È – #loptis

Post iniziato ma poi perso ascoltando storie di Olocausto alla radio. Rinnovato orrore e sgomento – impossibile continuare. Lo lascio così, ridotto ai minimi termini – quel che può servire.


Antonella ha scritto

Mi piacerebbe ora capire come si fanno le “e” con l’accento maiuscole: non sopporto vedere l’apostrofo in sostituzione dell’accento

È dura, ma dobbiamo fare tutto il possibile affinché i nuovi media siano occasione di crescita anziché di regresso. E siamo convinti che la Qualità inizi dai dettagli.

Quindi grazie per la domanda, Antonella. Grazie anche per avere dato un’altra botta all’articolo da tradurre e discutere, come ricordato nel medesimo commento.

Avevo citato qualche tempo fa la questione delle vocali maiuscole accentate, ma non ho più voluto imporre la cosa, preferendo affrontarla quando qualcuno l’avesse richiesto esplicitamente. Naturalmente il caso di gran lunga più rilevante in italiano è quello della lettera È, che può facilmente apparire all’inizio di una frase.

Purtroppo non c’è una risposta semplice egualmente valida per tutti i sistemi.

Linux

foto del tasto di blocco delle maiuscole È il caso migliore: prima premere il tasto Caps Lock, poi premere la lettera accentata corrispondente. Caps Lock sta per Capitals Lock: blocco delle maiuscole. Talvolta è rappresentato da una freccia in su.

Non so se questa caratteristica è presente su tutte le distribuzioni di Linux. Sicuramente su Debian, Ubuntu e WiildOs che sono quelle che ho sottomano. Mi pare anche su Slackware, ma sono diversi anni che non l’ho più usata.

Windows e Mac

Per non farsi venire il mal di testa, e considerato che i più utilizzano correntemente programmi di Word processing come Writer di Libreoffice o Openoffice, o Word di Microsoft, la cosa più semplice è di utilizzare questi per fare le maiuscole.  Infatti questi programmi, quando si scrive una lettera accentata dopo un accapo o dopo un punto e uno spazio – … bla bla. È vero che bla bla … – trasformano automaticamente le minuscole accentate nel corrispondente maiuscolo corretto.

Altri modi con Windows…

Codici con il tasto Alt

Si possono rappresentare una varietà di simboli inusuali con combinazioni del tipo Alt+0200 – questa è la combinazione che dà luogo alla lettera È,  la si ottiene tenendo premuto con un dito il tasto Alt, e con un altro dito premendo in successione i codici 0, 2, 0 e 0; la lettera È appare quando il primo dito lascia il tasto Alt.

Un po’ macchinoso, specialmente con le tastiere compresse dei portatili, che non hanno il tastierino numerico separato, sulla sinistra. In questi casi, il tastierino numerico si può realizzare con l’attivazione del tasto speciale (di solito blu) che si chiama NumLock – o qualcosa del genere; con questo tipo di blocco premendo i tasti m, j, k, l, u, i, o, 7, 8, 9, si ottengono i numeri 0, 1 , 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 rispettivamente.

Applicazione mappa dei caratteri

In Windows c’è un’applicazione che si chiama Mappa Caratteri (CharacterMap). Si trova in Start e poi digitando Mappa Caratteri. In questa applicazione è facile copiare i singoli caratteri per poi incollarli dove si vuole.

Altri modi con Mac OSX

Codici con il tasto Alt

Ha già risposto Claude per quanto riguarda la lettera È:

Per la “È”, dipende dalla tastiera che usi: sulle tastiere “Italiano” e “Italiano PRO” (che cavolo sarà?) dei Mac, si fa con Majuscola+Alt+E. Sugli altri computer non lo so.

Altro trucco: copi quella È da questo commento, te la incolli in un file che salvi sulla scrivania, poi quando scrivi batti quella E’ che non ti piace. Alla fine del testo vai a ripescare quella È nel file salvato, poi fai “Cerca E’ e cambia in È”, poi: “Cambia dapertutto”

Applicazione mappa dei caratteri

Anche nel Mac c’è un’applicazione analoga. La si può attivare dal menu Modifica->Caratteri Speciali di molte applicazioni, oppure con la combinazione di tasti Opzione+Comando+t – il tasto Comando è quello con la mela, o una sorta di quadrifoglio, il tasto Opzione è il tasto Alt.

