Quando gli studenti preferiscono il foglio bianco di Logo

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Il lavoro di Valentina va ad arricchire la raccolta di lavori interessanti fatti dagli studenti. Lei voleva realizzare una cartolina dalla quale gli oggetti dovevano come uscire fuori. Ma il suo contributo va al di là del logo prodotto per l’esame. Ricordavo che mi aveva detto qualcosa di interessante ma non ne ero più completamente sicuro, dopo alcuni mesi e centinaia di esami. Le ho quindi scritto:

Sto riguardando il lavoro che avevi fatto per il laboratorio di tecnologie didattiche che, come forse ti avevo accennato durante il colloquio dell’esame, vorrei includere fra i lavori sorprendenti dei miei studenti. Nei miei appunti ritrovo scritto che tu avevi fatto una considerazione interessante sul confronto tra Scratch e Logo. Ora mi pare che la tua considerazione fosse del tipo — …mi sento più libera in Logo che in Scratch, dove l’eccesso di informazioni mi inibisce: preferisco il “foglio bianco” di LibreLogo… — Però non sono proprio sicuro, potrei anche fare confusione con qualche altro studente.
Tu ti ricordi?

Ha risposto:

…certamente mi ricordo benissimo. Le confermo la mia considerazione. Ho trovato molto più stimolante Logo perché non era così scontato come l’altro e soprattutto molto più creativo e pieno di spunti interessanti, impressione che Scratch non mi aveva fatto.

Oggi le persone sono sommerse da stimoli, ambienti, strumenti, app che tendono a urlarti tutto quello che potresti fare. Leggevo stamani un’intervista fatta ad Angelo Guglielmi (92 anni ma sempre gagliardo):

— Sa che mi avevano proposto di insegnare televisione ai direttori Rai?
— E lei? Ha rifiutato?
— Ovvio. La verità è che io la televisione non la sapevo fare. Ed è per questa ragione che forse ho saputo farla. Cosa avrei dovuto insegnare?
— Ci sono scuole dove insegnano di tutto, creatività, fantasia, scrittura. Sul serio insegnare la spaventa?
— Non mi piace. L’unica cosa che non insegnano è la più semplice: mettetevi le mani tra i capelli e riflettete. Il segreto non è inventare ma dimenticare. Non può cominciare nulla se non dal bianco. Un suggerimento: dimenticate.

Stanislas Dehaene, in How we learn, scrive :

For instance, field experiments demonstrate that an overly decorated classroom distracts children and prevents them from concentrating.[1] Another recent study shows that when students are allowed to use their smartphones in class, their performance suffers, even months later, when they are tested on the specific content of that day’s class.[2] For optimal learning, the brain must avoid any distraction.

Dehaene, Stanislas. How We Learn (p.162). Penguin Books Ltd. Edizione del Kindle.
[1] An exceedingly decorated classroom distracts pupils: Fisher, Godwin, and Seltman, 2014.
[2] Use of electronic devices in class reduces exam performance: Glass and Kang, 2018.

L’eccesso di informazione non aiuta la creatività, che invece richiede spazio e tempo. Spazio da riempire, tempo per pensare. Lo spazio può essere quello del foglio su cui scrivere, versi, note, istruzioni software o altro, una tela da dipingere, spazio da vuotare, se occupato da un pezzo di marmo etc.

Interfacce zeppe di bottoni come corsi pieni di istruzioni per essere più creativi non rendono più creativi ma conformano.

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Giuseppe Albano ha detto:

    Una riflessione davvero molto, molto interessante, e una conferma: LOGO, uno “spazio per pensare”, con la semplicità che gli è connaturata e che nasconde una intrinseca e stimolante complessità, non può essere mai sostituito da ambienti apparentemente semplificati ma densi di presupposti non sempre da dare per scontati. Per manipolare un blocchetto in Scratch, il Bambino dovrebbe possedere capacità di ccordinamento, il concetto di angolo e di lunghezza, gestire uno Sprite originariamente “invasivo”. Provate a proporre Scratch a chi ha fatto esperienza sul foglio LOGO e confrontate i risultati con quelli ottenuto da chi ha approcciato direttamente Scratch… Un saluto caro Andreas

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