Lumache e gazzelle


Bello davvero il commento di Deborah, dal quale estraggo …

… c’è chi nasce lumaca e chi gazzella! Io sono nata lumaca e mi va bene così. Conosco tante gazzelle che vorrebbero far diventare tutti gazzelle e tante lumache che si disperano perchè vorrebbero rincorrere le gazzelle. Io ho passato anni a rimuginare su questo. Viviamo in una società del tutto-presto-fatto. Il povero Hillman si starà rivoltando nella tomba… L’unicità delle persone viene spesso calpestata e fatta a pezzi per rincorrere lo “status ideale” tanto sbandierato da questa società. Anche il silenzio, quel sano silenzio, a volte viene interpretato come un “non sapere”. In realtà è proprio dal silenzio che, spesso, scaturiscono tante sorprese, idee e novità.

Sentivo il bisogno di rifletterci, perché Deborah ha scritto cose che condivido totalmente, ma c’è un punto che vorrei approfondire un poco. Quando dice … c’è chi nasce lumaca e chi gazzella! …, in parte è sicuramente vero ma non solo. È una faccenda complessa: se ripenso a tutti, i tanti “inizi” che ciascuno di noi ha vissuto, gli inizi delle varie scuole, delle esperienze di lavoro, delle appartenenze a certe comunità, nella mia memoria c’è solo il modo “lumaca”. Ovvero se cerco di trasporre la visione offerta da Deborah sulla mia esperienza, ricordo solo di avere vissuto da lumaca. Poi, succede che da un certo punto in poi, per il semplice fatto che lungo molti anni ti sei occupato abbastanza costantemente di certe cose, ecco che scopri di essere visto come “gazzella”!

Ma non è vero, tu continui a sentirti lumaca, perché la ripida via della conoscenza, lungo la quale sei sempre all’inizio, può essere percorsa solo con il passo della lumaca, e con una congrua, ampia dose di silenzio, sì. A me la storia di Gengè, che ho riletto questa estate, mi ha fatto un’impressione enorme, perché se ti senti lumaca, e questo ha per te un grande valore, magari è il valore della tua vita, il riflesso di te gazzella è una cosa che ti può disturbare molto. Uscir di senno? Magari non proprio però …

Ora, venendo al nostro (per)corso, il mio tentativo di introdurvi una certa dose di caos, di dar corso a quante divagazioni possibili, può esser letto proprio così: indurre le persone ad esser lumache, perché per trovare la propria via nel caos, non si può correre, specialmente non dietro ad un burattino – il sottoscritto, nella fattispecie – ma bisogna procedere piano, osservare e ascoltare molto, e muovere i propri passi tenendo dietro più all’intuito che al ragionamento, almeno un po’.

Vedete bene che la “parti tecniche” che io vi offro, sono frammentate, disperse fra altri discorsi e anche meta-discorsi, cioè discorsi su ciò che stiamo facendo e come lo stiamo facendo. Questo è un modo, certamente sempre estremamente imperfetto, di rallentare e di offrire spunti molteplici, affinché ognuno possa approfondire quelli che gli sono più congegnali e utili per il proprio lavoro e la propria vita.

Sono perfettamente cosciente che tali pillole tecniche possono risultare troppo banali e noiose per taluni ma assai indigeste per altri. Questa diversità non la possiamo annullare. Io cerco, goffamente, di dare nel mezzo, più o meno. Invito tuttavia chi è più esperto a dare mano a chi lo è meno. Tanto per rimanere sul concreto, trovo assai pregevole l’opera di Gaetano e di Claude. Di grande pregio.

E mi piaciuto veramente tanto l’ultimo post di Serena, dove la scoperta del nuovo si è immediatamente tradotta in nuovi tentativi di scoperta. E non è un caso che Serena sia ora così sciolta, per così dire, perché è reduce da un MOOC (Massive Open Online Course), simile ad altri che anch’io ho frequentato come studente, un paio d’anni fa. Sono esperienze nelle quali si impara a muoversi autonomamente trovando la propria via in un contesto complesso, e i risultati si vedono.

4 thoughts on “Lumache e gazzelle

  1. Alessandra Fedele says:

    “Per trovare la propria via nel caos, non si può correre”… Credo di esser stata sempre lumaca: la mia spiccata emotività sovente sobbalza e mi ritrovo alle prese con un caos interiore che chiede e cerca equilibrio in tempi lenti di ascolto, riflessione e cura meticolosa e amorevole. Poi, è vero che coloro che incontriamo sulla nostra strada ci vedono lumache o gazzelle in relazione al qui e ora, tuttavia, mi vien da pensare che ci sono altri stati, oltre a questi, intermedi o accrescitivi dell’uno o dell’altro… Mi viene in mente un bradipo, per esempio, e forse non a caso. E’ un po’ così che mi sento, ora. Ho la sensazione di trovarmi di fronte a un dialogo molto ricco (apro frequentemente il mio Reader e la fioritura di post è sempre rigogliosa) e ho bisogno di ascoltare. Del resto, è la mia caratteristica e chi mi conosce lo sa bene. Insomma, io mi sento lumaca, ma percepisco chi mi circonda come gazzelle che, però, si dichiarano lumache, dunque io sono un bradipo? Caro Professore (in verità, non so più come chiamarla e questo m’inquieta, lo ammetto), effettivamente, più che disturbare, tutto questo fa sclerare…
    P.S. Riuscirò a partorire una stella danzante, in questo caos?!?

  2. M.Antonella says:

    In “La Scuola che Funziona”, (www.lascuolachefunziona.it),
    il nw di insegnanti,(e non solo), di cui Andreas ha parlato qualche giorno fa,
    Gianfranco Zavalloni, un DS di Cesena che però lavora, se non sbaglio, a Belo Horizonte in Brasile,
    ha fondato un gruppo, “Pedagogia della Lumaca”, la cui mission è quella di rispettare i tempi degli apprendenti, di tutti.
    Il passo, lento, verrà segnato dal docente non in ossequio ai programmi ministeriali da svolgere,
    ma scandito in base ai bisogni formativi degli studenti, in nome della centralità dell’alunno…
    Se volete saperne di più, seguite questo link…
    http://www.lascuolachefunziona.it/group/pedagogiadellalumaca?xg_source=activity

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