Daily: “fuori tema” – voti – quiz

Sociogramma 7 giugno 2011. I nodi rossi sono studenti di medicina, i nodi blu cyberstudenti, il nodo celeste è il docente. Una linea che congiunge due nodi significa che almeno uno dei due ha fatto almeno un commento ad un post dell’altro.
Sociogramma 7 giugno 2011. I nodi rossi sono studenti di medicina, i nodi blu cyberstudenti, il nodo celeste è il docente. Una linea che congiunge due nodi significa che almeno uno dei due ha fatto almeno un commento ad un post dell’altro.
No, non sei andato fuori tema, Andrea.

The Course Of Monkey Island: nemmeno a farlo apposta, penso che sia stato il miglior videogame che potessi avere, perché è uno dei pochi che davvero, tramite ragionamenti (a volte anche difficili) e interazione col personaggio principale, Guybrush Threepwood, riesci ad avvicinarti in modo creativo e divertente al computer o comunque al mondo virtuale, a differenza degli sparatutto che sono più da salagiochi.

Ci sono studiosi di formazione che immaginano il modo di unire i videogiochi – del tipo che dici tu – alla didattica. Non è sfuggito a molti (più svegli) che se si riuscisse a far ottenere in ambito scolastico i ritmi e i livelli di apprendimento che molti giovani realizzano con certi videogiochi, si otterrebbero dei risultati strepitosi.

Dunque per me, il problema di come coltivare le connessioni, non si è mai posto. Però, parlando appunto con questa ragazza, ho capito che purtroppo ci sono persone che non sanno muoversi e proprio perché consce dei pericoli che si possono correre, preferiscono direttamente starne alla larga. Dunque, prima di cominciare a coltivarle queste connessioni, bisognerebbe che ci fosse un “sistema” sia scolastico, che sociale, capace di darti confidenza e accortezza con i mezzi che abbiamo a disposizione, per permetterti, un giorno, di essere in grado di sfruttare l’infinito potenziale che la rete ti mette a disposizione, per sapere come coltivarle.

Con questo tocchi un nodo cruciale dell’insegnamento contemporaneo: invece di relegare fra le “distrazioni” le novità tecnologiche che in gran parte le nuove generazioni trovano “naturali”, compito dell’educatore avveduto dovrebbe essere quello di sfruttare a fini educativi i nuovi linguaggi che tali tecnologie consentono di utilizzare.

Chi rifiuta il nuovo nascondendosi dietro alle citazioni di tanti grandi, dimentica o fa finta di dimenticare che erano maestri dell’arte di affrontare e volgere a buon fine il nuovo.

Altro che fuori tema …


Tornando a quello che dovrebbe essere il vero “fuori tema” della formazione, ovvero alle trite faccende di voti, ieri sera ho terminato il primo screening. Con questo ho inviato una mail a tutti coloro che hanno preso 30 o 30 e lode. Per i rimanenti assumo che non abbiano finito. Tuttavia, chi ritiene di non volersi più impegnare, mi può scrivere per sapere a che punto si trova e poi venire eventualmente a verbalizzare (orari in https://iamarf.org/per-contattarmi/). Chi invece vuole prendersela con più calma, può dilazionare il lavoro quanto vuole.


Chi vuole fare i quiz può venire nei soliti giorni dedicati alle verbalizzazioni – https://iamarf.org/per-contattarmi/ – entro un’ora dalla fine: entro le 13 se l’orario è 10-14, per esempio.

4 thoughts on “Daily: “fuori tema” – voti – quiz

  1. Maria Grazia ha detto:

    La “tradizione” vuole lo studio legato alla sofferenza e alla fatica. Qualsiasi apprendimento non conseguito attraverso la via del sacrificio è guardato con sospetto. Sarà parte dell’eredità lasciataci dalle istituzioni religiose che per tanto tempo hanno gestito l’istruzione… Io ho imparato a fare la maestra quando ho imparato a divertirmi con i bambini. E questo me l’ha “insegnato” un’altra maestra mentre lavoravamo insieme. Emerge così un altro elemento peculiare del “giusto” modo di apprendere: in solitudine. Ne deriva una sostanziale ignoranza di gran parte del corpo docente sulla modalità di condurre i gruppi o, almeno, di favorire il loro lavoro. Scappo a scuola. Buona giornata. 🙂

  2. Antonio Maiolino ha detto:

    Associare l’apprendimento al gioco… nella scuola italiana, è il percorso più pericoloso che un insegnante possa intraprendere.
    Si rischia di non essere presi sul serio (ovviamente) da colleghi (va bé), dal dirigente (si sopravvive) e dagli alunni (e qui la faccenda si complica).
    La relazione di proporzionalità diretta fra impegno/sofferenza e risultati scolastici è l’argomento ricorrente in sala insegnanti sopratutto in questo periodo
    scrutinoso… difficile percorrere strade alternative, sono quasi trent’anni che insegno nelle scuole superiori in prossimità dello svizzero confine,
    in tutta la mia esistenza non ho mai imparato nulla senza divertimento, ma credo di essere riuscito a contagiare un numero veramente ristretto di alunni…
    la faccenda è complessa oltre che complicata.

  3. Davide ha detto:

    Da bravo pedante faccio notare un refuso che da solo vale tutto il post – The Curse of Monkey Island (la Maledizione di M.I.) è diventato The Course of Monkey Island (Il Corso di M.I… ma forse bisognerebbe dire l’Unità Didattica di Monkey Island, per compiacere il Ministro).
    Il Corso di Monkey Island – meraviglioso, mi ci iscriverei domani.
    Che poi era il senso dell’intera faccenda, no?

    Su gioco e apprendimento toccherebbe iniziare un discorso molto lungo e complicato.
    Giocando si cresce.
    Eppure, proprio in questi giorni, qualcuno mi ha presentato l’equazione “gioco = sciocchezza” – giocare è un’attività inutile e irrilevante.
    Un troglodita da dare in pasto alle formiche rosse.

    E guai a presentare un progetto didattico che comporti un elemento ludico o di intrattenimento.
    Dies Irae!
    C’è gente che si prende troppo maledettamente sul serio, là fuori.

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