Assignments 3: Feeds, OPML, PLE

Ho rinfrescato il file OPML in anticipo perché sono arrivate molte persone.

Abbiamo introdotto i feed come uno strumento che serve a tenere d’occhio i siti web che ci interessano e che sappiamo essere vivi, uno strumento tecnico insomma.

In realtà l’impiego dei feed ha implicazioni ben più profonde che sono connesse ad un altro concetto, il Personal Learning Environment, che travalica parecchio l’ambito tecnico.

Vi chiedo di leggere un articolo che ho scritto recentemente su questo tema.  È lungo (!) quindi non vi darò nuovi assignment per una settimana. Poi potete scrivere un post sull’argomento.

PS aggiunto nel pomeriggio

Come si intuisce da ciò che ho accennato qui e soprattutto come vi sarà chiaro dopo avere letto l’articolo che vi ho indicato, in termini strettamente tecnici il PLE è composto dall’insieme dei vostri feed.

Tuttavia anche tanti altri riferimenti formano il PLE di un individuo, per esempio anche un eventuale raccolta di bookmarks in delicious.

Per gli studenti della facoltà di medicina

Un certo numero di voi scrive post che contengono aiuti di vario tipo inerenti all’impiego del computer e di internet. Io tendo a citarli nel Daily ma qualcuno mi può sfuggire e comunque rimane difficile andarli a ritrovare.

Propongo che chi ha scritto o scriverà post del genere crei anche il relativo bookmark in delicious utilizzando le due tag seguenti, oltre ad ogni altra che riterrà opportuno:

dlmed9, tutorial

La prima tag serve a contrassegnare i bookmark prodotti dagli studenti della facoltà di medicina (digital literacy medicina 2009), la seconda serve a contrassegnare i post scritti nello spirito del tutorial, cioè del “manuale”. Quindi, se scrivo un post che aiuta ad impiegare delicious potrò per esempio scrivere

dlmed9, tutorial, delicious, social, bookmarking

Sarà così facile andare a ritrovare i post di questo tipo. Se poi, nel bookmark mettiamo anche una ragionevole descrizione del post sarà ancora meglio.

Per gli studenti della IUL

Propongo la stessa cosa utilizzando tuttavia la tag

emiul9

per designare la classe di editing multimediale iul 2009.

Per esempio potremmo raccogliere i bookmark relativi ai siti web di riferimento dei software per produrre video di cui stiamo discutendo (questa è un’idea di Maria Grazia).  Quindi tali bookmarks potrebbero essere descritti dalle tag

emiul9, video

ed altre eventuali che ritenete opportuno.

13 thoughts on “Assignments 3: Feeds, OPML, PLE

  1. jessica ha detto:

    Salve prof,
    ho letto l’articolo e devo dire che mi ha condotto a fare diverse riflessioni.
    A proposito di ”coltivare le connessioni”,ciò può essere messo in atto soltanto se si ha una conoscenza adeguata,se si sa cosa è necessario per muoversi nella maniera migliore e in un mondo vasto come quello della rete informatica è difficile partire dal nulla e indirizzarsi verso il giusto traguardo..sicuramente la scuola non aiuta in questo settore poiché l’informatica, l’uso del computer (secondo la mia esperienza personale) sono stati sempre considerati degli elementi a cui non dare molta importanza e a volte addirittura considerate come una “perdita di tempo”. Oggi l’insegnamento scolastico è limitato segue degli standard ormai da tempo e non segue il passo della tecnologia,tende a rimanere legata alle conoscenze precedenti,basilari, che sono sicuramente importanti, ma da cui bisogna partire per scoprire e comprendere concetti più complessi.. eh sì!purtroppo è vero che “la scuola ci allontana dal mondo online”..Credo che ciò accada perchè c’è ignoranza e perché ,come dice lei,oggi si studia per lavorare e,di conseguenza,si lavora per guadagnare. E’ questa una delle rovine più grandi della società,questo modo di pensare non spinge,per esempio,gli insegnanti a motivare gli alunni indirizzandoli verso nuove conoscenze.
    “L’insieme delle vostre connessioni è il vostro orto”,ma come si può coltivare un orto nella maniera giusta se si hanno conoscenze superficiali?!”..
    Purtroppo la scolarizzazione è qualcosa di statico, non da la possibilità di “creare un proprio percorso”,anzi spesso impone implicitamente gli argomenti a cui dedicare maggior tempo perchè ritenuti più importanti e così tutti tendono a seguire quella scia ,soprattutto perchè si viene giudicati,non in base alle conoscenze acquisite,ma in base a quanto hai rispettato i consigli dell’insegnante..il mondo dei SN e della rete in generale è fantastico e unico proprio perché si ha la possibilità di scegliere su cosa basare le discussioni,quali argomenti approfondire e su quali confrontarsi..nessuno ti ascolta con lo scopo di giudicarti..”le masse possono esprimersi”,non c’è nulla di più entusiasmante,potersi esprimere liberamente a proposito di argomenti di ogni genere per poi confrontarsi con le opinioni altrui e quindi continuare ad arricchire le proprie conoscenze e continuare a crescere insieme a gente di qualsiasi parte del mondo..
    Credo anche che nell’ambito dell’informatica ci sia bisogno,almeno all’inizio,di qualcuno che ci dia delle dritte(mi riferisco a gente che,cm me,non è molto elastica nell’utilizzo del computer)e colgo l’occasione per ringraziarla di avermi dato la possibilità di volgere lo sguardo oltre l’orizzonte..
    Concludo dicendo che l’evoluzione di questi sistemi è fondamentale,in quanto annienta i limiti, la monotonia e quando la tecnologia si evolve,ovvero continuamente, proponendo innovazioni,la massa dovrebbe seguire il suo stesso passo..
    Jessica

