L’ottusità del potere

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Immagine che evoca l'idea di censura con labbra femminili barrate da unsegnale di divieto
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Flattr thisL’ottusità del potere è terrificante.

In Italia, il Premier Silvio Berlusconi, mantiene ostinatamente la posizione, nonostante le pessime performance del Paese, documentate da quasi tutti gli indicatori di salute economica e di progresso, e nonostante gli scandali che rendono l’Italia un paese tristemente unico al mondo. Ma lui resta.

I leader arabi si rivelano del tutto incapaci di capire che la formazione delle giovani generazioni, cruciale per la crescita economica dei rispettivi paesi, ha l’effetto collaterale di accelerare l’emancipazione sociale e culturale. Ma loro perseverano con i vecchi metodi.

Anche leadership democratiche, come l’amministrazione statunitense, peraltro molto incline a dare lezioni di democrazia al resto del mondo, rivelano ottusità quando emergono i loro lati oscuri.

L’isterica veemenza della reazione degli Stati Uniti, di fronte alle massicce quantità di cablogrammi  pubblicati da Wikileaks, non è quello che ci si potrebbe aspettare da una democrazia avanzata, in grado di leggere i cambiamenti cruciali della società.

La storia di Wikileaks ricorda quella di Napster, il servizio per lo scambio peer-to-peer di file musicali, chiuso nel 2001 a causa di violazioni del copyright. Napster è stato chiuso, ma da allora il business di distribuzione della musica è cambiato radicalmente.

Ieri, il sito della Electronic Frontier Foundation ha riportato un interessante articolo che descrive come

… una nuova generazione di siti web sul modello di Wikileaks sta popolando Internet – decentralizzando il concetto di whistleblowing e rendendo più difficile la censura dei pubblici dibattiti semplicemente tagliando i servizi di un sito.

In questo articolo ci si domanda se l’emergenza di una concorrenza di Wikileaks possa indurre una mutazione del whistleblowing rendendolo resistente alla censura. L’ho tradotto qui di seguito (qui la versione originale in inglese).


16 febbraio 2011
Emerge la concorrenza di Wikileaks: un futuro di trasparenza a prova di censura?
di Reitman Rainey

Dal momento in cui, il 28 novembre 2010, Wikileaks ha iniziato a pubblicare una messe di cablogrammi emessi dall’Ambasciata degli Stati Uniti, ha dovuto affrontare un attacco censorio che ha dimostrato come la libertà di espressione in rete sia vulnerabile quando gli intermediari rifiutano di ospitare dibattiti su argomenti scottanti. Quando i gestori dei pagamenti online e dei servizi web, o addirittura di software di visualizzazione, hanno tagliato i servizi, Wikileaks ha penato per rimanere online, subendo periodi di oscuramento e dovendo ridurre la quantità dei contenuti offerti al pubblico. Ma mentre la disponibilità dei contenuti di Wikileaks veniva ristretta, la domanda di informazione da parte dei lettori e degli editori dei media è rimasta alta. Ora una nuova generazione di siti web ispirati da Wikileaks sta popolando Internet – decentralizzando il concetto di Whistleblowing [1] e ostacolando la censura del dibattito pubblico semplicemente tagliando i servizi di un sito.

Stanno apparendo molti siti di whistleblowing; ecco una lista degli outsider:

  • OpenLeaks è il più noto fra i nuovi siti di whistleblowing. È stato creato da alcuni ex membri di Wikileaks, fra cui l’ex portavoce di Wikileaks, Daniel Domscheit-Berg, con lo scopo di superare la controversia nata sulla pratica di passare tutte le informazioni a delle testate giornalistiche, anziché pubblicarle in proprio. Con OpenLeaks, un whistleblower può decidere la modalità di pubblicazione e l’editore cui affidare i documenti.
  • LocalLeaks fornisce un servizio che distribuisce le informazioni a 1400 testate negli Stati Uniti. I whistleblower possono specificare i giornali ai quali destinare le notizie.
  • Rospil, creato dal giornalista Alexei Navlny, è un portale online per i whistleblower che vogliono condividere informazioni relative a fenomeni di corruzione in Russia. I gestori di Rospil stanno attualmente cercando esperti in grado di analizzare i documenti ricevuti in modo da garantire autorevolezza riguardo alla denuncia degli episodi di frode e corruzione nel governo.
  • RuLeaks è un altro sito russo di whistleblower. È un progetto del Partito Pirata Russo che si promuove come il “Wikileaks Russo”. Ha ottenuto l’attenzione di media internazionali dopo aver pubblicato una serie di foto che mostrano la sontuosa tenuta di Putin sul Mar Nero.
  • GreenLeaks.org (apparentemente titolare del marchio “GreenLeaks”) è un’organizzazione no-profit che fornisce una piattaforma online per la fuga di informazioni sulla natura, il clima e l’ambiente. Da non confondere con la successiva organizzazione dal nome simile.
  • Greenleaks.com, un’organizzazione giornalistica che pubblica, anch’essa, informazioni relative all’ambiente.

Esistono anche iniziative simili da parte di singoli media:

  • L’Al Jazeera Transparency Unit, è un portale online che consente di fare in modo sicuro l’upload di documenti, foto, audio, video e notizie. Il suo scopo è quello di “fare luce su attività di aziende o istituzioni governative che siano degne di nota e che andrebbero altrimenti perse”.
  • Vi sono voci che, il New York Times, di recente ampiamente coinvolto nella pubblicazione di materiali di Wikileaks, stia considerando la realizzazione di un proprio sistema di pubblicazione delle fughe di notizie.
  • Altre voci attribuiscono anche al Washington Post l’intenzione di realizzare un simile servizio..

Il fatto che questo tipo di servizi stia proliferando, non significa che questi non debbano affrontare gli stessi problemi incontrati da Wikileaks e Cryptome [2]. Fra questi sarà necessario proteggere efficacemente l’identità dei whistleblower, offire piattaforme adeguate per la gestione delle notizie, guadagnare la fiducia dei whistleblower, isolare notizie artefatte, e le reazioni aggressive delle aziende e delle amministrazioni governative. Tuttavia, un fatto è chiaro: la forte domanda da parte dei lettori e dei media renderà i siti web di whistleblowing un elemento strutturale del futuro giornalismo investigativo. Il taglio dei servizi di un singolo sito di whistleblowing non sarà mai sufficiente a impedire la diffusione in internet di informazioni veritiere su questioni politiche.


[1] Whistleblower è una persona che rivela al pubblico presunte attività illegali o disoneste che vengono praticate in una pubblica amministrazione, in un’azienda o in qualsiasi altra organizzazione privata.

[2] Cryptome è un sito web situato negli Stati Uniti creato da John Young e Deborah Natsios. Il servizio offre un repositorio di notizie relative a questioni di libertà di espressione, di crittografia, di spionaggio e di controllo da parte delle autorità.

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