45 thoughts on “È – #loptis

  1. simouni says:

    io ho sempre copiato la maiuscola accentuata da word quando mi serviva. scappatoia veloce e semplice! invece non sapevo dell’esistenza della mappa dei caratteri! Mi ero sempre chiesta come si potessero fare certe lettere e segni ed ora finalmente ho avuto la risposta! Grazie!

  2. Maria Teresa says:

    Dettagli importanti che fanno la differenza.
    Anche io dalla tastiera del mio partatile non riesco ma il trucco della “mappa caratteri” facilita le cose.
    “È” 😉

  3. Giusi Po says:

    Devo dire che questo problema l’ho sentito porre da un docente ad un studentessa che aveva presentato un lavoro in cui il verbo È risultava con l’apostrofo, anziché con l’accento…
    In realtà il docente non ha dato spiegazioni alla studentessa sul come fare.. e per me è finito nel “dimenticatoio”.
    Ora ho provato i sistemi suggeriti, ma non so perché sul mio portatile, dove la tastiera mi sembra quella comunemente usata, non funzionano e così sono andata in start/ mappa caratteri…. E il gioco è fatto.
    Sono contenta anche di questa nuova scoperta, un tassello in più per cercare di essere più precisa.
    Grazie
    Giusi

    1. Andreas says:

      Un docente che corregge ma non spiega, ecco… insomma… vabbè…

      Per quanto riguarda il portatile, devi usare il tastierino numerico ma su quasi tutti i portatili, il tastierino si attiva solo con il tasto Numlock (o simile), come ho scritto, ma la procedura diventa francamente arzigogolata e non sempre funziona, in effetti…

      1. Claude Almansi says:

        Però allora facciamo anche un paragrafetto sugli aggeggi tattili: almeno con quelli IOS e Android, si possono impostare tastiere virtuali in un casino di lingue, e sono tutte molto ergonomiche – una volta che si è capito che basta premere più a lungo sulle lettere potenzialmente diversamente accentate per ottenerne la lista di varianti: io, da migrante tattile, ci ho messo parecchio, ma i più giovani ci arrivano subito.

        1. Luisella says:

          Eh già, le tastiere tattili risolvono un bel po’ di problemi, quasi tutti direi, oggi sono persino riuscita a scrivere correttamente il nome di una mia collega polacca! (tranne che per il fatto che spesso generano più refusi, ma quella è un’altra storia!).

  4. Mariantonietta#linf12 says:

    Bene, io ho il tasto Caps Lock, ho provato su un testo open office che sto creando ma non succede niente. Invece ho optato per la brillante idea di Francesco Martini con l’elenco e il copio-incollo. Pero’ voglio essere onesta, non avevo mai dato rilevanza a questa faccenda degli accenti. In questo percorso mi sta succedendo una cosa strana: parto da una situazione nata in Loptis e poi vago, trovo tantissime cose che non conoscevo. complice la nuova ” macchina” e forse la voglia di scoprire a forza di provare e riprovare. Piu’ che sulla scrittura sul “sistema ” e le sue doti nascoste. Non voglio evadere, ma faccio anche questo. rof. Riprendiamoci dalla sosta!! Spero stia bene.

    1. mariantonietta#linf12 says:

      Dimenticavo di sottolineare che non ho mai dato rilevanza perchè avendo la sezione inserisci-Caratteri speciali…trovavo la scorciatoia, come io credo tanti di noi e non perchè pratico magie!Era solo una precisazione, ma noi dobbiamo riuscire a capire cosa c’è dietro, sporcarci le mani…con tutto.!

