Lettera a un’insegnante titubante – #linf12

Mi scrive una di voi:

…io francamente, a causa di problemi lavorativi, non sono ancora riuscita a vedere il materiale e sono TERRORIZZATA, NON SPAVENTATA anche perché, nonostante io lavori con il computer da molti anni e mi renda conto di quanto sia indispensabile ( soprattutto nel mio lavoro) non mi piace proprio quindi……….AIUTOOO!

Cara amica,

se noi siamo terrorizzati da una cosa nuova, come possiamo pretendere che i nostri bambini affrontino il nuovo?

Non credo che tu abbia alcun motivo per temere le nuove tecnologie più di quanto le tema io, ad esempio.

E non è questione di essere o meno spaventati dal computer. È in gioco qualcosa di molto più importante: è questione di imparare ad abitare il cyberspazio, che altro non è che un’estensione dello spazio reale. Un luogo vero e proprio, dove la gente studia, lavora, fa impresa, ricerca, aiuta il prossimo, salva vite umane, denuncia soprusi, e magari poi si diverte anche.

È un luogo dove i nostri figli già abitano, a prescindere da quello che noi pensiamo, e questa è una cosa che nessuno di noi può impedire.

Dovere di tutti gli educatori è quindi essere a fianco dei propri ragazzi. Dovere di tutti gli educatori è mostrare come fare per discernere l’utile dall’inutile e, se e quando possibile, il buono dal cattivo, nello spazio fisico come in quello virtuale, non meno reale del primo.

E ti assicuro, alla fine la cosa finisce anche con l’essere divertente…

Tanti cari auguri
andreas

11 thoughts on “Lettera a un’insegnante titubante – #linf12

  1. Francesco Mastriani (@framastriani) says:

    Cosa dire ? a me qualche anno fà mi è capitato di portare parte delle attività di classi aperte 2 ore alla settimana bambini di prima e seconda elementare … e d’accordo con i colleghi di team si era pensato in un caso alla presentazione delle parti del computer e l’uso di paint e nell’altro all’uso di word guidato per l’elaborazione dibrevi testi … poi ho notato quanto già sapevano di social network in quarta e quinta (in quel caso da insegnante di sostegno) ed a tratti avevo paura che potessero imbattersi in situazioni veramente pericolose … e forse avro’paura anche tra qualche anno quando mio figlio crescerà … pero’penso che conoscendo meglio questo mondo potrei smorzare molto questi timori dell’ignoto … cosa ne pensa ???

  2. Deborah says:

    Cara Mariantonietta,
    siamo in perfetta sintonia! 🙂 Ma vedrai che con il tempo, in questo per-corso, scoprirai che di “angeli custodi” ne potrai avere tanti… Fidati! 😉

  3. Anonimo says:

    Più che di paura io parlerei di difficoltà. io insegno in una scuola dove, per volere del D.S. sono scomparse le lavagne “normali”. Abbiamo solo LIM.Credetemi, all’inizio abbiamo visto di tutto. Alcuni colleghi si servivano di appunti scritti, cartelloni…e avevano fatto anche un corso di 30 ore sulla LIM.
    Il rifiuto, in certi momenti, ci porta a sbattere la porta. Io uso la Lim e, anche in presenza di difficoltà, cerco sempre di risolvere il tutto, provando e riprovando. E’ un gioco e poi…all’interno dello cyberspazio io mi sento LIBERA. Il primo giorno, quando ho capito che questo insegnamento non era “tradizionale” ho avvertito un lieve disagio.
    Dopo due giorni, ho creato un Blog, sbagliando in certi passaggi, ma alla fine sono riuscita pure a lanciarlo…e credetemi, non sono nativa digitale. A 42 anni mi reputo fortunata per i piccoli passetti che sto iniziando a muovere. Oggi mi dedicherò a TWITTER.Realtà mai vista e conosciuta. Beh! ci provo. Poi , in tutto ciò , abbiamo un “angelo custode”…Andreas.
    Mi sento di dire: “ANDIAMO AVANTI E SOSTENIAMOCI A VICENDA”…dopo la notte è arrivato sempre il Giorno.Ciao a tutti

