Chiudiamo le scuole

È un pezzo che ho in animo di riportare questo pamphlet di Giovanni Papini. Fino ad ora però ho desistito perché non sopporto le mode e tutta questa emergenza di riferimenti al futurismo mi fa uggia. Non metto in dubbio che tanti di questi riferimenti siano appropriati ma in qualche caso mi sembra proprio che si tratti di echi casuali.

Sta di fatto che questo testo mi piace molto e rispecchia esattamente quello che penso della scuola. Siccome mi è appena capitato di rileggerlo rompo gli indugi e lo ripropongo qui.

Fu pubblicato da Vallecchi Editore a Firenze nel 1919 ma ora è quasi irreperibile. È disponibile invece presso

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7 thoughts on “Chiudiamo le scuole

  1. ty ha detto:

    Siamo sicuri che questo pamphlet sia stato scritto intorno agli anni venti e non l’altro ieri?!

    Ok, tutte riflessioni giuste ma…

    Forse non è tutta sbagliata questa benedetta/maledetta scuola! Non c’è proprio niente che salveremmo? La scuola la fanno le persone che ci vivono dentro, gli insegnanti e gli alunni. E allora se la troviamo così deprecabile perché non proviamo a fare qualcosa? Se sui banchi di scuola si imparano soprattutto cose inutili e anche quelle utili le conosciamo solo in modo superficiale (e sono d’accordo con questo) chi ci vieta poi di fare anche da se? Di approfondire?

    Si dice che le grandi rivoluzioni arrivano dal basso, e allora cominciamo! In barba a questa scuola cerchiamo di apprendere in maniera differente e non solo di essere studenti che hanno imparato a memoria più nozioni; magari domani saremo noi a poterla organizzare diversamente la scuola!

    Oppure continuiamo a lamentarci e tra cento anni ci ritroveremo a leggere il pamphlet di Papini commentando che si, effettivamente le cose stanno ancora così!

  2. iamarf ha detto:

    La soluzione perfetta non esiste ma accontentarsi di quella esistente perché fa comodo e tutto sommato ci si mangia bene in tanti, pur sapendo che si potrebbe fare molto ma molto meglio, non va per niente bene.

    Perché caro Luigi, ciò che oggi dà la suola potrebbe essere ottenuto in una frazione piuttosto piccola del tempo e delle risorse oggi richieste. Ovvero, nello stesso tempo e con le stesse risorse di potrebbe dare molto di più.

    È un sistema largamente sub-ottimale che istruisce un po’, mai quanto dovrebbe, deprime la passione e la curiosità quasi sistematicamente e spesso mortifica gli impulsi migliori che nella popolazione giovanile abbonderebbero. Educa al calcolo spicciolo e all’opportunismo, diseduca alla reale comprensione delle cose. Illude ad una semplicità che nel mondo non esiste.

    Di solito si accontenta chi gestisce il potere o le posizioni di privilegio.

  3. Luigi ha detto:

    chiudere le scuole?
    e perchè non anche gli ospedali?
    Così, come ognuno dovrebbe imparare per tentativi ed errori se non avesse la ventura d’incontrare qualcuno che lo aiuta ad evitare qualche errore insegnandogli come fare (pur consapevole che quel “come fare” è migliorabile), altrettanto eliminando gli ospedali solo i più fortunati o i più forti sopravviverebbero. Quanti casi di malasanità verrebbero eliminati d’un sol colpo!
    I superstiti potrebbero compiacersi pensando che sono tali perchè migliori. E gli altri? chisseneimporta.
    Tanto più dell’idea che una persona in quanto tale meriti aiuto a sviluppare le sue potenzialità. Ma che si arrangi.
    L’umanità è vissuta per migliaia di anni senza scuole ed ospedali. Ora che tutte le informazioni disponibili sono in rete, chi avesse la sventura di un incidente o d’una malattia se le cerchi e faccia da sè. Se poi da solo non è stato capace di di imparare a leggere e scrivere peggio per lui.
    Certo, come quando non c’erano le scuole, ci sarà qualcuno che si comprerà uno schiavo che faccia da insegnante ai suoi figlioli (a casa, non a scuola).
    La soluzione perfetta non esiste.

  4. Antonio Fini ha detto:

    Una provocazione intelligente e acuta, che dovrebbe servire almeno come stimolo al cambiamento…
    Poi, in questi tempi di terrorismo influenzale, quell’irresistibile riferimento alle “stanze polverose piene di fiati”!! Insomma, sono anche anti-igieniche, ste scuole!!! 🙂

  5. matteo ha detto:

    Tutto questo mi fa ricordare un vecchio articolo apparso sul Corriere della sera o la Nazione, non ricordo bene, in cui Muti a provocazione disse: “Chiudete i conservatori!”. Insomma allora il problema pare piuttosto generale (ma mai generalizzabile, e questo è il problema principale nel capire ed affrontare discutere problemi vasti di questo tipo forse, perchè affrontano e riguardano la società nella sua interezza ).
    Anche se nessuno in due righe e di colpo penso possa tirare conclusioni o aspirare a “verità”, mi torna pure in mente la critica che poi na ha fatto Uto Ughi dicendo che così in fondo non si risolve di certo il problema (anche se si sa che una provocazione deve essere violenta e quasi paradossale per fare attrito mirando all’opposto forse), e cosa dovremmo fare in questo modo rinunciareall’ istruzione in ogni forma; non che per questo ci si debba accontentare di come stanno le cose venire a compromessi e non aspirare a cambiarle.

  6. fà.. ha detto:

    penso che ormai siamo entrati i un sistema da qui solo alcuni voglio uscire…questo è un sistema che fa comodo a chi sta sopra e come dice nell’articolo la scuola, purtroppo anche la scuola funziona come una grande fabbrica in cui ci sn tanti dirigenti e operai… io comunque professore non direi che la colpa è solo delle istituzioni ma di tutta la società…e poi i giovani d’oggi, non dico tutti ma l’extra grande maggioranza ,vive oramai di superficialità, sono rimasti per troppo tempo nel buio per vedere come stanno le cose realmente, oppure anche se lo vedono fanno finta di niente..con questo non voglio essere pessimista ma penso che cercare di migliorare le cose sarà molto dura…come dice qui persino ai genitori fa molto comodo mandare i flgli a scuola. basta guardarsi in giro… oggi i genitori anzi che spendere un po di tempo con i propri figli gli accontentano con i regali…allora,i se ai genetori fa comodo mandare i figli a scuola mi dice chi lotta per cambiare questo sistema, e per salvare l’anima umana quando sta per mettere le ali….
    non bisogna solo cambiare la scuola, università o quant’altro ma il modo di pensare di questa società, i suoi valori (ammesso che ce li abbia)…

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