  2. loredana messina ha detto:

    Salve prof, ho appena finito di leggere il suo articolo sulla rete, un po lungo , ma molto interessante.
    Ritengo a mio modesto parere, che internet, sia una cosa fantastica.
    Sapere che con un clic puoi conoscere in tempo reale cosa succede nel mondo, scambiare idde e opinioni con persone che magari non conoscerai mai.
    Vedere luoghi, musei che non avrai magari mai la possibilità di visitare.
    Certo per me che ho sempre amato viaggiare, uno zaino in spalla e scarpe comode sono tutta un ‘ altra cosa, ma è lo stesso molto affascinante.
    Il problema che come tutte le cose che non si conoscono, bisogna stare attenti, non abusare, soprattutto se si hanno bambini.
    Mai lasciarli soli davanti ad un computer.
    Quando eravamo piccoli c’ era il lupo cattivo delle favole adesso ci sono tanti lupi cattivi che approfittando dell’ anonimato fanno del male agli altri.
    La rete è anche questo, sta a noi sorseggiarla con moderazione.
    Mi scusi prof se sono andata un po fuori dal seminato, ma con gli imbranati come me dovrà avere pazienza.

  3. Lucia Boncompagni ha detto:

    Prof, nonostante la lunghezza dell’ articolo, l’ ho trovato interessante.La riflessione sulle connessioni mi ha fatto cambiare la mia attenzione verso le reti e internet che ho da sempre considerato come degli strumenti di ricerca e poco più. Internet è diventato un’ ondata rivoluzionaria, esponenziale. Chi non riesce a “cavalcarla”, rimane fuori dal gioco…La metafora del bosco, dalle piante che vanno ascoltate ,l’ immagine del maestro e della madre, mi hanno molto attirato. In alcune frasi e passi ho percepito per certi versi, un messaggio morale-filosofico oltre che informatico-didattico…il mondo tende per sua natura alla complessità ,all’ entropia eil numero di modi possibili per crearli è attraverso le connessioni, le reti, perchè al giorno d’ oggi gli strumenti con i quali si rispecchiano le nostre menti è proprio internet.
    Lucia B.

  4. annouk009 ha detto:

    Una nota di apprezzamento per l’incipit: folgorante! E’ propio vero che per percepire il nuovo in tutta la sua portata, si deve fare lo sforzo di lasciarsi andare, abbandonare da una parte i nostri preconcetti ed i nostri arroccamenti intellettuali. Spesso però è difficile lasciare il castello di “certezze” che si hanno e farsi prendere completamente dalle novità…

    Adoro le metafore, soprattutto quando sono evocative di mondi (ahimè) passati…in particolare quella del bosco: non avrebbe potuto trovare modo migliore di trasmettere ll concetto! Ognuno deve trovare un suo modo personale di costruire un background di riferimento da arricchire o ritoccare di volta in volta. ognuno ha un suo modo di avvicinrsi alle cose e di coglierne un aspetto particolare. In fondo questa è l’essenza della diversità, quello che ci rende unici.

