Due parole sulla fine e sui CFU – #ltis13

Locandina del connectivist Massive Open Online Course: Laboratorio di Tecnologie Internet per la Scuola - #LTIS13S’era detto che il corso doveva durare 10 settimane, fino a metà giugno quindi. Sarà così ma questo non significa che si chiuda qualcosa. Del resto, in questo blog non si chiude mai niente e i vari accessori rimangono, galleggiando alla fonda. Di solito la gente se ne va piano piano perché ha altro da fare. Qui però è un po’ diverso.

Il MOOC è rivolto principalmente a chi insegna ma obiettivamente è stato proposto nel peggior periodo possibile immaginabile, proprio quando fervono le attività per il termine dell’anno scolastico! Purtroppo c’era poco da scegliere. È difficile dar corso a iniziative del genere a livello istituzionale, le “learning organization” stanno in altri pianeti, per ora. È capitata l’occasione sotto forma di un’improbabile concomitanza di fattori favorevoli. Prendere o lasciare? Prendere, naturalmente.

Le difficoltà erano prevedibili. Molto meno la pervicacia di tanti che faticano ma non mollano. Un impegno del genere, sostenuto per 7 settimane in un periodo molto impegnativo, spesso intrecciato anche con gli oneri della famiglia, rappresenta un investimento importante, da non disperdere.

Quindi il programma che mi prefiggo è di continuare a sostenere coloro che vogliono continuare anche dopo la fine formale, soprattutto coloro che sono rimasti indietro. È probabile che sia possibile recuperare molto, nei mesi successivi. Un’esplorazione che potrebbe avere esiti interessanti.

Un altro aspetto che deve essere affrontato è quello dei CFU che, come sapete, possono essere attribuiti a coloro i quali abbiano lavorato adeguatamente e li richiedano alla segreteria. Non abbiamo mai parlato di esami e in effetti non ve ne saranno, in senso stretto. L’esame è nel percorso stesso e i risultati si valutano dalle tracce che sono state lasciate, dalla loro entità e dalla loro genuinità. I CFU maturano cammin facendo. Chi rimane indietro può recuperare. In una gran parte i risultati conseguiti saranno facilmente valutabili, in molti casi sono già del tutto evidenti. Potranno invece esserci casi che richiedano qualche forma di discussione, vedremo le modalità caso per caso.

Per organizzare il lavoro chiedo di manifestare l’intenzione di richiedere i CFU mediante il seguente modulo. La compilazione o meno non pregiudica niente, ha solo fini orientativi. Bastano nome e cognome. Se qualcuno vuol scrivere un commento lo può fare nell’apposito spazio, ma non è necessario. Questi dati vengono inviati per email e finiscono direttamente in un file adeguatamente organizzato nel mio computer. È un sistema che ho appena messo insieme per avere un’alternativa a GoogleDocs, dal quale mi vorrei svincolare. Spero che funzioni, gli esperimenti non finiscono mai

50 thoughts on “Due parole sulla fine e sui CFU – #ltis13

  1. Antonella Dallomo says:

    @Andreas # 39 bella l’idea di trasformare questo cMooc in un cMool sarebbe meraviglioso, proficuo, per noi che non interrompiamo e che continueremmo a sentirci costruttivamente parte di una squadra che appena comincia ad aggregarsi/conoscersi, già si deve proiettare in qualcosa di maggiormente incognito…non che l’incognito non serva, serve, eccome, ma se supportato da punti fissi, ai quali poi si possono sempre aggiungere risorse nuove, risorse impreviste….non credete? comunque andrà, comunque sarà, sempre grazie a tutti…

  2. Andreas says:

    @angela noceto Sì. Ecco i numeri precisi ad oggi: 71 su 482 iscritti sono giunti ad aggeggiare con Diigo – 15% – e 178 su 482 sono giunti al risultato intermedio di aprire un blog – 37%.

