Daily: empowering students

Sociogramma 27 maggio 2011. I nodi rossi sono studenti di medicina, i nodi blu cyberstudenti, il nodo celeste è il docente. Una linea che congiunge due nodi significa che almeno uno dei due ha fatto almeno un commento ad un post dell’altro
Sociogramma 27 maggio 2011. I nodi rossi sono studenti di medicina, i nodi blu cyberstudenti, il nodo celeste è il docente. Una linea che congiunge due nodi significa che almeno uno dei due ha fatto almeno un commento ad un post dell’altro
Mi giunge oggi fra capo e collo la notizia dell’ultimo numero della rivista Form@re, dedicato all’impiego delle piattaforme di microblogging (Twitter per esempio) nella didattica e dove appare un mio articolo sui social network nella didattica. Nel daily precedente si diceva dell’insegnante che insegna con l’idea di imparare e dell’allievo che si cimenta nell’insegnare. Ebbene, è proprio con quest’idea che avevo chiuso quell’articolo, rifacendomi al lavoro di John A.C. Hattie, uno studioso che ha recentemente pubblicato i risultati di un’indagine sull’efficacia delle innovazioni didattiche durata quindici anni [1].

Si tratta di un complesso lavoro di sintesi di 800 meta-analisi – sì, proprio la stessa metodologia delle meta-analisi che si fanno nella ricerca biomedica … – che a loro volta hanno riunito complessivamente 50.000 studi statistici sull’efficacia di innovazioni didattiche di ogni tipo e che sono state sperimentate in tutto il mondo, coinvolgendo un totale di svariati milioni di studenti! È interessante rilevare come un lavoro così vasto, metodologicamente rigoroso e eminentemente quantitativo, abbia messo in luce la primaria importanza del coinvolgimento emotivo degli insegnanti. Si legge a pag. 18 dell’articolo di Hattie:

The remarkable feature of the evidence is that the biggest effects on student learning occur when teachers become learners of their own teaching, and when students become their own teachers.

Students become their own teachers. C’è chi esprime quest’idea dicendo empowering students. Che, in parole povere, vuol dire smettere di trattare gli studenti come degli idioti, magari brillanti ma idioti, forzandoli per lunghissimi anni in una condizione di passività, assai poco propizia all’apprendimento. Anche questo è scolarizzazione.

Nello stesso articolo avevo raccontato l’esperienza degli studenti della blogoclasse dell’anno scorso, che si erano organizzati creando un efficacissimo gruppo in Facebook. Il gruppo CUBO Med 2.0 (ex CUBO 2009/2010) , da loro medesimi descritto come un progetto di scambio delle conoscenze. Il gruppo coinvolge 272 studenti che si sono dati autonomamente un’organizzazione: 5 amministratori e 5 responsabili per 4 settori: Appunti e Materiali, Responsabile Eventi, Comunicazioni-Esami, Comunicazioni-Eventi di Facoltà. Ed è bene precisare che hanno fatto tutto da loro, indipendentemente dalle attività della blogoclasse.

[1] Hattie J.A.C. (2008), Visible Learning: A Synthesis of Over 800 Meta-Analyses Relating to Achievement, London, Routledge.

3 thoughts on “Daily: empowering students

  1. Marta Tilli ha detto:

    Anche noi abbiamo il gruppo fb… dall’inizio dell’anno, da ottobre più o meno…l’efficienza non è il massimo perchè siamo solo tre amministratrici, però facciamo del nostro meglio…

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