    Quando fa l’esempio dell’ostetrica, non posso che pensare a mia madre, insegnante di scuola materna, una che questa professione la fa da 35 anni, con una naturalezza sbalorditiva. Diploma magistrale. Niente laurea. Non è una di quelle che la sente come una missione, però in quello che fa ci mette l’anima e a 59 anni riesce ancora ad essere entusiasta di quello che fa e a trasmetterlo anche a noi a casa. Dovreste vederla quando è in mezzo ai suoi bambini e non potrò mai dimenticare l’attenzione di tutti quei bambini (28!!) di cinque anni, quando l’ho vista, una volta che son capitata per caso nella sua scuola, mentre raccontava loro la storia di Ulisse… un azzardo raccontare una roba così complicata a dei bimbi? Forse…però a giudicare da quei visi assorti direi proprio di no! Da qualche anno a questa parte però è richiesta la laurea per insegnare nella scuola materna…e allora giù la mamma a fare i peggio corsi di aggiornamento per stare al passo con le nuove e giovani colleghe…corsi di informatica, corsi di inglese, seminari di arte e chi più ne ha più ne metta! Che confusione gente! Da una parte l’insegnante della vecchia generazione che non fa in tempo a finire un corso che già ha rimosso metà delle nozioni ascoltate, dall’altra le nuove colleghe neolaureate che non hanno idea di cosa raccontare a quei poveri bimbi… Ma perchè in Italia ci deve essere questa trana tendenza a distruggere quelle poche cose che vanno bene? C’è proprio bisogno di tutte queste ultrastrutture per insegnare a dei bimbi i primi momenti di convivenza e condivisione? Mah!

  5. Silvia ha detto:

    Salve prof, finalmente ce l’ho fatta a leggere il suo articolo!
    Beh ha proprio ragione, internet è uno strumento veramente veramente utile al giorno d’oggi e spesso è un peccato non sfruttarlo a pieno, sia perchè non si è a conoscenza delle sue funzionalità o magari per pregiudizi che troppo spesso ci fanno giudicare male tale strumento.
    Internet è un’invenzione grandiosa, con cui si può fare di tutto, dal semplice svagarsi con qualche giochino a dei veri e propri corsi di formazione, di cui lei ne è un grandissimo esempio.
    Sicuramente, come ogni cosa, anche internet avrà i suoi pro e i suoi contro, ma tutto sta nel saper individuare ciò di cui si ha bisogno e il gioco è fatto, forse spaventa un po’ il linguaggio con cui si presenta, spesso sono usati terminologie derivanti dall’inglese e questo può creare un po’ di confusione, ma il messaggio da comunicare è che non bisogna farsi spaventare da questo gigante, ma cercare di comprenderlo, di fare un piccolo sforzo e tutto si risolverà con una ricompensa veramente ottima, e si scopriranno tutte le sue funzionalità che ci permettono di fare veramente di tutto.
    Quindi… non lasciamoci sovraffare dai pregiudizi e buttiamoci dentro!
    Silvia

  6. Anonimo ha detto:

    Buonasera prof,
    ho appena finito di leggere l’articolo da lei scritto, un po’ lunghino, ma sicuramente interessante, ora sono pronta per svolgere il mio assignment 3.
    Da circa 10 anni è esploso il “fenomeno internet”, infatti se penso a quando ero piccola, non ricordo niente di tutto ciò.
    Personalmente ritengo questo strumento utilissimo (oltre che estremamente veloce), ma allo stesso momento può risultare un eccellente veicolo di futilità.
    Si naviga, più o meno, in una grande biblioteca virtuale di dimensioni mondiali. Ritengo che internet sia lo strumento più rappresentativo dello sviluppo economico, culturale, tecnologico e sociale del nostro tempo.
    Basta pensare al mondo dell’istruzione, anche le università lo utilizzano (un esempio banale: la distribuzione del materiale didattico avviene in rete ed è accessibile a tutti).
    Internet permette di comunicare in modo interattivo, non si è semplici lettori o ascoltatori , ma si può partecipare attivamente alle discussioni.
    Ci tengo però a sottolineare che c’è un limite tra vita reale e quella virtuale, ovvero la vita “vera” non è quella in rete, internet è solo una parte della realtà.
    La scuola e l’Università dovrebbero usufruire maggiormente di questo strumento… sarebbe proprio interessante ricevere e poter disporre di un insegnamento interattivo, e invece siamo ancora “incollati” a quei libri, alle regole,siamo anche obbligati a seguire le lezioni, che a volte risultano pure noiose.
    Internet non è solo uno strumento che serve per conoscere “gente” e stare in contatto con gli amici, infatti permette anche di apprendere, e forse questo apprendimento che ci offre è “migliore” di altri, perchè aggiornato continuamente.
    La tecnologia avanza, e così come questa anche le scolperte (di ogni genere), e forse l’unico modo per stare al passo con i tempi è proprio internet.
    Adesso la saluto.
    Martina.