  5. Luisella says:

    Grazie Andreas e grazie a tutti per aver riesumato questo problema che mi perseguita da anni. Da ex traduttrice pignola, i dettagli mi sono sempre sembrati importantissimi. Un trucco che usavo, e che uso ancora, quando devo scrivere in francese, e devo fare l’accento circonflesso, è cercare su un motore di ricerca una parola che contiene quel carattere e poi incollarla dove mi serve.
    Molto pratico fare come dici tu Andreas, farsi un bel file con tutti i caratteri di cui si ha bisogno e poi copiarli da lí. Purtroppo il sostituisci non funziona con i caratteri francesi (come farebbe il word processor a distinguere le e su cui va messo l’accento circonflesso, ad esempio, da quelle in cui non va messo?) Una soluzione potrebbe essere usare un trucco come l’apostrofo dopo la e su cui poi sarà fatta la sostituzione, ma è forse un po’ macchinoso.
    In alcuni word processor c’è anche la funzione inserisci simbolo per inserire vari caratteri che in italiano non ci sono.
    Un’altra cosa che mi “rovina” l’esistenza, sono le ormai sempre più numerose persone (giornalisti inclusi), che non distinguono più tra un accento grave e uno acuto. Anche in italiano la differenza c’è!!!
    Se vado sui gruppi Facebook di insegnanti, poi, mi viene direttamente il mal di stomaco. Quanti errori!
    Quanti non sanno che prima della virgola e di qualsiasi altro segno di punteggiatura non ci vuole lo spazio, ma lo spazio va dopo! Esagero? A me uno spazio prima della virgola mi rovina tutta la poesia… Anche se la cosa scritta è interessante mi passa la voglia di leggere. Come si fa a insegnare queste cose? Ai nostri studenti tanto tanto, ci possiamo provare, ma ad altri adulti?
    Ricordo ancora un’aggressione che ho subito questa estate una volta che ho provato a scrivere in un gruppo di insegnanti cosiddetti 2.0 che non bisognerebbe usare formati non accessibili (tipo Calameo) per i nostri ebook… Non l’avessi mai detto. Sembrava fossi una talebana 😦

      1. Luisella says:

        Sì infatti! Uso Mac (e a scuola Linux). Ho un cordiale odio per Windows dai tempi in cui facevo la traduttrice e immancabilmente Windows mi si piantava facendomi perdere pezzi della traduzione (ero diventata una maga della copia di back-up, però che stress!). Solitamente uso sia Openoffice, sia Libreoffice, sia Word, però, come già dicevi tu in un altro commento, ormai scriviamo in molti contesti, tra cui questo dei blog, e alcuni trucchi funzionano solo con i word processor, non in altri ambiti.

        Però, rileggendo il mio commento sopra, quanti errori! Ho scritto in tutta fretta perché stavo uscendo… e purtroppo non posso nemmeno correggere dato che non ho i privilegi per farlo.

        Comunque se vuoi farlo tu ecco il commento senza errori:

        Grazie Andreas e grazie a tutti per aver riesumato questo problema che mi perseguita da anni. Da ex traduttrice pignola, i dettagli mi sono sempre sembrati importantissimi. Un trucco che usavo, e che uso ancora, quando devo scrivere in francese, e devo fare l’accento circonflesso, è cercare su un motore di ricerca una parola che contiene quel carattere e poi incollarla dove mi serve.
        Molto pratico fare come dici tu Andreas, farsi un bel file con tutti i caratteri di cui si ha bisogno e poi copiarli da lí. Purtroppo il sostituisci non funziona con i caratteri francesi (come farebbe il word processor a distinguere le e su cui va messo l’accento circonflesso, ad esempio, da quelle in cui non va messo?) Una soluzione potrebbe essere usare un trucco come l’apostrofo dopo la e su cui poi sarà fatta la sostituzione, ma è forse un po’ macchinoso.
        In alcuni word processor c’è anche la funzione inserisci simbolo per inserire vari caratteri che in italiano non ci sono.
        Un’altra cosa che mi “rovina” l’esistenza, sono le ormai sempre più numerose persone (giornalisti inclusi), che non distinguono più tra un accento grave e uno acuto. Anche in italiano la differenza c’è!!!
        Se vado sui gruppi Facebook di insegnanti, poi, mi viene direttamente il mal di stomaco. Quanti errori!
        Quanti non sanno che prima della virgola e di qualsiasi altro segno di punteggiatura non ci vuole lo spazio, ma lo spazio va dopo! Esagero? A me uno spazio prima della virgola mi rovina tutta la poesia… Anche se la cosa scritta è interessante mi passa la voglia di leggere. Come si fa a insegnare queste cose? Ai nostri studenti tanto tanto, ci possiamo provare, ma ad altri adulti?
        Ricordo ancora un’aggressione che ho subito questa estate una volta che ho provato a scrivere in un gruppo di insegnanti cosiddetti 2.0 che non bisognerebbe usare formati non accessibili (tipo Calameo) per i nostri ebook… Non l’avessi mai detto. Sembrava fossi una talebana 😦