    Il numero “vero” sta da qualche parte fra 15 e 37%, comunque molto per un MOOC. Molto anche se pensiamo al periodo decisamente disgraziato per una persona che insegna. Per questo vorrei lavorare sul “recupero estivo”…

  3. angela noceto says:

    @gianni #43 non mi è chiaro riguardo a cosa dissenti. Non ho affermato che i nuovi orizzonti siano ottimali. Ho solo fatto delle riflessioni su una nuova metodologia. In quanto a EdMondo tu dici che si sono iscritti in 250 e ora sono poche decine, a me risulta che siano arrivati a quota 1000 anche da paesi stranieri, non si è mai tutti in presenza, nemmeno reggerebbe il sistema ma il modo di lavorare da delle opportunità che un tempo nemmeno ci sognavamo. Comunque a questo corso cMooc ci siamo iscritti in più di 450 e ora solo 71 sono in fondo. La filosofia dell’apprendimento collaborativo sta nell’avere l’opportunità di contribuire ciascuno di noi , con le competenze anche più semplici ad un obiettivo comune. Naturalmente occorre un regista e per questo un insegnante , con le capacità del Prof. Andreas .

    1. Gianni says:

      @angelanoceto#44 Le modalità di partecipazione sono diverse fra un cMOOC e eDmondo, come per altri ambienti della Rete
      Intendevo dire che in un Mondo Virtuale ciò che conta è, come qui, l’imparare facendo, ma che per le caratteristiche dell’ambiente virtuale 3D ciò che conta è esserci “in quel momento”, percepire la presenza “emozionale” degli altri, imparare facendo “insieme”
      Cosa difficile da realizzare con 100 o più persone contemporaneamente, anche per problemi tecnici
      I numeri hanno importanza in questo senso, perchè anche il ruolo del facilitatore è reso difficile
      E sono daccordo con te che sono modalità e metodologie da approfondire, anche se senza riscontri statistici oggettivi
      Curiosità e scoperta restano valori di base per ogni attività di ricerca 🙂

  4. Gianni says:

    Grazie prof se riuscirai a trascrivere un pò di Morin 🙂
    @angelanoceto#38 Mi permetto di dissentire….nn credo che la filosofia dell’apprendimento collaborativo si possa basare su un insegnante che insegna a tutti, sia in classe agli alunni che ai docenti. Come in eDmondo o in altri ambienti virtuali
    E’ facendo che si impara a fare e con numeri troppo elevati si corre il rischio di tornare alla didattica erogativa
    Vuol dire semplicemente che “nn è il caso” con questa sproporzione di numeri (è una realtà ben diversa da un cMOOC
    L’esperienza di eDmondo in particolare lo dimostra: dei 250 iscritti iniziali il gruppo si è ristretto a poche decine
    Purtroppo occorrono contributi più estesi che attualmente nn sono contemplati, sia come investimenti che disponibilità
    Ciò nn toglie che ognuno possa crearsi la sua aula virtuale, come iniziativa personale

  5. soudaz says:

    Leggo, cerco di seguire, capisco, non capisco ma non pretendo mai di riuscire a seguire tutti i ragionamenti.
    Parti di questi mi piacciono, parti, non capendoli, quasi mi annoiano.
    Ma, con mille altre cosa, sto seguendo questo interessante corso, sorprendente e con tanti effetti speciali (che forse dovrò approfondire)
    Ciao
    Costantino

  6. Antonella T. says:

    @Andreas #37 Grazie Prof, spero che qualcuno la condivida e che, magari anche con calma e a mente fresca, si possa provare a realizzarla. Continuo a rimuginarci e, per stasera, ci dormo sopra. Buonanotte!

  7. angela noceto says:

    Questo corso, a mio parere, fa riflettere su alcune valenze positive : i contenuti (a volte avanzati e a volte cuciti sulle esigenze dei corsisti) , la metodologia ( con video, audio, per laboratori molto coinvolgenti…) e infine la cosa più significativa la filosofia della collaborazione e interazione costruttiva per una reciproca crescita. Infine mi porta a fare un’ osservazione : quale ricaduta potrebbe avere un modo di lavorare come questo nella didattica quotidiana, se ogni insegnante potesse essere così efficace su un numero di alunni (100-200) così numeroso? si potrebbe utilizzare ad es. un’ insegnante di informatica su tutta la scuola o qualunque altra competenza specifica. Già nel mondo virtuale di EDMONDO un insegnante insegna ad alunni di tutto il mondo. Che orizzonti possiamo immaginare?