    PS: prof ci piace il suo insegnamento!!!

  7. Stella ha detto:

    Salve Prof,
    ho letto il vostro articolo..parecchio lungo e impegnativo a dir la verità ma al tempo stesso utile. Se devo esser sincera mentre dedicavo la lettura alle prime pagine non mi era ben chiaro “lo scopo” di tale articolo; poi, man mano che proseguivo con la lettura mi son accorta che ci ha reso disponibili molte nozioni base riguardante internet e la realtà di oggi. Concordo con lei quando ci parla di scolarizzazione e di come essa influisca non sempre positivamente sugli studenti; ci tengo a riprendere una frase scritta nel suo articolo: <> . Purtroppo oggi la scuola spesso risulta strutturata, codificata e dicotomica e spesso dedica forse troppo tempo all’insegnare attraverso metodi “non vivi”, ovvero i libri, e dedica troppo poco tempo all’apprendimento attraverso il “vivo”, ovvero internet!!!! Secondo me sarebbe molto più utile utilizzare di più lo stare online poichè ti permette di apprendere in maniera facile e meno “noiosa” e inoltre ti dà l’opportunità di poter scegliere fra più motori di ricerca e di avere un quadro più completo sull’argomento che ci interessa!! Come scrive lei, nel suo articolo, un tempo l’informazione era trasmessa dai nonni o dai padri..mentre oggi questa “abitudine” si sta perdendo e ciò non è positivo; sarebbe bello combaciare entrambe le cose; imparare nelle scuole attraverso i nostri “antenati” ed al tempo stesso attraverso l’evoluzione, internet e il futuro. Forse rimarrà solo un’utopia..ma chissà..magari in futuro si faranno passi da gigante “nell’informazione” e nella “formazione”!! Internet è una risorsa straordinaria che ci permette spesso, oltre ad imparare, di stabilire profonde relazioni umane e come dice lei <>!!!
    Devo essere sincera, ne è valsa la pena dedicare del tempo a leggere questo articolo perchè mi ha permesso di chiarirmi le idee su alcune nozioni riguardanti il mondo dell’informatica e mi ha dato l’opportunità di capire meglio cosa significa realmente stare online..
    Grazie Prof

  8. Martina ha detto:

    Salve prof,
    ho letto l’articolo e anche se di temi ne ha affrontati diversi, ho riflettuto sul giudizio che abbiamo su internet strumento spesso visto come un insieme disordinato di informazioni errate o troppe generiche oppure adorato perchè sempre reperibile e molto vasto…
    Secondo me questa concezione dipende anche da come è stato il nostro approccio con internet: perchè ad alcune persone è stato imposto di saperlo usare (es: per lavoro) altre invece (come la maggior parte di noi giovani) ci siamo un pò cresciuti e di frequente è stato uno strumento utile per ricerche scolastiche ecc. ecc. 😉
    Come lei ha scritto nell’articolo permette alle masse di esprimersi e di non rimanere mai sole.
    Sul web possiamo confrontarci e soprattutto apprendere liberamente senza un maestro che ti giudica costantemente (come accadeva alle elementari,almeno a me).
    Anche se la scuola dall’asilo all’uni crea in noi una notevole crescita culturale e sociale,ci permette di imparare a relazionarci…quindi internet e scuola sono due percorsi che possono e dovrebbero mescolarsi in modo da rendere migliore e più interessante l’istruzione.no??
    grazie prof. articolo molto interessante.

