Due minuti di lutto all’inizio di ogni lezione e comunicato delle associazioni sull’incostituzionalità delle circolari prefettizie ai gestori dei CAS

Un nutrito gruppo di organizzazioni hanno scritto una  lettera a Laura Lega, prefetto di Firenze, per esprimere un no deciso – e quindi una richiesta di revoca – alle note vergate dallo stesso prefetto nell’ottobre scorso. Indicazioni date agli enti gestori dei CAS sull’orario di rientro degli ospiti richiedenti asilo e sulla loro capacità economica che limitano di fatto i diritti e la libertà di movimento dei migranti. I sottoscrittori comprendono associazioni, movimenti, comitati, giuristi, comunità religiose e di immigrati, sindacati, partiti, organizzazioni antirazziste e assemblee antifasciste. Si denuncia  l’incostituzionalità di misure definite meramente “poliziesche” e prive di “qualsiasi sostegno giuridico”.

Ringrazio l’amico Luca Rasoti per avere segnalato il comunicato attraverso la Newsletter “Metti in Circolo”.

Dalla settimana scorsa, in ogni lezione, seminario o intervento pubblico che mi capita di fare, inizio con un paio di minuti di lutto dove denuncio la gravità e l’incostituzionalità delle due circolari. 

Ecco il testo integrale della lettera che sottoscrivo mediante la pubblicazione di questo post.


Esprimiamo il nostro no deciso alla limitazione della libertà e dei diritti delle persone e chiediamo di conseguenza che vengano ritirati i recenti provvedimenti prefettizi relativi alla gestione dei CAS (Centri di Accoglienza Straordinari) della Provincia di Firenze, provvedimenti con cui si limita, appunto, la libertà di movimento dei richiedenti asilo ospiti di tali strutture, sottoponendoli anche a misure poliziesche di controllo e ignorando così il loro diritto alla privacy.

Tutto ciò, che ben si inquadra nel clima di ostilità ai/alle migranti alimentato dalle parole e dagli atti del Ministro degli Interni, va contrastato con decisione da quanti/e hanno a cuore lo spirito e la lettera della Costituzione.

Ci riferiamo con questo documento alle note della Prefettura di Firenze destinate agli Enti gestori dei Centri di Accoglienza Straordinari (CAS) aventi ad oggetto “Orario di rientro degli ospiti nei centri di accoglienza” e “Capacità economica dei richiedenti asilo ospiti dei CAS”.

La prima nota, come rileva la lettera ufficiale già inviata alla prefetta Lega dall’ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione) il 16 ottobre u.s., avente come oggetto: Osservazioni ASGI e richiesta revoca note della Prefettura di Firenze, prot. 0126306 del 11/10/2018 e prot. 0123513 del 05/10/2018, ferisce la dignità delle persone accolte ed è di ostacolo ai percorsi di inclusione sociale che hanno avviato, ponendole in una situazione di isolamento, in evidente contrasto con le normative europea e nazionale al riguardo.

È peraltro estremamente preoccupante anche l’altra nota con cui si chiede ai Gestori di disporre che i pacchi indirizzati agli ospiti dei CAS siano aperti alla presenza degli operatori. La lettera dell’ASGI ricorda che nei Centri di Accoglienza, e quindi anche nei CAS, deve essere tutelato il “rispetto della sfera personale” (e naturalmente in questa sfera rientra la libertà di ricevere e inviare corrispondenza).

Un diritto fondamentale del genere, definito in primo luogo dalla Carta Costituzionale (art. 15) , può essere limitato solo per via legislativa in presenza di gravi esigenze.

Provvedimenti del genere, oltre a ledere libertà e diritti garantiti dalla Costituzione e da Trattati internazionali (in particolare ci si riferisce alla Direttiva 2013/33/UE, recepita in Italia con il D.Lgs. 142/2015 ), alimentano a livello di opinione pubblica l’identificazione del/della richiedente asilo, del profugo/della profuga, del/della migrante come un potenziale criminale, da considerare semi-carcerato preventivamente.

Nel corso dell’incontro in prefettura avvenuto il 29 ottobre u.s. fra la prefetta Lega, la vicaria Tombesi e alcuni rappresentanti delle associazioni firmatarie si è affrontato il tema della letteratura giuridica a sostegno dei provvedimenti contestati. La prefetta si è impegnata a farci avere per mail quanto prima la documentazione richiesta. La mail che doveva chiarire questo punto, inviata alle associazioni in data 5/11 conteneva però solo i seguenti riferimenti:

  • Decreto legislativo 145/2015, già noto, dove non si specifica in alcun modo la fascia oraria notturna;
  • Decreto 16 settembre 2004 n.303. Quest’ultimo tuttavia non può essere portato a sostegno delle note prefettizie, dal momento che si tratta di un decreto abrogato riguardante i CIE.

Constatata dunque l’assenza di qualsiasi sostegno giuridico e confermate le critiche di incostituzionalità già mosse, è sulla base di queste considerazioni che chiediamo al Prefetto l’immediata revoca delle note prot. 0126306 del 11/10/2018 e prot. 0123513 del 05/10/2018 in questione al fine di garantire la libertà di movimento ed i diritti delle persone ospitate nei CAS.


Qui di seguito i firmatari, ai quali mi unisco con la pubblicazione di questo post.

Rete Antirazzista Fiorentina, Coordinamento “Basta morti nel Mediterraneo”, COBAS- Firenze, Comunità delle Piagge, USB-Firenze, Le Musiquorum, Emergency Firenze, Diaconia Valdese, Associazione di amicizia italo palestinese onlus di Firenze, Comitati fiorentini di Possibile (Arianuova e Calamandrei), Presidio di Possibile di Sesto Fiorentino, perUnaltracittà, laboratorio politico Firenze, Associazione Periferie al Centro – Fuori Binario, ANPI Brozzi Quaracchi, L’Altra Europa con Tsipras , Assemblea antirazzista antifascista Vicofaro/Pistoia, Sezione Anpi di Barberino di Mugello, Anelli Mancanti, C.O.R.P.I. (Compagnia Resistente Popolare Internazionale), Partito della Rifondazione Comunista, Gruppo Consiliare Comunale “Firenze riparte a sinistra”, Gruppo Consiliare Regionale “Sì Toscana a Sinistra”, Assopace Palestina – Firenze, Firenze città aperta, Le Mafalde, Refugees Welcome Italia – Toscana, RSU Università Firenze, FLC/CGIL Firenze, Statunitensi contro la guerra, Comitato “Fermiamo la guerra”, CUB – Firenze, Potere al Popolo, Demir Mustafà – Ass.ne Amalipe Romanò, Libere Tutte, P.A.R.V.A. Casa delle Donne di Viterbo, Associazione Tessere Culture, Associazione A più mani, Associazione Pantagruel, Sezione ANPI “Rigacci”, Sinistra Italiana, Circolo ARCI “Fra i lavoratori di Porta al Prato”, Rete Sociale “Fori Mercato”, Libertà e Giustizia Firenze, Associazione Straniamenti, Giuristi Democratici.

4 risposte a "Due minuti di lutto all’inizio di ogni lezione e comunicato delle associazioni sull’incostituzionalità delle circolari prefettizie ai gestori dei CAS"

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