        1. Claude Almansi says:

          Luisella, ti avevo già risposto alla prima versione, ma non sui formati inaccessibili di e-book come Calameo – o Iussuu, aggiungerei. Condivido pienamente la tua raccomandazione, e anch’io mi sono imbattuta nelle stesse resistenze.

          Per prima cosa è demente prendere un documento sanamente testuale, tipo PDF, e proporlo – manco fosse un video – in un player dove non solo i ciechi non lo possono leggere, ma nessuno ne può selezionare e copiare un pezzo, né aggiungervi annotazioni.
          Poi se uno proprio vuol far credere che un testo sia un video, allora meglio usare la versione “read online” che l’Internet Archive deriva automaticamente da un file testuale caricatovi: è altrettanto assurda di Calameo o Iussuu, però almento in cima c’è un link alla descrizione testuale con link ai vari altri formati accessibili, sulla Open Library,
          Esempio:
          https://archive.org/details/WithALittleHelp è la pagina/ dell’Internet Archive per “With a Little Help” di Cory Doctorow.
          – A sinistra, ci sono i link ai vari formati in cui può essere scaricato: PDF è il file originalmente caricato, gli altri sono derivati dal software dell’Internet Archive.
          – Se si clicca sulla versione Read Online (1), il testo appare sì in uno di quei cavoli di player, però in cima,c’è un link leggibile dalle sintesi vocali adoperate dai ciechi: With a Little Help on OpenLibrary.org.
          – Questa pagina OpenLibrary.org non solo dà i link ai formati disponibili sull’Internet Archive, ma anche molte altre indicazioni utili (dove comprare il libro o prenderlo a prestito in una biblioteca, ecc.).

          Dimenticavo: sugli spazi prima della punteggiatura: purtroppo in francese è una convenzione tipografica – benché non ortografica – sbattere uno spazio tra la parola e punto, puntovirgola e due punti. Un tempo soltanto Word lo faceva, e OpenOffice ne era immune. Adesso pure LibreOffice lo fa (e forse OpenOffice? Non l’ho reinstallato su questo Mac).

          (1) Purtroppo, da qualche tempo, l’Internet Archive embedda questa versione Read Online nella pagina, però lo fa in un modo che non dovrebbe troppo rompere le scatole ai ciechi che non la possono usare, almeno secondo l’emulazione di una sintesi vocale fatta con l’addon di Firefox Fangs.

          1. Andreas says:

            Brava Claude: demente. Esattamente.

            E anche con i PDF bisogna andarci piano, perché possono essere confezionati in molti modi diversi, anche in forme sostanzialmente grafiche nelle quali il testo non si può recuperare.

            Quella dei formati accessibili è una battaglia che va combattuta con tutte le forze possibili, è una questione di cultura, prima di tutto.

            1. Claude Almansi says:

              Hai ragione sui PDF immagini: me li ero dimenticati. La battaglia per i formati accessibili è anche una questione di cultura in un altro senso: la durabilità dell’oggetto. Un amico che era stato chiamato come consulente presso gli archivi nazionali svizzeri, alla domanda “come facciamo ad impostare un testo perché possa essere esportato come PDF/A [cioè per archivi]?” aveva risposto: “Beh, in questo corridoio, c’è l’ufficio della specialista di accessibilità: chiedetele come impostare un testo in modo accessibile: i requisiti sono gli stessi.”