    1. Andreas says:

      Gemmano idee, proposte, iniziative… riflessioni come quella di @angela noceto, davvero interessante. Riprenderò a rispondere domani. Oggi mi sono dedicato ai feedback personali – legati alla faccenda dei CFU – al perfezionamento di frammenti di software per gestire le informazioni, all’idea di trasformare questo cMOOC in un cMOOL – ovvero un lab permanente – e un po’ alla trascrizione del discorso di Morin. Domani… 🙂

  8. Andreas says:

    @Antonella T. #31 La tua proposta mi pare di grande interesse. L’emergenza di idee di questo genere rappresenta il miglior esito che io possa immaginare per questo laboratorio.

  9. Assunta Andolfo says:

    Grazie PROF. Andreas
    E’ molto importante leggere i suoi interventi: danno la forza per non abbandonare, per non lasciarsi andare, apprendo tanto anche se, al momento sono poco produttiva.
    Assunta A.

  10. Maria Teresa says:

    Ciao,
    dal momento che è stato chiesto ad un altro membro del corso il punto in cui era rimasta colgo anche io l’occasione per chiedere qualcosa. Dopo un pò di ricerca sono riuscita a visitare il blog di molti altri membri del corso….alcuni dei quali considero veramente pieni di spunti e di stimoli. Oltre all’elenco creato da Andres come file OPLM basta cliccare sul nome dei vari membri nell’area dei commenti che immediatamente siamo diretti verso il loro blog. Tuttavia non sono riuscita a capire la procedura per creare i file OPLM. Ho lavorato con Bloglines inserendo per ora alcuni blog…ma mi sono bloccata relativamente alla creazione dei file OPLM.
    Gent. le prof potrebbe darmi una mano al riguardo?
    Mi associo ai tanti colleghi che hanno espresso il loro giudizio positivo in merito alla metodologia seguita da Andreas nell’implementazione di questo MOOC. Ritengo soprattutto lodevole l’atteggiamento assunto nei confronti di chi è rimasto indietro o si è trovato per motivi diversi in difficoltà…il tutto mi riporta ad un famoso motto che tutti conosciamo ” I care” il base al quale il compito di un istituzione scolastica o formativa è appunto quello di favorire la personalizzazione dei percorsi di apprendimento mettendo ciascuno in condizione di apprendere in base alle proprie capacità e possibilità ma garantendo a tutti il raggiungimento dei traguardi finali.
    Ringrazio Andreas per questa bella esperienza che ci ha dato modo di vivere…

  11. Antonella T. says:

    @ Andreas “Un impegno del genere, sostenuto per 7 settimane in un periodo molto impegnativo, spesso intrecciato anche con gli oneri della famiglia, rappresenta un investimento importante, da non disperdere.”

    E’ vero, grazie Prof per averlo sottolineato.

    In effetti, soprattutto in questi ultimi tempi il lavoro è stato impegnativo: erano parecchi giorni che non riuscivo a fare praticamente niente nel laboratorio, a causa dei tanti impegni quotidiani ( ho 7 classi, tra cui un quinto, in due istituti diversi, in due città diverse, una famiglia e, talvolta, me stessa…ma non me ne lamento).
    Nonostante tutto, però, questo corso mi sta insegnando molto, il mio interesse è andato aumentando, sono riuscita a costruire con fatica qualcosa che non immaginavo di poter fare e non ho nessuna intenzione di sprecare tutto questo. All’inizio faticavo a capire dove stessi andando e annaspavo paurosamente. Un po’ alla volta mi sono chiarita le idee, ho trovato tanti spunti di riflessione, ho cominciato a strutturare ed arricchire la mia “casa” e vorrei continuare a farlo, nel tempo.
    Ho anche pensato di provare a creare qualcosa di più, come ho scritto qui ,…..mi piace sognare, è vero, però durante le vacanze avrò più tempo libero e la mente più riposata…, vorrei provare a realizzare qualcuno dei piccoli “sogni” scaturiti da questo laboratorio.
    D’altra parte, come lei ha scritto non ricordo più dove in linf12 “Qui non si invecchia, si cresce!” quindi, non vale proprio la pena di mollare!