  4. Deborah says:

    Ciao a tutti, sono Deborah, una ex studentessa della Iul che vorrebbe rispondere alla collega che dice di essere “terrorizzata”.
    Come Andreas ben sa, in genere leggo ma scrivo poco. E questo non perchè io non ami scrivere, anzi, tuttaltro! Proprio lo scorso anno, in occasione del per-corso in editing multimediale che io e i miei colleghi iullini abbiamo intrapreso, ci si era imbattuti sull’argomento “leggere, scrivere e condividere in questo cyberspazio”. Ebbene, ciò che ne era venuto fuori è che ci sono persone che “viaggiano a gran velocità” e persone che “viaggiano molto lentamente”. Però entrambe possono possedere qualità meravigliose, capaci di dare all’altro qualcosa di prezioso e molto utile.
    Io sono una di quelle che viaggia lentamente, che ama rintanarsi nel proprio guscio a pensare, a riflettere e a meta-riflettere. Leggere quanto ha scritto la collega iullina, iscritta al primo anno, mi ha riportata a vivere paure ed emozioni vissute proprio lo scorso anno mentre frequentavo il corso di Andreas. Anch’io mi sentivo terrorizzata e, peggio ancora, disorientata. Credevo di non riuscire a trovare un punto fermo all’orizzonte che mi potesse portare ad un filo conduttore. Ma considerato che gli esseri umani sono dotati di volontà e passione, allora ho iniziato a interrogarmi sul perchè e sul come, e ho trasformato questo mio “terrore” in curiosità. Ho capito che la condivisione e la solidarietà, in questo cyberspazio, sono gli elementi fondamentali, i pilastri portanti che tengono insieme questa grande Rete di persone. Perchè diciamolo: cos’è la Rete se non un grande insieme di persone che comunicano, scambiano e condividono saperi e sapere?
    Non lasciarti impressionare dai termini astrusi di chi “mastica” l’informatica come fosse “pane quotidiano”… Gli altri sono gli altri, tu sei tu. Concentrati in ciò che ti piace, fai le tue ricerche, prova e sperimenta e, soprattutto, lasciati trasportare dalla tua curiosità e dalle tue passioni. Io non credo che non ti piaccia il computer, forse cerchi solo di trovare un compromesso con l’utilizzo di questo strumento. Io ci ho messo anni per riuscirci e adesso penso che, senza questo e senza la Rete, mi sentirei sperduta… Certo, sono un’attenta selezionatrice perchè, come ha scritto giustamente Andreas, bisogna discernere l’utile dall’inutile, il vero dal falso, il buono dal cattivo. Ma se non impariamo noi educatori, come potremmo educare le nuove generazioni?
    E poi… pensa anche che se non esistessero questi strumenti non ci sarebbe stata la possibilità per chi, come noi, ha voluto “rimettersi in gioco”: formarsi per educare, ma anche per educare noi stessi. 🙂
    Inoltre, ti dico una cosa… Quando mi sono iscritta alla Iul il primo esame che affrontai fu proprio Laboratorio Informatico. Il docente allora non era Andreas ma il corso lo affrontai con buoni risultati, così come l’esame. Dissi a me stessa che io non avrei mai potuto svolgere una tesi in questo genere di materie perchè la mia vocazione è decisamente orientata in quelle umanistiche. Ebbene… cosa è successo? Che colleghi iullini decisamente più “informatici” di me hanno svolto una tesi in materie umanistiche, e io… in Laboratorio Informatico! Ironia della sorte eh? 😉

  5. Flavia says:

    Anch’io come Roberta concordo in pieno con ciò che ha detto il prof: noi insegnanti ed educatori abbiamo un’opportunità da non farci scappare rappresentata dalle nuove tecnologie. All’inizio utilizzavo il Pc unicamente per la videoscrittura, poi pian piano ho scoperto nuove funzionalità e potenzialità supportata principalmente dalle figlie che mi spiegavano come fare una presentazione con audio di sottofondo ecc..
    Poi ti appassioni. Quando presento una nuova applicazione ai miei alunni non mi soffermo troppo su tutte le strumentazioni, diventerebbe noioso, solo piccole indicazioni per una minima gestione, poi dico loro di esplorare, di provare. Alcuni sono titubanti, così li rassicuro dicendo che se sbagliano a schiacciare qualcosa non succede nulla, tutto può essere recuperato e che alcune cose nemmeno io le so, magari loro esplorando le scoprono e possono insegnarmele.
    P.S. una piccola soddisfazione personale: ora sono le figlie che mi chiedono indicazioni 🙂
    Auguri di Buon Natale a tutti

  6. Roberta says:

    Caro prof, condivido quello che dice a proposito dei figli che abitano nel cyberspazio e parlo per esperienza personale…se mi avvicino quando usano i social network chiudono tutto…anche come insegnante ci sono alunni che già in terza primaria li utilizzano e mi sembra abbiano in mano una bomba ad orologeria pronta ad esplodere…è fondamentale conoscere ciò che si utilizza…per questo motivo mi sono iscritta al corso iul e ce la metto tutta coraggiosamente per capirci qualcosa, anche se una mente un po’ antica come la mia fa tanta, tanta fatica…
    buon Natale Roberta
    PS da oggi “smonto” per un po’ da cybernauta…fino al 3 gennaio mi ritiro in Alto Adige senza Internet!

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