              1. Luisella says:

                Sì infatti, la battaglia va combattuta, ma è dura! Si passa per fissati…
                In corsi/ambienti come questo si imparano tantissime cose (a me Calameo e Isuu non erano mai piaciuti, a pelle, non capivo cosa avessero di interessante, visto che per l’appunto trasformano un testo con delle immagini in un file ingestibile da tutti i punti di vista, ma solo grazie ai costanti riferimenti di Claude all’accessibilità ho capito quanto siano dementi questi formati, e quanto siano ingiusti dato che lasciano fuori ha problemi visivi!)

                1. maupao says:

                  Ops, io sto facendo uso di calameo e di youblisher per pubblicare sul sito della scuola il giornalino cartaceo e o i lavori di una mia collega che li rende disponibili. Sono d’accordo con voi sull’importanza di accessibilità. Per il giornalino sto cercando di convertire le mie colleghe all’uso del blog, in modo che i bambini scrivano direttamente il loro articolo. Per quanto riguarda il lavoro della mia collega, la vedo un po’ più difficile, perchè in pratica lei scannerizza le pagine dei quaderni, o inserisce foto per confezionare un pdf. Mi sembra comunque un accettabile primo passo quello di far mettere in rete il materiale, poi arriveremo a riflettere sulla modalità con cui è disponibile.
                  Dopo queste sollecitazioni sono carico, grazie!

          2. Luisella says:

            Grazie Claude per tutti questi approfondimenti super interessanti.
            Per quanto riguarda gli spazi prima o dopo la punteggiatura: nel caso del francese si capisce che si tratta di una convenzione tipografica, perché se non erro lo spazio c’è sia prima sia dopo. Ma moltissimi studenti (e docenti, e persone varie) mettono lo spazio prima della virgola, e il primo carattere della parola che segue subito dopo la virgola… è una cosa che proprio non capisco (i vari word processor in realtà ti sottolineano di rosso, o di verde, il pezzo di testo perché non va bene… però evidentemente molti non ci fanno caso).

    1. Claude Almansi says:

      Per fare lettere con il ^ in francese, in effetti il “sostituisci” è più complicato che per la maiuscola accentata in italiano: in italiano succede soltanto con È, quindi scrivi E’ poi fai sostituisci con l’incollato È e festa finita (beh forse ci sarebbe Àncora ad inizio frase, però non l’ho mai vista lì).

      Invece in francese ci sono â, ê,î, ô, û: sarebbe un casino di sostituzioni.

      Trucco alternativo: imposti il francese come lingua del documento, attivi il controllo ortografico poi scrivi senza i circonflessi: il controllo ortografico ti dovrebbe sottolineare quelle parole e suggerire la grafia con la lettera circonflessa – se ti terrai alla larga del passato remoto e del congiuntivo imperfetto, cioè: siccome esistono sia “il fut” che “il fût”, “il fit” che “il fît”, ecc, il controllo ortografico non reagirà alle forme senza accento. Ma tanto chi è che usa questi tempi in francese, al giorno di oggi?

      1. Luisella says:

        Giusto, anche quella è un’ottima soluzione!
        Il casino viene fuori quando devi fare un testo che contiene pezzi in varie lingue diverse, o una parola francese in mezzo a un testo italiano.

        Anche quello del controllo ortografico è un mistero… Perché pochissimi (studenti, docenti… liberi pensatori…) lo usano? A me compare sempre una sottolineatura rossa quando scrivo male qualcosa, mentre i miei studenti a volte consegnano degli obbrobri incredibili. Ma perché non sfrutteranno le potenzialità della macchina per scrivere in modo un po’ più decente?

  6. Nicola Grazzini says:

    Quando scrivo con Word uso una macro. Ho semplicemente registrato il trova e sostituisci per tutte le vocali seguite dall’apostrofo sostituite con la corrispondente accentata. Se poi la si associa ad un pulsante diventa comodissimo e veloce.

