OpenEd – week 8

I missed the deadline yesterday. Why? I’m too busy with my students blogs! Learning by doing, isn’t it?

They are 33 so far but potential bloggers in this class could be some 100 … will I cope with this workload? Just trying …

Economic aspects of OER. Interesting readings, useful for improving my lacking background. However, too much busy in these days to do something more than just reading here and there …

I prefer to comment on the discussion raised by Alesandro (Alex). I agree with the basic point and it is good to discuss it. However, I do not think one can solve it by means of some kind of WEB 2.0 engineering.

David is one and we are 60. If everyone produce one bit then David must digest 60 bits. Everyone has to digest the other 60 bits. Moreover, sometimes we produce true homework with very long posts. Multiply this by 60: it is simply non human.

Now there is also the meeting point: another thing to read. And perhaps something is also going on in some diingo space or what-else space …

Before going on looking for some other web device or methodology, one should change the terms of the problem quantitatively, for instance by …

1) Hiring a staff to decrease the students/teacher ratio, say a ratio fo 20?

2) Limiting the course to a max students/teacher ratio, say 20, again?

3) Asking for a different kind of homework. For instance, very short texts, just some sentences, some drawings. Perhaps, it should have been our spontaneous behaviour, after having seen the growing number of classmates?

4) Stretching time course: say two weeks per assignment?

5) …

I’d like to continue using the blogs. It is simply wonderful because is a bit like knowing the author; the blog’s appearance and the posts unrelated to the course tell you a lot about the writer.

Of course, it is frustrating to write your thoughts without having a feedback. It’s human. I was delighted in seeing that my first post turned out to be interesting for someone and I became progressively unsure with the following ones. It seems you are throwing your thoughts in a void space or in crowded space where people are saying: “This guy is crazy!”

If we are stuck to a classroom model, more or less, we can’t escape the very trivial problem: to reduce the students/teacher ratio.

PS: In any case, even in this over-crowded situation, this course turned out to be of very high value for me. I will continue reading everything and doing all I will able to do, even throwing posts in space but, of course, after having worked and blogged with my students …

9 thoughts on “OpenEd – week 8

  1. mafalda ha detto:

    giusto, basta non lasciare che chiunque con un titolo ci possa inculcare nella mente che quello che dice e’ giusto solo perche’ e’ famoso o perche’ ha tale o tal’altro titolo! per le prossime conversazioni magari trasferiamoci altrove che il prof c’ha parecchio da fare….
    ste

  2. alessandro giorni ha detto:

    @andreas: complimenti, non hai perso una virgola! quasi quasi da ora in poi ti scrivo solo in tedesco….

    @mafalda: quello che racconti è tristissimo…. in fondo l’insegnante è l’unico adulto che per un’ora sta tutto da solo con 25-30 ragazzini…. cosa ci può essere di più “egocentrizzante”? (creo il termine ora…)
    occorrono solide basi etiche, umane e psicologiche (prima di tutto rivolgendole verso la propria persona…) per non cadere in questa spirale nel lungo percorso professionale che dura fino a…. che si muore!
    riguardo le SSIS, ho sempre ritenuto che fosse necessario un percorso formativo specifico per chi va a insegnare – nota bene io vengo dal vecchio “concorso” – però episodi recenti mi hanno fatto comprendere che in Italia anche questo tipo di scelta – le SSIS – si è snaturato, tanto che ho sentito colleghe che l’hanno seguito parlare in modo dogmatico del tipo: quello che abbiamo imparato noi è IL METODO e chi non l’ha fatto… (puoi capire da sola il resto della frase).
    Ora se c’è una cosa che apprezzo dello scambio con Andreas, con la comunità LTever, e con molti altri colleghi che ho trovato in questi ultimi tempi, è proprio – almeno mi è parso, spero di averne conferma con il tempo – che un “buon insegnante” non ha IL METODO ma conosce TANTI METODI, non ha LO STRUMENTO educativo ma conosce e sa sceglie AL MOMENTO opportuno QUEGLI STRUMENTI opportuni… che spesso possono essere molto diversi anche in una medesima ora di una singola classe….
    ora chiudo sennò sforo ben oltre i 300 caratteri e Andreas mi toglie mille punti…..