    Buonanotte 🙂

  12. valottof says:

    OK prof: io ci sto provando eh?! Per il momento più in negativo che in positivo: nel senso che sto razionalizzando il problema più che ragionando sulle soluzioni (su cui pure mi andrebbe di ragionare), ma noi affabulatori siam fatti così: prima di ingranare bisogna inquadrare il contesto e per farlo ci serve spazio e tempo! 😉
    Il tutto taggato “Contenuti digitali” su Diigo non prima di avr aggiunto la cosa in Piratepad

  13. criszac68 says:

    Tutto chiaro e grazie per la tempestiva risposta…Ora riaggiorno diigo con quei post che non ho più trovato nelle numerose pagine che ora lo compongono, anche se a me sembrava di averli pubblicati correttamente. Come prova, avevo il fatto di aver ricevuto delle risposte…non so come si siano dissolti nel nulla…ricontrollo se per caso sono io che nella mia ricerca di oggi, non sono stata sufficientemente accurata. Altrimenti provvedo al reinserimento… Notte

  14. Andreas says:

    @criszac68 #27 Non hai sbagliato nulla. Il modulo compilato appare solo a colui che lo ha inviato fino al prossimo ricaricamento della pagina. Per quanto riguarda l’HTML non è semplicemente attivo quando si risponde in un modulo: di solito questi sistemi sono concepiti per memorizzare informazioni in un database, giusto testo quindi, o numeri, o codici.

  15. criszac68 says:

    Ho scritto anch’io il commento facoltativo, esprimendo considerazioni alle quali tenevo. Ora, mi si è pubblicato sotto il post del prof e mi chiedo: ma lo vedo solo io o lo vedono anche gli altri? Mi sembrava di aver capito che sarebbe stato leggibile solo al prof…è così o ho sbagliato qualcosa? Gli sbagli, si sa, che fanno parte delpasticciare per apprendere…Poi, nel commento di cui sopra avevo usato tutti sistemi di HTML per annerire, mettere in corsivo ed invece sono andati a buca..il che significa che in quello spazio, il codice era diverso? Grazie a tutte/i

  16. sabinaminuto says:

    Prof Andreas grazie di tutto.
    Ho compilato il modulo stamane, è arrivato?
    Come quando stai per finire un libro che hai tanto amato, già mi dispiace che il corso volga al termine. Ne sentirò la nostalgia
    Mi sono proprio divertita e, nel mio piccolo, ho imparato un monte di cose!

    Ancora grazie. 🙂

  17. tnt54 says:

    bene, grazie dell’intenzione di aspettare: da lunedì congiuntivite e conseguenti difficoltà, finché non starò meglio sarà difficile che possa intervenire

  18. fbartoli says:

    p.s. anch’io sono tra quelli che al momento arrancano, per ragioni di tempo, inseguendo i post e le attività precedenti mentre incalzano le nuove, se sarà effettivamente possibile sarò ben lieto di recuperare non appena la maglia delle attività scolastiche si allenta… Mi scuso per l’invasione di link relativi al mooc sul gruppo di diigo: l’intenzione (o meglio la speranza…) era che immettesse un bundle non tutti i singoli link. Ecco un’altra cosa che devo tornare a studiare (come creare e condividere un bundle e come farlo con diigo)

