Daily: cittadinanza digitale garantita a tutti dalla nascita

Sociogramma 31 maggio 2011. I nodi rossi sono studenti di medicina, i nodi blu cyberstudenti, il nodo celeste è il docente. Una linea che congiunge due nodi significa che almeno uno dei due ha fatto almeno un commento ad un post dell’altro
Sociogramma 31 maggio 2011. I nodi rossi sono studenti di medicina, i nodi blu cyberstudenti, il nodo celeste è il docente. Una linea che congiunge due nodi significa che almeno uno dei due ha fatto almeno un commento ad un post dell’altro

Fra mezz’ora vado alla riunione di paese che avrà come tema iniziale: collegamento alla rete per la popolazione. Quassù non arriva l’ADSL. Quassù si fa per dire: poco più di 520 mt, 15 km da Firenze. Ma siamo poche centinaia e pare che l’allacciamento non sia abbastanza remunerativo. Ci sarà il tecnico di un’azienda che fornisce collegamenti via WiMax nel Valdarno. Bisognerà stabilire se il numero degli interessati potrà giustificare l’investimento.

Italia, paese tragicamente arretrato. Arretrato fra paesi arretrati, per quanto riguarda la rete. Nella società della conoscenza, dovrebbe essere garantita a tutti, sin dalla nascita, la cittadinanza digitale. Aria, acqua e informazione sono beni essenziali per vivere. Aria e acqua sono il mimino che serve per sopravvivere, l’informazione serve ad alimentare la conoscenza che serve a vivere.

Qualcuno di voi, iperpessimista – pochi ma ve ne sono – ha scritto qualcosa del tipo: “… forse internet migliora la vita ma LEGGERMENTE …”

Grave miopia. Ieri ho incontrato un mio compaesano, artigiano tornitore, officina sotto, casa sopra, chiesa accanto.

“Andrea” mi ha fatto “come faccio senza internet? Con la chiavetta è un tormento per scaricare i disegni!”

Il tornio è a controllo numerico e i disegni dei pezzi si scaricano da internet, perché è così che funziona il mondo del lavoro oggi.

LEGGERMENTE?!

5 thoughts on “Daily: cittadinanza digitale garantita a tutti dalla nascita

  1. Marco Trapani says:

    Carissimo,
    il Digital divide (nella sua accezione più ampia) comprende ben tre aspetti:
    1. impossibilità tecnica di connettersi per motivi di mancanza di rete (ed è quello a cui tutti spesso ci riferiamo, e in cui come Italia siamo piuttosto indietro)
    2. costo: non è detto che un disoccupato con famiglia a carico possa spendere anche solo 20-30 euro al mese per avere una connessione decente (e con questo si taglia da solo fuori dalla possibilità di cercare lavoro via internet) e la “concorrenza” all’italiana col cavolo che ha portato delle significative riduzioni di costo.
    3. cultura: e lì ci sono le dolenti note: i “vecchi” hanno un rapporto difficile con la tecnologia, i “giovani” lo hanno anche troppo disinvolto (privacy buttata nel cesso, per intendersi…)

    ci sarebbe da riprendere Bartali: “tutto sbagliato, tutto da rifare”…

  2. Andreas says:

    Mi sa che utilizzo lo stesso servizio di Marco. Alla riunione è emerso che io sono uno dei 6 abitanti su ~200 che sono illuminati da un ripetitore sul Pratomagno e che, interessati, utilizzano il servizio da tempo – se così non fosse addio blogoclassi …

    È emerso anche che pochi metri sotto il paese passa una dorsale in fibra ottica di Telecom ma non farà mai l’allacciamento al paese perché non sufficientemente remunerativo. Siamo in regime di concorrenza privata, ed ecco che arriva la società che implementa WiMax. Ora si spera che il 10% della popolazione, necessario a far scattare la convenienza per questa società, sia abbastanza “illuminata” da aderire. Il 10% dovrebbe essere facilmente raggiungibile in teoria, ma gli italiani sono curiosamente conservatori, ancora troppo appiccicati alla televisione, specie i miei coetanei. Speriamo in una fluttuazione statistica.

    Vedi Marco, qui dalle nostre parti il digital divide è in realtà espressione di un cultural divide.

    Bisognerebbe che giovani vivaci e lungimiranti riuscissero a far pressione sulle famiglie in poltrona, con argomenti tipo quello espresso da alibianchi qui sopra.

  3. Marco Trapani says:

    Caro prof,
    il digital divide colpisce duro…
    anche io abito in zona “no adsl”, e m isono rivolto alla società valdarnese che fornisce connessione via Wi-Max; costo ragionevole, connessione stabile, velocità non eccelsa ma accettabile…
    tutta un altra vita rispetto alla famigerata chiavetta con cui mi sono dannato per qualche anno, certo lontano da prestazioni “fast”…

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