    1. Andreas says:

      Buona soluzione, però limitata a Word. Oggi si scrive in un sacco di luoghi – ad esempio questo – ed è necessario mettere a punto strategie per essere corretti, sempre.

    1. casteldelpiano1 says:

      Oggi mi rileggo questo https://iamarf.org/2013/10/11/non-solo-luci-loptis/ e mi rifaccio dall’inizio e brandelli dell’articolo tuo, Andreas mi risaltano di più agli occhi, quando affermavi :

      “Niente affatto amici, la vita reale è di qua e di là”

      “diabolica la lusinga nella sua semplicità”

      “venduto al diavolo se non l’anima? D’accordo, l’anima non sappiamo, ma pezzi di identità”

      Si può tornare indietro no? E la lezione non si impara mai abbastanza…

  7. Claude Almansi says:

    C’è un trucco che avevo rinunciato a descrivere nella risposta ad Antonella, non sapendo se funziona su tutti i computer. Ma visto che qui torni ampiamente sull’argomento:

    Almeno sui Mac, quando clicchi sull’icona che rappresenta la lingua della tastiera che stai usando in cima a destra dello schermo, si apre una lista a tendina con, tra altre cose, un’opzione “Mostra il visualizzatore di tastiera”. Se la clicchi ti appare una tastiera virtuale che corrisponde a quella vera, perciò puoi provare le varie combinazioni minuscole / maiuscole + con / senza tasto Alt premuto, finché non trovi quel dannato carattere che ti serve, senza dover battere tutta la tastiera nelle sue varie modificazioni in un vero file.

    Questa opzione c’è anche con Windows e Linux? La uso spesso quando devo impostare per il greco questa tastiera (fisica) svizzera francese: non è tanto intuitivo dover battere “maiuscola + à” per fare delle virgolette doppie in greco, ad es. 😀

    1. Andreas says:

      In questo momento sono in una biblioteca ed ho solo il mio fidato Ubuntu-Tinkpad. Qui c’è la stessa cosa che dici tu. Se non intervengono altri prima per documentare il caso di Windows, stasera guardo. Grazie!

      1. maupao says:

        Per Linux, a completamento di quanto dice Andreas, dipende molto dal gestore del dekstop e delle finestre che si adotta. In caso dei due più diffusi, gnome e kde, credo che questa funzione sia presente. Poi ci sono tante altre alternative, ad esempio xfce, lxde, Mate, Cinnamon, che magari sono un po’ più spartane e quindi con meno “accessori” che però si possono aggiungere.
        Il bello della varietà 😉

  8. Antonella C says:

    Grazie a tutti per i preziosi contributi! Nei prossimi giorni andrò a sistemare le “è” maiuscole presenti nella traduzione dell’articolo da tradurre e discutere.
    Antonella C

  9. map85 says:

    Non so se è stato già detto da qualcuno…
    Se si usa Word, si può convertire una lettera accentata nella corrispondente maiuscola accentata, digitando la vocale minuscola e subito dopo premendo contemporaneamente i tasti Shift + F3 (Maiusc + F3).

    1. monicoli says:

      Ho annotato tutte le soluzioni. Quella che mi ha sorpreso maggiormente? La scoperta di Mappa caratteri. Ogni giorno una scoperta…Quella che mi appare più easy and usefull per la mia memoria? Questa che suggerisci tu. Grazie!

  10. sandra says:

    Ciao,
    io col Mac a volte faccio così: scrivo la lettera accentata minuscola, poi dalla barra vado in FORMATO e dò il comando MAIUSCOLO.
    Et voilà, magicamente trasformata!

  11. casteldelpiano1 says:

    Scusate lo sfogo, ma per la verità negli ultimi 10 giorni ho sopportato il tracollo del mio blog (non ancora del tutto ripristinato, ci vorranno giorni di lavoro…), e anche questo odioso accadimento: http://lnx.martinifrancesco.net/wordpress/?p=4648 che mi ha fatto stare per due giorni con il fiato sospeso e adesso ci mancavano gli emirati arabi uniti…ma che storia è mai questa? Scoraggiata Nico…..

