Coronavirus – un po' di fatti recenti

Mettiamo un po’ di fatti in fila. Poi non ho tempo per fare analisi. Ognuno si faccia la sua, leggendo con attenzione le fonti prima di esprimersi – ci vuole tempo.

Ricercatori nei campi dell’epidemiologia computazionale e genomica che stanno studiando COVID-19/SARS-CoV-2 sono impressionati dal successo dell’approccio sudcoreano: tempestività, test a tappeto soprattutto a caccia degli asintomatici, tracciamento persistente dei contatti di tutti i positivi. Poi, lockdown quanto basta, se possibile non estremo perché è economicamente molto pericoloso: https://is.gd/scienziati

Economisti, matematici e informatici riconoscono il successo del modello sudcoreano: https://is.gd/sudcorea

Su MIT Technology review si mette in evidenza il successo di Singapore, sostanzialmente in linea con quello sudcoreano: https://is.gd/mitsing

Un nostro studioso, Prof. Crisanti di microbiologia a Padova, in uno studio epidemiologico con test a tappeto condotto a Vò ha dimostrato che la grande maggioranza delle persone che si infetta, tra il 50 e il 75

Avremmo gli strumenti per eseguire tracciamenti sofisticati dei contagi, grazie alla Social Network Analysis. Vedi il lavoro fatto presso Il Network Science Institute di Boston, diretto dal fisico Alessandro Vespignani: https://is.gd/snacv

Le sfide complesse si vincono con gli strumenti della conoscenza, applicando approcci integrati – si veda come si cura il cancro, quando ci si riesce: tempestività e uso magistrale delle tre armi: chirurgia, chemioterapia e radioterapia. Non con discussioni su quale sia lo strumento migliore. Inoltre, le sfide complesse, sono sempre state vinte da coloro che tentano l’impossibile e non dai molti che sono tanto bravi a vedere solo gli ostacoli.

Vedete un po’…

Un commento su “Coronavirus – un po' di fatti recenti”

  1. Grazie, Andreas.
    Essendo nell’età a rischio + avendo fatto una forte polmonite l’estate scorsa + vivendo con mia madre che lei ha 97 anni e ha avuto un collasso cardio-respiratorio a gennaio – direi che nel complesso mi tenevo abbastanza seriamente informata sul COVID-19/SARS-CoV-2.

    Ciononostante pensavo di continuare la vita di prima: lavandomi le mani spesso, non stringendo quella di altri, sì – ma uscendo con i mezzi pubblici. Perché una cosa è sapere le cose intellettualmente, altra cosa è reagirvi intelligentemente e non con l’inerzia della consuetudine e/o il diniego.

    Perciò nel mio caso ci sono volute ripetute telefonate di mia figlia che vive a Venezia e quindi ha esperienza vissuta delle misure di sicurezza per farmi rinsavire: “Ti chiamo da figlia chioccia”, ha iniziato nell’ultima. Allora ho capito che è per davvero, non solo cose lette o sentite al telegiornale.

    Vabbé, oggi il governo svizzero ha preso misure simili a quelle in Italia, perciò forse avrei capito anche così, alla fine.

    Stammi bene

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