto le scelte di altri… questo sistema che ci ha imbrigliato tutti quanti nelle cose inutili prima o poi collasserà e i primi a cadere saranno proprio coloro che sull’inutilità e l’arricchimento personale hanno basato tutto l’operato di una vita (i dinosauri), quelli che resisteranno allo tzunami saranno quelli che invece non si sono specializzati nel fregare il prossimo, ma che dalle relazioni forti e dalla cooperazione trarranno grandi benefici (i topolini), è una legge naturale che porta all’estinzione di una specie e alla sopravvivenza di altre, anche senza lo scoppio di rivoluzioni. Io spero che non accada invece quello che è successo in Grecia, perchè sui morti, soprattutto quelli che non hanno la colpa di questa situazione, ci si può solo piangere, invece qui bisogna tirarsi su le maniche, altro che chiacchiere, e cominciare a pensare al dopo. Scusate lo sfogo… ma credo che bisogna cominciare a parlarci in coscienza e non tramite frasi da pubblicità dei pannolini, come vorrebbe invece chi possiede così tanti canali di “informazione”!

  3. iamarf ha detto:

    Sì, pigliamoli tutti a calci nel culo e rispediamoli nel nulla da cui vengono.

    Mi piacerebbe tantissimo parlare di come possiamo fare questo oggi. Ho delle idee in proposito e vorrei confrontarle con quelle di altri.

  4. giuseppe scuto ha detto:

    la Grecia comincia, noi seguiremo. Questo non è come il ’68 quando eravamo ribelli per disillusione di una rivoluzione non nostra; questa è la rivolta di una intera società che non vuole smettere di essere un tessuto di rapporti collettivi. Non vuole farsi annientare dalla razionalità di una “crisi” che è crisi della possibilità di togliere ad ogni ragazzo le speranze di vivere la vita se non vuole accettare che esistiamo per produrre e svuotare le vite in giochetti insensati. Li cacceremo via tutti, da Karamanlis a Berlusconi, da Veltroni a Papandreu. Non abbiamo niente da perdere ora che sappiamo che il capitalismo è una favoletta per imbecilli e che il comunismo è un incubo razionalista.
    Abbracci ai ragazzi della Grecia, non fatevi ammazzare e non ammazzate, pigliamoli tutti a calci nel culo e rispediamoli nel nulla da cui vengono. Eleuteria e niente thanatos!

    Prof. Giuseppe Scuto, Istituto Statale d’Arte di Firenze

  5. Camilla ha detto:

    Non ci sono parole per poter commentare la morte di un ragazzo di 15 anni, perchè prima di essere un “ribelle”, un “manifestante”…era un ragazzo di 15 anni, al quale è stata tolta la vita, i suoi sogni, le sue speranze…
    In un mondo dove i bambini muoiono di fame e malattie, dove i ragazzi vengono picchiati e uccisi da chi li deve proteggere, dove i governi pensano solo al bene dei parlamentari… nonostante tutto la speranza di qualcosa di migliore non deve cessare di esistere…ci credeva Alexandros.. ci credo anche io…

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