  12. http://lnx.martinifrancesco.net/wordpress/ says:

    Per le accentante maiuscole faccio così: un piccola pagina del blocco note con tutte quante sempre a disposizione copio-incollo. Ecco l’elenco:
    À (ALT + 0192)
    Á (ALT + 0193)
    Â (ALT + 0194)
    Ã (ALT + 0195)
    Ä (ALT + 0196)
    Å (ALT + 0197)

    È (ALT + 0200)
    É (ALT + 0201)
    Ê (ALT + 0202)
    Ë (ALT + 0203)

    Ì (ALT + 0204)
    Í (ALT + 0205)
    Î (ALT + 0206)
    Ï (ALT + 0207)

    Ò (ALT + 0210)
    Ó (ALT + 0211)
    Ô (ALT + 0212)
    Õ (ALT + 0213)
    Ö (ALT + 0214)

    Ù (ALT + 0217)
    Ú (ALT + 0218)
    Û (ALT + 0219)
    Ü (ALT + 0220)
    Comunque vorrei tanto sapere come mai dal mio account google, scopro che ho avuto diversi ingressi dagli emrirati arabi uniti….Solo l’altro mese avevo cambiato la pass per degli accessi provenienti dagli Stati Uniti: questo non è solo vendere l’anima al diavolo, ma di più…Andreas, che si può fare ???

      1. http://lnx.martinifrancesco.net/wordpress/ says:

        Ma se entrassero nella tua posta da un paese straniero, cosa penseresti? È un’intromissione nel mio account, in pratica non sono io ad entrare dagli emirati arabi uniti…e neppure dagli Stati uniti, a meno che non lo faccia il mio iPhone a mia insaputa.
        Ieri sera però ho fatto un’altra interessane scoperta. Questa volta riguarda i miei accessi in fb: se entro in fb da casa, risulta che il mio account entra da Campagnatico, che è ad una cinquantina di km da dove mi trovo. Se invece entro dal computer di scuola, sempre nel mio paese, risulta che sono entrata da Castelfranco di sotto, vicino a Firenze…quindi la domanda è: chi, cosa, come tracciano i miei movimenti?

        1. Claude Almansi says:

          Neanche io avevo capito, Nicoletta: allora ti riferivi al log di attività che si apre quando clicchi su “Details” nella frase in calce all’inbox gmail, “Last account activity: 4 hours ago at this IP ([numero IP]). Details”?

          In effetti sarei preoccupata anch’io. Da me il log indica soltanto che a volte uso gmail con un macbook, a volte con un coso mobile.

          Quanto a facebook, non lo frequento molto, però so di altre web app che identificano il mio IP come situato in vari posti in Svizzera. Ad es. la pagina http://live.feedjit.com/live/b394ac31bf2f9f3d5a6dae02dbf1342e/0/ linkata al / che riferisce l’attività su blog http://etcjournal.com/.

        2. Andreas says:

          Cosa stai usando per avere le statistiche degli accessi a Gmail?

          Per quanto riguarda gli accessi fb – e in generale – la localizzazione geografica dipende dal provider che usi, dal tipo di network con il quale il provider raggiunge casa tua e con la localizzazione dei suoi nodi.

          Non è che ci sono dei “cattivi” che ti tracciano, è che la rete è inerentemente geografica, in lei rimangono le tracce di tutti quelli che passano, ovunque vadano e ovunque provengano.

          Se ti disturba essere tracciata, usa una VPN, Virtual Private Network. Paghi qualcosa e rinunci ad un po’ di velocità – esempio: http://www.anonine.com/. Oppure puoi usare Tor per navigare. Free, etico, ma rinunci a un po’ di velocità – a volte tanto – e non è detto che arrivi da tutte le parti. Insomma, i modi per girare liberi ci sono, ma richiedono un po’ di impegno e di sacrificio. Dipende dal compromesso che preferisci.

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