  19. fabrizio bartoli says:

    ho sperimentato un po’ di questi problemi e relativi guai, non solo perché ho anch’io 2 figli adolescenti facebook dipendenti come tutti i loro coetanei e perché a scuola affrontiamo annualmente il dilemma bloccarlo/non bloccarlo come per youtube, tumblr e altri network potenzialmente aperti a utilizzi inappropriati ma perchè lo stesso dilemma si ritrova anche in seno agli ambiente teoricamente protetti come il ‘walled garden’ di Google Apps o le varie community/piattaforme online concorrenti (Schoolology, Edmondo e altre). Usando Google Apps Educational possiamo schermare gli account contro l’esterno – non consentire di comunicare via mail o condivisione fuori la piattaforma – ma la chiusura impedisce di usare poi i medesimi account per strumenti web online per i quali bisogna ricorrere ad account nuovamente privati con relative problematiche di sicurezza, privacy etc. Insomma, comunque la si metta credo che per avere la frittata (le risorse della rete tutte e gratis) bisogna accettare il rischio di rompere qualche uovo…

  20. Maria Claudia says:

    Io sono una di quelle che non ce l’hanno fatta. Proprio per niente. Questo è il mio primo commento. Per dare un senso alla famosa frase “C’è sempre una prima volta”.
    Iscrittami al MOOC sull’onda dell’entusiasmo per il corso Lingue nella Rete che seguivo all’epoca e pensando di poter almeno fare qualcosa sono invece rimasta totalmente imbrigliata nelle pastoie della sperimentazione dell’altro corso e nelle pastoie di questo periodo “terribilis” dell’anno scolastico.
    Mi dispiace davvero molto e spero di poter iniziare (paradossale lo so) quando tutto sarà finito riprendendo i post e rileggendo con attenzione e procedendo con i miei tempi un po’ meno incalzanti…
    ha un senso queslo mio buon proposito??
    Comunque, a chi ce l’ha fatta, complimenti.

  21. Luisella says:

    @Andreas, grazie per questo bellissimo post. Ho provato a inviare il modulo con commento facoltativo accluso. E’ Arrivato?

    @Milena #2 condivido… però come fare quando ci si trova a che fare con adolescenti svogliati che non hanno voglia di fare? E’ questo il mio dilemma nei pochi casi in cui vedo che alcuni dei miei studenti rimangono indietro non perché mancano loro le capacità, ma perché manca loro la voglia di fare. Rendere le attività il più interessanti possibile, certamente. Ma quei 2 o 3 alunni che non si smuovono rimangono sempre.
    Comunque, a parte questo distinguo (o meglio questo cruccio), condivido in pieno il fatto che la scuola dovrebbe fare proprio questo: come dice Nadia #4: Dare tempo di recuperare a chi ha difficoltà e fornire i mezzi giusti affinché chi è più veloce possa anche lui/lei trovare soddisfazione e stimoli di apprendimento nel percorso.

    Buona giornata @tutti.

  22. Anonimo says:

    Grazie prof per la disponibilità…così potrò approfondire più di qualche cosetta…che bello! Ho ancora tante cose da imparare a da fare! Fino ad ora non sono stata molto partecipe/attiva/collaborativa…ho più preso che dato…

  23. valottof says:

    Io invece non ho avuto la necessità di correre partendo da una “cultura informatica”, ed ho potuto cercare di aiutare chi restava indietro. Malgrado ciò devo dire di aver scoperto (o riscoperto) anche cose utili che non conoscevo.
    Adesso però rischio di rimanere indietro io avvinghiato nella morsa dell’affabulatore: come fare a scrivere qualcosa di utile a taggare i miei interessi utilizzando meno di 20 pagine di voli pindarici?!
    Sono giorni che mi scorno sulla cosa ed ancora non ne vengo a capo. Ho deciso di iniziare la stesura di una tesi che devo preparare per luglio nella speranza di poter trarre un sunto, o almeno una ispirazione… Ma sto rischiando di scrivere troppo anche per la tesi!!! 😉

  24. maria antonietta says:

    Io sto qui con voi ma un po’ ai margini, leggo rifletto…il mio blog è ancora vuoto e non riesco a leggere i blog degli altri, nel senso che non compaiono.
    Gentile proff. sa dirmi perchè?