    un saluto Martina

  9. sara ha detto:

    professore ho letto con molto interesse l’articolo…infatti anche se non era proprio il mio sogno di queste cose ne ho sentito parlare spesso, infatti ho frequantato la scuola superiore di scienze sociali (la vecchia scuola magistrale ma un pò modernizzata!!!)…
    anche se ne avevo sentito parlare non avevo mai avuto una così larga visione della scuola, perchè comunque io studiavo il tema su quello che dicevano gli autori che lo hanno scoperto…
    ma io mi sono sempre fatta una mia idea, nel mondo di oggi ormai se non sai usare un cmputer, anche un minimo sei definito “fuori dal mondo”, proprio perchè io questi piccoli e compatti oggetti noi possiamo trovare migliaia di connessione con tutto il mondo, anche stando a casa propria davanti alla televisione, si può comunicare e si possono scambiare informazioni, curiosità e consigli…
    per quanto riguarda l’apprendimento io ritengo che le persone più grandi spesso non capiscano l’evoluzione che il mondo ha avuto, persano di poter ancora inculcare alle persone la scienza con l’obbligo, in opposizione c’è la bocciatura….ma nessuno in fondo si preoccupa di cosa veramente i ragazzi sentono in questo momento, che cosa e come i ragazzi vogliono conoscere…
    cioè nel senso, capisco che ci sono contenuti che si devono sapere obblgatoriamente, ma perchè continuare a puntare sulla monotornia della lezione frontale e non su una ricerca e uno sviluppo autonomo dell’argomento partendo da tracce, ovviamente con la disponibilità del professore per chiarimenti ed aiuti…
    ma credo che ancora debba passare molto tempo prima che ci possa essere una rivoluzione del genere, anche perchè secondo me dietro quel tipo di apprendimaneto ci sono moltissimo interessi non scolastici, ma questi pensieri è meglio lasciarli da parte…
    cmq è stato un articolo mlto bello, che mi ha creato ancora di più un idea su come io vorrei che i futuri studenti usufruissero dell’opportunità che gli vine data

  10. Donald ha detto:

    Ho letto l’articolo.All’ inizio non capivo proprio quale era il suo scopo ma mana a mano che andavo avanti con la lettura mi sono reso conto che questo articolo aveva una importanza notevole in quanto ci permetteva di avere qualche concetto di base su tutto questo complesso sistema di connessioni, reti, nodi……mi sono reso conto infatti che, dietro a tutti questi “clic” che facciamo per divertirsi, si nasconde un gigante complesso di regole e di leggi…
    Il punto che mi ha colpito di più è quello in cui lei parla della società della conoscenza intesa come una immensa sfera aperta nella quale la conoscenza è disponibile a chiunque e chiunque può contribuire a crearla.è proprio questa la “magia” dell’internet.
    Grazie prof
    Donald

  11. Eleonora ha detto:

    Buongiorno, prof.
    Ho letto l’articolo ed innanzi tutto la ringrazio per aver dato in maniera chiara un sacco di nozioni basilari per l’accesso alla rete. Le nozioni, purtroppo, fanno parte della mia estrazione classica: vengo appunto da un Liceo Classico di periferia, dove gli insegnanti (non tutti, ma molti) pensavano più a far valere il proprio io egocentrico mostrando la propria cultura, che non ad insegnarci: importanza dei voti, meritocrazia, competizione è ciò che meglio ho imparato da loro.
    Perchè questo cappello? Solo per dirle che in realtà ciò che mi ha più colpito del suo articolo è ilvoler far capire che la rete non può sostituirsi alla vita reale, ma deve esserne parte: non una dicotomia ma una unione, un andare a braccetto sostenendosi a vicenda.
    L’altro giorno, guardando come crere un account su Google, ho letto la parte che chiede di scrivere “Qualcosa che non riesco a trovare utilizzando Google” ed avrei voluto rispondere: l’odore acuto del mare in burrasca, quello dolce dei gelsomini in fiore e perfino qullo orrendo ma vivo che viene dai campi coltivati con concime biologico. Ho avuto timore di farlo, ma lei mi sta facendo ricredere: forza rete e forza vita vera, perchè l’ uno non esclude l’altro.
    Grazie ancora,
    Eleonora

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