  3. mafalda ha detto:

    grazie del servizio prof, anche se stavolta i’popolo sono solo io….
    sto bracando sulle vostre risorse (non e’ che ci diamo del voi con questi plurali a questo punto?) insomma sulle risorse di voi e-educatori e e-studenti e sto anche cominciando a prendere un po’ confidenza con l’open source a piccoli passi. c’e’ moltissimo materiale interessante ma la cosa piu’ interessante in se’ e’ che ci siano insegnanti interessati a mettersi in discussione e scambiare opinioni con altri colleghi, come capita cosi’ poco spesso nella realta’ non virtuale.
    una ragazza sui trent’anni appena uscita dalla siss per le materie letterarie alle scuole medie, mi ha, giusto ad aprile scorso, invitato a NON rimettere il mio operato in discussione, perche’ ne andava della mia autorita’……questo e’ il problema principale a scuola, conquistare e mantenere l’autorita’, quello che insegni insegni, passi errori di ortografia come regole grammaticali e non devi permettere che dei dodicenni ti possano criticare…
    …entro in classe un po’ assonnata e infreddolita e mentre saluto mi casca l’occhio sulla lavagna (in una quinta elementare) “my family is compost of four people”…?!…esco di nuovo nel timore di essere ancora fra i’sonno e rientro….la frase era proprio li’…e io che posso dire non mettendo a repentaglio “l’autorita’” davanti ai ragazzi o prendendo la maestra da una parte? gli educatori dovrebbero allenare il senso critico, non essere materiale umano per fornire allenamento in prima persona!
    no via, basta, avevo esaurito i commenti e ho messo un punto all’argomento scuola. per ora non ho intenzione di addentrarmi oltre perche’ ancora sono in fase gongolamento in quanto quando dicono alle mie spalle “prof!” io ancora mi giro e mi si sgrana un sorriso rasserenato sul viso alla conferma che non chiamavano me!…..e vorrei chiarire che non sono un’insegnante ma un’ educatrice sui ragazzi disabili nelle scuole: tutt’altro orario, stipendio, impegno, concetto….
    no per ora l’educazione la tengo ancora un po’ alla larga, anno sabbathico (e forse qualcosa di piu’)da dedicare a me stessa.
    grazie di aver subìto lo sfogo, alla prossima.

  4. Andreas Formiconi ha detto:

    Ovvia aiutiamo un po i’popolo … non conosco personalmente Alessandro se non via blog vari ma deve essere uno di quei tipi che se non ci fossero andrebbero inventati … pare che recentemente si sia rotto un braccio per nostra fortuna perché ha avuto così modo di contribuire di molto alla comunità virtuale … ora per sua fortuna è guarito ed essendo tornato a insegnare ai suoi ragazzi ci deve avere meno tempo …

    sicché traduco io … parlo male il tedesco ma qualcosa rabbercio … lui correggerà …

    Ciao Mafalda, parli tedesco? E’ fantastico conoscere una persona che comprende questa lingua romantica …
    Per quanto riguarda il discorso di Andreas, vorrei sottolineare che avevo dubbi analoghi e ne ho ancora – sebbene abbia aperto io il MEETINGPOINT, non sono sicuro che questo ci possa aiutare o meno.
    Credo che noi si abbia bisogno di un PIANO e di un PROGETTO, e qualcuno che giochi il ruolo di regista, magari più persone che si assumano parti più piccole del ruolo di regista.
    Per quanto riguarda il resto del corso ne ho già parlato nel mio blog

  5. mafalda ha detto:

    ehm no alessandro, non “parlo” una sola parola di tedesco se non la devo cantare e se la canto comunque in genere non la capisco….ma visto il tuo bell’ italico nome suppongo che non avresti difficolta’ ad esprimerti in uno degli idiomi che abbiamo sicuramente in comune, perche’ tale voluto affronto alla mia ignoranza? e poi il commento del prof non mi fa supporre niente di buono…..
    piacere di conoscerti comunque
    saluti

  6. alessandro giorni ha detto:

    Hallo Mafalda,
    sprichst du Deutsch? Es ist wunderbar Personen kennen zu lernen, die diese romantische Sprache verstehen….
    Was die Rede von Andreas angeht, möchte ich unterstreichen, daß ich ähnliche Kummer hatte und noch heute habe – obwohl ich den MEETINGPOINT geöffnet habe, bin ich unsicher ob es uns wirklich helfen kann, oder nicht.
    Ich glaube, wir brauchen einen PLAN und ein PROJEKT, und jemand der die Regisseurrolle spielt, vielleicht auch mehrere Personen, die kleinere Teile von der Regisseurrolle übernehmen.
    Was den Rest vom Kurs angeht, habe ich schon in meinem blog geschrieben…

  7. mafalda ha detto:

    ja ja ja….il prof e’ in ritardo con i compiti! ma invece che dare la colpa a noi, gli inventi una scusa tipo che non le e’ ancora arrivato il numero di matricola…!?…
    cmq basta che se ricalcolate il rapporto insegnante/studenti lo facciate solo per il vostro corso perche’ a noi va bene cosi’almeno fino a che il prof non collassa sotto il peso dei nostri blog ovviamente….
    il contrasto per me che ho lavorato all’esatto altro capo della situazione e’ fantastico!!! (rapporto uno a uno per gli ultimi nove anni eh eh eh…) che bello essere di qua della barricata!
    coraggio!

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