    1. Andreas says:

      @maria antonietta #8 Tu dici:

      il mio blog è ancora vuoto e non riesco a leggere i blog degli altri, nel senso che non compaiono.

      Per aiutarti ci dovresti dire di più, in particolare per capire cosa indendi quando dici di non riuscire a leggere i blog degli altri. Ho bisogno di sapere dove ti trovi: prima o dopo le attività con gli aggregatori di feed (RSSOwl o Bloglines), dalle parti degli esercizi con HTML, oppure in prossimità di Diigo, o da qualche altra parte? Se ti sei fermata davanti ad un ostacolo preciso, descrivicelo minuziosamente e vedrai che ci sbloccheremo.

  25. Andreas says:

    @Nicoletta #1 Non voglio demonizzare Google. Io stesso ho usato Drive per le iscrizioni qui e magari lo userò ancora. Ma già all’inizio del percorso avevo cercato di seminare elementi di riflessione sul controllo che possono esercitare i colossi del cyberspazio. Penso che sia appropriato per chi fa il mio mestiere porre i problemi e sperimentare.

    @mariafilomia #3 Qual è l’alternativa? La composizione di una funzione che recentemente WordPress ha messo a disposizione e che consente di creare un modulo con il quale i lettori possono inviare dati e feedback all’autore del blog. Questo è già notevole, considerato che viene anche questo gratis. Io però avevo bisogno di che i dati mi finissero (e mi finiranno in altre applicazioni a cui sto pensando) in un unico file organizzato in maniera adeguata. Per fare questo era necessario fare in maniera che solo le info utili finissero dalle email in unico file e in modo appropriato. Ho realizzato questo con i vecchi attrezzi da hacker stagionato, roba che grazie al cielo è sopravvissuta in Linux, che uso nella mia macchina principale. Per gli eventuali curiosi-smanettoni: ho scritto delle adeguate regole in procmail, utility di filtraggio delle email che ricevo mediante fetchmail (e leggo con mutt). Nelle regole mi sono servito delle utility tipiche della shell bash: tr, sed collegati attraverso la pipe.

  26. Marvi says:

    Eccomi io sono quella per così dire rimasta indietro x quando riguarda la partecipazione ai vari post ma ho seguito e letto tutto. Sto mettendo un po’ d’ ordine e poi pubblicherò tutto sul mio blog. Anche i mie bambini hanno usufruito di alcune iniziative proposte in questo percorso. Davide ha spiegato in una lezione ai grandi che cosa sono i feed. I tutorial proposti sono stati utilizzati tipo flipped classroom. Condividerò tutto…
    Grazie

  27. mrsfraba says:

    Quanto mi piace lei professore, perchè conosce l’ambiente dell’istruzione e del delirio che si accende subito dopo Pasqua, per tutti gli insegnanti.
    Dare il tempo a chi non ne ha avuto a sufficienza per fare quello che sta/ stava facendo, e per completare questo percorso onirico e meraviglioso.
    La saluto, stasera come ho fatto la prima volta “Capitano , o mio capitano

  28. nadiamoretti says:

    @Milena #2: condivido appieno la tua riflessione sul commento del Prof!
    Dare tempo di recuperare a chi ha difficoltà e fornire i mezzi giusti affinché chi è più veloce possa anche lui/lei trovare soddisfazione e stimoli di apprendimento nel percorso.

  29. milena says:

    anche a scuola dovremmo tutti adottare la stessa metodologia:
    “…sostenere soprattutto coloro che sono rimasti indietro..Chi rimane indietro può recuperare…
    L’esame è nel percorso stesso e i risultati si valutano dalle tracce che sono state lasciate, dalla loro entità e dalla loro genuinità…
    … i risultati conseguiti saranno facilmente valutabili, in molti casi sono già del tutto evidenti…”
    Grazie Andreas

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